Smart working, addio definitivo

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Il presidente del Consiglio nazionale dell”Ordine degli psicologi: “Non deve essere liquidato come un tema di emergenza, ma dovrebbe far parte di una riorganizzazione complessiva”. “Rispetto a quello che noi abbiamo potuto osservare – prosegue Lazzari – mantenere un certo livello di presenza all’interno dei contesti lavorativi è un fatto importante. Ma non c’è una risposta netta alla domanda ‘meglio smartworking o tutti in ufficio?’, non è un sì o no. Mentre si deve tener conto che oggi il lavoro da remoto deve essere una opzione offerta al lavoratore. Si può pensare magari – suggerisce – a metà giorni in presenza e l’altra meta a casa. Abbiamo bisogno flessibilità per le esigenze psicologiche del lavoratore, ma al contempo anche nel rispetto delle scelte delle aziende”.

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Partorisce in casa e mette il feto nel freezer

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Orrore nella periferia sud est della Capitale. Quando si è presentata al pronto soccorso del policlinico Casilino con una forte emorragia, ha raccontato ai medici che la fuoriuscita di sangue era dovuta ad una caduta dalle scale. Ma quando gli specialisti del reparto di ginecologia hanno approfondito la visita, hanno capito che quel flusso di sangue che non si arrestava era dovuto a un aborto spontaneo o ad un parto prematuro. La conferma all’ipotesi atroce dei ginecologi, è arrivata dopo l’invio del referto medico agli investigatori del distretto di polizia del Casilino che si sono presentati, in via Regalbuto alla Borghesiana, nell’abitazione della paziente per effettuare un sopralluogo per trovare tracce del parto o dell’aborto. La polizia scientifica, mentre ispezionava la casa ha trovato delle tracce di sangue che hanno confermato il dubbio atroce. Sono bastate poche domande, alla donna di 40 anni di nazionalità romena, che è scoppiata in lacrime indicando ai poliziotti, dove d’accordo con il marito, aveva nascosto il feto.

Nella cucina infatti, dentro al congelatore c’era un sacchetto di plastica con dentro un feto di una trentina di centimetri di circa quattro mesi. “Volevo che nostro figlio restasse per sempre con noi. Non l’ho ucciso. Mi sono semplicemente sentita male e ho avuto un aborto spontaneo in casa. Pochi giorni prima con mio marito ero stata in ospedale perché avevo dei dolori atroci ma i medici mi hanno rimandata a casa senza ricoverarmi”, si è giustificata la donna con gli agenti, che increduli e sgomenti, affidavano il cadavere alla mortuaria. La coppia di cittadini stranieri è stata denunciata alla procura della repubblica di Roma per occultamento di cadavere. Il sostituto procuratore di turno ha disposto l’autopsia per stabilire le cause della morte.

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Fuga di gas in chiesa, 40 ricoverati

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Ambulanza Bari

Quaranta persone sono finite in ospedale per una intossicazione da monossido di carbonio che si è verificata nella tarda serata di ieri a Pont Canavese (Torino) nella chiesa parrocchiale di San Costanzo durante la funzione religiosa. Dieci, tra cui un bimbo di otto anni, sono state costrette al trattamento in camera iperbarica. Nessuna è in gravi condizioni. Secondo gli accertamenti dei vigili del fuoco e dei carabinieri a provocare la fuga del monossido di carbonio è stato un guasto alla caldaia della chiesa.  

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Nuovo caso di Dengue in Italia

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Un ragazzo affetto da Dengue è stato ricoverato al Policlinico San Martino. Il ragazzo appena rientrato dall’Argentina si è presentato al policlinico quando ha riconosciuto i sintomi, ha detto, “ascoltando le campagne informative in tv e leggendole sui social”. Il ragazzo, ricoverato nel reparto infettivi, è comunque in buone condizioni di salute ed è già stato dimesso.

“Aver fatto divulgazione sulla dengue in questi primi due mesi del 2024 ha funzionato – ha detto l’infettivologo Matteo Bassetti – Un plauso quindi va a tutti, dal Ministero ai divulgatori che hanno spiegato che esiste un problema in Sud America. Ora sarà importante partire presto con la disinfestazione e i larvicidi che sono in capo alle amministrazioni locali”.

In Liguria a inizio marzo erano stati ordinati i vaccini contro la febbre Dengue, un virus tropicale trasmesso dalle zanzare Aedes, tra cui la zanzara tigre. Alisa aveva chiesto di bandire una gara per l’acquisto di una scorta annuale di 1.150 dosi da distribuire alle Asl e somministrare ai cittadini che ne faranno richiesta. Un mese fa l’Italia aveva innalzato il livello di allerta per le persone in arrivo provenienti in particolare dal Sudamerica, invitando alla massima attenzione non solo negli aeroporti ma anche negli scali marittimi soprattutto per i carichi di merci importante dai Paesi in cui è frequente il rischio di contrarre la malattia.

Il 22 marzo scorso Bassetti aveva sottolineato che il Ministero della Salute aveva fatto bene a “sollecitare le Regioni a una maggiore sorveglianza contro la Dengue. La Liguria è stata la prima regione italiana ad alzare l’attenzione su una problematica che riguarda molti Paesi e a sensibilizzare il personale medico sui sintomi della dengue: esantema, dolore alle articolazioni e alle ossa, tipico mal di testa caratterizzato da un dolore ‘dietro’ agli occhi”. 

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Raid di Israele su Damasco

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L’agenzia di stampa siriana Sana ha reso noto di un “attacco israeliano” contro un quartiere della capitale Damasco. L’attacco ha “preso di mira un edificio nella zona di Mezzeh”. Nelle vicinanze si trova l’ambasciata dell’Iran”. “Al-Mayadeen”, la rete libanese affiliata a Hezbollah, ha riferito su X di “esplosioni nel centro di Damasco”. Il ministro della Difesa siriano denuncia “molti morti e feriti” nell’attacco. Il ministero degli Esteri del Paese ha condannato l’attacco attribuito a Israele. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh), Ong con sede nel Regno Unito, i morti sarebbero almeno otto.

Il palazzo colpito “appartiene all’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran e aveva una bandiera”, riporta su X la rete iraniana Snn (Students News Network). 

Media internazionali, tra cui il canale saudita al Hadth, hanno riferito che nel raid è stato ucciso, tra gli altri, un alto comandante dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, Mohammad Reza Zahedi, esponente di spicco delle Forze Quds in Siria e Libano. Lo riportano anche i media israeliani.

occhio.com

Sant’Agata Bolognese, un morto e due feriti in un incidente stradale

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Un uomo di 48 anni ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto a Sant’Agata Bolognese.

Si è trattato, dalle prime informazioni, di uno scontro laterale fra due auto all’incrocio, regolato da un semaforo, fra via Montirone e via Ghiarone.

Per l’uomo di 48 anni alla guida di una delle due vetture non c’è stato nulla da fare. Altre due persone, una donna di 58 anni e un uomo di 47, hanno riportato ferite di media gravità. Sul posto è intervenuto il 118, con tre ambulanze e un’automedica, oltre a vigili del fuoco e carabinieri, per i rilievi di legge. La vittima si chiamava Angelo Russo, 48 anni, di origine campana ma residente da tempo nel Modenese. Era da solo alla guida di una Volvo che, dopo l’impatto con una Ford, si è ribaltata. Da una prima ricostruzione l’incidente, avvenuto a un incrocio regolato da un semaforo, potrebbe essere stato causato dal mancato rispetto di un ‘rosso’ da parte di uno dei conducenti.

Francesca Tufano

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Bergamo, donna 49enne uccisa dal marito

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Una donna di 49 anni è stata uccisa a coltellate dal marito, ieri attorno alle 14,30, nella loro casa di via Donizetti a Cologno al Serio, in provincia di Bergamo.

L’uomo, di nazionalità nigeriana come la moglie, l’ha accoltellata mentre i due erano a casa da soli.

Vani i soccorsi per la donna. Poco dopo l’uomo è stato arrestato poco dopo dai carabinieri di Treviglio.

occhio.com

Sequestrate due tonnellate di uova e colombe

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In vista della Pasqua il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute in oltre 840 ispezioni in laboratori di produzione ed esercizi di vendita di uova di cioccolato e colombe ha accertato irregolarità in 324 aziende, pari al 38%, ha contestato 574 violazioni penali ed amministrative per un ammontare di 425 mila euro, e sequestrato 2 tonnellate di alimenti, per un valore stimato in oltre 267 mila euro.

Sei i titolari di negozi deferiti all’Autorità giudiziaria e sequestrate oltre 300 colombe e uova.

Sono 15 i provvedimenti di chiusura o sospensione delle attività stimate in un valore economico superiore a 5 milioni di euro.

Albina Celentano

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Si è pentito il boss Francesco Schiavone

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Era uno degli ultimi irriducibili della camorra casalese, custode di importanti segreti, ma dopo 26 anni di prigione, la maggior parte trascorsi in regime del carcere duro, Francesco Schiavone, noto come Sandokan, capo indiscusso del clan dei Casalesi, ha deciso di collaborare con la giustizia.

Lo riporta l’edizione cartacea del quotidiano “Cronache di Caserta”. 

L’avvio del percorso di collaborazione da parte di Francesco Schiavone, soprannominato ‘Sandokan’, viene confermato dalla Direzione nazionale Antimafia. Secondo quanto si apprende la decisione sarebbe maturata nelle ultime settimane, durante le quali la Dna e la Dda di Napoli hanno svolto un lavoro con la massima discrezione. Schiavone è stato arrestato nel luglio del 1998 e da allora è recluso al regime del 41 bis. Anche due suoi figli, Nicola e Walter, hanno avviato alcuni anni fa lo stesso percorso ora intrapreso dal padre.

Dopo la notizia della decisione del super boss Francesco Schiavone ‘Sandokan’ di pentirsi, restano per ora irriducibili nella loro volontà di non collaborare con lo Stato l’altro storico capo dei Casalesi Francesco Bidognetti, noto come “Cicciotto e Mezzanotte”, in carcere dal 1993, e Michele Zagaria, catturato il 7 dicembre 2011 dopo sedici anni di latitanza. Tra i boss dei Casalesi che hanno deciso di collaborare con la giustizia compare invece anche Antonio Iovine, “o ninno”, arrestato nel 2010 dopo 15 anni di latitanza.

Schiavone fu arrestato nel 1998 e condannato all’ergastolo nel maxi processo Spartacus e per diversi omicidi; prima di lui hanno deciso di pentirsi il figlio primogenito Nicola, nel 2018, quindi nel 2021 il secondo figlio Walter. Restano in carcere gli altri figli Emanuele Libero, che uscirà di cella ad agosto prossimo, e Carmine, mentre la moglie di Sandokan, Giuseppina Nappa, non è a Casal di Principe. La decisione di Sandokan potrebbe anche essere un messaggio a qualcuno a non provare a riorganizzare il clan, un modo per mettere una pietra tombale sulle aspirazioni di altri possibili successori. La collaborazione di Francesco Schiavone potrebbe far luce su alcuni misteri irrisolti, come l’uccisione in Brasile nel 1988 del fondatore del clan Antonio Bardellino, oppure sugli intrecci tra camorra e politica.

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Pulmino con disabili finisce in scarpata, sei feriti

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Un pulmino dell’Anffas per il trasporto di disabili è uscito di strada ed è finito in una scarpata nell’Alto Sangro, tra Alfedena e Villa Scontrone (L’Aquila).

Sei le persone ferite, trasportate all’ospedale di Castel di Sangro (L’Aquila), il conducente e i cinque passeggeri, tra cui  un operatore dell’associazione Anffas. Intervenute ambulanze del 118 e l’elisoccorso. Il mezzo, che appartiene a un’associazione, è finito sul prato a qualche metro dalla carreggiata e si è adagiato su un fianco. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Castel di Sangro, per i rilievi, insieme ai Vigili del fuoco per la messa in sicurezza.

Uno dei disabili, 60enne, è stato trasferito nell’ospedale di Sulmona e ricoverato in prognosi riservata. Il mezzo Anffas stava riaccompagnando a casa gli utenti. I carabinieri, dopo aver raccolto le prime testimonianze, stanno cercando di capire le cause dell’incidente e hanno sottoposto la conducente del mezzo a tutti gli accertamenti.

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