Sondrio, tre militari della Gdf muoiono durante un’esercitazione

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Tre giovani militari del Soccorso Alpino della Guardia di finanza (Sagf) hanno perso la vita in un drammatico incidente avvenuto in territorio comunale di Val Masino, in provincia di Sondrio.

Secondo le prime notizie, i tre sarebbero precipitati dal precipizio degli Asteroidi.

L’incidente è avvenuto mentre stavano effettuando un’esercitazione. L’allarme è scattato pochi minuti prima delle 13. Le vittime sono tre militari di 32 anni, 25 e 22 anni, due della Stazione Sagf di Madesimo, uno di quella di Sondrio. Sul posto anche i carabinieri e il magistrato di turno della Procura di Sondrio, diretta da Piero Basilone. 

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Torino, arrestato terrorista dell’Isis

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È stato arrestato dalla Digos di Torino, guidata dal dirigente Carlo Ambra, Halili Elmahdi, 29 anni, considerato l’autore dei primi testi di propaganda jihadista scritti in italiano.
Marocchino naturalizzato italiano, è accusato di associazione terroristica dello Stato Islamico.
In manette era finito già due volte, nel 2015 e nel 2018 quando viveva a Lanzo, nel torinese, sempre con l’accusa di terrorismo e di legami con il Daesh di cui portava avanti una campagna di radicalizzazione e proselitismo condotta sul web.
Dopo la condanna gli era stata tolta la cittadinanza italiana.

A fine luglio del 2023 era stato scarcerato, ma per intoppi burocratici non era stato espulso. Secondo gli inquirenti durante la sua detenzione avrebbe rafforzato il suo credo fondamentalista, assumendo sempre più atteggiamenti violenti, all’interno del carcere, ma anche dopo quando è tornato il libertà.
   

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Omicidio della cognata, domani l’udienza di convalida per Adamo Sardella

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Si terrà domani alle 10 l’udienza di convalida dell’arresto per Adamo Sardella, il 55enne di Brindisi in carcere da domenica con l’accusa di aver ferito mortalmente la cognata, Irene Margherito, di 47 anni, morta ieri in ospedale a 24 ore dal ricovero in codice rosso.
L’interrogatorio si terrà nel carcere di Brindisi davanti alla gip Stefania De Angelis.

Irene Margherito fu colpita da un proiettile al capo domenica poco dopo le 13 al culmine di una lite lungo la complanare della statale 7 tra Mesagne e Brindisi. Il 55enne è accusato di omicidio volontario, del tentato omicidio del compagno della vittima e di porto abusivo di arma da fuoco. Le indagini per ricostruire la dinamica dell’accaduto sono coordinate dalla Procura di Brindisi e condotte dagli agenti del commissariato di Mesagne e della squadra mobile di Brindisi.

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Sacerdote condannato a sei anni e sei mesi per abusi sessuali su minore

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E’ stato condannato in primo grado a sei anni e sei mesi don Emanuele Tempesta, 32 anni, l’ex parroco vicario di Busto Garolfo, nel Milanese, arrestato il 15 luglio 2021 con l’accusa di abusi sessuali su minore.

Il pubblico ministero Martina Melita aveva chiesto una condanna a 11 anni al termine della requisitoria. La sentenza è stata pronunciata oggi dal collegio del tribunale di Busto Arsizio (Varese) presieduto da Giuseppe Fazio. Tra le pene accessorie anche il divieto di avvicinarsi a scuole o luoghi frequentati da minori. Oltre 20 le parti civili con risarcimenti compresi tra i 750 e i 2mila euro. Gli abusi secondo l’accusa si sarebbero consumati nell’abitazione del sacerdote dove solo alcuni dei piccoli sarebbero stati invitati per giocare ai videogiochi o fare due chiacchiere. Il sacerdote, assistito dall’avvocato Mario Zanchetti, ha sempre negato ogni addebito parlando al contrario di accuse infamanti. I minori, di età compresa tra i 7 e gli 11 anni all’epoca dei presunti abusi, sono stati ascoltati con la formula dell’incidente probatorio. Le motivazioni saranno depositate in 60 giorni. Molto probabile il ricorso in Appello.

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Villa San Giovanni, è una tredicenne la mamma del neonato morto trovato domenica tra gli scogli

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È stata rintracciata la madre del neonato il cui corpo senza vita è stato trovato domenica, con il cordone ombelicale ancora attaccato, all’interno di uno zaino abbandonato tra gli scogli a Villa San Giovanni, nella vicinanze degli imbarcaderi per la Sicilia.

Si tratta di una tredicenne di nazionalità italiana.

La ragazza è stata individuata nell’abitazione dei genitori, a Villa San Giovanni, dai carabinieri e dalla Squadra mobile di Reggio Calabria, che stanno svolgendo le indagini su delega della Procura della Repubblica e della Procura per i minorenni.

La giovane è stata portata in ospedale e ricoverata perché affetta da setticemia, conseguenza del parto che sarebbe avvenuto nello scorso fine settimana in circostanze sulle quali sono in corso le indagini degli investigatori. Sui particolari della vicenda inquirenti ed investigatori mantengono, al momento, uno stretto riserbo. Si é appreso, comunque, che il contesto familiare cui appartiene la tredicenne é particolarmente degradato.

Nella stessa giornata di domani dovrebbe essere disposta l’autopsia sul corpo del neonato. Lo scopo, in particolare, é di accertare se il neonato era già morto al momento del parto o se il decesso sia sopraggiunto successivamente. E, in quest’ultimo caso, quali siano state le cause che l’hanno provocato. Polizia e carabinieri, comunque, sono al lavoro per ricostruire l’intero quadro delle responsabilità connesse alla vicenda.   

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Firenze, perquisizioni della Digos sugli scontri del 23 febbraio

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In corso perquisizioni da parte della Digos nei confronti di alcuni studenti per i fatti del 23 febbraio scorso nei pressi del consolato Usa di Firenze quando ci furono tensioni e cariche con le forze dell’ordine a un corteo per la Palestina.

Resistenza aggravata il reato che sarebbe ipotizzato secondo quanto appreso. La manifestazione era stato regolarmente preavvisata per raggiungere piazza Ognissanti. Ma poi andò oltre: manifestanti avrebbero provato a raggiungere il consolato e partirono le cariche. Su quanto accaduto la procura ha aperto un’inchiesta. Lo stesso giorno ci furono le cariche al corteo di studenti a Pisa.

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Reggio Emilia, due minorenni arrestate per furto di gioielli per un valore di 50mila euro

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Due ragazze giovanissime, di appena 14 e 16 anni, sono state arrestate dalla squadra volanti della polizia di Reggio Emilia per furto pluriaggravato in concorso e ora si trovano nell’Istituto penale minorile del Pratello di Bologna in attesa dell’udienza di convalida.

Il ‘colpo’ è avvenuto lo scorso 23 maggio in una gioielleria di via della Croce Bianca, a Reggio Emilia.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori le due ragazzine, entrambe con precedenti per reati contro il patrimonio, dopo essersi introdotte all’interno della gioielleria ed aver messo in difficoltà l’anziano titolare con continue richieste, sono riuscite ad approfittare di un suo momento di distrazione portandolo all’esterno del negozio per visionare un gioiello.

Nel frattempo una delle due è rimasta dentro l’oreficeria ed è riuscita a rubare alcuni gioielli custoditi nel retro, all’interno di una cassaforte lasciata aperta. A questo punto il negoziante, per fermare il furto ha chiuso la porta della gioielleria con dentro una delle due ragazze e subito dopo ha chiamato la Questura. La seconda ragazza, rimasta fuori, ha tentato di rientrare, ma è stata bloccata dall’arrivo dei primi agenti.

Dopo aver restituito tutti i gioielli, per un valore di circa 50mila euro, le due ragazze sono state portate in Questura per accertamenti, grazie ai quali gli agenti hanno appurato che si erano rese responsabili, una decina di giorni prima, di un altro furto sempre nella stessa gioielleria e, pertanto, sono state anche denunciate per questo episodio.

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Rafah, 20 morti in nuovi attacchi israeliani

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Sette palestinesi sono stati uccisi e decine sono rimasti feriti in nuovi attacchi israeliani contro un’area di tende a ovest di Rafah.

Lo riferiscono autorità sanitarie palestinesi citate da Sky News e Al Arabyia. Gli attacchi hanno preso di mira le tende delle famiglie sfollate nell’area umanitaria designata a Mawasi, nella parte occidentale di Rafah, hanno riferito medici e residenti. I media di Hamas hanno riferito che il numero dei morti è pari a 20.
   

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Terni, 84enne trovata in possesso di cocaina

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Una pensionata 84enne è stata trovata in possesso di quasi 900 grammi di cocaina (oltre 50 mila euro il valore sul mercato) che erano nella sua casa di Terni e arrestata, ai domiciliari, dai carabinieri (misura poi sostituita dal giudice con l’obbligo di dimora in città e di permanenza domiciliare in orario serale-notturno).
L’intervento è stato condotto inizialmente dai vigili del fuoco per la segnalazione di una possibile perdita di gas in un condominio del centro.

Al piano seminterrato delle cantine, in un locale hanno però rinvenuto alcune tracce ritenute sospette, attivando l’Arma.
Sul posto è intervenuto personale già in servizio in zona per la prevenzione dei reati in materia di stupefacenti e del nucleo forestale di Stroncone, con un’unità cinofila antidroga del nucleo di Roma – Santa Maria di Galeria. La ricerca è stata quindi estesa all’abitazione della proprietaria della cantina, risultata – riferiscono gli investigatori – gravata da numerosi precedenti. I militari hanno quindi rinvenuto – si legge in una nota dell’Arma – quasi 900 grammi di cocaina, materiale per il confezionamento delle dosi e quattro bilancini di precisione.

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Dodici persone arrestate in Campania per traffico illecito di rifiuti

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Dodici persone sono state arrestate dai carabinieri del Noe nelle province di Napoli, Avellino, Benevento e Salerno nell’ambito di un’indagine nella quale vengono contestati a vario titolo i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, furto aggravato ai danni della Città Metropolitana di Napoli e corruzione.
L’ordinanza cautelare emessa dal gip di Napoli su richiesta della Procura fa riferimento a una serie di condotte illecite riscontrate dai militari durante circa sei mesi di accertamenti coordinata dal gruppo specializzato sul traffico di rifiuti della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
L’indagine è partita nel gennaio del 2023, grazie alle segnalazioni di anomalie della Sapna, società interamente partecipata dalla città metropolitana di Napoli che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani della area metropolitana del capoluogo campano.
Attraverso intercettazioni di conversazioni, video riprese e pedinamenti, i carabinieri hanno scoperto che nell’impianto per la gestione dei rifiuti di Tufino venivano smaltite tipologie di rifiuti di provenienza industriale, estranee al ciclo di raccolta dei rifiuti urbani.
Secondo gli inquirenti ad operare illecitamente era una associazione a delinquere composta da diverse figure professionali tra cui gli amministratori di alcune aziende di rifiuti speciali delle province di Napoli e Salerno, autisti di automezzi adibiti alla raccolta di rifiuti urbani e alcuni dipendenti infedeli dell’impianto di Tufino, che avevano organizzato, nei minimi dettagli, un articolato “modus operandi” grazie al quale riuscivano a smaltire illecitamente rifiuti speciali, di provenienza industriale, nell’impianto pubblico, a spese dell’Ente pubblico.

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