Bovalino, uomo ucciso davanti alla sua abitazione

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Omicidio a Bovalino, un centro della Locride.

La vittima é un cinquantenne, Giancarlo Polifroni, con precedenti per droga.

Polifroni era attualmente agli arresti domiciliari dopo avere trascorso un periodo in carcere.
Sull’omicidio indagano i carabinieri della Compagnia di Locri.
Secondo quanto si é appreso, persone non identificate avrebbero sparato contro Polifroni alcuni colpi di pistola da distanza ravvicinata davanti alla sua abitazione, in località “Ficarelle”, dopo averlo invitato ad uscire. Al momento non si sa se la vittima conoscesse i suoi assassini e li abbia incontrati senza insospettirsi, cadendo così in un tranello.
    La morte del cinquantenne, raggiunto dai colpi di pistola in varie parti del corpo, é stata istantanea.
    Una delle ipotesi che i carabinieri stanno seguendo, senza però escluderne altre, è che il movente dell’omicidio sia da collegare ad una vendetta maturata negli ambienti dei trafficanti di droga.

occhio.com

Zelensky: “Grato all’Italia”

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” Itemi chiave della nostra discussione hanno incluso il rafforzamento della sicurezza, la gestione degli sviluppi globali e la preparazione della Conferenza sulla ripresa dell’Ucraina che si terrà quest’anno a Roma: sono profondamente grato all’Italia e al popolo italiano per il loro incrollabile sostegno”.

Lo ha scritto su X Volodymyr Zelensky dopo il bilaterale con Giorgia Meloni a Roma.

“Insieme possiamo avvicinare una pace giusta e rafforzare le nostre posizioni collettive”.

occhio.com

Napoli, 37enne ucciso a colpi di arma da fuoco

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Un uomo di 37 anni, Enrico Capozzi, è stato ucciso in serata a Napoli in un agguato nel quartiere di Ponticelli.


Gli agenti della Mobile e dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura sono intervenuti intorno alle 20.30 in via Aldro Merola, per la segnalazione di un uomo raggiunto da colpi d’arma da fuoco. Il ferito, napoletano, è stato trasportato da personale del 118 presso l’Ospedale del mare dove è morto poco dopo.
Secondo quanto si è appreso la vittima aveva rapporti di parentela con presunti affiliati al clan camorristico Sarno.
I parenti dell’uomo, recatisi in ospedale dopo aver appreso del ferimento, avrebbero messo a soqquadro i locali, come si apprende dall’associazione Nessuno tocchi Ippocrate. La situazione in ospedale è ora tornata normale.

Secondo Nessuno tocchi Ippocrate, quando i parenti dell’uomo vittima dell’agguato hanno appreso in ospedale che era morto si sono lasciati andare a violenze e danneggiamenti: il personale, impaurito, si è rinchiuso nei locali in attesa delle forze dell’ordine. Dopo poco sono intervenute sul posto diverse Volanti della Polizia di Stato che hanno riportato la calma. “A noi personale sanitario non interessano le dinamiche che hanno portato a questo agguato, né tantomeno interessa conoscere i responsabili o la matrice… a noi interessa semplicemente che ancora una volta i locali sanitari di un pronto soccorso sono stati teatro di violenza, violenza che resterà impressa negli occhi e nella mente di chi ogni giorno lavora per garantire la salute”, si legge nel profilo Facebook di Nessuno tocchi Ippocrate, che cita fonti interne all’ospedale. Si tratta della quinta aggressione a personale sanitario avvenuta dall’inizio dell’anno nell’Asl Napoli 1. Enrico Capozzi è stato ucciso a colpi di pistola esplosi, a quanto si apprende, da killer a bordo di uno scooter. Non si esclude che l’agguato possa essere una sorta di vendetta nei confronti di una persona ritenuta vicina a un clan un tempo egemone a Ponticelli da parte di un gruppo rivale.
   

occhio.com

Udine, terremoto di magnitudo 3.6

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 è stata registrata alle 2:42 nel nordovest del Friuli Venezia Giulia, in provincia di Udine.
Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a sette chilometri di profondità ed epicentro a tre km dal comune di Ampezzo.
Non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose.

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Roma, 27 arresti per spaccio di droga

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La Guardia di Finanza ha condotto una vasta operazione antidroga nel quartiere Laurentino 38 di Roma, culminata con l’arresto di 27 persone sospettate di far parte di una rete criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti. 

L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma e supportata dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO), ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma.

L’indagine ha permesso di smantellare quattro strutture organizzative che operavano nel Laurentino 38, un’area già nota per essere un punto caldo dello spaccio di droga nella Capitale. 

Gli arrestati, 21 dei quali sono stati condotti in carcere e 6 posti agli arresti domiciliari, sono accusati di associazione per delinquere finalizzata all’acquisto, trasporto, consegna, detenzione, vendita, cessione e distribuzione illecita di sostanze stupefacenti, principalmente cocaina e hashish.

Dalle indagini è emerso un sofisticato schema operativo in cui ciascun membro della rete criminale aveva un ruolo specifico. Alcuni si occupavano dei contatti con i fornitori di droga, altri del trasporto e della custodia delle sostanze, mentre i pusher erano incaricati della vendita diretta ai consumatori nelle piazze di spaccio situate nei pressi dei ponti V, VI, IX e XI.

Inoltre, per eludere i controlli delle forze dell’ordine, in alcune circostanze i membri dell’organizzazione si avvalevano di operatori taxi per il trasporto delle droghe, dimostrando un alto livello di organizzazione e astuzia.

occhio.com

23 ultras denunciati e 73 daspo per gli scontri nel derby di Torino del mese di novembre

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Daspo e denunce a poche ore dal derby di ritorno Torino-Juventus.

Questa mattina all’alba è scattata l’operazione della Digos della questura della polizia di Torino, guidata dal dirigente Carlo Ambra, che ha portato a 23 denunce e a 73 diffide ad assistere a manifestazioni sportive, per gli scontri avvenuti la notte dell’8 novembre scorso quando un centinaio di ultras di Toro e Juve si affrontarono a pochi metri dalla Gran Madre, in centro e per i danni provocatori dai granata all’Allianz Stadium.

Tra gli individuati dalla Digos ci sono anche 20 ultras diffidati per analoghi fatti di violenza il cui provvedimento è ancora in corso di validità.
Durante l’operazione, coordinata dal pm Paolo Scafi, oltre alle case dei denunciati, appartenenti ai gruppi Ultras Granata 1969 (Torino), Drughi e Primo Novembre (Juventus), sono state perquisite due sedi degli ultras bianconeri, di cui una ospitata in un bar. Altre perquisizioni ad Asti, Novara, Alessandria, Pavia, Savona, Varese e Piacenza. Sequestrati indumenti utilizzati secondo gli investigatori durante le violenze.
 Alla vigilia del derby di andata gli ultras si erano dati appuntamento nella zona precollinare, perché, secondo loro in quel luogo, dove ci sono diversi locali, c’erano poche telecamere di sicurezza ed era più facile non essere identificati. In realtà le telecamere non solo c’erano e hanno immortalato la rissa, durata una decina di minuti di forte intensità, ma oltretutto proprio quelle immagini sono servite agli investigatori della digos nel lavoro certosino di ricostruire e dare un nome agli ultras coinvolti negli scontri.

Kateryna Fruttaldo

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Meloni: “Trump non abbandonerà l’Ucraina”

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“Francamente non prevedo un disimpegno” di Trump in Ucraina, “non leggo questo dalle sue dichiarazioni.

Ha parlato in più occasioni di ‘pace con la forza’ e io ho sempre sostenuto che l’unico modo per costringere la Russia a sedersi ad un tavolo di trattative era costruire una situazione di difficoltà” sul campo.

“Trump ha la capacità di dosare diplomazia e deterrenza e prevedo che anche questa volta sarà così. Lui può andare avanti nella soluzione, ma non prevedo che questo significhi abbandonare l’Ucraina”, circostanza che “sarebbe un errore dal mio punto di vista”. Così la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa.
Questa “guerra doveva durare 3 giorni, a febbraio saranno 3 anni. A dicembre 2022 la Russia controllava il 17,4 % del territorio; dopo 2 anni, con perdite ingenti, ne controlla il 18%, +0,6%. Lo dico anche per smontare la narrazione che la Russia abbia già vinto. Se oggi si parla di pace è perché la Russia si è un po’ impantanata in Ucraina”, grazie al “coraggio” degli ucraini e al “nostro sostegno”, ha aggiunto.

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Los Angeles brucia, città messa in ginocchio dagli incendi

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Vasti incendi, alimentati dal forte vento, hanno devastato Los Angeles.

Sunset Boulevard, la famosa strada di West Hollywood, è in rovina. Lo scrive il Los Angeles Times. I residenti hanno raccontato di aver visto banche, bar e supermercati che frequentavano da decenni completamente distrutti.

Billy Crystal e Paris Hilton sono tra le celebrità che hanno perso la casa. Lo racconta la Bbc. Oltre 1.000 edifici sono stati distrutti da sei distinti incendi che hanno interessato la città e i suoi dintorni, punteggiata dalle ville delle star del cinema. Una delle devastazioni più gravi si è verificata nella pittoresca enclave di Pacific Palisades. Una parte del quartiere, un paradiso di strade collinari adagiate sulle montagne di Santa Monica e che scendono fino alle spiagge lungo l’Oceano Pacifico, è stata ridotta in cenere.

Le autorità californiane hanno ordinato agli abitanti dello storico quartiere di Hollywood di evacuare la zona, dopo che è scoppiato un nuovo incendio a poche centinaia di metri da Hollywood Boulevard. “Minaccia immediata alla vita. Questo è un ordine legale di andare via subito. L’area è legalmente chiusa al pubblico”, ha affermato il dipartimento dei vigili del fuoco di Los Angeles pubblicando una mappa che mostra alcune sezioni del famoso quartiere del cinema.

La Casa Bianca comunica che il presidente americano Joe Biden ha annullato il suo viaggio in Italia previsto per oggi, a causa degli incendi che stanno devastando l’area di Los Angeles

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Ong: “37 morti in scontri tra forze filo-turche e curde”

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In scontri oggi tra gruppi sostenuti dalla Turchia, supportati da attacchi aerei, e forze guidate dai curdi sono morte 37 persone nella regione settentrionale di Manbij in Siria, ha affermato l’Osservatorio siriano per i diritti umani con sede in Gran Bretagna.

“Feroci battaglie nella campagna di Manbij, nelle ultime ore, tra le Forze democratiche siriane (guidate dai curdi) e le fazioni dell’Esercito nazionale (sostenute dalla Turchia) con copertura aerea turca”, ha segnalato la Ong, affermando che gli attacchi “hanno ucciso 37 persone in un bilancio preliminare”, per lo più combattenti sostenuti dalla Turchia.

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Morte Singh, giudizio immediato per l’imprenditore Lovato

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Antonello Lovato sarà processato per omicidio volontario con giudizio immediato davanti alla Corte d’Assise del Tribunale di Latina.

L’udienza è stata fissata per il prossimo primo aprile.

Il Tribunale ha accolto la richiesta della Procura di Latina che ha indagato per la morte del bracciante indiano trentunenne Satnam Singh, abbandonato in strada con un braccio amputato, l’imprenditore agricolo di Borgo Santa Maria e morto successivamente in ospedale. Per l’imprenditore il procuratore capo Giuseppe De Falco e il sostituto Marina Marra avevano chiesto il giudizio immediato per omicidio volontario.

Satnam era stato lasciato davanti alla sua abitazione dopo un terribile infortunio sul lavoro nell’azienda di Lovato. Ma il titolare, anziché portarlo in ospedale o chiamare i soccorsi, lo aveva fatto salire sul suo furgone, per poi lasciarlo davanti casa in un lago di sangue con la compagna Soni. L’incidente è avvenuto lo scorso 17 giugno nelle campagne pontine. Due giorni dopo il ricovero Satnam Singh è morto in ospedale a Roma. Secondo la ricostruzione, se fosse stato soccorso subito forse si sarebbe potuto salvare.

L’arresto di Antonello Lovato è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Molfese il 2 luglio, dopo la richiesta del sostituto procuratore titolare delle indagini, Marina Marra. Dopo la chiusura delle indagini e la richiesta di giudizio immediato, ora arriva il via libera e la fissazione dell’udienza il primo aprile al tribunale di Latina. 

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