Messina, 26enne uccide la madre a coltellate

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Un uomo ha ucciso con 15 coltellate la madre, Caterina Pappalardo, di 62 anni, nell’abitazione della donna in via Cesare Battisti a Messina. L’omicidio sarebbe avvenuto pare al culmine di un diverbio tra i due. L’uomo è stato arrestato.

Sul posto agenti della squadra mobile della Questura e i carabinieri del comando provinciale di Messina. Sull’omicidio la Procura ha aperto un’inchiesta. Il figlio della vittima, Giosuè Fogliani, 26 anni, che avrebbe ammesso le proprie responsabilità alla polizia.

   Secondo una prima ricostruzione, l’uomo, al culmine di una lite in casa, avrebbe inseguito la madre e l’avrebbe prima stordita utilizzando dello spray al peperoncino e poi l’avrebbe colpita con almeno 15 coltellate.

Sul posto sono arrivati polizia e carabinieri allertati dai vicini di casa che si erano allarmati sentendo urlare la donna. Il figlio avrebbe aperto la porta di casa alla polizia mentre era ancora sporco di sangue e avrebbe ammesso di avere ucciso la madre. Il 26enne è stato quindi arrestato.Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Vito Di Giorgio, sono in corso per chiarire l’esatta dinamica del delitto e il suo movente.  

occhio.com

Scala (SA), bimba di cinque mesi morta in casa: disposta l’autopsia

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Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte di una bambina di 5 mesi e mezzo, deceduta questa mattina a Scala, in Costiera Amalfitana.

La piccola era in casa, in compagnia di alcuni familiari, quando ha avvertito un malore.

Nonostante i soccorsi, non c’è stato nulla da fare.
Accertamenti sono stati effettuati dai carabinieri della compagnia di Amalfi. La Procura di Salerno ha disposto l’autopsia per chiarire le cause della morte.
“Oggi la nostra comunità è stata scossa da un profondo e lacerante dolore”, ha scritto sui social la sindaca di Scala, Ivana Bottone. “Una notizia straziante, rispetto alla quale non ci sono parole, ma solo silenzio e raccoglimento”. Nel giorno dei funerali verrà proclamato il lutto cittadino.

occhio.com

E’ morto il fotografo Oliviero Toscani

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Èmorto Oliviero Toscani: lo ha annunciato la famiglia in un breve comunicato stampa.

“Con immenso dolore diamo la notizia che oggi, 13 gennaio 2025, il nostro amatissimo Oliviero ha intrapreso il suo prossimo viaggio. Chiediamo cortesemente riservatezza e comprensione per questo momento che vorremmo affrontare nell’intimità della famiglia. Kirsti Toscani con Rocco, Lola e Ali”, si legge nella nota firmata dalla moglie Kirsti e dai figli. Non ci sarà la camera ardente.

La salma di Oliviero Toscani, morto intorno alle 3 di stamani all’ospedale di Cecina (Livorno), dovrebbe rimanere nella camera mortuaria della struttura ospedaliera fino a domani quando dovrebbe essere cremata a Livorno al cimitero dei Lupi. Come già detto da Michele Emdin, il cardiologo del fotografo, non ci sarà la camera ardente. Il fotografo milanese da decenni viveva con la famiglia in una tenuta a Casale Marittimo, borgo a cavallo delle province di Pisa e Livorno in Val di Cecina, da dove venerdì scorso è stato portato all’ospedale di Cecina per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute.

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Birmania, 15 vittime per un raid aereo nel Kachin

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In Birmania un raid aereo dei militari su un villaggio nello Stato settentrionale di Kachin ha provocato la morte di almeno 15 persone e il ferimento di altre 10 in un affollato mercato.

Lo affermano i ribelli del locale gruppo etnico, l’Esercito per l’indipendenza Kachin (Kia), che dispone di circa 7.000 combattenti, controlla la regione e combatte contro la giunta golpista.

“Tutte le persone uccise erano civili ed erano o cercatori d’oro o commercianti”, ha detto il portavoce del Kia Naw Bu.
La giunta militare che ha preso il potere in Birmania con il colpo di Stato del febbraio 2021, mettendo fine a un decennio di democrazia, fatica a controllare il Paese, in preda a movimenti di resistenza, per lo più su base etnica. I militari sono accusati di aver ripetutamente colpito i civili in incursioni aeree giudicate indiscriminate. Lo Stato di Kachin, dove prevale l’omonimo gruppo etnico in maggioranza cristiano, è ricco di miniere d’oro, di giada e di terre rare: materie prime esportate quasi totalmente in Cina.
   

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Pescia, operaio muore travolto da un albero

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Un operaio è morto stamani travolto da un albero in provincia di Pistoia, a Pescia.

Sul posto intervenuti con i sanitari i vigili del fuoco, i carabinieri e anche il personale della medicina del lavoro.

   Secondo quanto appreso l’uomo, 59 anni, residente a Pescia, stava tagliando l’albero che gli è poi crollato poi addosso.

 L’operaio, Mario Morina, lavorava, per conto di una cooperativa incaricata dal Comune di fare manutenzione del verde. L’uomo, che viveva con la moglie nella frazione di Medicina, era in compagnia di un collega che ha allertato i soccorsi e che, una volta giunti sul posto, non hanno potuto che constatare il decesso del 59enne.

   “Gli operai – commenta il sindaco Riccardo Franchi – dovevano eseguire una manutenzione ordinaria, ripulire il sentiero e fare uno sfalcio dell’erba. Si dovrà ora capire perché si è tentato di tagliare quell’albero”.  era dipendente di una cooperativa che si occupa della manutenzione del verde per conto del Comune.

L’incidente si è verificato lungo via Colli Veneri, una strada sterrata che porta a una zona boschiva. Da capire se nel crollo della pianta possa avere o no influito il forte vento che interessa anche la provincia di Pistoia. Sulla dinamica dell’incidente sono in corso i rilievi del personale della medicina del lavoro della Asl. 

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Rignano sull’Arno, albero cade su uno scuolabus

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Un albero è caduto su una scuolabus nel comune di Rignano sull’Arno, in provincia di Firenze.

Sul posto intervenuti i sanitari inviati dal 118 e i vigili del fuoco.  Tutto è accaduto intorno alle 8.20 lungo la strada comunale del Salceto.

A seguito della caduta dell’albero sulla scuolabus otto bambini e due adulti, l’autista e l’accompagnatrice sono stati portati in ospedale per controlli o cure. E’ quanto si apprende da fonti sanitarie che parlano di traumi leggeri. In particolare sei bambini sono stati portati per controlli pediatrici all’ospedale di Ponte a Niccheri, nel comune di Bagno a Ripoli. Due invece quelli trasportati al pediatrico Meyer. A Ponte a Niccheri portati anche autista e accompagnatrice. 

“Abbiamo avuto fortuna perché l’albero caduto ha rotto solo il parabrezza”. Così Giacomo Certosi, sindaco di Rignano sull’Arno (Firenze), che questa mattina si è recato sul luogo dove un albero di alto fusto è caduto su uno scuolabus.  La pianta ad alto fusto che è crollata ha investito lo scuolabus sulla parte anteriore, danneggiando il parabrezza. 

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Latina, donna uccisa dai cani di un amico

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E’stata azzannata e uccisa da alcuni cani in una località alle porte di Latina.

Secondo le prime ricostruzioni la donna, una trentenne di origini straniere, è stata assalita dagli animali nel giardino dell’abitazione di un amico che era andata a trovare.

A lanciare l’allarme sono stati i vicini. Sul posto sono intervenuti gli agenti di polizia della questura pontina che hanno tentato di allontanare cani sparando un colpo di pistola. La donna è stata trasportata in ambulanza all’ospedale Santa Maria Goretti ma è deceduta poche ore dopo a causa delle gravi ferite riportate.
    Già la scorsa settimana gli stessi cani avevano aggredito un’altra donna e il proprietario di casa.

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Rapina a Villa Agnelli, portata via la cassaforte con soldi e gioielli

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Una rapina a villa Agnelli è stata portata a termine poche ore fa, nella scorsa notte. A essere presa di mira è la sontuosa residenza dove vive Maria Sole Agnelli, la 99enne sorella dell’avvocato ex presidente della Fiat e della Juventus. La notizia ha fatto il giro del web, riportata dai principali quotidiani online, e secondo quanto riferisce Today i ladri entrati in azione sarebbero stati senza scrupoli. Una volta varcate le soglie della villa Agnelli, in maniera illegittima, avrebbero immobilizzato un vigilante, dopo di che lo avrebbero legato di modo che risultasse innocuo e non potesse chiamare i soccorsi.

Lo stesso è stato fatto con la governante, e una volta sbarazzatosi del personale di guardia e di servizio, i topi di appartamento hanno potuto agire in maniera indisturbata, portando via tutto ciò che potevano. In particolare hanno smurato la cassaforte, dove al suo interno vi era un bottino decisamente prezioso, fra gioielli e orologi di lusso. Non è ben chiaro a quanto ammonti il maltolto ma si potrebbe parlare di centinaia di migliaia di euro visto il prestigio della famiglia Agnelli.

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Bari, il neonato morto era sottopeso e disidratato

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Era un ‘child neglect’, ovvero un bimbo sottopeso, fortemente disidratato e trascurato, il piccolo di circa 3-4 settimane trovato morto nella culla termica allestita nella parrocchia di San Giovanni Battista di Bari il 2 gennaio scorso.

Il piccolo, un maschietto, pesava 2 chili e 800 grammi ed era stato partorito a termine, forse non in ospedale, anche se quest’ultima è solo un’ipotesi.

Sono questi i nuovi particolari che emergono all’autopsia compiuta ieri sul neonato, che sarebbe morto orientativamente per ipotermia, anche se per stabilirlo con certezza serviranno i risultati degli esami istologici. Se il piccolo non fosse stato così trascurato – a quanto viene riferito da fonti vicine alle indagini – si sarebbe potuto salvare, nonostante il mancato azionamento dell’allarme della culla collegato al telefono del parroco e il mancanto funzionamento del riscaldamento della culla stessa.
Il piccolo ha anche delle piccole escoriazioni alle caviglie, assolutamente trascurabili e molto superficiali, forse provocate da parassiti cutanei. Resta ora da stabilire se il bimbo sia stato messo nella culla quando era ancora vivo oppure quando era già morto, anche se le prime valutazioni investigative propendono per la prima ipotesi. Infatti, la temperatura del cadavere era la stessa della stanza, particolare questo che fa ipotizzare agli inquirenti che il bimbo sia rimasto nella culla termica per molto tempo, fino alla morte.

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The Lancet: “I morti a Gaza sono già più di 70mila”

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l numero delle vittime degli scontri nella Striscia di Gaza riferito dal Ministero della Salute palestinese potrebbe essere sottostimato di almeno il 40%: il bilancio reale potrebbe aver già superato quota 70.000 morti (per il 59% donne, bambini e anziani).

Lo indica un’analisi statistica indipendente pubblicata sulla rivista The Lancet dai ricercatori della London School of Hygiene & Tropical Medicine, guidati dall’epidemiologa Zeina Jamaluddine.
Gli studiosi stimano che dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 fino al 30 giugno 2024 le vittime della guerra a Gaza sarebbero state 64.260, un numero nettamente superiore ai 37.877 morti riportati per lo stesso periodo dal ministero della Salute palestinese (che nel suo ultimo bilancio aggiornato al 9 gennaio 2025 ha riferito un totale di 46.006 morti in 15 mesi di guerra). Secondo i calcoli dei ricercatori, lo scorso ottobre il numero totale di decessi per lesioni traumatiche avrebbe già superato quota 70.000. A questi si devono poi aggiungere i decessi non correlati a traumi, ma causati dall’interruzione dell’assistenza sanitaria, dall’insicurezza alimentare, dalla carenza di acqua e servizi igienici e dalle malattie.
Complessivamente, le violenze a Gaza avrebbero causato la morte di circa il 3% della popolazione: il 59% delle vittime erano donne, bambini e anziani. I ricercatori sono giunti a queste conclusioni utilizzando il metodo statistico di cattura-ricattura, che sovrappone i dati provenienti da più fonti per arrivare a stime dei decessi quando non tutti i dati vengono registrati. Le fonti usate per lo studio includevano i registri dell’obitorio dell’ospedale del Ministero della Salute palestinese, un sondaggio online e i necrologi sui social media.
La significativa sottostima dei decessi emersa sarebbe riconducibile al deterioramento dell’infrastruttura sanitaria di Gaza e alla conseguente incapacità di contare i morti nel mezzo delle violenze in corso. “L’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha già condannato l’elevato numero di civili uccisi nella guerra a Gaza – afferma Jamaluddine – e le nostre scoperte suggeriscono che il numero di decessi per lesioni traumatiche è sottostima di circa il 41%. Questi risultati sottolineano l’urgente necessità di interventi per salvaguardare i civili e prevenire ulteriori perdite di vite umane”.

Fabiana Pugliese
   

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