M5S, Conte: “Il destino non è nelle mani di Grillo”

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“Il destino del Movimento non è nella mani di Grillo. È nelle mani di un’intera comunità che deciderà del suo futuro all’assemblea costituente del prossimo settembre”.

Lo ha detto il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte commentando con i cronisti in Transatlantico le recenti dichiarazioni del fondatore pentastellato Beppe Grillo.
“Questa riflessione – ha aggiunto Conte – è già iniziata. L’assemblea congiunta, il consiglio nazionale: hanno parlato tutti e quindi abbiamo rinviato per le decisioni a questa assemblea costituente”.
“Di essenziale – ha poi proseguito – non c’è la singola persona. Di essenziale c’è la comunità che ormai è fatta da gente seria, matura, che deciderà del proprio destino”.

occhio.com

Caldo afoso, temperatura dodici gradi sopra la norma

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E’ ormai realtà l’annunciata ondata di calore che nei prossimi giorni porterà in Italia temperature superiori anche di 12 gradi rispetto alle medie del periodo. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, fa sapere che l’ondata di calore colpirà tutta la Penisola, compreso il Nord che finora aveva vissuto fasi relativamente fresche.

Nelle prossime ore in Sardegna si toccheranno punte di 39 gradi ad Oristano, in Puglia il termometro salirà fino a 36 gradi, In Umbria si registreranno a 35 gradi a Terni, mentre a Roma si arriverà a 34 gradi.

L’ondata di caldo sarà decisamente più potente tra mercoledì 19 e venerdì 21 giugno, ma entro sabato potrebbero arrivare dei temporali specie al Nord a mitigare un po’ la situazione. Solo localmente le temperature saliranno un po’ meno a causa di cieli più grigi o lattiginosi: sono previste infatti delle velature, specie sul fianco occidentale, con tanta sabbia del deserto che potrebbe in parte bloccare i raggi del sole. Nonostante le velature, la zona più calda durante il picco di metà settimana sarà il cagliaritano: sono previsti 44°C nelle zone interne più roventi e lontane dalla fresca brezza marina. La classifica delle province super canicolari vedrà ai vertici Benevento e Taranto con 41 gradi, mentre ad; Agrigento, Caserta, Foggia, Macerata, Siracusa e Terni si arriverà a 40 gradi. A 39 gradi arriveranno Ascoli Piceno, Catania, Fermo, Frosinone, Matera e Ragusa, e fra 38 e 39 oscilleranno Avellino, Chieti, Forlì, Isernia e, in particolare, anche Roma e Napoli.

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Latina, operaio perde un braccio e viene abbandonato

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“Gravissimo incidente sul lavoro oggi pomeriggio in una azienda agricola in provincia di Latina, nei pressi di Borgo Santa Maria, dove un lavoratore di nazionalità indiana addetto al taglio del fieno ha avuto un braccio staccato da un macchinario e riportato altre gravi fratture.

All’orrore dell’incidente si aggiunge il fatto che, invece di essere soccorso dai datori di lavoro, è stato scaricato come un sacco di rifiuti in prossimità della sua abitazione”. La denuncia e la notizia del grave episodio è della Flai Cgil.

“Sono stata contattata da un lavoratore che mi ha inviato la foto di un arto staccato – racconta Hardeep Kaur, segretaria generale Flai Cgil Frosinone Latina – spiegandomi che si trattava di un incidente avvenuto a un compagno di lavoro, che in condizioni disperate è stato scaricato in strada da un pulmino 9 posti. Non è un film dell’orrore, purtroppo è tutto vero! Qui non siamo solo di fronte a un grave incidente sul lavoro, cosa già di per sé allarmante ed evitabile, qui siamo davanti alla barbarie dello sfruttamento, che calpesta le vite delle persone, la dignità, la salute e ogni regola di civiltà. Questi campi, queste strade, questi borghi e contrade li presidieremo ogni giorno e per le prossime settimane saremo in tantissimi, perché non si può lavorare in queste condizioni”.

Il lavoratore è stato trasportato in eliambulanza a Roma.

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Malawi, spari durante un funerale: quattro vittime

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Un veicolo nel convoglio del corteo funebre del defunto vicepresidente del Malawi si è schiantato ieri sera contro le persone in lutto in un villaggio del centro del Paese africano, uccidendo quattro persone e ferendone altre 12.

Lo ha reso noto oggi la polizia.
L’auto faceva parte di un corteo che trasportava il corpo di Saulos Chilima, morto in un incidente aereo all’inizio della scorsa settimana. Il veicolo è piombato sulla folla a Ntcheu, un villaggio nel Malawi centrale. L’auto, insieme ad altri veicoli militari, di polizia e civili, era diretta a Nsipe, il villaggio natale di Chilima, 180 chilometri a sud della capitale Lilongwe, prima della sua sepoltura prevista per oggi (dichiarata giorno festivo). Migliaia di persone si erano messe in fila per le strade per intravedere la bara del vicepresidente.

occhio.com

Cosenza, manifestazione di agricoltori per protestare contro i cinghiali

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Centinaia di trattori e migliaia di agricoltori sono scesi in piazza stamani, a Cosenza, lungo la statale 107 a Vaglio Lise davanti ad un’articolazione del dipartimento Agricoltura della Regione, per protestare contro la presenza dei cinghiali.
“Trecentomila cinghiali secondo la Regione, ma la stima si basa sulle denunce, quindi crediamo siano molti di più” ha sostenuto Franco Aceto, presidente regionale di Coldiretti, a margine della mobilitazione “basta cinghiali”. “Chiediamo alla Regione – ha aggiunto – di intervenire perché il problema è reale per le nostre aziende, auspichiamo che si accelerino i tempi per l’attuazione del piano straordinario per abbattere il numero dei cinghiali e di tenere la caccia aperta tutto l’anno”.
Alla manifestazione hanno partecipato anche sindaci e diversi rappresentanti istituzionali che hanno condiviso le ragioni di Coldiretti.
“La Regione – ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo – ha adottato importanti provvedimenti e aumentato il numero di abbattimenti.

Faremo un ulteriore piano di radicazioni, nell’ambito di un percorso che dovrà essere definito seguendo le norme. I risarcimenti ci sono, abbiamo quasi colmato tutti i divari rispetto agli anni precedenti e tra poco chiuderemo il 2023″.

Kateryna Fruttaldo

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Bari, dieci persone arrestate per tentato omicidio

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La polizia ha arrestato a Bari dieci persone, tutti con precedenti penali, di età compresa tra i 25 ed i 47 anni, con l’accusa di aver partecipato al tentato omicidio di altre due persone pregiudicate, la sera del 18 settmebre 2018 nel quartiere Madonnella, in via Cattaro, sparando alcuni colpi di pistola tra la gente.

Nove persone sono finite in carcere, una ai domiciliari. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip del tribunale di Bari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Gli arrestati rispondono, con l’aggravante mafiosa, di duplice tentato omicidio aggravato in concorso, detenzione e porto illegali di armi da fuoco, ricettazione, calunnia e danneggiamento seguito da incendio. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, “nell’estate del 2018, la frangia del clan Strisciuglio del quartiere San Paolo tentò di conquistare la fiorente attività di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti nel quartiere Madonnella di Bari, cercando di estromettere il clan Palermiti, da sempre dominante in quel rione.
La sera del 18 settembre, gli obiettivi dell’azione di fuoco erano due pregiudicati del clan di Japigia che viaggiavano su uno scooter: il commando armato, a bordo di un’autovettura rubata e di tre motoveicoli, aprì il fuoco, incurante della presenza di ignari cittadini che passeggiavano per strada”.
Il passeggero dello scooter, secondo quanto accertato dalle indagini, riuscì a sottrarsi ai proiettili esplosi da un revolver Colt 38 special e da una pistola semiautomatica CZ, calibro 9 mm, mentre il conducente, colpito in più parti del corpo, dopo un delicato intervento chirurgico e una lunga degenza in ospedale, riuscì a salvarsi. Compiuto l’agguato, una delle moto utilizzate dai sicari fu data alle fiamme, sulla strada provinciale Bitonto-Palese, mentre per le altre moto, appartenenti ad esponenti del clan Strisciuglio, furono presentate false denunce di furto, con l’obiettivo di ostacolare le indagini. La risposta del clan Palermiti, per l’agguato del 18 settembre, non tardò ad arrivare: infatti, sei giorni dopo, il 24 settembre, nel quartiere Carbonara di Bari, Michele Walter Rafaschieri fu assassinato e suo fratello rimase gravemente ferito.

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Strage Corinaldo, processo: tutti assolti per i reati più gravi

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Si è concluso con l’assoluzione per i reati più gravi il processo bis al tribunale di Ancona per la strage della discoteca Lanterna a Corinaldo (Ancona) in cui morirono nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 cinque minorenni e una mamma di 39 anni.Assolti perché il fatto non sussiste, con formula piena, da omicidio colposo plurimo, disastro colposo tutti gli imputati.

Assolto perché il fatto non sussiste Quinto Cecchini, gestore della discoteca. L’ex sindaco Principi, Gallo, Bruni, Martelli e Manna condannati ad un anno. Milani un anno e 2 mesi. Tarsi 4 mesi. Pene sospese. 


Rigettate le richieste risarcimento danni. Alla società Magic condannata alla Sanzio e amministrativa di 90.300 euro. Le condanne solo per il reato di falso. Nessun risarcimento è dovuto alle vittime Sei i membri della commissione di pubblico spettacolo imputati nel processo bis: queste le condanne: l’ex sindaco di Corinaldo Matteo Principi (presiedeva la commissione) 1 anno; Massimo Manna, di Corinaldo, responsabile del Suap 1 anno; il vigile del fuoco Rodolfo Milani, di Ancona 1 anno e 2 mesi; Francesco Gallo dell’Asur (ex area vasta 2 di Senigallia), di Falconara 1 anno; Massimiliano Bruni, il perito esperto di elettronica, di Senigallia 1 anno, e Stefano Martelli, della polizia locale, di Monsano 1 anno. Francesco Tarsi, ingegnere ingaggiato dalla Magic, 4 mes.

I permessi per la sala da ballo sono stati rilasciati dalla commissione ad ottobre del 2017. Per la pubblica accusa non c’erano le condizioni per far restare la Lanterna Azzurra aperta, adibita a poco più di magazzino agricolo.

Lo sfogo dei famigliari delle vittime – “E’ brutto dirlo, però certe persone rimangono scomode da condannare, forse ha inciso anche questo, perché condannare gestori che già erano stati condannati per altre cose, condannare i ragazzetti che comunque sono dei delinquenti, è molto più facile che condannare chi amministra. Sono un po’ più scomode da condannare”. Esprime così la sua amarezza alla lettura della sentenza della strage di Corinaldo, Paolo Curi marito di Eleonora che dice: “per questo risultato non servivano due anni. Io sono rimasto da solo con quattro figli, mi hanno cambiato la vita, loro se la cavano con una cavolata. I più deboli ci rimettono sempre”. “Che dall’8 dicembre 2018, giorno in cui è stata compiuta una grandissima nefandezza da alcune persone, oggi, dopo quasi sei anni, siano arrivati alla conclusione e il risultato è che sono praticamente stati ritenuti non colpevoli per la maggior parte dei reati più complessi è inaccettabile”, urla alla lettura della sentenza attorniato da altri familiari delle vittime. “Facciano il favore a noi genitori di non permettersi più andare in giro e affermare queste cose, perché un amministratore che per 40 anni compie quello che hanno compiuto questi disgraziati, ai nostri figli di 14 anni e 15 anni, e lo fanno in modo impunito, penso che nessun altro funzionario dello Stato e nessun altro amministratore nel futuro, farà quello che è il dovere di una persona a cui affidiamo la vita dei nostri figli. Per cui basta! Non voglio sentire più nessuno a dire questo. Io non voglio che al dolore per la perdita dei nostri figli partecipi qualcuno. Basta! Perché se questo è il processo che lo Stato riesce a fare, io non riconosco questo Stato. Perché questa è una cosa vergognosa per i nostri figli.”

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Schio, arrestato 38enne perchè inseguiva i passanti con un coltello

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Insegue i passanti con un grosso coltello, seminando il panico: è accaduto a Schio sabato sera: l’uomo, un 38enne, è stato arrestato.

Gli agenti della polizia locale, impegnati in un presidio fisso, hanno sentito le urla dei cittadini che gridavano “c’è uno con un coltello, è pazzo”, indicando l’uomo che li stava inseguendo.
Dopo una colluttazione, le forze dell’ordine hanno bloccato l’uomo, in evidente stato di alterazione psicofisica, con in mano un coltello con una lama da 12 centimetri con una impugnatura modificata per migliorare la presa. I carabinieri sono riusciti a fermarlo a fatica: nella colluttazione uno dei militari ha riportato lesioni giudicate guaribili in 5 giorni.
L’uomo è stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, porto abusivo di coltello, minacce e oltraggio a pubblico ufficiale e ubriachezza in luogo pubblico.

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Vietnam, quattro vittime in un incendio ad Hanoi

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Un altro incendio scoppiato nella capitale del Vietnam, Hanoi, ha causato quattro vittime, una donna con i suoi tre nipotini di 2, 6 e 11 anni, dopo quello che meno di un mese fa ha provocato 14 vittime.
Secondo quanto riferito da Vietnam Express, un incendio si è sviluppato nel tardo pomeriggio di domenica dalla camera da letto al quarto piano di uno stabile di sei piani, abitato dalla stessa famiglia.

Il proprietario dell’edificio, che si trovava al quinto piano, e i suoi due figli sono riusciti a mettersi in salvo, mentre la moglie ed i bambini sono rimasti bloccati nella stanza.
Sono ancora da stabilire le cause dell’incidente.

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Roma, trovato morto nella sua abitazione il generale Graziano

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Il generale Claudio Graziano è morto stamani nella sua casa di Roma, la stessa in cui aveva vissuto con la moglie, Maria Luisa Lanucara scomparsa alcuni mesi fa.

Una morte, dice chi conosceva la coppia, che aveva profondamente cambiato la vita del presidente di Fincantieri. La coppia non aveva figli.
Sulla morte di Graziano le indagini sono affidate ai carabinieri e l’ipotesi più accreditata resta quella del suicidio. Non è ancora chiaro quando saranno celebrati i funerali, ma sembra certo che ad occuparsi della cerimonia sarà l’Esercito.

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