Torre Archirafi, strade trasformate in fiumi

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Sono oltre 30 le richieste di soccorso a Torre Archirafi, frazione di Riposto, in provincia di Catania, dove le strade si sono trasformate in fiumi.

Sotto una pioggia battente gli automezzi vengono trascinati dalla furia dell’acqua in mare.

Non vi è al momento notizia di dispersi.
Ad Aci Sant’Antonio i pompieri hanno soccorso alcuni automobilisti bloccati nelle loro auto in via Aldo Moro, dove sono intervenuti per alcune persone rimaste dentro un supermercato completamente allagato. Ad Acireale una persona è stata soccorsa in un’abitazione allagata in via Rocco Chinnici.

Albina Celentano
   

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Cassino, portalettere denunciata perchè non consegnava la posta da dieci anni

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La più vecchia è una bolletta dell’energia elettrica spedita nel 2014, tra le buste verdi contenenti Atti Giudiziari ce n’è una del 2016: tutto accumulato in casa, alla rinfusa.

Quaranta chili di corrispondenza che non è stata consegnata ai destinatari negli ultimi dieci anni è stata scoperta dalla Polizia di Stato in casa di una portalettere assegnata al recapito su una zona di Cassino. La più vecchia è una bolletta dell’energia elettrica spedita nel 2014, tra le buste verdi contenenti Atti Giudiziari ce n’è una del 2016: tutto accumulato in casa, alla rinfusa.

Quaranta chili di corrispondenza che non è stata consegnata ai destinatari negli ultimi dieci anni è stata scoperta dalla Polizia di Stato in casa di una portalettere assegnata al recapito su una zona di Cassino.

Pasquale D’Ascoli

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Gela, cinque arresti per porto e detenzione di armi da guerra

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Cinque persone sono state arrestate dalla Polizia di Stato, su disposizione della Procura della Repubblica di Gela, tre in carcere e due ai domiciliari, con l’accusa di porto e detenzione di armi da guerra.

L’attività di polizia giudiziaria, tuttora in corso con numerose perquisizioni, sta vedendo impegnati i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza con il supporto della Squadra Mobile di Caltanissetta e della Squadra Mobile di Brescia, unità cinofile e del Reparto Volo della Polizia di Stato.
I particolari dell’operazione verranno resi noti nel corso della conferenza stampa, alle ore 11.00, negli uffici della Procura della Repubblica di Gela.

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Wafa: “Sei palestinesi uccisi da un drone israeliano a Deir al-Balah”

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I paramedici della Mezzaluna Rossa Palestinese hanno riferito che sei palestinesi sono stati uccisi nella città di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale, dopo che un drone israeliano ha preso di mira un raduno di cittadini.

Lo riporta Wafa.
In un altro attacco un civile e circa 20 feriti sono stati trasferiti all’ospedale Al-Shifa a ovest di Gaza City, dopo che un drone israeliano ha bombardato la zona di Abu Iskandar, nel quartiere Sheikh Radwan, a nord della città.

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Roma, 22enne muore nell’ambito di un intervento di rinoplastica

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La Procura di Roma indaga per omicidio colposo in relazione alla morte di una ragazza di 22 anni, Margaret Spada, originaria della provincia di Siracusa, avvenuta nell’ambito di un intervento di rinoplastica in un ambulatorio di un centro medico della Capitale.

Il decesso risale al 7 novembre scorso, la ragazza si sarebbe sentita male subito dopo la somministrazione dell’anestesia locale. Il pm Ermnio Amelio ha delegato i carabinieri del Nas per le indagini e le cartelle cliniche sono state poste sotto sequestro.

“Per chiarire le cause della morte sarà necessaria l’autopsia – spiega l’avvocato Alessandro Vinci, legale dei familiari della ragazza – Margaret aveva scelto la struttura dove effettuare l’intervento dopo alcune ricerche su internet”. 

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San Benedetto Po, 15enne muore investita da un’auto

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Era appena scesa dal pullman che la stava riportando a casa da scuola quando ha attraversato la strada ed è stata investita da un’auto.

Giorgia Coraini, studentessa 15enne che abitava a poca distanza, è morta dopo un’agonia di alcune ore all’ospedale di Parma dove era stata trasportata in eliambulanza, in un disperato tentativo di salvarle la vita. L’incidente è successo nel primo pomeriggio di oggi a Villa Garibaldi, frazione di San Benedetto Po, dove la vittima risiedeva con la famiglia.

Quando, infatti, i soccorritori sono arrivati sul luogo dell’incidente la ragazzina era in arresto cardiaco. Subito sono scattate le procedure di emergenza con le pratiche di rianimazione che, ad un certo punto, hanno fatto sì che il cuore ripartisse. Il battito era flebile ma quanto bastava per accendere la speranza e consentire il trasporto di Giorgia in ospedale per tentare di salvarle la vita. Purtroppo, dopo un paio d’ore dall’arrivo al Maggiore di Parma il suo cuore ha cessato di battere per sempre sprofondando nella disperazione i genitori accorsi subito al suo capezzale. L’incidente si è verificato poco dopo le 14, quando il pullman era arrivato alla fermata, proveniente da Mantova, che si trova all’incrocio tra la ex statale Virgiliana, che porta Ferrara, e la via interna della frazione. La ragazzina, che frequentava la seconda classe in un istituto professionale del capoluogo, è scesa e ha cominciato ad attraversare la ex statale, sempre molto trafficata, per raggiungere la sua abitazione che si trova dall’altro lato della strada. Ad un certo punto, giunta al centro della carreggiata, è stata travolta da un’auto che proveniva dalla direzione opposta del pullman. Al volante c’era una 26enne che nell’incidente non ha riportato ferite ma che, sotto shock, è stata poi trasportata all’ospedale di Pieve di Coriano. Probabilmente l’automobilista si è accorta solo all’ultimo momento della ragazzina, scesa dalla porta posteriore che dava sul ciglio della strada dove non c’era una visuale ottima, e l’ha centrata in pieno. L’impatto è stato tremendo tanto che la quindicenne è stata sbalzata nella scarpata che si trova dall’altra parte della strada, con un volo di alcuni metri che non le ha lasciato scampo. I tentativi di farle riprendere il battito sono durati a lungo e hanno avuto esito positivo, quel tanto da consentire il suo trasporto in ospedale. Sul luogo dell’incidente poco dopo è arrivato anche il sindaco di San Benedetto Po, Roberto Lasagna, che ha incontrato i residenti della frazione molto colpiti per quanto successo ad una ragazzina che tutti conoscevano e a cui tutti volevano bene. Per i rilievi di legge sono intervenuti i carabinieri che dovranno ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente accaduto in un tratto rettilineo dove vige il limite dei 70 chilometri all’ora.

occhio.com

Bari, 10 arresti per associazione a delinquere, corruzione e turbata libertà degli incanti

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La guardia di finanza di Bari ha arrestato 10 persone (in carcere e ai domiciliari) per i reati di associazione a delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti.

L’inchiesta riguarda alcune tangenti per appalti nella sanità, tra gli arrestati ci sono imprenditori e dirigenti Asl. Le misure cautelari sono state emesse dal gip di Bari Giuseppe Ronzino, su richiesta dalla Procura. Sei indagati sono finiti in carcere, quattro ai domiciliari. I sei finiti in carcere sono accusati di aver costituito e preso parte ad un’associazione per delinquere per compiere un indeterminato numero di reati contro la pubblica amministrazione asservendo l’esercizione delle funzioni pubbliche (ricoperte da tre indagati dipendenti della Asl di Bari) al soddisfacimento degli interessi economici delle aziende rappresentate dagli imprenditori che avrebbero partecipato al sodalizio criminale. In questo modo avrebbero turbato la regolarità di diverse procedure di appalto della Asl con atti contrari ai doveri d’ufficio, aggiudicando le gare agli imprenditori a loro vicini, approvando e accelerando le procedure di liquidazione degli stati di avanzamento dei lavori e accogliendo le perizie di variante. In cambio della loro complicità alcuni degli indagati arrestati avrebbero ricevuto danaro contante a più riprese.

Tra le sei persone finite in carcere vi sono due dirigenti e una funzionaria della Asl Bari, gli altri tre sono imprenditori, così come le quattro persone poste ai domiciliari. Diciassette complessivamente gli indagati. Sono finiti in carcere Nicola Sansolini, direttore responsabile della struttura complessa area gestione tecnica della Asl di Bari (fino al gennaio 2024) e poi dirigente dell’Uoc Ingegneria clinica; Nicola Iacobellis, responsabile dell’edilizia sanitaria della Asl Bari; Concetta Sciannimanico, funzionaria dell’Uoc Area gestione tecnica della Asl Bari; Giovanni Crisanti, amministratore della Costruzioni Bioedili srl, Ignazio Gadaleta, legale rappresentante della Gadaleta Ignazio srl e Nicola Minafra, titolare della Falegnameria Moderna di Ruvo di Puglia (Bari). Ai domiciliari sono stati posti: Paola Andriani, moglie di Nicola Iacobellis, Nicola Murgolo, legale rappresentante della Costruzioni Murgolo, Cataldo Perrone, titolare della Perrone Global Service srl, e Giuseppe Rucci, agente di rappresentanza e referente della Asl Bari della società Ism impianti servizi medicali srl. 

L’indagine che ha portato oggi a 10 arresti a Bari per associazione a delinquere, corruzione, falso, turbata libertà degli incanti e subappalti illeciti, avrebbe svelato, secondo gli investigatori, un “sistema diffuso di corruzione all’interno della Asl barese, da cui si rileverebbe un quadro inquietante di collusione e mercificazioni seriali della funzione pubblica”. Gli imprenditori coinvolti, in cambio degli appalti (tra cui quello del ‘gabbione’ dell’ospedale San Paolo di Bari, il reparto dei detenuti ricoverati, e della ‘Casa della Salute’ del comune di Giovinazzo), avrebbero pagato tangenti in denaro, borse di lusso e ristrutturazioni delle case. Nel corso delle perquisizioni avvenute oggi sono stati sequestrati contanti per 250mila euro ai pubblici ufficiali e 70mila agli imprenditori coinvolti, oltre che 17 borse di alto valore. In carcere sono finiti i sei indagati per i quali è stata riconosciuta l’associazione a delinquere. Gli altri quattro sono ai domiciliari.

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Carceri e contrasto alla povertà educativa minorile, presentato a Napoli il progetto “Chiavi di libertà”

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NAPOLI. In un periodo storico dove la violenza minorile è in aumento con giovani che camminano armati di coltelli e pistole, c’è anche chi intende attuare un modello di presa in carico personalizzato dei minori figli dei detenuti di due Istituti penitenziari del territorio campano: il Carcere di S. M. Capua Vetere e il Carcere di Secondigliano. Si tratta del progetto “Chiavi in libertà”. Le critiche condizioni delle carceri italiane incidono non solo sulla dignità e sulla qualità di vita dei detenuti, ma queste si riflettono anche sui rapporti familiari, soprattutto sui bambini che hanno un genitore in regime detentivo e vivono in una condizione di povertà educativa. L’obiettivo del progetto è quello di promuovere un sano processo di crescita e integrazione sociale dei figli dei detenuti, garantendo la continuità del loro legame affettivo con i genitori, attivando una serie di azioni “Chiave” che, tutte insieme, vanno a comporre le “Chiavi di Libertà”. Si tratta di sei azioni necessarie per rendere concreti e fruibili i diritti enunciati nella Carta dei Diritti dei Figli dei Detenuti. Gli ambiti individuati dalla Carta –  Ambiente, Affettività e Legami, Supporto Socio-educativo e Formativo rivolto ai detenuti, Inclusione ed infine Formazione –  sono le aree in cui verranno attivate le Chiavi di Libertà del progetto che è già in fase operativa. Il progetto è stato presentato oggi nel corso di una conferenza stampa presso l’istituto dei Salesiani di via Don Bosco a Napoli. La discussione è stata moderata dal giornalista Giovanni Rinaldi e sono intervenuti uomini e donne sempre in prima linea nella lotta per la promozione e la crescita integrativa dei giovani. Marina Albanese, direttrice centro LUPT., dichiara: «E’ un progetto che si inquadra in un’attività più ampia di formazione dei più piccoli. Andrebbe ripensato il programma dei bambini in carcere». Giuseppe Acocella rettore dell’Università Telematica Giustino Fortunato, afferma: «Da anni portiamo avanti delle attività per i bambini in carcere insieme a Telefono Azzurro». Presente anche il presidente del Tribunale di Napoli Nord, Pierluigi Picardi che spiega: «Questo progetto individua e determina le ragioni del disagio giovanile». Parole importanti anche da parte di Giulia Russo, direttrice del carcere di Secondigliano: «Il progetto si inserisce in un contesto più ampio. Bisogna far dialogare mondi molto lontani». È intervenuto anche il Garante dei detenuti, Samuele Ciambriello che si è soffermato in particolare sul recupero dei minori in carcere: «In Italia ci sono 3792 minori in carcere, molti di questi dopo aver scontato la condanna, ritornano in carcere perché non riescono a reintegrarsi nella società civile». Presenti alla conferenza anche il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, Ettore Acerra, il sacerdote Don Tonino Palmese, da tanti anni impegnato sul fronte anticamorra, don Fabio Bellino, direttore  dell’Istituto Salesiano don Bosco e Roberto Scopece, presidente Telefono Azzurro CAM. Tanti, inoltre, i partners che hanno illustrato il progetto ed il complesso mondo nel quale si cerca di intervenire.

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Sud Sudan, 379mila persone sfollate per le inondazioni

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Le inondazioni nel Sud Sudan hanno colpito 1,4 milioni di persone e provocato lo sfollamento di oltre 379.000 persone: lo ha reso noto l’ufficio Onu per il Coordinamento degli affari umanitari (Ocha).

Le inondazioni hanno interessato 43 contee e la regione contesa di Abyei, rivendicata sia dal Sud Sudan sia dal Sudan.

“Più di 379.000 persone sono sfollate in 22 contee e ad Abyei”, si legge in un comunicato dell’Ocha. In diversi Stati è stato segnalato un aumento della malaria, che “travolge il sistema sanitario ed esacerba la situazione e l’impatto nelle aree colpite dalle inondazioni”.Un rapporto dell’organizzazione di un mese fa contava circa 893.000 persone colpite e oltre 241.000 sfollati. La Banca Mondiale ha dichiarato il primo ottobre che le inondazioni peggiorano una “situazione umanitaria già critica, segnata da grave insicurezza alimentare, declino economico, conflitto permanente, epidemie e ripercussioni del conflitto in Sudan”.
Più di sette milioni di persone in Sud Sudan vivono in condizioni di insicurezza alimentare, e 1,65 milioni di bambini soffrono di malnutrizione, secondo il Programma Alimentare Mondiale (Pam). Quest’ultimo ha lanciato un appello urgente ai donatori a novembre, segnalando che le sue riserve alimentari sono esaurite e sono necessari 404 milioni di dollari per il 2025, con un’impennata dei costi operativi e della fame. Senza finanziamenti rapidi, il Pam stima di dover ricorrere a costosi lanci aerei per raggiungere comunità isolate.
Un accordo di pace ha posto fine nel 2018 a cinque anni di guerra civile in Sud Sudan, che aveva ottenuto l’indipendenza dal Sudan nel 2011. Tuttavia, il paese resta segnato da lotte di potere, corruzione, stagnazione economica e disastri climatici.
In base all’accordo, il paese è guidato da un governo di unità nazionale composto dai rivali Salva Kiir (presidente) e Riek Machar (primo vicepresidente), incaricati di condurre una “transizione” verso le elezioni.
I progressi in settori chiave dell’accordo, come la stesura di una costituzione e la creazione di un esercito unificato, sono però limitati, e il governo deve affrontare una grave carenza di risorse. L’esecutivo ha perso la sua principale fonte di entrate dopo che un oleodotto, essenziale per l’esportazione di petrolio, è stato danneggiato dai combattimenti in Sudan, dove la guerra ha causato migliaia di morti da aprile 2023.

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Filippine, 8mila persone evacuate per il tifone Toraj

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Almeno 8.000 persone in 2.500 villaggi sono state evacuate nelle Filippine a causa del quarto tifone che ha colpito il Paese in tre settimane.
Il tifone Toraji, noto anche come Nika – riportano i media internazionali – sta passando verso ovest sull’isola di Luzon, con venti equivalenti a un uragano di categoria 1.

Toraji segue i cicloni Trami, Kong-rey e Yinxing, che insieme hanno causato la morte di 159 persone e oltre 700.000 sfollati.
Le Filippine non sono nuove ai cicloni tropicali, con circa 20 che colpiscono la nazione ogni anno, ma è insolito che la stessa regione ne subisca così tanti in un periodo di tempo così breve, scrive il giornale.

La principale preoccupazione delle autorità adesso è l’enorme quantità di precipitazioni delle ultime settimane, con le piogge torrenziali di Toraji che si sono abbattute su terreni saturi e corsi d’acqua già pieni. I 2.500 villaggi sono stati evacuati soprattutto a causa dell’estremo rischio di frane, mentre le dighe stanno effettuando rilasci controllati di acqua nel tentativo di contrastare il rischio di inondazioni.
E il nord del Paese potrebbe dover fare i conti con un altro tifone nel corso della settimana. Una nuova depressione tropicale, infatti, si è formata sabato nel Mare delle Filippine e si prevede che si trasformi in una tempesta spostandosi verso nord-ovest, seguendo un percorso molto simile a quello di Toraji. L’Agenzia meteorologica giapponese ha già avvertito che questo ciclone, che prenderà il nome di Usagi, ha il potenziale per raggiungere una forte intensità e i modelli di previsione suggeriscono che potrebbe toccare terra nel nord delle Filippine giovedì o venerdì.

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