Tajani: “Non ci sono minacce legate al terrorismo islamico”

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Al momento in Italia “non ci sono minacce” legate al terrorismo islamico, “l’unico rischio che potrebbe esserci è di qualche lupo solitario per un effetto di emulazione, ma l’attività di prevenzione ha già dato risultati positivi”.

Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un Forum ANSA, ricordando il recente arresto di tre persone all’Aquila che potevano compiere un gesto terroristico.
Tajani ha ricordato tra le altre cose che “tutte le sedi sensibili dall’8 ottobre sono protette e controllate” e che “il ministro Piantedosi sta facendo un lavoro straordinario, insieme alle forze dell’ordine e dell’intelligence”.

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Cagliari, 20enne colpito da meningite

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Si trovava a Cagliari per una manifestazione sportiva e si è sentito male mentre giocava: trasportato in ospedale è stato ricoverato d’urgenza per una meningite di tipo B.

Un ragazzo di 20 anni di Olbia si trova attualmente all’ospedale Santissima Trinità di Cagliari.

E’ grave, le sue condizioni sono stabili e in lento miglioramento.
Lo sportivo è stato trasportato in ospedale domenica quando durante la partita ha accusato il malore. E’ stato ricoverato nel reparto di Rianimazione e in serata a causa di un peggioramento è stato trasferito per alcuni accertamenti all’ospedale Brotzu di Cagliari. Fortunatamente il suo quadro clinico si è ristabilito e già ieri notte è tornato al Santissima Trinità dove è tenuto costantemente sotto osservazione.
La Asl di Cagliari e la Asl Gallura hanno avviato gli accertamenti per ricostruire i contatti del giovane, capire dove ha contratto la meningite, e avviare la profilassi. “Il servizio di Igiene e Sanità Pubblica della Asl Gallura – fanno sapere – ha avviato tempestivamente l’inchiesta epidemiologica con la ricerca dei contatti stretti del ragazzo, la profilassi di familiari e conoscenti e la sorveglianza sanitaria, informando e collaborando anche con le Asl dei territori frequentati dal giovane negli ultimi giorni. Al momento i soggetti sottoposti a profilassi nel Nord Sardegna sono circa trenta”. Analoga la posizione della Asl di Cagliari che ha avviato “tutte le misure preventive profilattiche nei confronti dei contatti stretti” del giovane.

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Bari, ferito 20enne a colpi di arma da fuoco

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Un ragazzo di 20 anni è rimasto ferito all’alba di oggi a Bari mentre si trovava a bordo della sua auto contro la quale – a quanto si apprende – sono stati sparati alcuni colpi di arma da fuoco.

Il giovane è stato raggiunto alla gola da una delle schegge del parabrezza.

E’ stato soccorso e trasportato al Policlinico di Bari: lì i medici lo hanno medicato e dimesso qualche ora dopo.
L’episodio è avvenuto poco prima delle cinque del mattino in via Guglielmo Appulo, al rione Japigia. Sull’accaduto indagano i carabinieri.

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Milano, 22enne aggredisce la ex compagna e due dipendenti di una clinica

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Un giovane incensurato di 22 anni è stato bloccato nella clinica Città Studi, a Milano, dopo aver aggredito la sua ex compagna nella struttura sanitaria. L’uomo ha ferito con un coltello due dipendenti dell’ospedale e un cittadino intervenuti per difenderla. Nessuno dei feriti è grave. L’uomo si trova ora in caserma dai Carabinieri.

Secondo le prime informazioni, la lite tra i due sarebbe scoppiata prima verbalmente, e quando la donna si è rifugiata in un ufficio della clinica l’uomo ha cercato di seguirla, in modo aggressivo. A difesa della donna sarebbero intervenuti due dipendenti dell’ospedale e un altro cittadino, e a quel punto l’uomo avrebbe estratto un coltello ferendo i due con fendenti di striscio, e il terzo lievemente alle mani. Tutti sono stati portati in condizioni non gravi nel pronto soccorso della stessa struttura sanitaria. 

I tre colpiti dai fendenti sono due dipendenti dell’istituto, un impiegato e un infermiere, oltre a un paziente che ha riportato dei graffi alle mani. La tenuità delle lesioni è dovuta, pare, anche al fatto che il coltello usato avrebbe una lama molti piccola. 

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Israele, oggi la riapertura di alcune scuole

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Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato la riapertura oggi nella maggior parte del Paese delle scuole, che erano state chiuse sabato per motivi di sicurezza legati alle minacce provenienti dall’Iran.
Dopo aver valutato la situazione “si è deciso di riprendere da lunedì le attività educative in tutto il Paese” fatte salve però “restrizioni” nella zona di confine con il Libano e nelle località vicine alla Striscia di Gaza, ha indicato su X il portavoce dell’esercito israeliano Daniel Hagari.

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Città del Messico, precipita un aereo: ci sono tre vittime

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Un elicottero privato, utilizzato come taxi aereo, è precipitato nel sud di Città del Messico, causando la morte di almeno tre persone.

Non sono ancora chiare le dinamiche dell’incidente, ma le autorità messicane hanno avviato un’indagine per determinarne le cause.
Il ministero delle Infrastrutture, delle Comunicazioni e dei Trasporti ha fatto sapere in un comunicato che “l’elicottero si è schiantato a causa di un apparente guasto al motore sopra una struttura di riparazione di mezzi per il trasporto pubblico, nel quartiere di Coyoacan”, e che l’uomo che controllava il velivolo “era in possesso della licenza di pilota commerciale”.
Secondo i testimoni oculari, intervistati dalla stampa locale, il pilota avrebbe evitato, con un’ultima manovra, di cadere sopra un mercato di frutta e verdura, indirizzando l’aeromobile all’interno di un deposito per autobus.

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Pavullo, grave un uomo accoltellato durante un litigio

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Violenta aggressione ieri notte a Pavullo, sull’Appennino modenese.

Un uomo, di cui ancora non si conoscono le generalità, è stato accoltellato probabilmente nel corso di un litigio.

L’episodio si è verificato intorno all’una di sabato notte in località La Chiozza – Via Giardini Nord. Sul posto sono accorsi i sanitari del 118 con automedica, ambulanza ed elisoccorso, unitamente ai carabinieri di Pavullo, che si stanno ora occupando delle indagini. L’uomo è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Maggiore di Bologna ed è ricoverato nel reparto di Rianimazione in prognosi riservata. In corso accertamenti per ricostruire l’accaduto. L’aggressore, una volta individuato, dovrà rispondere di tentato omicidio.

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Castelfiorentino, morto il calciatore che aveva accusato un malore in campo

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È morto all’ospedale di Careggi il calciatore 26enne che ieri aveva accusato un malore sul campo dello stadio comunale di Campi Bisenzio (Firenze) durante la gara del campionato di Eccellenza tra Lanciotto Campi e Castelfiorentino.

Lo scrive il sindaco di Castelfiorentino Alessio Falorni, in un post su Fb.

Il ragazzo, Mattia Giani, originario di Ponte a Egola (Pisa), si è sentito male durante la partita di calcio. Le sue condizioni sono apparse subito disperate. La gara era stata sospesa. 

“Mi giunge, purtroppo, una terribile notizia. Mattia non ce l’ha fatta”, ha scritto il sindaco Falorni su Fb annunciando la morte del calciatore 26enne che militava tra i dilettanti del Castelfiorentino United e che si è sentito male nella trasferta a Campi Bisenzio contro la squadra del Lanciotto. Una tragedia terribile – ha aggiunto Falorni -. Un dolore straziante. Possiamo solo stringerci tutti assieme in un abbraccio fortissimo alla famiglia, e alla sua società di appartenenza. Riposa in pace”.
 Il giovane calciatore durante la partita di ieri ha avuto un arresto cardiaco sul terreno di gioco dello stadio comunale di Campi Bisenzio (Firenze). Il 26enne, originario di Ponte a Egola, si è accasciato a terra al quindicesimo minuto del primo tempo. Giocava come attaccante. Era cresciuto nelle giovanili dell’Empoli e poi in quelle del Pisa. Nella sua carriera calcistica ha indossato la maglia di Grosseto, Real Querceta e Tuttocuoio giocando anche in serie D.
Ha un fratello, Elia Giani, che gioca in Serie C nel Legnano.
Il Castelfiorentino United ha deciso di sospendere tutte le attività di allenamento delle proprie squadre. Messaggio di cordoglio anche dal Pisa calcio, che si stringe intorno alla famiglia.

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Indonesia centrale, 15 morti per le forti piogge

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Almeno 15 persone sono morte nella provincia di South Sulawesi, nell’Indonesia centrale, a seguito di forti piogge.

Lo ha reso noto l’Agenzia nazionale per la gestione dei disastri.

“Un totale di 15 persone sono morte e altre due sono rimaste ferite dopo essere state sepolte da una frana nel distretto di Tana Toraja della provincia di South Sulawesi”, ha dichiarato l’agenzia locale per la gestione dei disastri. La frana si è verificata ieri sera. Secondo quanto riferito dai residenti, risultano ancora due persone scomparse, presumibilmente sepolte sotto i detriti della frana”, ha detto il capo dell’agenzia locale per i disastri, Sulaiman Maila. Tana Toraja e le aree circostanti sono state colpite da forti piogge la scorsa settimana, ha aggiunto.
 L’Indonesia è soggetta a frane durante la stagione delle piogge e il problema è stato aggravato in alcuni luoghi dalla deforestazione, con piogge torrenziali prolungate che hanno causato inondazioni in alcune aree della nazione dell’arcipelago.

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Paternò, indagato il sindaco per voto di scambio

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Ci sono anche il sindaco di Paternò, Antonino Naso, eletto con delle liste civiche nel giugno del 2022, e un ex consigliere comunale ed ex assessore, Pietro Cirino, e un assessore dell’attuale giunta, Salvatore Comis, tra gli indagati dell’operazione ‘Athena’ dei Carabinieri.

Il reato ipotizzato, in concorso con due presunti esponenti del clan Morabito legato alla ‘famiglia’ Laudani di Catania, Vincenzo Morabito e Natale Benvenga, è di scambio elettorale politico-mafioso.

Cirino è tra i quindici destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il gip ha disposto gli arresti domiciliari con l’uso del braccialetto elettronico per un indagato e il divieto di esercitare la professione per un anno nei confronti di un avvocato. Per il legale è stata esclusa l’aggravante mafiosa.
E’ quanto emerge dall’inchiesta Athena, con 56 indagati, coordinata dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dai sostituti Tiziana Laudani e Alessandra Tasciotti, che, grazie alle indagini dei Carabinieri della compagnia di Paternò, oltre a fare luce sulle dinamiche criminali e sugli elementi di vertice del gruppo Morabito-Rapisarda operativo a Paternò e riconducibile al clan catanese Laudani, ha fatto emergere anche gli interessi dell’organizzazione nel controllo sistematico delle aste giudiziarie di immobili nelle province di Catania e Siracusa. L’inchiesta tratta anche presunte infiltrazioni nel voto delle amministrative scorse a Paternò con un presunto aiuto del clan Morabito ai tre amministratore indagati.
Per gli ammnistratori la Procura aveva chiesto un provvedimento cautelare che è stato rigettato dal gip Sebastiano Di Giacomo Barbagallo che ritiene sia da escludere la sussistenza dei necessari gravi indizi di reato riguardo alla posizione del sindaco Naso. Secondo il gip l’assunzione di due persone vinco alla cosca in un’azienda che si occupa di rifiuti e il presunto il sostegno elettorale “non appaiono prospettabili” e, citando un provvedimento della Cassazione, ricorda che ai fini della configurabilità del delitto di scambio elettorale politico-mafioso è necessaria “la prova che l’accordo contempli l’attuazione, o la programmazione, di un’attività di procacciamento di voti con metodo mafioso”.

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