Paderno Dugnano, strage in famiglia: il 17enne confessa il triplice omicidio

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Li ha colpiti uno dopo l’altro, con decine di coltellate, nella casa di mattoni beige dove fino a qualche ora prima si era respirata aria di festa. L’allucinante e drammatica dinamica del triplice delitto commesso da un ragazzo di 17 anni, che nella notte tra sabato e domenica ha ucciso suo padre Fabio, 51 anni, sua madre Daniela di 49 e il fratellino Lorenzo di 12 anni, nella villetta di famiglia a Paderno Dugnano (Milano), è stato lui stesso a raccontarla: il giovane ha confessato dopo un lungo interrogatorio all’interno della caserma dei carabinieri del comune milanese, ritrattando la sua prima versione.

Non una parola invece sul movente, semmai sia possibile trovare una spiegazione ad un’esplosione di così tanta cattiveria. “Li ho uccisi io, da solo”, ha ammesso agli inquirenti, sconfessando quanto detto questa mattina prima al 112 e poi ai carabinieri che erano arrivati a casa sua: a entrambi aveva infatti raccontato di aver ucciso il padre dopo aver scoperto che questi aveva a sua volta ammazzato la mamma e il fratellino.

Ma fin da subito le sue dichiarazioni sono apparse lacunose e incoerenti. Dopo aver telefonato al 112 dicendo “venite, ho ammazzato mio padre”, il giovane ha atteso l’arrivo della volante all’esterno della casa degli orrori, con l’arma del delitto poggiata a terra. 

occhio.com

Caso Verzeni, fermato il presunto omicida

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E’ stato fermato nella notte dai Carabinieri, coordinati dalla Procura di Bergamo, un uomo di 31 anni, italiano, indiziato di essere il presunto omicida di Sharon Verzeni.

L’uomo fermato con l’accusa di aver ucciso Sharon Verzeni a Terno d’Isola, in provincia di Bergamo, appare nelle immagini delle telecamere di sorveglianza mentre in bicicletta, la notte fra il 29 e il 30 luglio scorsi, si allontanava velocemente dal luogo dell’omicidio. A lungo i militari hanno lavorato sulle immagini dei sistemi di videosorveglianza per identificarlo. Il 31enne fermato con l’accusa di aver ucciso Sharon Verzeni è stato rintracciato dai carabinieri e fermato in un’abitazione nel Bergamasco. Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe ucciso Sharon senza un apparente motivo: l’omicidio non sarebbe infatti legato né a un tentativo di aggressione sessuale, né a presunti versamenti della vittima a Scientology, né a una rapina o questioni di droga. Il 31enne ha altri precedenti per aggressione, non legati a questioni di criminalità o spaccio.

Pasquale D’Ascoli

occhio.com

Namibia, il governo vuole abbattere 700 animali selvatici

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La Namibia pianifica l’abbattimento di oltre 700 animali selvatici, tra cui elefanti, zebre e ippopotami, per poi distribuirne la carne ai suoi abitanti, colpiti dall’insicurezza alimentare mentre il Paese è alle prese con la peggiore siccità degli ultimi cento anni.

Tra gli animali da abbattere ci sono 83 elefanti, 30 ippopotami, 60 bufali, 50 impala, 100 gnu blu e 300 zebre, come ha annunciato lunedì il ministero dell’Ambiente, delle Foreste e del Turismo namibiano in un comunicato stampa riportato dalla Cnn.
I capi verranno da parchi nazionali e aree comunali con “un numero sostenibile di selvaggina” e saranno uccisi da cacciatori professionisti, ha chiarito il ministero.

L’obiettivo del programma è quello di contribuire ad alleviare l’impatto della siccità nel Paese africano, ha aggiunto.
A maggio la Namibia ha dichiarato lo stato di emergenza a causa dell’aggravarsi degli effetti della siccità. Si stima che 1,4 milioni di persone – circa la metà della popolazione – debbano affrontare alti livelli di insicurezza alimentare.
Il programma di abbattimento ridurrà la pressione sulle risorse idriche riducendo gli animali selvatici nelle aree in cui il loro numero “supera i pascoli e l’acqua disponibili”, ha dichiarato il ministero. L’obiettivo è anche quello di ridurre il potenziale di conflitti tra elefanti ed esseri umani che possono aumentare durante la siccità, quando la ricerca di cibo e acqua da parte degli animali può portarli a contatto con le persone.

Alessia Pinzarrone

occhio.com

Arrestato il latitante Bertulazzi in Argentina

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Alla fine sarà estradato in Italia Leonardo Bertulazzi, arrestato oggi in Argentina dopo la revoca dello status di rifugiato che aveva ottenuto nel 2004 proprio dall’Argentina e grazie alla reiterazione della richiesta di estradizione.
Leonardo Bertulazzi, nome di battaglia ‘Stefano, membro della colonna genovese delle Brigate Rosse, deve espiare la pena di 27 anni di reclusione per il sequestro dell’ingegnere navale Piero Costa avvenuto a Genova il 12 gennaio del 1977, un sequestro pensato dalla colonna genovese per ottenere denaro e finanziare le azioni sovversive in divenire, come l’acquisto dell’appartamento di via Montalcini dove poi venne tenuto prigioniero Aldo Moro per il periodo del suo sequestro.


La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, fa sapere una nota di Palazzo Chigi, esprime “profondo apprezzamento alle Autorità argentine per aver eseguito l’arresto di Leonardo Bertulazzi, già condannato in Italia a 27 anni di carcere per reati di terrorismo, a seguito della revoca dello status di rifugiato da parte della Commissione per i Rifugiati argentina”.

Fabiana Pugliese

occhio.com

Rubano farfalle in Sri Lanka, arrestati due cittadini modenesi

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Sono accusati di aver tentato di contrabbandare centinaia di farfalle e piante endemiche rubate in un parco naturale dello Sri Lanka.

In manette sono finiti Luigi Ferrari, 68enne medico modenese e il figlio ventenne. A darne notizia è l’edizione reggiana di Qn-il Resto del Carlino. Ora entrambi si troverebbero agli arresti domiciliari, col passaporto sequestrato e dunque impossibilitati a lasciare l’isola, in attesa di processo. L’arresto risale al 9 maggio scorso. Padre e figlio si trovavano lì in vacanza. Ferrari – noto chirurgo ortopedico specializzato in particolare nella cura dell’alluce valgo, che lavora in diverse cliniche private a cavallo fra le province di Reggio Emilia e Modena – è un grande appassionato ed esperto di farfalle tanto da essere membro di un’associazione di entomologia. Durante un’escursione nel parco naturale di Yala avrebbero catturato numerosi insetti, in particolare farfalle.
Ma all’uscita dal parco, i due sono stati fermati dagli agenti dell’ufficio per la conservazione della fauna selvatica di Katagamuwa per un controllo.
Ferrari e il figlio si sarebbero agitati e i ranger si sono insospettiti controllando i loro zaini. All’interno sono stati trovati 285 insetti chiusi all’interno di decine di barattoli di vetro, bottiglie e bustine oltre a numerose foglie di piante autoctone. Per loro è scattato l’immediato arresto per furto e contrabbando. Secondo gli inquirenti, la loro intenzione infatti sarebbe stata quella di portarli in Italia. Stando alle informazioni raccolte, i due avrebbero trascorso un mese in cella, ma ora sono stati concessi i domiciliari col divieto assoluto di lasciare lo Sri Lanka in attesa dell’udienza che si terrà nei prossimi giorni. La moglie del medico, insieme ad un avvocato, si trova con loro nel Paese.
 Marco Gaudini

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Latiano, crolla un edificio ma non ci sono feriti

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Un grande edificio, sede di un negozio di articoli per la casa con deposito annesso, è crollato la scorsa notte, verso le 4, a Latiano, in provincia di Brindisi.

Al momento non si segnalano feriti ma i vigili del fuoco stanno scavando tra le macerie, anche con l’ausilio di cani molecolari, per escludere l’eventuale presenza di persone. Il rumore dovuto al crollo ha spaventato i residenti che, a decine, sono scesi in strada. A quanto si apprende nel negozio, che vende anche articoli per animali, non ci sono allacci al gas o bombole.

L’area in cui è avvenuto il crollo è stata sequestrata dalla procura di Brindisi che ha aperto un’inchiesta per accertare le cause del cedimento dell’edificio. Tra i soccorritori prende sempre corpo l’ipotesi che non ci siano vittime tra le macerie, ma i vigili del fuoco continuano a scavare anche con i cani molecolari. Sul posto da ore anche il sindaco di Latiano, Mino Maiorano. La zona, nevralgica per la viabilità, è stata interdetta al traffico.
   

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Lungro, violenta bomba d’acqua: chiuse alcune strade

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Un violento nubifragio si é abbattuto a Lungro.

Una bomba d’acqua che ha trasformato in breve tempo le strade del centro della provincia di Cosenza in vere e proprie cascate di fango.

La forza dell’acqua ha trascinato detriti, alberi e massi, causando danni alle vie principali. Non si registrano feriti, comunque, o danni gravi.
In una nota il Comune rende noto che “il sindaco, Carmine Ferraro, l’assessore Domenico Capalbo e la Presidente del Consiglio Valentina Pastena si sono subito attivati, insieme ai vigili del fuoco, per dare supporto alla popolazione. Un fortissimo ringraziamento va ai volontari della Protezione civile Pollino. Il sindaco ha emesso un’ordinanza con cui ha disposto la chiusura di tratti di alcune vie cittadine”.
“Ringraziamo la Provincia di Cosenza, nella persona della presidente Rosaria Succurro – si afferma ancora nel comunicato – per la vicinanza e il supporto ed i tanti sindaci che ci hanno espresso la loro solidarietà. Un ringraziamento speciale va a tutti i cittadini che, con coraggio e dedizione ed in modo spontaneo e altruistico, stanno lavorando senza sosta per riportare la normalità nel nostro paese”.

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Isola D’Elba, quattro misure cautelari per spaccio di droga

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I carabinieri hanno dato esecuzione a quattro misure cautelari per un giro di spaccio di cocaina sull’isola d’Elba (Livorno): il presunto capo del gruppo coinvolto, un 38enne albanese, è stato arrestato, per un suo connazionale 47enne disposto il divieto di espatrio, a due italiani di 65 e 58 anni imposto l’obbligo di dimora con vincolo di permanenza notturna in casa.

In totale sono 19, tra cui 4 donne, gli indagati.
L’inchiesta, condotta dai carabinieri di Portoferraio e del nucleo investigativo di Livorno e coordinata dalla procura livornese, è nata dopo che a fine 2020 un detenuto di Porto Azzurro, rientrato da un permesso premio, si era sentito male: dagli accertamenti emerse che aveva ingerito un ovulo di cocaina acquistata sull’isola.

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Incidente a Gallipoli, un morto e quattro feriti

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E’di un morto e quattro feriti l’incidente stradale avvenuto nel tardo pomeriggio sulla statale 101 Lecce-Gallipoli, all’altezza dello svincolo per Sannicola.

La vittima dello scontro frontale tra due auto è una donna di 73 anni: la sua utilitaria Volkswagen Up è entrata in collisione con un Suv con a bordo una famiglia di turisti tedeschi: padre, madre e due bambini.

Tutti soccorsi e portati all’ospedale di Gallipoli.

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Grecia, tonnellate di pesci morti nel porto di Volos

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Si vedono pesci morti galleggiare sul mare nel porto di Volos,  in Tessaglia,

Il fenomeno dei pesci morti gettati nel porto di Volos, secondo gli esperti, non rappresenta un rischio per la salute pubblica e non è una novità.

Ciò è dovuto alle migliaia di tonnellate d’acqua che da Karla e dalle zone circostanti si riversano quotidianamente attraverso il torrente Xeria nel golfo di Pagasitiko e portano via migliaia di pesci d’acqua dolce, che, appena entrano in contatto con l’acqua del mare, muoiono.

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