Nizza, incendio in un condominio: sette morti

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Sette persone sono morte la notte scorsa in un incendio in un edificio residenziale a Nizza: lo hanno reso noto i vigili del fuoco.

Non si conoscono ancora le cause dell’incendio, che è scoppiato intorno alle 2.30 al settimo piano di un edificio a Moulins, un quartiere popolare della città. Nonostante il massiccio intervento dei soccorsi, “purtroppo sette persone sono morte durante l’incendio”, hanno affermato i servizi di emergenza.

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Massa Marittima, operaio muore precipitando da 10 metri

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Un operaio di 54 anni è morto in un cantiere edile a Massa Marittima (Grosseto) precipitando da un’altezza di circa 10 metri.

Il lavoratore è stato subito soccorso dai colleghi e poi dal 118 ma nonostante i tentativi di rianimarlo è deceduto. Oltre al personale di due ambulanze, era stato inviato anche l’elisoccorso per un eventuale trasferimento in ospedale. Già avviato un sopralluogo del personale del Dipartimento di prevenzione sul lavoro della Asl Toscana Sud Est. 
   

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Caraglio, morta la bambina scomparsa ieri in un bioparco

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È morta la bambina di sette anni che era scomparsa ieri pomeriggio in un bioparco di Caraglio, in provincia di Cuneo.

La piccola era stata trovata in fini di vita a due metri di profondità in uno dei laghi dell’area verde.

Inutili le manovre di rianimazione da parte dei soccorritori. Della vittima si erano perse le tracce poco dopo le 16, mentre stava trascorrendo il pomeriggio con un centro estivo. Subito era scattato l’allarme quando gli accompagnatori si sono resi conto di aver perso di vista la bambina, Sul posto erano arrivati i vigili del fuoco e i carabinieri ed erano iniziate le ricerche 

Sul posto erano arrivati arrivati anche i sommozzatori del nucleo Saf (Speleo alpino fluviale) dei vigili del fuoco, che insieme ai volontari si sono adoperati per perlustrare l’area.
Il bioparco, che si chiama ‘AcquaViva’ è stato inaugurato nel 2022 in località Bottonasco, nella bassa Valle Grana. Sorge su quindici ettari di terreno in una ex polveriera militare. Al suo interno sono presenti un lago balneabile e un bacino da oltre 50mila metri cubi d’acqua.

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Taurianova, arrestati due imprenditori per truffa

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Due persone, titolari di altrettante imprese edili, sono state arrestate e poste ai domiciliari dalla Guardia di finanza a Taurianova, in provincia di Reggio Calabria, con l’accusa di avere messo in atto una truffa legata al “bonus facciate”.

I finanzieri hanno anche anche sequestrato un milione e seicentomila euro, somma corrispondente all’importo della presunta truffa.

Ai due arrestati vengono contestati i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e riciclaggio.
L’operazione che ha portato agli arresti ed al sequestro é stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi, diretta da Emanuele Crescenti.

Il milione e seicentomila euro oggetto del sequestro preventivo che é stato eseguito, secondo quanto é emerso dalle indagini della Compagnia di Palmi della Guardia di finanza, sarebbe collegato alla creazione ed al riciclaggio di crediti d’imposta fittizi. L’indagine delle fiamme gialle è scaturita da un’attività di polizia economico finanziaria che ha consentito di fare luce su crediti d’imposta fittizi, frutto di un sistema di frode. I due imprenditori arrestati, secondo l’accusa, avrebbero fittiziamente prodotto crediti di imposta, relativi ad interventi di recupero del patrimonio edilizio in realtà mai eseguiti, successivamente ceduti ad istituti di credito e ad altre società. L’accusa di riciclaggio riguarda, in particolare, il mancato pagamento di un controvalore nella cessione di crediti d’imposta a tre società. Le società coinvolte nell’inchiesta sono state poste sotto sequestro ed affidate ad un amministratore giudiziario.

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Arrestato un favoreggiatore di Messina Denaro

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Arrivano i primi risultati dalle perquisizioni disposte ieri dalla Dda di Palermo, nell’ambito delle indagini sulla latitanza di Matteo Messina Denaro, in un complesso immobiliare di Mazara del Vallo.

La Procura, coordinata da Maurizio de Lucia, ha disposto il fermo per detenzione illegale di arma, favoreggiamento aggravato e procurata inosservanza della pena di Giuseppe Di Giorgi, 49 anni.

L’uomo avrebbe messo a disposizione dell’ex latitante un garage trasformato in un appartamentino, scoperto ieri mattina dagli inquirenti durante le perquisizioni, e tenuto illegalmente in casa una pistola con 50 proiettili di cui uno in canna.

Nei giorni scorsi, dopo mesi di indagini, gli inquirenti sono arrivati al complesso di Mazara del Vallo di via Castelvetrano 45/c frequentato dal boss e dalla sua amante Lorena Lanceri, scoprendo che una delle chiavi sequestrate al capomafia dopo il suo arresto e un’altra, trovata alla donna, aprivano il cancello di ingresso dell’area condominiale. La circostanza ha indotto i pm a disporre, ieri, la perquisizione dei garage e degli appartamenti del condominio. Nel corso delle attività carabinieri del Ros e polizia hanno accertato poi che la serratura di due dei garage, direttamente collegati uno all’altro, uno nella disponibilità di Di Giorgi l’altro di un suo parente, veniva aperta da altre due chiavi, una sequestrata dopo l’arresto a Rosalia Messina Denaro, sorella del boss, e l’altra sequestrata ad Andrea Bonafede, il geometra che ha prestato l’identità all’ex ricercato. Secondo gli inquirenti, i due garage collegati sarebbero stati per Messina Denaro luoghi sicuri e insospettabili in cui nascondere documenti e corrispondenza. All’interno dei box, in cui erano stati allestiti una stanzetta da letto e un cucinotto, sarebbe stato trovato materiale interessante per gli investigatori. Dopo la scoperta del box la perquisizione si è estesa a casa di Di Giorgi dove è stata trovata una pistola Walther perfettamente funzionante, mai denunciata, nascosta nella cabina armadio tra i vestiti. Accanto all’arma c’erano anche le munizioni. Agli inquirenti l’uomo avrebbe raccontato di aver trovato la pistola in strada e di averla portata a casa. Per i pm, il latitante avrebbe avuto la disponibilità e la possibilità di accedere in via riservata all’area parcheggio del complesso immobiliare e a uno dei garage grazie all’aiuto di Di Giorgi che, oltre a mettergli a disposizione il box, avrebbe custodito, per suo conto, l’arma da fuoco e i proiettili pronti all’uso. 

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Riva del Garda, madre e figlio morti annegati

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Una madre con il figlio erano scomparsi a Riva del Garda dopo una giornata trascorsa al lago. L’allarme era stato lanciato dal marito della donna. La famiglia viveva a Rovereto (Trento). I due risultavano svaniti nel nulla da martedì 16 luglio, ma nel primo pomeriggio di mercoledì 17 sono stati rinvenuti i loro corpi senza vita.

Nella mattina di martedì 16 luglio Hanna Shabratska, 56 anni, e suo figlio Oleksiy di 19, entrambi di nazionalità ucraina, erano partiti da Rovereto per trascorrere una giornata al lago a Riva del Garda. Le due località sono distanti circa 23 chilometri percorribili in 34 minuti in automobile, 48 mediante i mezzi pubblici. Madre e figlio erano partiti in pullman.

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Forte scossa di terremoto ai Campi Flegrei

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Una scossa di terremoto con epicentro i Campi Flegrei e magnitudo 3.6 è stata registrata a Napoli alle 8.08.

Dal centro a Fuorigrotta, il sisma è stato distintamente avvertito in diversi quartieri del capoluogo partenopeo, specie ai piani più alti. Da mesi tutta l’area flegrea è oggetto di attività sismica generando panico nella popolazione. Il sisma è stato seguito da altri fenomeni di assestamento.

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Nairobi, uomo confessa 42 femminicidi

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Il mistero del ritrovamento di cadaveri di donne smembrate in una cava della periferia di Nairobi, in Kenya, potrebbe essere stato risolto.

E’ quanto ha dichiarato la Direzione delle investigazioni criminali keniana (Dci), dopo aver arrestato un uomo, Collins Khalisia, che secondo quanto riporta Capital News, avrebbe confessato l’omicidio di 42 donne, negli ultimi due anni, ammettendo che la prima vittima è stata sua moglie, Imelda Judith Halenya.
La scoperta dei corpi nella baraccopoli di Mukuru Kwa Njenga, avvolti in sacchi verdi, aveva alimentato diverse congetture, inserendosi nel contesto di un’impennata di casi di sparizioni misteriose e rapimenti nel Paese, in seguito alle proteste antigovernative che hanno provocato oltre 40 morti.

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Messico, dighe sotto il 15% della media storica nazionale

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Daniel Arriaga Fuentes, vicedirettore del Dipartimento Idrologia Operativa della Commissione Nazionale dell’Acqua del Messico, ha riferito in una conferenza stampa che le 210 dighe del Paese registrano un deficit di stoccaggio del 15% rispetto alla media storica nazionale.
Solo 11, ha aggiunto, raggiungono il 100% di riempimento e rappresentano il 3% del totale.
La media storica è di 62.201 milioni di metri cubi, mentre il totale al 15 luglio 2024 è di 52.623 Mm3, ovvero 9.578 Mm3 in meno (15,4%). Il rapporto più recente, datato 30 giugno 2024, sulla situazione idrica nel Paese indica che la siccità con livelli da moderati a eccezionali è localizzata principalmente nelle regioni nord-occidentali, settentrionali e centrali e copre il 54,71% del territorio nazionale.

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Violenze in un Cem a Roma, dieci arresti

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Insultati, derisi, presi a schiaffi e pugni, strattonati e svegliati all’improvviso di notte.

E’ l’incubo vissuto da due pazienti del Centro di educazione motoria (Cem) di Roma, gestito dalla Croce rossa.

Accusati delle torture dieci operatori sociosanitari, tra cui anche donne, arrestati stamattina dai carabinieri. Si trovano ora tutti ai domiciliari. Le indagini sono scattate dalla denuncia dei vertici della Croce rossa capitolina nell’aprile dell’anno scorso, insospettiti da una vistosa ecchimosi sul volto di un paziente. Sono stati avviati accertamenti dai carabinieri di via In Selci, specializzati nella trattazione dei reati sulle persone vulnerabili. L’attività è durata fino a novembre e, attraverso telecamere nascoste nella struttura, sono state documentate le ripetute violenze. Una “galleria degli orrori” viene definita nell’ordinanza del gip.

Gli operatori sociosanitari si sarebbero accaniti ripetutamente su due pazienti, un uomo e una donna di circa 35 anni, con ritardi psichici dalla nascita. Insulti, schiaffi sulle mani, pugni fino a svegliarli in malo modo nel cuore della notte. I maltrattamenti sarebbero andati avanti per diversi mesi. I carabinieri del nucleo investigativo di Roma, su delega della Procura, hanno eseguito stamattina l’ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari, emessa dal gip. Cinque operatori sono accusati di tortura e gli altri di maltrattamenti.

Per uno di loro è stato inoltre ipotizzato il reato di violenza sessuale in quanto in una circostanza avrebbe molestato il paziente. Per il gip “le modalità della condotta, di quella che il pubblico ministero ha adeguatamente definito con una galleria degli orrori, fornisce la misura dell’indole di ciascuno degli indagati che hanno non soltanto esercitato una violenza costante e inaudita su persone del tutto incapaci di reagire, ma hanno accompagnato le loro azioni inqualificabili con parole di scherno, che hanno stigmatizzato, mediante la derisione, proprio i deficit mentali da cui le persone offese risultano affette”. Gli accertamenti andranno avanti per stabilire se ci siano altre vittime. Intanto la Croce rossa esprime “massima vicinanza” ai due pazienti coinvolti. “Da stamani leggiamo con grande senso di smarrimento e sconcerto le vicende che hanno interessato il Cem di Roma – sottolinea il presidente Rosario Valastro – scoperte grazie alla correttezza ed alla chiarezza con cui il Comitato Cri di Roma ha agito. Era la primavera del 2023, quando la Cri capitolina presentava una denuncia ai carabinieri, depositando alcune foto su sospetti maltrattamenti e fornendo ogni supporto richiesto per facilitare le indagini”. Per il segretario nazionale dell’Ugl Salute Gianluca Giuliano le accuse nei confronti degli operatori “sono agghiaccianti”. Il sindacato chiede “con forza alle istituzioni di valutare l’introduzione dei dispositivi di videosorveglianza in tutte le strutture sanitarie affinché atti vili e ignobili come questi non accadano più”. Secondo il presidente del Codacons Carlo Rienzi “i responsabili devono essere licenziati in tronco”. “Nei loro confronti – aggiunge – chiediamo siano disposti gli arresti in carcere in attesa di processo”.

Fabiana Pugliese

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