Golasecca, morto l’uomo che si è cosparso di benzina

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È morto l’uomo di 50 anni che alle sei di questa mattina si è cosparso di benzina chiuso nella propria auto dandosi fuoco davanti all’abitazione di famiglia di via Puccini a Golasecca, in provincia di Varese.
Il 50enne è spirato intorno alle 15 dopo il ricovero nel reparto grandi ustionati dell’ospedale Niguarda di Milano in seguito alle gravissime ustioni riportate.

L’uomo si è dato fuoco sotto gli occhi di moglie di 42 anni, e figlia di 13 anni, entrambe sono rimaste gravemente ustionate nel tentativo di salvarlo.

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La Cgil depositerà quattro quesiti referendari in Cassazione

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La Cgil dà il via a quattro quesiti referendari: i primi due sui licenziamenti (uno sul superamento del contratto a tutele crescenti e l’altro sull’indennizzo nelle piccole imprese, previsti dal Jobs act), il terzo sulla reintroduzione della presenza delle causali per i contratti a termine; il quarto relativo agli appalti, sulla responsabilità del committente sugli infortuni sul lavoro.

Lo ha deciso l’assemblea generale, nell’ambito di una strategia complessiva di mobilitazione.

Dopo la deposizione dei quesiti in Cassazione, i controlli previsti dalle procedure e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, partirà la raccolta firme.
   

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Venezia, allarme bomba in piazza San Marco per una borsa ed un trolley abbandonati

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Una borsa ed un trolley abbandonati sopra le passerelle per l’acqua alta hanno fanno scattare l’allarme bomba in piazza San Marco. Le forze dell’ordine hanno transennato l’area tra il campanile e l’ingresso della Basilica.

Dalle prime indicazioni, i due bagagli erano stati notati poco prima davanti a Palazzo Ducale, lasciati incustoditi da alcune persone. Richiamate dagli agenti della polizia locale, i proprietari li avevano spostati, per poi abbandonarli nuovamente vicino al campanile di San Marco. Vista l’allerta internazionale, è scattato l’allarme per la sicurezza e gran parte della piazza è stata interdetta al passaggio in attesa degli artificieri.

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San Cesario sul Panaro, Flixbus si schianta contro il guardrail: muore un 19enne

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Grave incidente questa notte sull’A1 dove un pullman di Flixbus, partito da Milano e diretto a Roma, si è schiantato contro il guardrail all’altezza di San Cesario sul Panaro (Modena): è morto un ragazzo di 19 anni di origine congolese.

Ci sono anche sei feriti, nessuno è grave. L’impatto è avvenuto verso le 2.45, tra Modena Sud e Valsamoggia, al chilometro 174 in direzione sud. Il mezzo era partito da Milano con direzione Roma. La prima ricostruzione della dinamica indica che l’autobus ha fatto tutto da solo, perdendo il controllo e finendo contro il new jersey in cemento sul lato destro della carreggiata, per motivi da accertare.

L’autista ha 56 anni ed è di Alatri (Frosinone): è stato sottoposto ai test dell’alcool e della droga che hanno dato esito negativo. Secondo quanto si è appreso non stava parlando al cellulare che, come da prassi, è stato sequestrato dalla Polizia Stradale. Tra i sei feriti c’è anche il secondo autista, un uomo di 58 anni di Cassino (Frosinone). Per il difensore dell’autista, l’avvocato Giampiero Vellucci del foro di Frosinone, la verifica della velocità attraverso il cronotachigrafo ha stabilito che il bus non superava i limiti. “Essendo negativi i test su droga ed alcool, regolare la velocità di marcia, non escludiamo – ha detto il legale – che alla base dell’incidente possa esserci una causa esterna come la condotta di un altro automobilista oppure il passaggio improvviso di un animale sulla sede stradale”. Delle indagini si occupa la la procura di Modena.

Altri due feriti, riferisce l’Aou di Modena, sono stati portati al pronto soccorso dell’ospedale civile di Baggiovara: un 34enne del Ghana, dimesso con sette giorni di prognosi e un italiano 47enne (tre giorni). Altri tre sono stati portati al pronto soccorso del Policlinico di Modena: un italiano 28enne (cinque giorni di prognosi), un 21enne del Bangladesh (sette giorni), un indiano di 24 (sette giorni).

E’ rimasto chiuso per tutta la durata delle operazioni di soccorso il tratto dell’A1 dove c’è stato un incidente stradale, tra Modena e Valsamoggia. Il pullman, riferiscono i vigili del fuoco, ha impattato contro la barriera laterale per cause al vaglio. La squadra dei vigili del fuoco di Vignola è intervenuta per liberare dalla cabina alcune persone rimaste incastrate e fornire illuminazione e supporto logistico al 118 accorso con eliambulanza, automedica e quattro ambulanze e alle varie pattuglie della Stradale.

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Nigeria, imprenditore dona denaro e quattro donne muoiono nella ressa

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Almeno quattro donne sono morte oggi nel corso di una ressa durante una distribuzione di denaro in una città nel nord della Nigeria.

Lo ha reso noto la polizia precisando che questa mattina, donne e bambini si erano riuniti davanti all’ufficio di un ricco uomo d’affari nella città di Bauchi per ricevere 5mila naira (poco oltre tre euro ciascuno), una donazione destinata ad aiutarli per acquistare cibo durante il mese di digiuno musulmano.

Secondo alcuni testimoni, le persone tra la folla hanno iniziato a spingersi gli uni con gli altri per ricevere il denaro, provocando una calca pericolosa.
Stando al portavoce della polizia locale, Mohammed Wakil, l’ospedale ha accolto “cinque donne in condizioni critiche” ma “quattro di loro sono poi morte, mentre la quinta è ancora ricoverata in ospedale”. Secondo un responsabile di un’agenzia della sicurezza le vittime sarebbero invece almeno 17, e i feriti sarebbero numerosi.

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Mosca, Putin accende una candela in memoria delle vittime dell’attacco al Crocus City Hall

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Il presidente russo Vladimir Putin ha acceso oggi una candela in memoria delle persone uccise nell’attacco terroristico al Crocus City Hall di Mosca in una chiesa situata nell’area della residenza presidenziale a Novo-Ogaryovo situata nell’oblast della capitale.

Lo ha reso noto il portavoce di Putin Dmitry Peskov, citato dalla Tass.

Un video diffuso dal servizio stampa del Cremlino mostra il presidente che accende una candela davanti al crocifisso e si fa il segno della croce tre volte.

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Libano, colpito un sito di armi nella regione di Baalbeck

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L’esercito israeliano ha annunciato di aver colpito un sito di produzione di armi nella regione di Baalbeck, roccaforte di Hezbollah nel Libano orientale, al confine con la Siria.
“Aerei da combattimento delle forze di difesa israeliane hanno colpito un sito di produzione di armi nell’area di Baalbeck”, si legge in un messaggio pubblicato su Telegram.
Successivamente, prosegue l’esercito, sono stati avvistati “circa 50 lanci” dal Libano “in direzione del nord di Israele”.
Un numero imprecisato di questi lanci è stato intercettato e diversi dei lanciatori coinvolti sono stati colpiti dagli aerei israeliani.

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Kiev: “La Russia ha lanciato mille bombe tra missili”

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“La Russia ha lanciato mille bombe tra missili, droni e ordigni aerei contro l’Ucraina la scorsa settimana”: lo afferma il ministero degli Esteri ucraino. Kiev elenca 190 missili, 140 droni e 700 bombe aeree. “I nostri difensori del cielo abbattono praticamente tutti gli obiettivi, ma anche i più agili hanno bisogno di supporto per difendere il nostro popolo dal terrore russo”, ha affermato il ministero in un post su X.

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Roma, uomo gambizzato nel quartiere Magliana

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Spari in strada a Roma in pieno giorno: un uomo di 55 anni, con precedenti per droga, è stato gambizzato questa mattina nella zona del quartiere Magliana. Indagano i pm dell’antimafia. 

L’agguato è avvenuto in via di Pian Due Torri intorno alle 9.30. A dare l’allarme è stato un uomo che ha sentito gli spari e si è affacciato al balcone, vedendo così il ferito a terra. La vittima, ferita all’inguine, è stata trasportata in codice rosso in ospedale. Gli autori del raid si sono dati alla fuga a bordo di un’auto. Per terra sul luogo dell’agguato, avvenuto nei pressi dell’officina dove il ferito lavora, la polizia ha trovato e sequestrato due bossoli. 

Gli inquirenti acquisiranno le telecamere presenti nella zona. Il procedimento, per tentato omicidio, è coordinato dal sostituto procuratore Carlo Villani che ha affidato le indagini agli uomini della Squadra Mobile della polizia di Stato.

Kateryna Fruttaldo

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Roma, preside picchiato per aver sospeso un alunno

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Massacrato di botte per avere sospeso uno studente.

Ancora un episodio di violenza ai danni di un docente, anzi questa volta di un preside, massacrato di botte dal patrigno di un ragazzo che aveva sospeso per avere usato un linguaggio volgare. E’ accaduto il 15 marzo in una scuola paritaria nella periferia nord della capitale, l’Istituto San Gabriele.

L’aggressione si è consumata a scuola in una vera e propria escalation di violenza. L’uomo, che è il compagno della madre del ragazzo, si è presentato in istituto dopo che il giovane, uno studente, aveva ricevuto il provvedimento di sospensione.

Cercava il dirigente scolastico, Raimondo Pietroletti, che in quel momento era impegnato in una riunione. Prima la violenza verbale poi l’uomo ha fatto una vera e propria irruzione nell’ufficio chiedendo che il provvedimento venisse annullato.

Il dirigente lo ha invitato a calmarsi ma inutilmente. Dalle minacce e dagli insulti si è passati alla violenza fisica. Un’aggressione in piena regola che ha mandato il dirigente in ospedale. Un pestaggio che, stando a testimoni, sarebbe avvenuto davanti al figlio piccolo dell’aggressore. “Piangevano il dirigente e il bambino”, hanno detto alcuni genitori di altri alunni. Ad intervenire alcune insegnanti della scuola che hanno dato l’allerta e chiamato i soccorsi e le forze dell’ordine.

La scuola, un istituto cattolico fondato nel 1929 e abbastanza noto nell’area nord di Roma, ha inviato una nota a tutte le famiglie per informarle sul caso e descrivendo l’uomo come “visibilmente alterato”. Molti messaggi di solidarietà al preside descritto da molti alunni come “disponibile e comprensivo”. Vicinanza al dirigente è stata espressa dal ministro Valditara.

“La ferma condanna dell’accaduto e l’augurio, con tutto il cuore, di pronta guarigione al dirigente non bastano -dice Valditara- perché chi aggredisce un lavoratore della scuola aggredisce l’Istituzione stessa. È mio dovere, come Ministro, portare avanti, con determinazione, come sto facendo quotidianamente, ogni misura utile a ripristinare la cultura della legalità e del rispetto a tutela di tutta la comunità scolastica”. Solidarietà anche dal coordinatore di Forza Italia Roma Nord, Stefano Peschiaroli: “Spero che gli inquirenti facciano luce sulla dinamica dei fatti. Aggredire un preside o un’insegnante per aver messo una nota ad un alunno è un fatto grave che va condannato. Episodi di violenza che purtroppo stanno accadendo troppo spesso e hanno anche conseguenze negative nell’educazione delle giovani generazioni”.

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