Omicidio tra Taormina e Giardini Naxos: ucciso Giuseppe Florio, indagini in corso

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66enne ucciso tra Taormina e Giardini Naxos
Ucciso e avvolto nelle lenzuola nel Catanese, più persone in caserma

Un uomo di 66 anni, Giuseppe Florio, è stato trovato senza vita in una zona rurale della Sicilia orientale. Il caso, che si colloca tra Taormina e Giardini Naxos, è al centro delle indagini dei Arma dei Carabinieri, che stanno cercando di ricostruire dinamica e movente dell’omicidio.

Corpo ritrovato a Castiglione di Sicilia

Il cadavere dell’uomo è stato rinvenuto in località Mitogio, frazione di Castiglione di Sicilia, in provincia di Catania. Secondo le prime informazioni, il corpo sarebbe stato trasportato e abbandonato nella zona dopo il delitto.

Gli investigatori ipotizzano infatti che l’omicidio sia avvenuto altrove, probabilmente nell’area compresa tra Taormina e Giardini Naxos.

Le modalità dell’omicidio

Dalle prime risultanze investigative emergono dettagli particolarmente violenti: la vittima sarebbe stata colpita alla testa con un oggetto contundente, probabilmente un martello, e accoltellata più volte all’addome e al torace.

Questi elementi fanno pensare a un’aggressione diretta e intenzionale, su cui gli inquirenti stanno concentrando l’attenzione.

Auto bruciata e tentativo di depistaggio

Un altro elemento chiave riguarda l’auto della vittima, che secondo gli investigatori sarebbe stata data alle fiamme dopo il trasferimento del corpo. Questo gesto potrebbe indicare un tentativo di cancellare prove utili alle indagini.

Le forze dell’ordine stanno effettuando rilievi e accertamenti tecnici per verificare questa ipotesi.

Persone interrogate dai carabinieri

Diverse persone sono state condotte in caserma a Taormina per essere ascoltate dai magistrati delle procure di Catania e Messina. Gli interrogatori sono finalizzati a chiarire i rapporti personali della vittima e individuare eventuali responsabilità.

Esclusa la pista della criminalità organizzata

Al momento, gli investigatori escludono un collegamento diretto con ambienti di criminalità organizzata. Il movente dell’omicidio sembrerebbe invece legato alla sfera personale della vittima.

Resta comunque aperta ogni pista, mentre le indagini proseguono senza sosta.

Competenza dell’indagine: possibile passaggio a Messina

Un aspetto rilevante riguarda la competenza territoriale dell’inchiesta. Se verrà confermato che l’omicidio è avvenuto nel territorio di Messina, tra Taormina e Giardini Naxos, la gestione del caso potrebbe passare alla procura competente per quella zona.

Questo perché, secondo la legge italiana, è il luogo in cui si consuma il reato più grave — in questo caso l’omicidio — a determinare la competenza.

occhio.com

Spari alla cena con Trump, il presidente: «Non avevo paura». Poi attacca la giornalista

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Trump Washington cena attacco
Donald Trump dopo l’attacco durante la cena dei corrispondenti

Prima intervista dopo l’attacco a Washington: il racconto del caos, le accuse al movimento “No Kings” e lo scontro in diretta tv

A poche ore dall’attacco armato durante la cena dei corrispondenti, Donald Trump rompe il silenzio e racconta quei momenti concitati. Nella prima intervista dopo gli spari, rilasciata al programma 60 Minutes, il presidente ha dichiarato di non aver avuto paura, inserendo l’episodio in un contesto più ampio di violenza globale.

«Non ero preoccupato. Conosco la vita. Viviamo in un mondo di pazzi», ha detto, ripercorrendo quanto accaduto durante la serata al Washington Hilton.

Spari alla cena con Trump, il racconto dei momenti di panico

Secondo quanto riferito dal presidente, inizialmente la situazione non era apparsa subito chiara. «Pensavo fosse caduto un vassoio», ha spiegato, raccontando come il rumore fosse stato scambiato per un incidente banale.

Solo pochi istanti dopo, però, Trump avrebbe compreso che si trattava di spari e che la situazione era ben più grave.

Nel caos generale, il presidente ha ammesso di aver inizialmente rallentato l’intervento degli agenti della sicurezza: «Volevo vedere cosa stava succedendo». Successivamente si è adeguato alle indicazioni, sdraiandosi a terra insieme alla first lady mentre veniva organizzata l’evacuazione.

L’evacuazione e l’intervento della sicurezza

Trump ha descritto l’evacuazione come rapida ma caotica, sottolineando comunque l’efficacia degli agenti, che sono riusciti a neutralizzare l’aggressore in tempi brevi.

«Appena lo hanno visto, hanno estratto le armi e lo hanno fermato immediatamente», ha detto, aggiungendo che l’uomo si muoveva con grande velocità, riuscendo a superare i controlli iniziali.

Un episodio che ha portato all’evacuazione del presidente e di diversi membri del governo presenti all’evento.

Trump accusa: «Movimenti come No Kings creano queste persone»

Nel corso dell’intervista, Trump ha parlato anche dell’attentatore, identificato come Cole Tomas Allen, definendolo «una persona malata» e «piuttosto incompetente».

Il presidente ha sostenuto che l’uomo si sarebbe radicalizzato nel tempo, collegando il gesto a un clima politico teso.

«Movimenti come “No Kings” creano queste persone», ha dichiarato, riferendosi alle proteste anti-governative. «Io non sono un re. Se lo fossi, non starei qui a parlare con voi», ha aggiunto.

Lo scontro con la giornalista in diretta

Durante l’intervista non è mancato un momento di forte tensione con la giornalista Norah O’Donnell.

Il confronto si è acceso quando la conduttrice ha letto un passaggio del manifesto dell’aggressore contenente accuse nei confronti del presidente.

Trump ha reagito duramente: «Non sono un pedofilo. Non ho violentato nessuno. Sono stato completamente scagionato». Ha poi accusato la giornalista di non dover leggere quelle affermazioni, definendole «una vergogna».

Aggressore a breve in tribunale

Intanto, l’attentatore, 31 anni, dovrà comparire in tribunale nelle prossime ore. L’FBI è al lavoro per chiarire le motivazioni del gesto e capire come sia riuscito ad avvicinarsi così tanto al presidente e ad altri esponenti di rilievo.

Secondo le prime informazioni, l’uomo sarebbe un insegnante e sviluppatore di videogiochi. Le indagini si concentrano anche sui suoi scritti e sul manifesto che avrebbe redatto prima dell’attacco.

Sicurezza e futuro degli eventi pubblici

Nonostante quanto accaduto, Trump ha difeso la scelta di partecipare alla cena dei corrispondenti, sottolineando l’importanza di eventi pubblici anche in contesti di rischio.

«Non voglio che una persona fuori di testa possa cancellare qualcosa del genere», ha dichiarato, proponendo di ripetere l’evento entro 30 giorni con misure di sicurezza rafforzate.

Un segnale di continuità dopo un episodio che riaccende il tema della sicurezza negli Stati Uniti e della gestione delle minacce nei confronti delle istituzioni.A poche ore dall’attacco armato durante la cena dei corrispondenti, Donald Trump rompe il silenzio e racconta quei momenti concitati. Nella prima intervista dopo gli spari, rilasciata al programma 60 Minutes, il presidente ha dichiarato di non aver avuto paura, inserendo l’episodio in un contesto più ampio di violenza globale.

«Non ero preoccupato. Conosco la vita. Viviamo in un mondo di pazzi», ha detto, ripercorrendo quanto accaduto durante la serata al Washington Hilton.

Spari alla cena con Trump, il racconto dei momenti di panico

Secondo quanto riferito dal presidente, inizialmente la situazione non era apparsa subito chiara. «Pensavo fosse caduto un vassoio», ha spiegato, raccontando come il rumore fosse stato scambiato per un incidente banale.

Solo pochi istanti dopo, però, Trump avrebbe compreso che si trattava di spari e che la situazione era ben più grave.

Nel caos generale, il presidente ha ammesso di aver inizialmente rallentato l’intervento degli agenti della sicurezza: «Volevo vedere cosa stava succedendo». Successivamente si è adeguato alle indicazioni, sdraiandosi a terra insieme alla first lady mentre veniva organizzata l’evacuazione.

L’evacuazione e l’intervento della sicurezza

Trump ha descritto l’evacuazione come rapida ma caotica, sottolineando comunque l’efficacia degli agenti, che sono riusciti a neutralizzare l’aggressore in tempi brevi.

«Appena lo hanno visto, hanno estratto le armi e lo hanno fermato immediatamente», ha detto, aggiungendo che l’uomo si muoveva con grande velocità, riuscendo a superare i controlli iniziali.

Un episodio che ha portato all’evacuazione del presidente e di diversi membri del governo presenti all’evento.

Trump accusa: «Movimenti come No Kings creano queste persone»

Nel corso dell’intervista, Trump ha parlato anche dell’attentatore, identificato come Cole Tomas Allen, definendolo «una persona malata» e «piuttosto incompetente».

Il presidente ha sostenuto che l’uomo si sarebbe radicalizzato nel tempo, collegando il gesto a un clima politico teso.

«Movimenti come “No Kings” creano queste persone», ha dichiarato, riferendosi alle proteste anti-governative. «Io non sono un re. Se lo fossi, non starei qui a parlare con voi», ha aggiunto.

Lo scontro con la giornalista in diretta

Durante l’intervista non è mancato un momento di forte tensione con la giornalista Norah O’Donnell.

Il confronto si è acceso quando la conduttrice ha letto un passaggio del manifesto dell’aggressore contenente accuse nei confronti del presidente.

Trump ha reagito duramente: «Non sono un pedofilo. Non ho violentato nessuno. Sono stato completamente scagionato». Ha poi accusato la giornalista di non dover leggere quelle affermazioni, definendole «una vergogna».

Aggressore a breve in tribunale

Intanto, l’attentatore, 31 anni, dovrà comparire in tribunale nelle prossime ore. L’FBI è al lavoro per chiarire le motivazioni del gesto e capire come sia riuscito ad avvicinarsi così tanto al presidente e ad altri esponenti di rilievo.

Secondo le prime informazioni, l’uomo sarebbe un insegnante e sviluppatore di videogiochi. Le indagini si concentrano anche sui suoi scritti e sul manifesto che avrebbe redatto prima dell’attacco.

Sicurezza e futuro degli eventi pubblici

Nonostante quanto accaduto, Trump ha difeso la scelta di partecipare alla cena dei corrispondenti, sottolineando l’importanza di eventi pubblici anche in contesti di rischio.

«Non voglio che una persona fuori di testa possa cancellare qualcosa del genere», ha dichiarato, proponendo di ripetere l’evento entro 30 giorni con misure di sicurezza rafforzate.

Un segnale di continuità dopo un episodio che riaccende il tema della sicurezza negli Stati Uniti e della gestione delle minacce nei confronti delle istituzioni.

occhio.com

Alessandria, donna precipita dalla facoltà di Giurisprudenza UPO

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Alessandria, donna precipita e muore dal terzo piano dell'Università del Piemonte
Precipita dal terzo piano dell'Università, donna morta ad Alessandria

Una donna è morta ad Alessandria dopo essere precipitata dal terzo piano della facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Piemonte Orientale. La caduta è avvenuta nel cortile interno della sede universitaria di Palazzo Borsalino.

Secondo le prime informazioni, all’arrivo dei soccorritori del 118, intervenuti con automedica, la donna era già priva di vita. I tentativi di rianimazione da parte del personale sanitario si sono rivelati inutili.

Chi era la vittima

In una nota ufficiale, l’ateneo ha comunicato che la vittima era un’addetta al servizio di portineria della struttura. La notizia ha profondamente colpito l’ambiente universitario, dove la donna lavorava.

Indagini in corso sulla dinamica della caduta

Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, che stanno conducendo accertamenti per chiarire la dinamica dell’accaduto. Al momento non sono state rese note le cause della caduta, né è stata esclusa alcuna ipotesi.

Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e analizzando ogni elemento utile per ricostruire con precisione quanto avvenuto all’interno dell’edificio.

Università chiusa dopo la tragedia

A seguito dell’incidente, lo staff del rettore dell’Università del Piemonte Orientale ha disposto la chiusura per l’intera giornata della sede di Palazzo Borsalino.

L’università ha comunicato la sospensione di tutte le lezioni, delle attività di ricerca e la chiusura degli uffici amministrativi. L’accesso all’edificio è stato vietato per consentire lo svolgimento delle indagini e per rispetto della vittima.

occhio.com

Chernobyl: 40 anni dal disastro nucleare che cambiò l’Europa

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Chernobyl, 40 anni dal disastro nucleare
Domenica l'Ucraina ricorda il 40mo dell'esplosione di Chernobyl

Il 26 aprile 1986, un’esplosione alla Chernobyl Nuclear Power Plant segnò per sempre la storia dell’energia nucleare. A 40 anni di distanza, il disastro resta il più grave incidente nucleare civile mai registrato, con conseguenze ambientali e sanitarie ancora oggi visibili.

La commemorazione arriva in un momento particolarmente delicato, segnato dalla guerra tra Russia e Ucraina, che ha riacceso i timori legati alla sicurezza del sito.

Cosa accadde il 26 aprile 1986

Alle ore 1:23, durante un test di sicurezza, il reattore numero quattro della centrale esplose a causa di errori umani e gravi difetti di progettazione. All’epoca, l’impianto si trovava nell’Unione Sovietica.

Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, la tragedia fu causata da una combinazione di carenze strutturali e violazioni delle procedure operative. L’esplosione liberò nell’atmosfera enormi quantità di materiale radioattivo, generando una nube tossica che si diffuse rapidamente.

La nube radioattiva e l’impatto in Europa

Nei giorni successivi, la contaminazione colpì Ucraina, Bielorussia e Russia, per poi estendersi in gran parte del continente europeo.

Intere aree furono evacuate e abbandonate. Ancora oggi, circa 4.800 chilometri quadrati tra Ucraina e Bielorussia risultano inabitabili. La zona di esclusione intorno a Chernobyl è diventata un simbolo delle conseguenze a lungo termine degli incidenti nucleari.

Il sarcofago e il Nuovo Confinamento Sicuro

Dopo il disastro, il reattore fu coperto da un “sarcofago” in cemento e acciaio, costruito in condizioni di emergenza.

Tra il 2016 e il 2017 è stato installato il Nuovo Confinamento Sicuro, una gigantesca struttura progettata per contenere le radiazioni e sostituire il vecchio rivestimento.Tuttavia, nel 2025, la copertura è stata danneggiata da un attacco con drone, riaccendendo le preoccupazioni sulla sicurezza dell’impianto.

Quante vittime ha causato Chernobyl

Il bilancio delle vittime resta oggetto di dibattito.

Un rapporto delle Nazioni Unite del 2005 stima circa 4.000 morti tra accertati e previsti nelle aree più colpite. Al contrario, Greenpeace ha stimato fino a 100.000 vittime, considerando gli effetti indiretti a lungo termine.

Chernobyl oggi: tra memoria e rischi attuali

A distanza di quattro decenni, Chernobyl resta una ferita aperta. Secondo gli esperti, l’area potrebbe non essere sicura per l’insediamento umano per migliaia di anni.

Nel frattempo, il conflitto in Ucraina ha riportato il sito al centro dell’attenzione internazionale, aumentando i timori di nuovi incidenti.

Conclusione

Il disastro di Chernobyl rappresenta ancora oggi un monito globale sui rischi dell’energia nucleare e sull’importanza della sicurezza.

A 40 anni dall’esplosione, la memoria dell’incidente non è solo commemorazione, ma un richiamo concreto alla responsabilità nella gestione delle tecnologie ad alto rischio.

occhio.com

DP World Tour: sei azzurri al Volvo China Open. Al via i Campionati Internazionali d’Italia

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Il DP World Tour ritorna in Cina, per il secondo e ultimo passaggio stagionale, dove si svolge dal 23 al 26 aprile il Volvo China Open, organizzato in collaborazione con il China Tour sul percorso dell’Enhance Anting Golf Club, a Shanghai, che lo ospita per la seconda volta consecutiva. In campo sei azzurri: Matteo Manassero, Guido Migliozzi, Renato Paratore, Filippo Celli, Stefano Mazzoli e Gregorio De Leo.

Nella 31ª edizione dell’evento, nato nel 1995, difende il titolo il cinese Ashun Wu, a segno anche nel 2015, 40enne di Xiamen, cinque allori sul circuito e due sul Japan Tour. Nell’ultimo anno è stato tormentato da un infortunio al gomito, ma proverà comunque a divenire il primo giocatore a imporsi per due volte di seguito e a fare la tripletta.

Nel field di qualità figurano tre vincitori stagionali, lo spagnolo Nacho Elvira, il tedesco Freddy Shott e lo statunitense Jordan Gumberg, che sembrano avere qualcosa in più come lo statunitense Kevin Na, cinque vittorie sul PGA Tour, nel contesto di tanti concorrenti in grado di puntare in alto. Tra costoro i sudafricani Thriston Lawrence e Jacques Kruyswijk, gli spagnoli Eugenio Chacarra, Jorge Campillo e Angel Ayora, il francese Frederic Lacroix, gli scozzesi Ewen Ferguson e Connor Sime, il danese Niklas Norgaard e il giapponese Yuto Katsuragawa. Rientra il neozelandese Daniel Hillier dopo le nozze con Siobhan e il successo nel recente New Zealand Open (PGA Tour of Australasia) siglato subito dopo. Senza dimenticare i past winner Adrian Otaegui (2024), iberico che ora gioca sotto la bandiera degli Emirati Arabi Uniti, e il transalpino Alexander Levi, l’altro autore di una doppietta (2014, 2017).

Tra i cinesi da seguire tre giovanissimi: il ventunenne emergente Wenyi Ding, il diciottenneYanhan Zhou, numero 1 dell’Ordine di Merito del China Tour 2025, e il quindicenne dilettante Jin Han entrato dalla qualifica. Il montepremi è di 2.750.000 dollari con prima moneta di 467.500 dollari.

Gli azzurri – Degli azzurri Matteo Manassero, 33enne di Negrar di Valpolicella, torna dopo la nona piazza nell’Indian Open, Guido Migliozzi, 29enne di Vicenza, ha un buon feeling con il torneo, dove è stato runner up nel 2024 superato da Otaegui, e Gregorio De Leo, 26enne di Biella, è andato a premio in sette delle nove gare disputate con nona posizione nel Qatar Masters. Cerca conferme Stefano Mazzoli, 29enne di Segrate (MI), dopo due presenze positive seguite a cinque tagli subiti di fila, mentre debbono trovare il passo giusto i due romani Renato Paratore, 29 anni, e Filippo Celli, 25enne.

Asian Swing – Il torneo fa parte della serie “Asian Swing”, il terzo dei cinque “Global Swing” in cui è stata convenzionalmente suddivisa la prima parte del calendario continentale. Ognuno ha una speciale classifica a punti che gratifica il vincitore con 200.000 dollari e l’accesso ai nove eventi della seconda fase della stagione, chiamati “Back 9”, con montepremi più alti e che rappresentano la piattaforma ideale per qualificarsi ai due ricchi PlayOffs conclusivi (Abu Dhabi Championship, 5-8 novembre, e DP World Tour Championship, 12-15 novembre). Inoltre chi prevarrà nell’Asian Swing potrà disputare il Genesis Scottish Open (9-12 luglio, Scozia), seconda gara delle Rolex Series, mentre i migliori tre in graduatoria non altrimenti qualificati entreranno nel field dell’U.S. PGA Championship, secondo major maschile in programma dal 14 al 17 maggio all’Aronimink Golf Club di Newton Square, in Pennsylvania.

Al momento guida la graduatoria Jordan Gumberg, davanti all’inglese Alex Fitzpatrick e a Jorge Campillo. I due precedenti “Global Swing” sono stati appannaggio del sudafricano Jayden Schaper (Opening Swing) e dello statunitense Patrick Reed (International Swing).

Il torneo su Sky e in streaming su NOW – Il Volvo China Open andrà in onda su Sky, canale Sky Sport Golf, e in streaming su NOW con collegamenti ai seguenti orari: giovedì 23 aprile e venerdì 24, dalle ore 6,30 alle ore 11,30; sabato 25, dalle ore 6,30 alle ore 11; domenica 26, dalle ore 6 alle ore 11.

INTERNAZIONALE D’ITALIA MASCHILE: MICHELE FERRERO DIFENDE IL TITOLO – Michele Ferrero difende il titolo nel Campionato Internazionale d’Italia maschile in programma dal 23 al 26 aprile sul percorso del Circolo Golf Villa d’Este, a Montorfano (CO), che lo ospita per la 57ª volta, evento che mette a confronto molti talenti emergenti del panorama golfistico europeo e non, per un messaggio forte dell’Italia come destinazione d’élite nell’ambito del turismo golfistico. Sponsor del torneo Genesis, Official Automotive Partner e GTZ Distribution – Nike, Official Technical Sponsor.

Ferrero (Torino) fa parte del quintetto ufficiale azzurro che comprende il suo compagno di club Filippo Ponzano, a segno nel 2022 e runner up lo scorso anno, Giovanni Binaghi (Monticello), Giampaolo Gagliardi (Olgiata) e Francesco Petrangeli (Roma Acquasanta). Con il team Alberto Binaghi, Commissario Tecnico Squadra Nazionale Dilettanti Maschile, e Alain Vergari, vice Commissario Tecnico.

Il torneo si disputa sulla distanza di 72 buche medal con taglio dopo 54 che lascerà in gara i migliori 60 classificati e i pari merito al 60° posto. Dopo tre round sarà assegnato il Trofeo delle Nazioni (nel 2025 appannaggio degli italiani) al quale prenderanno parte compagini di tre atleti. Per la graduatoria saranno considerati due score su tre giornalieri. Al via, oltre all’Italia, le rappresentative di altri 15 Paesi: Repubblica Ceca, Inghilterra, Slovenia, Danimarca, Olanda, Galles, Francia, Portogallo, Svizzera, Finlandia, Germania, Austria, Irlanda, Belgio e Stati Uniti. 

I giocatori azzurri, che nelle ultime sette edizioni si sono imposti per cinque volte, saranno nuovamente tra i favoriti. Oltre al quintetto citato, tanti altri hanno le qualità per competere ad alto livello tra i quali ne ricordiamo alcuni: Carlo Roman, Lapo Francesco Bisazza e Sebastiano Moro (Montecchia Golf), Eugenio e Giovanni Bernardi (Margara), Julien Paltrinieri (Bogogno), Bruno Frontero e Paolo Perrino (Royal Park I Roveri), Luca Di Mauro (Arzaga), Carlo Melgrati (Franciacorta), Matteo Manini (Le Fonti) e Federico Randazzo (Sicilia’s Picciolo).

Tra gli stranieri Tom Osborne, che ha fatto parte del quartetto inglese dominatore della recente Copa Real Club de Golf Sotogrande in Spagna, e gli olandesi Guus Lafeber e Youp Orsel, i cechi Stepan Plasek e Vaclav Svub, i francesi Tom De Herrypon e Octave Bailo, gli svizzeri Miles Wennestam e Tom Mao e il gallese Tom Bastow.

Tanti i partecipanti che sono passati sul suggestivo e impegnativo campo del Circolo Golf Villa d’Este e che poi hanno svolto o ancora svolgono la loro carriera professionistica sul circuito continentale, mentre alcuni dei vincitori hanno poi scritto pagine indelebili nella storia del golf mondiale. Due per tutti: lo spagnolo José Maria Olazabal (1983, 1985), due major (Masters, 1994, 1999), giocatore e poi capitano del Team Europe in Ryder Cup, e lo svedese Henrik Stenson (1996), tanti successi nel mondo e un major (Open Championship, 2016). Tra gli azzurri le triplette di Franco Bevione e di Lorenzo Silva.

INTERNAZIONALE D’ITALIA FEMMINILE: ACUTIS CERCA IL BIS – Sul percorso del Golf Club Is Molas, a Pula (CA), si disputa il Campionato Internazionale d’Italia femminile dal 23 al 26 aprile con la partecipazione di 63 concorrenti provenienti da undici nazioni: Olanda, Danimarca, Austria, Francia, Estonia, Finlandia, Germania, Slovenia, Svizzera, Slovacchia e Italia. La manifestazione ha il supporto di Genesis, Official Automotive Partner e di GTZ Distribution – Nike, Official Technical Sponsor.

Proverà a concedere il bis Guia Vittoria Acutis (Villa Condulmer), che lo scorso anno conquistò il titolo con un colpo di margine sulla svizzera Mana Hersperger, in un field dove avrà per avversarie molte compagne in azzurro come Natalia Aparicio (Asolo), vincitrice del recente Campionato Nazionale Femminile Match Play, Paris Appendino (Torino), Giorgia Scortichini (Franciacorta), Noa Zocco (Asolo), Giulietta Bertero (Torino), Gemma Simeoni (Madonna di Campiglio) e Francesca Pencelli (Roma Acquasanta). E ancora altre che possono dire la loro come Maria Sole Albini (Royal Park I Roveri), Stella Vittoria Colombo (Milano), Fabrizia Salituro (Archi di Claudio) e Ginevra Tassoni Teg (Ambrosiano). Tra le numerose straniere da seguire, fra le altre, l’olandese Rosanne Boere, l’austriaca Johanna Janisch, la francese Salome Lumbaca, la tedesca Sophie Bingel e la svizzera Carlotta Locatelli.

Il torneo si disputa con formula medal, sulla distanza di 72 buche e taglio dopo 54 che ammetterà al round finale le prime 60 in graduatoria e le pari merito in 60ª posizione. Si competerà anche per il Trofeo delle Nazioni (54 buche) con formazioni di tre atlete della stessa nazione e con due punteggi su tre giornalieri validi per la classifica.  

Nella gara spiccano i dieci successi dell’indimenticabile Isa Bevione Goldschmid, un record probabilmente imbattibile. Da ricordare i due di Caterina Quintarelli e di Rosa Vanda Bohus, quelli di Federica Dassù, Marina Buscaini e Giulia Sergas e, tra le straniere, i tre allori della svizzera Regine Lautens, i due della spagnola Marta Figueras Dotti e la vittoria della francese Celine Boutier (2010), che poi si è imposta in un major (Evian Championship, 2023).

occhio.com

Premio Donne di Roma 2026: brilla lo stile di Michele Spanò

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Il Campidoglio si è vestito di gala per la II edizione del Premio Donne di Roma 2026, un evento che ha saputo fondere l’impegno istituzionale con il glamour più autentico della Capitale.
Tra le imponenti sale storiche, l’iniziativa promossa dall’Assessore Alessandro Onorato ha celebrato le figure femminili che hanno segnato l’anno, ma a catturare l’attenzione dei media e dei numerosi ospiti è stata soprattutto la presenza di Michele Spanò.

​L’hairstylist delle dive, anima del celebre salone Casa Spanò nella prestigiosa via dei Greci, ha portato in questa cornice solenne tutta l’energia e lo stile che lo hanno reso un punto di riferimento assoluto per il jet set romano. La sua partecipazione ha confermato il ruolo centrale di Casa Spanò come crocevia di VIP e personalità dello spettacolo, trasformando l’eccellenza estetica in un elemento chiave della serata dedicata al talento e all’empowerment femminile.

Mentre si celebravano i successi mondiali di campionesse come Francesca Lollobrigida e Simona Quadarella, o il genio creativo di icone della moda e della cultura come Lavinia Biagiotti Cigna e Laura Bosetti Tonatto, lo stile di Michele Spanò ha fatto da filo conduttore alla bellezza che permeava l’evento. La serata è poi proseguita con la consegna dei premi a figure di spicco della filantropia, del giornalismo e della sostenibilità, tra cui Marisela Federici e Sofia Petti, concludendosi con un esclusivo brindisi “Pian di Stelle”. Un racconto corale dove il merito delle donne e il prestigio di firme come quella di Spanò hanno reso omaggio a una Roma viva, elegante e proiettata verso il futuro.

In foto Michele scherza con la sua cara amica Antonella Salvucci.

occhio.com

Femminicidio a Foggia, è Stefania Rago la donna uccisa dal marito a colpi di pistola

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Stefania Rago vittima Foggia (Foto YouFoggia)
Stefania Rago, la donna uccisa dal marito a Foggia

La 46enne colpita in casa in via Salvemini: il marito Antonio Fortebraccio si è consegnato ai carabinieri dopo gli spari

Ha un nome e un volto la vittima del femminicidio che ha sconvolto la città. Si chiamava Stefania Rago, aveva 46 annied è stata uccisa nella serata di oggi all’interno della sua abitazione in via Gaetano Salvemini, nel quartiere San Ciro.

A sparare sarebbe stato il marito, Antonio Fortebraccio48 anni, guardia giurata, al culmine di una lite degenerata in tragedia. L’uomo, secondo quanto emerso, si sarebbe poi consegnato ai carabinieri intervenuti sul posto.

Femminicidio a Foggia, quattro colpi di pistola dopo una lite

Secondo le prime ricostruzioni, la discussione tra i due coniugi sarebbe stata particolarmente accesa. I vicini hanno raccontato di aver sentito urla provenire dall’appartamento, seguite poco dopo da quattro colpi di pistola esplosi in rapida successione.

Spari che non hanno lasciato scampo a Stefania Rago, trovata priva di vita all’arrivo dei soccorsi. Una dinamica violenta e improvvisa che si è consumata tra le mura domestiche.

La testimonianza choc dei vicini

A ricostruire quei momenti drammatici è anche la testimonianza di chi vive nello stabile.

«La mia compagna mi ha chiamato dicendo che c’era un acceso litigio. Poi ha sentito i colpi di pistola. Quando si è affacciata ha visto i lampeggianti delle forze dell’ordine», ha raccontato un residente.

Un racconto che conferma la rapidità con cui la situazione è degenerata, trasformandosi in un omicidio.

Chi era Stefania Rago, madre di due figli

Stefania Rago aveva 46 anni ed era madre di due figli, entrambi maggiorenni, un ragazzo e una ragazza. La famiglia viveva nell’appartamento dove si è consumata la tragedia.

La notizia della sua morte ha colpito profondamente il quartiere, dove la donna era conosciuta.

Il marito fermato: era una guardia giurata

Il marito, Antonio Fortebraccio, 48 anni, è stato fermato dai carabinieri e portato in caserma subito dopo i fatti.

L’uomo lavorava come guardia giurata, un elemento che potrebbe essere rilevante per chiarire la disponibilità dell’arma utilizzata nel delitto. Gli investigatori stanno verificando tutti gli aspetti legati al possesso e all’uso della pistola.

Le indagini dei carabinieri sulla dinamica

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno immediatamente avviato i rilievi all’interno dell’abitazione per ricostruire con precisione la dinamica dell’omicidio.

Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e analizzando ogni elemento utile, compresi eventuali precedenti episodi di tensione tra i coniugi.

Fondamentali saranno anche gli accertamenti tecnici sull’arma e le verifiche sul contesto familiare.

Il luogo del femminicidio in via Salvemini (Foto Ansa)

Una città sotto choc per l’ennesimo femminicidio

Il femminicidio di Stefania Rago riaccende i riflettori sulla violenza domestica, un fenomeno che continua a colpire anche all’interno delle mura familiari.

Foggia si ritrova ancora una volta a fare i conti con una tragedia che lascia sgomento e dolore, mentre si attendono sviluppi dalle indagini per chiarire ogni dettaglio di quanto accaduto.

occhio.com

Barletta, tragico schianto tra auto: morti due giovani, cinque feriti

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incidente Barletta auto distrutte. vigili fuoco sul posto
I vigili del fuoco sul luogo del grave incidente tra due auto

L’incidente tra Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia: scontro frontale, un ferito trasportato in elisoccorso

Tragedia sulla strada in provincia di Barletta-Andria-Trani, dove due persone hanno perso la vita in un grave incidente stradale avvenuto in serata tra Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia. Il bilancio è pesantissimo: due morti e cinque feriti, alcuni dei quali in condizioni critiche.

Secondo quanto emerso dalle prime informazioni, le vittime sono un ragazzo di 21 anni e una donna di età maggiore.

Barletta, scontro frontale tra due auto

L’incidente si è verificato lungo un tratto stradale dove, per cause ancora in corso di accertamento, due auto si sarebbero scontrate frontalmente.

L’impatto è stato particolarmente violento e ha provocato conseguenze gravissime per gli occupanti dei veicoli coinvolti. Le auto sono rimaste distrutte e alcuni passeggeri sono rimasti incastrati tra le lamiere.

I soccorsi: vigili del fuoco e 118 sul posto

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco, che hanno lavorato per estrarre i feriti e i corpi delle vittime dalle lamiere dei veicoli.

Presenti anche i carabinieri, la polizia locale e numerosi mezzi del 118, che hanno prestato le prime cure ai feriti direttamente sul posto.

I sanitari hanno classificato i feriti come codici rossi, a conferma della gravità delle condizioni.

Cinque feriti, uno trasportato in elisoccorso

Il bilancio complessivo dell’incidente è di cinque feriti. Due persone sono state trasportate all’ospedale di Barletta, altre due all’ospedale di Andria, mentre per un quinto ferito si è reso necessario l’intervento dell’elisoccorso, a causa della gravità delle lesioni riportate.

Le condizioni dei feriti restano sotto osservazione, mentre i medici stanno facendo il possibile per stabilizzarli.

Indagini in corso sulla dinamica dell’incidente

Le forze dell’ordine stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dello scontro. Al momento non si esclude alcuna ipotesi, mentre saranno fondamentali i rilievi effettuati sul posto e le testimonianze di eventuali presenti.

L’obiettivo è chiarire cosa abbia provocato il violento impatto tra i due veicoli e accertare eventuali responsabilità.

Comunità sotto choc

La notizia dell’incidente ha rapidamente fatto il giro della zona, lasciando sotto choc le comunità coinvolte. Due vite spezzate e diversi feriti gravi rappresentano l’ennesima tragedia sulle strade italiane.

Mentre si attendono ulteriori sviluppi dalle indagini, resta il dolore per una vicenda che ha segnato profondamente il territorio.

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Femminicidio a Foggia, uccide la moglie in casa a colpi di pistola

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carabinieri luogo del delitto Foggia
I carabinieri sul luogo del femminicidio a Foggia

La tragedia in via Salvemini dopo una lite: i vicini hanno sentito quattro spari, indagini dei carabinieri sulla dinamica

Un nuovo caso di violenza domestica scuote la città. Un uomo ha ucciso la moglie a colpi di pistola all’interno della loro abitazione in via Gaetano Salvemini, al termine di una lite. Il femminicidio a Foggia è avvenuto sotto gli occhi di una comunità sconvolta, con i vicini che hanno sentito prima le urla e poi gli spari.

Secondo le prime informazioni, la coppia aveva un’età compresa tra i 40 e i 50 anni. L’uomo, che avrebbe esploso i colpi, sarebbe una guardia giurata.

Femminicidio a Foggia, quattro colpi al culmine della lite

La tragedia si è consumata in pochi istanti, al culmine di una discussione tra marito e moglie. Alcuni residenti della zona hanno riferito di aver sentito un litigio particolarmente acceso provenire dall’appartamento, seguito da almeno quattro colpi di pistola.

Un’escalation improvvisa di violenza che non ha lasciato scampo alla donna, colpita mortalmente all’interno della propria casa.

Le testimonianze dei vicini: «Prima le urla, poi gli spari»

Determinanti, in queste ore, sono le testimonianze di chi vive nello stabile. Un vicino ha raccontato di essere stato allertato dalla compagna, che aveva sentito il litigio in corso.

«La mia compagna mi ha chiamato dicendo che c’era una discussione molto accesa. Poco dopo ha sentito gli spari», ha riferito. Subito dopo, affacciandosi, avrebbe visto i lampeggianti delle forze dell’ordine arrivare sul posto.

Il racconto conferma la rapidità con cui la situazione è degenerata, trasformandosi in tragedia.

I soccorsi e l’arrivo dei carabinieri

Quando è stato lanciato l’allarme, per la donna non c’era già più nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile.

Presenti anche i carabinieri, che hanno immediatamente avviato i rilievi e messo in sicurezza l’area. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e chiarire il contesto in cui è maturato il delitto.

Femminicidio a Foggia, indagini in corso sul movente

Le indagini sono ancora nelle fasi iniziali. I carabinieri stanno raccogliendo testimonianze e elementi utili per comprendere cosa abbia portato alla tragedia.

Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli sul movente, ma l’attenzione è concentrata sul rapporto tra i due coniugi e su eventuali precedenti episodi di tensione.

Non si esclude che nelle prossime ore possano emergere nuovi particolari utili a delineare il quadro completo della vicenda.

Una nuova tragedia che riaccende il tema della violenza domestica

Il caso di femminicidio a Foggia riporta ancora una volta al centro dell’attenzione il tema della violenza domestica, fenomeno che continua a colpire anche all’interno delle mura familiari.

Una tragedia che lascia sgomento e dolore, mentre si attendono sviluppi dalle indagini per fare piena luce su quanto accaduto.

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Incendio a Portici, donna morta tra le fiamme in casa: aveva 88 anni

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vigili fuoco incendio Portici
Vigili del fuoco e carabinieri sul luogo dell’incendio a Portici

Il rogo nel Parco San Ciro sul corso Garibaldi: distrutti cucina e salone, indagini in corso sulle cause

Tragedia nel Napoletano, dove una donna di 88 anni ha perso la vita a causa di un incendio scoppiato nella sua abitazione. Il rogo si è sviluppato all’interno di un appartamento nel Parco San Ciro, sul corso Garibaldi, distruggendo parte della casa e provocando ustioni fatali alla vittima.

Secondo le prime informazioni, le fiamme si sarebbero propagate rapidamente tra la cucina e il salone, avvolgendo l’abitazione e rendendo impossibile qualsiasi via di fuga per l’anziana.

Incendio a Portici, le fiamme devastano l’abitazione

L’incendio si è sviluppato improvvisamente, generando un’intensa colonna di fumo visibile anche dall’esterno. Le lingue di fuoco hanno completamente distrutto gli ambienti principali della casa, causando danni ingenti alla struttura interna.

Non è ancora chiaro cosa abbia innescato il rogo, ma le prime ipotesi parlano di un possibile evento accidentale, circostanza che dovrà essere confermata dagli accertamenti tecnici.

I soccorsi e il ritrovamento della vittima

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno lavorato per domare l’incendio e mettere in sicurezza l’area. Le operazioni si sono concentrate soprattutto nel contenere le fiamme ed evitare che si propagassero ad altri appartamenti del complesso residenziale.

Presenti anche i carabinieri della stazione di Portici e i sanitari del 118, allertati per prestare soccorso. Una volta entrati nell’abitazione, i soccorritori hanno trovato la donna ormai priva di vita.

I medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso, avvenuto a causa delle ustioni riportate durante l’incendio.

I mezzi di soccorso presenti all’esterno dell’abitazione colpita dall’incendio

Incendio a Portici, indagini in corso sulle cause

Le cause del rogo sono attualmente al vaglio degli investigatori. I carabinieri hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e stabilire l’origine delle fiamme.

Determinante sarà la relazione tecnica dei vigili del fuoco, che dovrà chiarire se si sia trattato effettivamente di un incidente domestico o se vi siano altri elementi da approfondire.

Gli inquirenti stanno raccogliendo tutte le informazioni utili, anche attraverso eventuali testimonianze dei residenti della zona.

Una tragedia domestica che scuote la comunità

La morte della donna ha profondamente colpito la comunità di Portici, dove l’episodio ha suscitato dolore e preoccupazione. Le tragedie domestiche legate agli incendi restano purtroppo eventi improvvisi e spesso difficili da prevenire, soprattutto quando coinvolgono persone anziane.

In attesa dei risultati delle indagini, resta il cordoglio per una vita spezzata in modo drammatico all’interno della propria casa.

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