Lombardia, 30 ordinanze di custodia cautelare per droga e associazione armata

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Un’operazione antidroga e antimafia in Lombardia ha portato a smantellare due presunte organizzazioni criminali e ad emettere 25 ordinanze di custodia cautelare in carcere più altre 5 ordinanze applicative degli arresti domiciliari nei confronti di altrettante persone, dimoranti in Lombardia, Piemonte e Calabria.
L’operazione, tuttora in corso, condotta dello Sco e dalla Squadra mobile di Como, sta coinvolgendo centinaia di investigatori delle squadre mobili di diverse province del territorio nazionale, ed è coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano.

Le persone coinvolte sono indagate a vario titolo per “associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti con l’aggravante dell’associazione armata, usura ed estorsione con l’aggravante del metodo mafioso, autoriciclaggio per aver riutilizzato i proventi dell’attività di spaccio per acquistare locali pubblici e finanziare società, intestazione fittizia, indebita percezione di erogazioni pubbliche, per aver ottenuto mutui attraverso fondi di garanzie per il tramite di documentazione falsa”.

occhio.com

Piazza Poderico, Manfredi e Caniglia consegnano ai bambini le nuove giostrine

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Si sono conclusi i lavori per il rifacimento dell’area giochi in piazza Poderico, nel cuore della IV Municipalità, che era stata vandalizzata e distrutta.

Questa mattina, infatti, alle ore 9 Maria Caniglia, presidente della IV Muncipalità, insieme al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, hanno consegnato ai bambini l’area giochi totalmente ristrutturata e rinnovata.

Dopo un costante lavoro anche piazza Poderico, sulla scia di quanto già realizzato a piazza Nazionale, viene restituita alla cittadinanza più decorosa e vivibile. La riconquista degli spazi messi a disposizione dei residenti è tra i principali obiettivi del lavoro posto in essere in questi anni dalla presidente Caniglia e da tutta la IV Municipalità.

Il programma delle installazioni, infatti, è ancora lungo e ne gioveranno tutti i quartieri del territorio.

Il sindaco ha salutato i bambini che hanno iniziato subito a giocare sulle giostrine.

Soddisfazione per la presidente Caniglia che ha così commentato: «Nel riqualificare piazza Poderico non posso non pensare alle giornate trascorse da bambina in questi luoghi. Qui sono cresciuta e qui ho imparato, nonostante le criticità del territorio, ad amare la nostra Municipalità. Oggi consegniamo un’area nuova e fruibile a tutti, proseguendo così in un’attività intensa, che pone al centro di tutto i più piccoli e le loro famiglie , affinché abbiano stima nelle istituzioni e crescano come cittadini liberi di vivere gli ambienti esterni.Le nuove giostre, comode e funzionali, rappresentano un simbolo di civiltà e inclusione, nonchè una risposta ai continui atti vandalici che spesso hanno provocato danni a discapito soprattutto dei più deboli. Dopo questo prezioso intervento seguiranno le installazioni in piazza Carlo III, nel Rione Luzzatti e in piazza Coppola».

occhio.com

Giappone, allerta per ipotesi di razzo da Corea del Nord

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Il Giappone ha il J-Alert, il sistema di allerta in seguito all’ipotesi che la Corea del Nord abbia lanciato il suo razzo per mandare in orbita un satellite.
Lo riferisce la Kyodo, secondo cui è stato emesso un ordine di evacuazione per i residenti della prefettura di Okinawa.
Il sistema di allarme rapido nipponico J-Alert ha riferito che la Corea del Nord avrebbe lanciato un missile, con il governo giapponese che ritiene possa trattarsi di un vettore balistico piuttosto che dell razzo per la messa in orbita di un satellite anticipato oggi.

Il lancio è avvenuto, infatti, dopo che la Corea del Nord ha notificato al Giappone un piano per lanci un razzo per il trasporto di satellite da oggi alla mezzanotte del 3 giugno, mettendo la regione in uno stato di massima allerta.

Pyongyang ha lanciato l’ultima volta un satellite spia militare per le sue ambizioni di potenza aerospaziale lo scorso novembre e da allora ha dichiarato di volerne lanciare altri tre quest’anno. Il piano voluto dal leader Kim Jong-un è al servizio delle potenziali rilevazioni preventive di attacchi a sorpresa da parte degli Stati Uniti e della Corea del Sud, ufficialmente il suo “principale nemico”.

Kateryna Fruttaldo

occhio.com

Soldato egiziano ucciso durante una sparatoria al confine con la Striscia di Gaza

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Una sparatoria è avvenuta al confine con l’Egitto.

Lo fa sapere l’Idf secondo cui l’incidente è “sotto revisione e discussioni sono in corso con gli egiziani”. I media israeliani parlano di un soldato israeliano che ha sparato verso l’Egitto, mentre siti e fonti egiziane riferiscono che un soldato egiziano è stato ucciso e altri sono rimasti feriti in uno scontro a fuoco scoppiato al valico di Rafah con le forze armate israeliane.

Fonti dell’Idf, citate da Ynet hanno fatto sapere che “sono stati i soldati egiziani ad iniziare a sparare contro una forza dell’Idf che passava attraverso l’area del valico di Rafah, provocando lo scontro a fuoco”, sottolineando che nell’incidente ci sarebbe un morto egiziano e altri feriti. Nel caos che ha accompagnato e seguito l’attacco israeliano su Rafah, che ha colpito anche tende di civili a ridosso del confine con l’Egitto, alcuni soldati egiziani avrebbero sparato in aria alcuni colpi di avvertimento.

Lo ha confermato una fonte egiziana di sicurezza di alto livello, precisando che alcune guardie sul valico di Rafah, a un centinaio di metri di distanza dal luogo dell’attacco, avrebbero sparato in aria per sedare il panico tra la folla, senza partecipare in alcun modo allo scontro in atto. Scontri di varia intensità tra militanti di Hamas e soldati israeliani si sono poi susseguiti nella Rafah palestinese. Ci sono state esplosioni e alcune tende hanno preso fuoco, riferisce all’ANSA una fonte egiziana di alto livello. La stessa fonte ha negato decisamente che ci siano stati scontri tra i soldati egiziani al confine e le forze israeliane, spiegando che i soldati egiziani avevano sparato in aria solo per sedare il panico ed evitare sconfinamenti, visto che gli scontri tra Hamas e i soldati israeliani insistono a soli 500 metri dall’Egitto.

Fabiana Pugliese

occhio.com

Reggio Calabria, uomo morto davanti all’ospedale “Morelli”

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Una persona di sesso maschile, di cui non si conosce al momento l’identità, é stata lasciata davanti all’ospedale “Morelli” di Reggio Calabria con gravi ferite provocate da numerose coltellate ed é morta poco dopo.
L’ipotesi che viene fatta dagli investigatori é che l’uomo, dall’età apparente di 40 anni, sia stato ferito altrove e portato successivamente nel luogo adiacente l’ospedale in cui é stato trovato dal personale del nosocomio.
Sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti e della Squadra mobile che hanno avviato le indagini e stanno cercando, in primo luogo, attraverso le testimonianze delle persone che si trovavano sul posto, di risalire all’auto a bordo della quale l’uomo è stato portato davanti l’ospedale.
La polizia ha informato dell’accaduto la Procura della Repubblica, che coordina le indagini.

Albina Celentano

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Pesaro, detenuto scappa da un centro fisioterapico ma poi viene arrestato

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Paura stamattina a Pesaro per la fuga di un detenuto 30enne, di origine magrebina, da un centro di fisioterapia dove era stato portato dalla polizia penitenziaria.

L’uomo ha approfittato della seduta fisioterapica per uscire da una finestra e fuggire per i campi vicini.

Scattate le ricerche, il 30enne è stato rintracciato e catturato dai carabinieri, insieme alla penitenziaria, a circa un chilometro di distanza dalla fuga. L’uomo era nascosto in un capanno agricolo: è detenuto nel carcere di Pesaro per scontare una pena relativa a reati come tentato omicidio e violenza sessuale, per fatti avvenuti a Milano, con fine pena 2029. Il 30enne è stato riportato in carcere in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto e del processo per direttissima previsti per domani. Erano stati mobilitati per le ricerche almeno 30 uomini delle forze dell’ordine. 

occhio.com

Nigeria, 150 persone rapite da uomini armati

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Uomini armati nella Nigeria centrale hanno rapito circa 150 persone nell’ultimo rapimento di massa del Paese.

Lo hanno reso noto oggi funzionari locali.

Gli aggressori in moto hanno preso d’assalto venerdì scorso il villaggio di Kuchi, nello stato del Niger, dove hanno ucciso otto persone e “rapito circa 150 abitanti del villaggio”, ha precisato il presidente del governo locale Aminu Najume. Una fonte delle Nazioni Unite ha fornito la stessa cifra sul numero dei rapiti, mentre un’agenzia statale di soccorso nigeriana ha affermato che ne sono stati rapiti più di 100.
   

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Lodi, 24enne in rianimazione dopo una rissa

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Una maxirissa tra una decina di persone è scoppiata nella notte in un bar di Sant’Angelo Lodigiano (Lodi) e un ragazzo di 24 anni è ricoverato in rianimazione in prognosi riservata.

Tre romeni incensurati residenti a Caselle Lurani (Lodi), padre e figlio di 42 e 24 anni, e un connazionale di 28 anni che abita a Melegnano (Milano) sono stati arrestati dalla polizia di Stato di Lodi per rissa aggravata, dopo che si sono fronteggiati con un gruppo di ucraini all’esterno e anche all’interno di un bar di viale Montegrappa.

Due ucraini di 53 e 24 anni, anche loro padre e figlio, quest’ultimo ricoverato in Rianimazione con prognosi riservata, residenti nel Pavese sono stati denunciati a piede libero con la medesima accusa. I poliziotti delle volanti anche esaminando i filmati della videosorveglianza del bar hanno accertato l’uso di un’ascia e di una livella da muratore come corpi contundenti, assieme ad alcuni arredi del locale e una sbarra metallica. Gli arresti sono stati convalidati in queste ore dal tribunale di Lodi, che ha disposto gli arresti domiciliari.

Nessuno degli indagati finora ha reso noto il motivo della rivalità che si ritiene covasse da tempo tra due dei romeni e i due ucraini. In seguito alla maxirissa, la via è rimasta chiusa al traffico per oltre 3 ore.

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Cianciana, arrestato l’uomo che ha cercato di uccidere moglie e figli

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Il gip del tribunale di Sciacca, Antonino Cucinella, ha convalidato l’arresto del  trentacinquenne di Cianciana, in provincia di Agrigento, arrestato giovedì scorso con l’accusa di avere provato ad uccidere la moglie e i figli di sei e tre anni, e ha disposto la custodia cautelare in carcere.

La decisione è successiva all’interrogatorio di stamattina di Alba nel carcere di Agrigento, nel corso del quale l’indagato – assistito dai legali Maurizio Gaudio e Luca Burgio –  si è avvalso della facoltà di non rispondere.

L’uomo è accusato di tentativo di triplice omicidio, sequestro di persona, resistenza a pubblico ufficiale, maltrattamenti in famiglia e detenzione di proiettile. Le condizioni dei figli – anche se il bimbo è in miglioramento – restano gravi. 

occhio.com

Rafah, il numero delle vittime sale a 45

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Il ministero della Sanità di Hamas ha aggiornato il bilancio delle vittime nell’attacco israeliano a Rafah, secondo il quale il numero dei morti è salito a 45.
La stessa fonte ha poi annunciato che le vittime in oltre sette mesi di guerra tra israeliani e palestinesi hanno superato quota 36mila.

“Almeno 36.050 persone sono state uccise nel conflitto, di cui 66 nelle ultime 24 ore”, ha affermato il ministero, aggiungendo che “81.026 persone sono state ferite” nella Striscia di Gaza dall’inizio della guerra quando i militanti di Hamas hanno attaccato Israele il 7 ottobre scorso.
   

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