Governo, Meloni incontra Rubio dopo le tensioni con Trump: Nordio non querelerà Ranucci

0
Giorgia Meloni incontro Palazzo Chigi governo politica estera
La premier Giorgia Meloni durante un vertice istituzionale

Vertice a Palazzo Chigi con il segretario di Stato Usa per ricucire i rapporti con Washington. Sul caso Minetti il ministro della Giustizia cambia linea dopo le scuse del conduttore di Report

La premier Giorgia Meloni si prepara a incontrare il segretario di Stato americano Marco Rubio venerdì mattina a Palazzo Chigi. Un vertice cruciale per tentare di allentare le tensioni con Donald Trump, dopo settimane di frizioni tra Roma e Washington.

Al centro del colloquio ci saranno i principali dossier internazionali: dalla guerra in Iran alla sicurezza nello Stretto di Hormuz, fino alle crisi in Gaza e Libano.

Meloni risponde a Trump: “Accuse non corrette”

Il clima resta però teso. Meloni ha risposto duramente alle dichiarazioni di Trump sulla possibile riduzione della presenza militare americana in Europa.

La premier ha ribadito che l’Italia ha sempre rispettato gli impegni Nato, anche in contesti complessi come Afghanistan e Iraq, sottolineando che alcune accuse rivolte al nostro Paese non sarebbero corrette.

Una presa di posizione netta, che segna una distanza politica significativa rispetto all’amministrazione americana.

Il segretario di Stato americano Marco Rubio, atteso a Roma per un incontro con la premier Giorgia Meloni

Vertice a Palazzo Chigi e strategia internazionale

Prima dell’incontro con Rubio, Meloni riunirà a Palazzo Chigi i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani per fare il punto sulla politica estera e sulle nomine imminenti.

Il vertice servirà anche a definire una linea comune sui principali scenari geopolitici, in un momento particolarmente delicato per gli equilibri internazionali.

Nel frattempo, la premier è impegnata anche sul fronte energetico, con missioni internazionali mirate a rafforzare le forniture di gas e petrolio verso l’Italia.

Caso Minetti, Nordio cambia linea

Parallelamente, sul fronte interno, tiene banco il caso che coinvolge Nicole Minetti.

Dopo le scuse del giornalista Sigfrido Ranucci, il ministro della Giustizia Carlo Nordio avrebbe deciso di non procedere con una querela.

La polemica era nata in seguito alla diffusione di una notizia rivelatasi falsa su un viaggio del Guardasigilli. Le scuse pubbliche hanno contribuito a stemperare la tensione.

Verso i prossimi sviluppi

Sul caso Minetti si attendono ora gli sviluppi della Procura di Milano, chiamata a esprimersi sull’istanza di grazia.

Intanto, il focus resta sul delicato equilibrio tra Italia e Stati Uniti, con l’incontro tra Meloni e Rubio che potrebbe rappresentare un passaggio chiave per ridefinire i rapporti diplomatici.

occhio.com

Papa a Napoli l’8 maggio: scuole chiuse e traffico rivoluzionato, tutte le strade e gli orari

0
Papa Leone visita Napoli percorso fedeli piazza del Plebiscito
Il Papa atteso a Napoli per la visita dell’8 maggio

Visita del Pontefice in città: stop alle lezioni in diverse municipalità, possibili chiusure totali. Piano sicurezza con divieti, percorsi e modifiche alla viabilità

Napoli si prepara ad accogliere Papa Leone l’8 maggio con un imponente piano organizzativo che coinvolge scuole, trasporti e viabilità. Il Comune ha già disposto la chiusura degli istituti scolastici nelle Municipalità 1, 2 e 4, ma il provvedimento potrebbe essere esteso a tutta la città su richiesta della Prefettura.

L’ordinanza sarà pubblicata all’Albo Pretorio e trasmessa agli uffici competenti per informare i dirigenti scolastici.

Scuole chiuse anche a Pompei: tutte le date

Stop alle lezioni anche a Pompei in occasione della visita pastorale al Santuario. Le scuole resteranno chiuse il 7 e l’8 maggio, mentre per il 6 maggio è prevista l’uscita anticipata alle ore 13.

Una decisione presa per garantire la sicurezza e facilitare l’organizzazione dell’evento religioso.

Il percorso del Papa a Napoli

Il Pontefice arriverà in elicottero alla Rotonda Diaz per poi dirigersi verso il Duomo, dove celebrerà la Santa Messa. Successivamente raggiungerà piazza del Plebiscito per incontrare i fedeli.

Il percorso di andata interesserà:

  • Rotonda Diaz
  • via Caracciolo
  • piazza Vittoria
  • via Arcoleo
  • via Chiatamone
  • via Nazario Sauro
  • via Acton
  • piazza Municipio
  • via Depretis
  • piazza Bovio
  • corso Umberto I
  • via Duomo

Il ritorno seguirà:

  • via Duomo
  • corso Umberto I
  • via Depretis
  • via Vittorio Emanuele III
  • via San Carlo
  • piazza Trieste e Trento
  • piazza del Plebiscito
  • rientro verso Rotonda Diaz

Traffico bloccato e divieti: tutte le limitazioni

Per garantire la sicurezza, dalle ore 9 dell’8 maggio e fino a cessate esigenze sarà vietato il transito lungo tutte le strade coinvolte e nelle traverse.

Previsti anche divieti di sosta con rimozione forzata:

  • dalle ore 8 del 7 maggio in via Nicolò Tommaseo e piazza Vittoria
  • dalle ore 14 del 7 maggio su tutto il percorso

Le piste ciclabili saranno sospese già dal 7 maggio in via Caracciolo e l’8 maggio lungo l’intero itinerario. Stop anche agli stazionamenti taxi dalle ore 20 del 7 maggio.

Limitazioni per pedoni e trasporti pubblici

Dalle ore 9 dell’8 maggio sarà vietato anche l’attraversamento pedonale nelle aree interessate.

In alcune strade il transito sarà consentito solo a residenti, mezzi di soccorso, forze dell’ordine e veicoli con contrassegno disabili.

Le aziende di trasporto pubblico locale modificheranno percorsi e fermate per tutta la durata dell’evento, con possibili disagi per i cittadini.

occhio.com

Alex Zanardi, oggi i funerali a Padova: l’ultimo saluto al campione

0
Alex Zanardi campione paralimpico funerali Padova
Alex Zanardi, simbolo dello sport e della resilienza

Le esequie alle 11 nella basilica di Santa Giustina: niente diretta tv per volontà della famiglia, maxischermo in Prato della Valle per tifosi e cittadini

Oggi è il giorno dell’ultimo saluto a Alex Zanardi. I funerali del campione si tengono alle ore 11 nella basilica di Santa Giustina a Padova, dove sono attesi amici, istituzioni e centinaia di tifosi.

Su richiesta della famiglia, non ci saranno dirette televisive delle esequie. Per consentire comunque la partecipazione della cittadinanza, il Comune ha predisposto un maxischermo nel vicino Prato della Valle.

La cerimonia nella basilica di Santa Giustina

La funzione si svolge nella basilica di Santa Giustina, uno dei luoghi simbolo della città di Padova. A celebrare il funerale sarà don Marco Pozza, cappellano del carcere cittadino e amico personale di Zanardi.

Accanto al feretro sarà presente anche la handbike del campione, simbolo della sua seconda vita sportiva dopo l’incidente che gli aveva cambiato per sempre l’esistenza.

L’ultimo viaggio del campione paralimpico

Zanardi, morto il primo maggio all’età di 59 anni, era stato protagonista di una lunga battaglia dopo il grave incidente avvenuto a Pienza nel 2020. Negli ultimi anni aveva vissuto tra ricoveri e assistenza sanitaria, senza mai smettere di essere un punto di riferimento per il mondo dello sport.

Il feretro arriverà dalla struttura specializzata in cui era ricoverato e sarà accompagnato dagli atleti di Obiettivo3, il progetto sportivo da lui fondato per sostenere giovani atleti paralimpici.

I presenti: istituzioni e volti noti

Tra i presenti annunciati ci sono numerosi volti del mondo dello spettacolo e dello sport. Attesi Fabio Fazio e Gianni Morandi, oltre a figure istituzionali come Luca Zaia e il sindaco di Bologna Matteo Lepore.

Prevista anche la presenza di Giovanni Malagò e della campionessa paralimpica Bebe Vio.

Una giornata di lutto e memoria

Per l’occasione è stato proclamato il lutto regionale in Veneto, con bandiere a mezz’asta anche in altre città italiane.

La scomparsa di Alex Zanardi lascia un vuoto enorme non solo nello sport, ma anche nella società: la sua storia resta un esempio di forza, resilienza e rinascita che ha ispirato milioni di persone.

occhio.com

Incendio a Cessalto, casa in fiamme nella notte: morta una donna, salvo il marito

0
vigili del fuoco incendio casa Cessalto Treviso notte
I soccorsi dei vigili del fuoco sul luogo dell’incendio a Cessalto

Rogo in un’abitazione di via Bidoggia, nel Trevigiano: le fiamme partite dalla cucina hanno invaso la casa, inutili i soccorsi per la vittima

Un drammatico incendio a Cessalto ha causato la morte di una donna nella notte tra lunedì e martedì. Il rogo è divampato all’interno di un’abitazione di via Bidoggia, in provincia di Treviso, dove viveva una coppia.

Secondo le prime informazioni, le fiamme sarebbero partite dalla cucina per poi estendersi rapidamente al resto della casa.

Le fiamme nella notte e la fuga del marito

L’incendio si è sviluppato in pochi minuti, avvolgendo gran parte dell’abitazione. L’uomo è riuscito a mettersi in salvo, mentre la moglie è rimasta intrappolata all’interno della casa.

La donna è stata trovata senza vita nel letto, nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori.

Il marito ha riportato un’intossicazione da fumo, ma le sue condizioni non sarebbero gravi.

L’intervento dei vigili del fuoco

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, arrivati con diverse squadre provenienti da Treviso, Motta di Livenza, San Donà di Piave e Conegliano.

Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’abitazione sono durate diverse ore, a causa della violenza delle fiamme che avevano già compromesso gran parte della struttura.

Indagini in corso sulle cause del rogo

Sull’accaduto stanno ora indagando i carabinieri, impegnati a ricostruire le cause dell’incendio.

Al momento non si esclude alcuna ipotesi, anche se tutto lascia pensare a un incendio di origine accidentale, partito dalla cucina.

occhio.com

Delitto Garlasco, oggi le gemelle Cappa davanti ai pm. Domani Sempio e Marco Poggi

0
sorelle Cappa caso Garlasco audizione pm Milano
Paola e Stefania Cappa durante gli sviluppi dell’inchiesta sul delitto di Garlasco

La Procura di Pavia accelera verso la chiusura delle indagini: nuovi interrogatori per ricostruire il delitto di Chiara Poggi e chiarire il possibile movente

L’inchiesta sul delitto di Garlasco entra nella fase decisiva. La Procura di Pavia ha avviato una serie di audizioni chiave che potrebbero portare alla chiusura delle indagini e alla richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio.

Oltre all’interrogatorio dell’indagato, sono stati convocati come testimoni anche Paola Cappa e Stefania Cappa, insieme a Marco Poggi, fratello della vittima.

La nuova ipotesi sul delitto di Chiara Poggi

Secondo la nuova ricostruzione degli inquirenti, a uccidere Chiara Poggi non sarebbe stato Alberto Stasi, l’allora fidanzato condannato in via definitiva a 16 anni, ma proprio Andrea Sempio, all’epoca dei fatti 19enne e amico del fratello della giovane.

L’ipotesi investigativa parla di un’aggressione scattata dopo un rifiuto, con almeno 12 colpi inferti con un oggetto contundente.

Gli interrogatori e la strategia della difesa

I due giorni di attività istruttoria rappresentano un passaggio decisivo verso la chiusura delle indagini. L’interrogatorio di Andrea Sempio è atteso nelle prossime ore e, secondo quanto trapela, potrebbe scegliere di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Nel frattempo, la difesa passa al contrattacco. L’avvocato Liborio Cataliotti ha parlato di un tentativo di “mostrizzazione” del proprio assistito, riferendosi alla diffusione di alcune chat personali.

In particolare, il legale ha chiarito che i messaggi legati alla cosiddetta “one-itis” non avrebbero alcun collegamento con Chiara Poggi, ma riguarderebbero una semplice cotta giovanile.

Le audizioni delle sorelle Cappa e di Marco Poggi

Le audizioni di Paola e Stefania Cappa si svolgono presso la caserma Montebello di Milano e riguardano aspetti della vita privata di Chiara Poggi nei giorni precedenti al delitto.

Le due testimoni, mai indagate, erano finite al centro dell’attenzione mediatica all’epoca dei fatti. Le loro dichiarazioni potrebbero essere utili per approfondire la cosiddetta “pista passionale”.

In contemporanea verrà sentito anche Marco Poggi, già ascoltato in passato ma ora nuovamente convocato alla luce delle recenti analisi informatiche.

Cosa succede ora: verso la chiusura delle indagini

Gli elementi raccolti in questa fase serviranno alla Procura per chiudere il cerchio della nuova inchiesta. L’obiettivo è arrivare a una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Andrea Sempio.

Parallelamente, la difesa di Alberto Stasi starebbe preparando una richiesta di revisione del processo presso la Corte d’Appello di Brescia.

Sul caso è intervenuto anche Ignazio La Russa, che ha espresso dubbi sull’esito finale della vicenda, ipotizzando tempi ancora molto lunghi per arrivare a una verità definitiva.

occhio.com

Venezia, tre giovani cadono in acqua: morto un 20enne, salvati gli amici

0
vigili del fuoco venezia soccorsi rio annegamento
I soccorsi dei vigili del fuoco nel rio a Venezia dopo la caduta dei tre giovani

Dramma all’alba nel sestiere di San Polo: due ragazzi tratti in salvo da una barca di passaggio, il terzo recuperato senza vita dai sommozzatori

Un dramma a Venezia si è consumato all’alba di martedì 5 maggio 2026, quando tre giovani sono caduti nelle acque di un rio nel sestiere di San Polo. Uno di loro, un ragazzo di 20 anni, è morto annegato, mentre gli altri due sono stati salvati grazie all’intervento di una barca di passaggio.

L’allarme è scattato intorno alle 5:30, quando sono stati allertati i soccorsi.

La caduta in acqua e il mancato riemergere del 20enne

Secondo una prima ricostruzione, i tre ragazzi sarebbero finiti in acqua per cause ancora in corso di accertamento. Due di loro sono riusciti a rimanere a galla e sono stati soccorsi rapidamente, mentre il terzo non è più riemerso, facendo temere subito il peggio.

La scena si è consumata in pochi istanti, sotto gli occhi di chi si trovava nelle vicinanze.

I soccorsi: sommozzatori in azione

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, con due autopompe lagunari provenienti dalla sede di Venezia Dorsoduro, supportati dai sommozzatori del nucleo regionale.

Le operazioni di ricerca si sono concentrate nelle acque antistanti la caserma della Guardia di Finanza di Campo San Polo, dove il giovane è stato individuato.

Intorno alle 7:15, i sommozzatori hanno recuperato il corpo del 20enne, ormai privo di vita.

Salvati gli altri due ragazzi

Determinante è stato l’intervento di un’imbarcazione di passaggio, che è riuscita a trarre in salvo gli altri due giovani prima che la situazione potesse aggravarsi ulteriormente.

I due sono stati affidati alle cure del personale sanitario del Suem 118, intervenuto insieme alle forze dell’ordine.

Mezzi nautici dei vigili del fuoco durante l’intervento di soccorso nel canale veneziano dopo la caduta dei tre ragazzi.

Indagini in corso sulla dinamica

Sulla vicenda sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri, presenti sul posto per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Al momento non è chiaro cosa abbia provocato la caduta in acqua dei tre ragazzi. Gli investigatori stanno raccogliendo elementi utili per chiarire se si sia trattato di un incidente o di altre circostanze.

occhio.com

Incidente Forlì, auto contro un albero: sono Caterina Romualdi e Sirin Jaziri le due giovani morte, avevano 23 e 26 anni

0
incidente Forlì auto contro albero soccorsi vigili del fuoco 118
I soccorsi dei vigili del fuoco e del 118 dopo lo schianto in viale dell’Appennino

Le tre giovani viaggiavano a bordo di una Renault Clio in direzione monte-centro. All’altezza del civico 51, nei pressi del fotostudio Paolini, la conducente ha perso improvvisamente il controllo del veicolo

Un drammatico incidente a Forlì ha spezzato la vita di due giovani studentesse universitarie. Nella notte tra domenica e lunedì, intorno alle 23:30, una Renault Clio è uscita di strada lungo viale dell’Appennino, all’altezza del centro commerciale Ravaldino, schiantandosi violentemente contro un albero.

A perdere la vita sono state Caterina Romualdi, 22 anni, e Sirin Jaziri, 26 anni. Con loro viaggiava una terza ragazza, ora ricoverata in condizioni gravissime all’ospedale Bufalini di Cesena.

Testacoda ad alta velocità e impatto devastante

Secondo le prime ricostruzioni, le tre giovani stavano percorrendo il tratto in direzione monte-centro quando, per cause ancora in fase di accertamento, la conducente ha perso il controllo del veicolo.

L’auto è finita in un violento testacoda, attraversando la carreggiata, per poi schiantarsi lateralmente contro uno dei grossi platani che costeggiano la strada. L’impatto è stato devastante.

Le due studentesse sono morte sul colpo, mentre la terza è stata estratta viva ma in condizioni disperate.

I soccorsi: ore di lavoro per estrarre i corpi

La scena apparsa ai soccorritori è stata drammatica. I vigili del fuoco hanno lavorato per ore per liberare i corpi rimasti incastrati tra le lamiere dell’auto.

Sul posto sono intervenuti anche i sanitari del 118, i carabinieri e la polizia, impegnati nella gestione dell’emergenza e nel controllo dell’area, dove si sono radunati numerosi curiosi.

Le operazioni si sono concluse solo a notte fonda, dopo un lungo e complesso intervento.

I rilievi: segni sull’asfalto e altre auto danneggiate

Con le prime luci del giorno, la Polizia Stradale ha effettuato i rilievi. Sull’asfalto sono stati individuati evidenti segni degli pneumatici, che attraversano la linea di mezzeria e confermano la perdita di controllo del mezzo.

Nell’incidente sono rimaste coinvolte anche altre due vetture parcheggiate, una Fiat Punto e una Fiat Panda, quest’ultima gravemente danneggiata nella parte posteriore.

Il tronco del platano, scheggiato dall’impatto, è la testimonianza della violenza dello schianto.

Le tracce lasciate sull’asfalto e i rilievi della polizia dopo il violento incidente stradale avvenuto a Forlì

Comunità universitaria sotto choc

La tragedia ha colpito profondamente il Campus di Forlì, dove le tre giovani studiavano come fuori sede.

Caterina Romualdi avrebbe compiuto 23 anni tra pochi giorni, mentre Sirin Jaziri, originaria di Palermo, viveva da tempo in Romagna. Due vite spezzate improvvisamente, che hanno lasciato sgomenta un’intera comunità.

Indagini in corso sulla dinamica

Le forze dell’ordine stanno lavorando per chiarire le cause dell’incidente. Al momento si tratta di un incidente autonomo, senza il coinvolgimento diretto di altri veicoli in movimento.

Resta da accertare cosa abbia provocato la perdita di controllo della vettura, in un tratto di strada che si è trasformato in teatro di una tragedia.

occhio.com

Incidente Santa Maria a Vico, scooter fuori controllo: morto Antonio Esposito, aveva 26 anni

0
Antonio Esposito 26 anni vittima incidente Santa Maria a Vico
Antonio Esposito, il 26enne morto nell’incidente in scooter

Scontro tra moto, ciclista e auto in sosta tra San Felice a Cancello e Santa Maria a Vico: feriti il conducente e un uomo in bici, indagini sulla dinamica

Un tragico incidente a Santa Maria a Vico ha provocato la morte di Antonio Esposito, 26 anni, residente a San Felice a Cancello. Il dramma si è consumato nel pomeriggio del 2 maggio, nella frazione San Marco Trotti, al confine tra i due comuni del Casertano.

Il giovane viaggiava come passeggero su uno scooter Honda SH quando, per cause ancora in fase di accertamento, il mezzo è improvvisamente finito fuori controllo.

Lo schianto in due fasi: ciclista travolto e impatto contro un’auto

Secondo una prima ricostruzione, lo scooter stava procedendo in direzione San Marco provenendo da Grotticella quando il conducente, un 24enne, avrebbe perso il controllo del mezzo.

L’incidente si è sviluppato in due momenti distinti. In un primo istante, il veicolo ha urtato un ciclista di 53 anni, residente in zona. Subito dopo, ormai ingovernabile, lo scooter ha invaso la corsia opposta finendo contro un’auto in sosta nei pressi di un tabacchi.

L’impatto è stato violentissimo e ha sbalzato i due giovani sull’asfalto.

Inutili i soccorsi: il 26enne muore sul colpo

Numerosi residenti e passanti sono intervenuti immediatamente, allertando i sanitari. Sul posto sono arrivate tre ambulanze e un’auto medica.

Per Antonio Esposito, però, non c’è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso.

Il conducente dello scooter, identificato con le iniziali G.P., è stato trasportato all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta: le sue condizioni sono gravi ma non sarebbe in pericolo di vita.

Ferito anche il ciclista, trasferito all’ospedale Moscati di Aversa per le cure necessarie.

Indagini in corso: possibile omicidio stradale

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato e la Polizia Municipale, che hanno messo in sicurezza l’area ed effettuato i rilievi.

Lo scooter è stato sequestrato e verrà sottoposto ad accertamenti tecnici. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori ci sono l’alta velocità o un sorpasso azzardato.

Il conducente potrebbe dover rispondere di omicidio stradale, ipotesi che sarà valutata nelle prossime ore alla luce degli elementi raccolti.

Dolore e choc in città per la morte di Antonio Esposito

La notizia della morte di Antonio Esposito ha scosso profondamente la comunità locale. Il giovane era molto conosciuto e benvoluto, soprattutto nella frazione Ponti Rossi.

Scene di disperazione si sono registrate all’arrivo dei familiari sul luogo dell’incidente. Un dolore improvviso che ha colpito un’intera comunità, ora sotto choc per una tragedia così violenta.

occhio.com

Investimento sui binari tra Caserta e Foggia: uomo morto, Frecciarossa fermo per sette ore

0
vigili del fuoco intervento binari incidente ferroviario Caserta Foggia
I soccorsi dei vigili del fuoco sul luogo dell’investimento ferroviario

Dramma sulla linea ferroviaria tra Montecalvario e Ariano Irpino: 400 passeggeri bloccati nel convoglio per ore, circolazione sospesa verso la Puglia

Un drammatico investimento sui binari ha paralizzato la linea ferroviaria tra Caserta e Foggia, causando la morte di un uomo e lasciando centinaia di passeggeri bloccati per ore a bordo di un Frecciarossa. L’episodio si è verificato nel pomeriggio di ieri, lungo il tratto compreso tra Montecalvario e Ariano Irpino, in provincia di Avellino.

Il convoglio, con circa 400 persone a bordo, è rimasto fermo dalle 15:45 fino alle 22:46, quando è finalmente ripartito dopo un’interruzione durata quasi sette ore.

Treno fermo per ore in aperta campagna

L’investimento ha provocato l’immediato blocco della circolazione ferroviaria verso la Puglia, con effetti a catena su numerosi altri treni. Il Frecciarossa coinvolto è rimasto fermo in aperta campagna, senza possibilità per i passeggeri di scendere nelle prime ore.

Le porte e i finestrini sono rimasti chiusi fino alle 19:20, aumentando il disagio e la tensione a bordo, soprattutto tra famiglie e persone anziane.

L’intervento dei soccorsi e l’assistenza ai passeggeri

vigili del fuoco hanno raggiunto il treno dopo circa un’ora dall’incidente, mentre i sanitari e le forze dell’ordine si sono occupati della gestione dell’emergenza lungo i binari.

Solo quando il convoglio è stato fatto avanzare fino alla stazione di Ariano Irpino è stato possibile far scendere i viaggiatori. A quel punto, i soccorritori hanno distribuito acqua e fornito la prima assistenza a chi era rimasto bloccato per ore.

La situazione è tornata lentamente alla normalità solo in tarda serata, con la ripartenza del treno.

Indagini in corso: non escluso il gesto volontario

Sulla dinamica dell’accaduto sono in corso accertamenti da parte delle autorità. Al momento, non è chiaro se si sia trattato di un gesto volontario o di un tragico incidente.

Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire gli ultimi movimenti dell’uomo investito e chiarire le circostanze che hanno portato alla tragedia.

occhio.com

Andrea Sempio e la “one-itis”: chi è la ragazza dell’ossessione? La difesa pronta a farla testimoniare

0
Andrea Sempio caso Garlasco indagato omicidio Chiara Poggi
Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi

Il post del 2010 sul forum “Club di seduzione italiana” riapre il dibattito sul movente: i legali escludono qualsiasi legame con Chiara Poggi e parlano di una semplice cotta giovanile

l nome di Andrea Sempio torna al centro dell’attenzione nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi, dopo la riemersione di un vecchio post pubblicato nel 2010 su un forum online. Un messaggio che, negli ultimi giorni, è stato interpretato come possibile indizio di un’ossessione sentimentale, ma che la difesa respinge con decisione.

Nel post, scritto con il nickname “Andreas” sul “Club di seduzione italiana”, Sempio parlava di una esperienza personale definita come “one-itis”, termine usato nello slang online per indicare una forte infatuazione, quasi ossessiva, verso una persona.

Il post sul forum e il significato della “one-itis”

Nel messaggio, risalente al novembre 2010, Sempio raccontava:
«L’unica volta in cui mi sono innamorato, da cui poi è nata una “one itis” di quasi due anni, è capitato in un momento oscuro della mia vita. Tra i 18 e i 20. Nessuna ha mai avuto quell’impatto dirompente nella mia vita».

Parole che, in una prima fase, sono state interpretate come il segnale di una possibile ossessione, alimentando l’ipotesi di un movente legato a dinamiche sentimentali.

Tuttavia, la difesa ha chiarito che quel riferimento non riguarderebbe Chiara Poggi, ma un’altra giovane conosciuta da Sempio in età adolescenziale.

Immagine rappresentativa della chat del forum in cui Andrea Sempio parlava di una “one-itis”, oggi al centro del dibattito investigativo

La difesa: “Non era Chiara Poggi”

A confermare l’autenticità del post sono stati gli stessi legali dell’indagato, tra cui l’avvocata Angela Taccia, che però ha escluso qualsiasi collegamento con la vittima.

Intervenendo nel programma Quarto Grado, la legale ha spiegato di conoscere l’identità della ragazza citata nel messaggio, descrivendola come un’adolescente più giovane appartenente alla stessa cerchia di conoscenze.

Secondo la difesa, si sarebbe trattato di una semplice cotta giovanile, senza alcuna connotazione ossessiva o pericolosa.

L’ipotesi del movente e le accuse

Andrea Sempio è atteso in procura il 6 maggio per essere interrogato. Nei suoi confronti pende l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Chiara Poggi.

Secondo l’ipotesi investigativa, il movente potrebbe essere di natura sessuale: l’aggressione sarebbe scattata dopo una serie di avance respinte. Una ricostruzione che la difesa contesta, ritenendola priva di riscontri concreti.

La strategia: possibile testimonianza in aula

Proprio per smontare l’ipotesi dell’ossessione, i legali stanno valutando di chiamare a testimoniare la donna a cui Sempio si riferiva nel post del 2010.

L’obiettivo è dimostrare che quell’episodio sentimentale non aveva alcun legame con Chiara Poggi e che si trattava di una fase adolescenziale priva di implicazioni violente.

Qualora l’inchiesta dovesse sfociare in un processo davanti alla Corte d’Assise, la testimonianza potrebbe diventare un elemento chiave della strategia difensiva, contribuendo a ridimensionare il peso di quel vecchio messaggio.

occhio.com
Avviso sui cookie di WordPress da parte di Real Cookie Banner