Svizzera, tre morti per una valanga a Zermatt

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Tre persone sono morte e un’altra è rimasta ferita in una valanga nei pressi di Zermatt, una delle località sciistiche e alpinistiche più famose della Svizzera.

Lo ha reso noto la polizia cantonale del Vallese, precisando su X che “in serata le ricerche sono state sospese”.
La valanga, secondo le immagini video trasmesse in particolare su X, si è prodotta nel pomeriggio nella zona fuoripista di Riffelberg, sulle alture del comune di Zermatt.
Per cercare di aiutare le vittime sono state immediatamente dispiegate notevoli risorse di soccorso, compresi dei mezzi aerei.

Forti nevicate e venti molto forti hanno spinto le autorità locali ad allertare sul forte rischio di valanghe nelle regioni alpine della Svizzera meridionale.
Oggi, lunedì di Pasquetta, il pericolo era grande in alcune zone del Cantone dei Grigioni e del Vallese. “Ci si possono aspettare valanghe spontanee molto grandi, talvolta estremamente grandi”, aveva segnalato in giornata l’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (Slf).
Secondo il rapporto pubblicato il 27 marzo dall’Slf, quest’inverno quattordici persone, la maggior parte dei quali sciatori di fondo, hanno perso la vita in valanghe in Svizzera.
   

occhio.com

Catanzaro, 42enne muore in un incidente stradale

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Incidente stradale mortale nella notte a Catanzaro.

La vittima è un uomo di 42 anni anni, Gaetano Marco Froio, alla guida di un’auto Peugeot 206 Cabrio che, secondo una prima ricostruzione, per cause in corso di accertamento, avrebbe perso il controllo della vettura andando ad impattare violentemente con un lampione dell’illuminazione stradale.

Il decesso di Froio, originario di Squillace, barman conosciuto e apprezzato, è stato istantaneo. Il fatto è avvenuto in viale Isonzo nella zona sud del capoluogo calabrese. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del Comando provinciale che hanno provveduto ad estrarre dalle lamiere dell’auto il corpo del conducente, unica persona a bordo del veicolo. Presente anche una pattuglia della Polstrada che ha effettuato i rilievi.

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Bari, ucciso il figlio del boss Capriati

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In un agguato compiuto con diversi colpi di pistola è stato ucciso questa sera a Bari Raffaelle ‘Lello’ Capriati, figlio di Sabino e nipote di Tonino Capriati, quest’ultimo boss storico dell’omonimo clan mafioso di Bari vecchia.

Il delitto è stato compiuto nel rione Torre a Mare.
Capriati è stato condotto al Policlinico di Bari dove è deceduto.

Sul posto sono al lavoro uomini della squadra mobile della Questura di Bari, coordinati dalla Dda.
Capriati era stato scarcerato qualche tempo fa dopo aver scontato 17 anni per concorso nell’uccisione di Michele Fazio, il 15enne ucciso per errore a Bari vecchia il 12 luglio 2001.
   

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Nuoro, crolla il solaio di una casa abbandonata: muoiono due ragazzi

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Tragedia nella tarda serata a Nuoro.

Due ragazzi di 14 e 15 anni sono morti in seguito al crollo del solaio di una casa diroccata alla periferia della città. Molto probabilmente i due ragazzi stavano giocando all’interno dell’edificio quando c’è stato il crollo.

Le vittime si chiamavano Patrick Zola e Ethan Romano. La tragedia è successa poco prima delle 20. L’allarme è stato dato dalla mamma di uno dei due ragazzi.

Immediato l’arrivo sul posto dei vigili del fuoco del comando provinciale di Nuoro e dei medici del 118. Inutile l’intervento dei sanitari: i due ragazzi estratti dalle macerie dai pompieri, erano già privi di vita. Resta da stabilire il motivo per cui i due adolescenti si trovassero all’interno di quella casa. Sono in corso le indagini delle forze dell’ordine. Il magistrato di turno dopo il recupero ha disposto la rimozione delle salme, che sono state trasferite all’ospedale San Francesco di Nuoro in attesa dell’autopsia.

“Esprimo la più sentita vicinanza alle famiglie per questa tremenda tragedia. Di fronte a questo dolore non ci sono parole. Solo silenzio e sostegno alle famiglie. Da presidente porto l’abbraccio stretto di tutta la Sardegna”. Lo dice la governatrice della Sardegna, Alessandra Todde in merito alla morte dei due ragazzini.

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Finlandia, sparatoria in una scuola

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La polizia finlandese è intervenuta in risposta ad una sparatoria in una scuola a Vantaa, cittadina a pochi chilometri a nord di Helsinki.
L’allarme è partito all’apertura dell’orario scolastico, alle 9:08 ora locale, le 8:08 ora italiana.

La polizia è sul posto, lo riportano diversi media finlandesi. Ci sarebbero dei feriti.
Un uomo, il sospetto responsabile della sparatoria, è stato arrestato.

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Muore in un incidente, Gioia aveva 20 anni

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Nella notte tra sabato santo e domenica di Pasqua, la tranquilla comunità di San Benedetto dei Marsi, situata nella provincia de L’Aquila, è stata scossa da una tragedia che ha lasciato un segno indelebile nei cuori di molti. Una giovane di soli 20 anni, Gioia Muliere, ha perso la vita in un tragico incidente stradale che ha coinvolto lei e il suo fidanzato. L’auto su cui viaggiavano ha impattato violentemente contro un muretto, segnando prematuramente la fine del viaggio di questa giovane donna piena di vita. Una vera tragedia in un momento di festa per la comunità.

Gioia, descritta da chi la conosceva come una persona solare e appassionata di sci, aveva frequentato l’Istituto tecnico commerciale “G. Galilei” ad Avezzano. La notizia della sua tragica morte ha colpito duramente la comunità locale, portando dolore e sgomento in tutti coloro che l’hanno conosciuta e amata.

Il sindaco di Luco dei Marsi, Marivera De Rosa, ha espresso il dolore e la solidarietà della comunità per questa perdita improvvisa e devastante. Le parole sembrano impotenti di fronte a una tragedia così ingiusta, ma l’amministrazione comunale e tutta la comunità luchese si sono uniti nell’esprimere le più sentite condoglianze alla famiglia Muliere.

Ai genitori, al fratello Mattia, e a tutti i familiari vanno i pensieri e le preghiere di conforto in questo momento così difficile. La perdita di Gioia lascia un vuoto incolmabile nei cuori di coloro che l’hanno conosciuta, ma il ricordo del suo sorriso luminoso e della sua vitalità continuerà a vivere nei loro ricordi.

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Cannabis legale in Germania

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Entra in vigore, tra feste di piazza e aspre polemiche, la legge che liberalizza in Germania la cannabis per uso ricreativo. Una svolta storica in un Paese che è già il più grande mercato europeo di cannabis terapeutica da quando il governo l’ha legalizzata nel 2017. Secondo le nuove norme, i maggiorenni potranno girare anche con 25 grammi di cannabis e coltivare in casa fino a tre piante per il consumo privato. In una fase successiva, sarà consentita anche la coltivazione in club non-profit, ciascuno limitato a 500 aderenti e si creeranno programmi pilota regionali per le catene di approvvigionamento commerciale. Le nuove norme prevedono anche un’amnistia in base alla quale le condanne per reati legati alla cannabis, ormai diventata legale, dovranno essere riviste e in molti casi annullate. Le autorità regionali temono che il sistema giudiziario sarà sovraccaricato da migliaia di casi. Sarà, invece, ancora vietato fumare cannabis nei parchi giochi, vicino alle scuole, negli impianti sportivi – compresi gli stadi di calcio – e nelle strutture per bambini e giovani, e in presenza del pubblico. È inoltre vietato fumare cannabis in pubblico dalle 7:00 alle 20:00, come resta ovviamente proibito guidare sotto l’effetto della droga.

Il via libera del provvedimento è stato accolto allo scoccare della mezzanotte da manifestazioni di gioia in tutto il Paese: a Berlino, sotto la porta di Brandeburgo circa 1.500 persone si sono riunite, quasi tutti con il loro spinello in bocca, per dar vita a uno ‘smoke in’, il corrispettivo del sit in ad opera degli antiproibizionisti. Ma non tutti sono contenti delle nuove regole, approvate al termine di un aspro scontro politico in parlamento. Nel momento del voto finale, dieci giorni fa, il ministro della Salute, Karl Lauterbach, difese il testo dicendo che era stato concepito per frenare il mercato dello spaccio. Con una stima di 4,5 milioni di consumatori abituali di questa droga, il governo tedesco è convinto che sarà in grado di affrontare la criminalità legata agli stupefacenti garantendo un prodotto sicuro, di alta qualità e regolamentato. Di parere opposto diversi presidenti di Regione. 

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Londra, Re Carlo torna in pubblico

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Sorride. Saluta. Ringrazia. Il re “E’ tornato!” titola un sito d’informazione britannico. Carlo III riappare in pubblico per la prima volta dalla diagnosi di cancro che lo ha costretto da settimane, tra terapie e riposo, a ridurre drasticamente i suoi impegni. L’aspetto è buono, energia e umore sembrano incoraggianti, mentre all’uscita della funzione di Pasqua celebrata nella cappella di San Giorgio a Windsor lo attendono i sudditi: lui si ferma, li saluta, scambia qualche battuta, e sembra davvero grato per l’affetto con cui qualcuno lo esorta ad andare “avanti con forza”, perché gli ultimi mesi non sono stati i più facili a Palazzo e schiarite vere non se ne vedono ancora, come ricorda l’assenza di William e Kate nelle celebrazioni pasquali al Castello. Accanto a Carlo c’è la regina Camilla naturalmente, ma attorno al sovrano si stringe anche il resto della famiglia reale: la principessa Anna e suo marito Sir Timothy Laurence, Edoardo duca di Edimburgo, il principe Andrea e anche la sua ex moglie Sarah duchessa di York.

E non è solo un fatto formale, l’unità della famiglia in questo caso è l’unica forza capace di reggere la corona, il cui peso va facendosi particolarmente pesante date le circostanze. Non è un caso d’altro canto che nei giorni scorsi, in occasione della sentita messa del giovedì Santo, proprio il re aveva rivolto al Paese un appello speciale a “prendersi cura l’uno dell’altro”, soprattutto nei momenti di bisogno. Appello a cui il Regno sembra rispondere. Mentre l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, proprio durante la funzione pasquale, ha reso omaggio sia al re che alla principessa elogiando la loro “dignità”. “In ciascuna delle nostre vite ci sono momenti che ci cambiano per sempre”, ha detto Welby in apertura del suo sermone alla Cattedrale di Canterbury. Ha sottolineato l’ascolto con “compassione ed empatia” riservato a Catherine che rendeva pubblica la sua diagnosi di cancro e ha invitato a “pregare per lei e per il re nella loro dignitosa risposta e per tutti coloro che soffrono allo stesso modo”.

Così se per alcuni osservatori, come il biografo dei reali Robert Hardman, il ritorno in pubblico di Carlo III – anche dovesse trattarsi soltanto di una mossa da Pr nel tentativo di rassicurare il Paese – è da considerarsi un “notevole punto di svolta” rispetto a poche settimane fa. Ma non può riempire il vuoto lasciato dall’assenza dei principi di Galles e può soltatnto attutire lo shock ancora palpabile nel Paese per la malattia di Kate. William e la moglie hanno trascorso assieme ai loro tre figli e nella massima privacy queste giornate di festa, mentre da indicazioni circolate nei giorni scorsi l’erede al trono potrebbe già nei prossimi giorni riprendere i suoi impegni pubblici in coincidenza con il rientro a scuola dei figli George, Charlotte e Louis. 

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Il colosso della Formula 1 acquista anche la MotoGp

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Liberty Media, già proprietaria della Formula 1, si prende anche la MotoGp. Ad annunciarlo è stata la società stessa sul suo sito. “Liberty Media Corporation ha annunciato oggi di aver stipulato un accordo per acquisire Dorna Sports, SL (‘Dorna’), titolare esclusivo dei diritti commerciali del Campionato del mondo MotoGp, da Bridgepoint e Canada Pension Plan Investment Board – si legge nella nota -. La MotoGp sarà attribuita al tracking stock del Gruppo Formula Uno di Liberty Media“.

“Siamo entusiasti di espandere il nostro portafoglio di importanti risorse sportive e di intrattenimento dal vivo con l’acquisizione di MotoGp”, ha affermato Greg Maffei, Presidente e Ceo di Liberty Media. “La MotoGp è un campionato globale con una base di fan leale ed entusiasta, corse accattivanti e un profilo finanziario altamente generatore di flussi di cassa. Carmelo e il suo management team hanno costruito un grande spettacolo sportivo che possiamo espandere a un pubblico globale più ampio. L’attività presenta vantaggi significativi e intendiamo far crescere lo sport per i fan, i team, i partner commerciali e i nostri azionisti della MotoGp”. “Questo è il passo successivo perfetto nell’evoluzione della MotoGp e siamo entusiasti di ciò che questo traguardo porterà a Dorna, al paddock della MotoGp e agli appassionati di corse”, ha affermato Carmelo Ezpeleta, Ceo di Dorna. “Siamo orgogliosi dello sport globale che abbiamo fatto crescere e questa transazione testimonia il valore dello sport oggi e il suo potenziale di crescita. Liberty ha un incredibile track record nello sviluppo di asset sportivi e non potremmo desiderare un partner migliore per espandere la base di fan della MotoGp in tutto il mondo”.

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Insulti, sputi e torture: ragazzo gay massacrato

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Ennesima aggressione a sfondo omofobo sul corso principale di Scampia, a Napoli, intorno alle 19 di due giorni fa. A denunciarlo a Radio Pride è Simone, 23 anni. “Ero appena uscito dal Conad per comprare un uovo di Pasqua. Due ragazzi in sella ad uno scooter mi hanno avvicinato. Ho vissuto 20 minuti di puro terrore”, ha raccontato la vittima. Prima gli insulti verbali, poi si è passati dalle parole ai fatti: “Mi hanno chiamato ‘ricchiò’ – ha spiegato il 23enne – poi sono iniziati gli sputi e le cicche di sigarette spente addosso”. La fine dell’incubo solamente dopo che Simone ha minacciato di filmarli: “Ho detto loro che li avrei filmati, così avrebbero passato guai seri con la giustizia. Sono pronto a denunciarli. Non accetto più questo stato di cose”. Non è la prima volta, sostiene il 23enne, che viene aggredito perché gay. “Tuttavia, finora, ero stato vittima di meri insulti verbali. Questa volta si è trattato di una cosa ben diversa. Ma non voglio nascondermi, io li denuncio”.

La denuncia sarà sporta anche grazie al sostegno immediatamente concessogli dall’associazione Arcigay Napoli: “Il nostro avvocato è a sua completa disposizione – ha dichiarato il presidente Antonello Sannino – occorre combattere questi balordi. Si è trattato dell’ennesimo vile episodio a sfondo omofobo, tra l’altro molto violento, perché si parla di sigarette spente addosso e di sputi. Faremo tutto quanto nelle nostre disponibilità per ottenere giustizia”.

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