Catania, sei arresti per droga

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Due gruppi di pusher, di quattro e due persone, sono stati arrestati da carabinieri della compagnia Fontanarossa nell’ambito di appositi controlli antidroga in alcuni stabilimenti balneari del lungomare Plaia che organizzano serate danzanti.
In uno dei locali sono stati arrestati quattro giovani, tutti originari di Niscemi (Caltanissetta), di età compresa tra 23 e 34 anni, che vendevano sostanze stupefacenti ai clienti della struttura.

Nella stessa circostanza sono stati arrestati anche altri due pusher: un 22enne di Melilli (Siracusa) e un 27enne nigeriano domiciliato a Catania. Durante l’operazione i carabinieri hanno complessivamente sequestrato 47 grammi di ‘cocaina rosa’, 10,4 grammi di cocaina, 22 grammi di anfetamine, 4,6 grammi di hashish, circa 7 grammi di marijuana e 3,2 grammi di Mdma, oltre a denaro contante ritenuto provento dell’attività di spaccio.

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Papa Leone XIV riceve Al Pacino in Vaticano

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Pacino ha incontrato oggi in Vaticano Papa Leone diventando così la prima star di Hollywood ad essere ricevuta dal primo pontefice statunitense.
“Siamo onorati di annunciare che stamattina Sua Santità Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza privata una delegazione del film Maserati: I Fratelli, tra cui il premio Oscar Al Pacino e il produttore del film Andrea Iervolino”, ha reso noto lo stesso Iervolino in un comunicato. “L’incontro è stato un momento di profonda ispirazione spirituale e culturale, centrata sui valori condivisi al centro della Chiesa Cattolica e del nostro film: unità della famiglia, amore, compassione e l’importanza di contribuire al bene comune”, ha aggiunto il produttore.
Al Pacino è arrivato a Roma ieri su un jet privato.

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Lido degli Estensi, morto anche il ragazzino di 11 anni soccorso ieri

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Non ce l’ha fatta il ragazzino di 11 anni, di origine pachistana, ieri trasportato all’ospedale di Ravenna da Lido degli Estensi (Ferrara), dove era stato trovato in mare.

Sul caso il pm di Ferrara, a quanto appreso, ha chiesto di reperire con urgenza la documentazione sanitaria dall’ospedale di Ravenna dove il ragazzino è morto dopo l’arrivo ieri sera in elisoccorso.

Informazioni importanti per valutare se disporre o meno un’autopsia.

A quanto ricostruito, l’11enne era con la famiglia, padre, madre, fratellino e sorellina piccoli ieri sera al Bagno Oro a Lido degli Estensi. A fine giornata, dopo le 19.15, quando era cessato il servizio di salvataggio, stava facendo il bagno col padre e un fratellino. A un certo momento il fratellino più piccolo torna a riva mentre dell’11enne si perdono le tracce. Viene cominciata una ricerca, anche nei lidi vicini, nella speranza che si sia solo allontanato. Dopo circa mezz’ora invece il mare ne riporta il corpo a riva e alcuni bagnanti cominciano subito le manovre di rianimazione mentre arrivano i soccorsi e l’elisoccorso da Ravenna. Ieri sera era in condizioni critiche e non ce l’ha fatta.

Sempre a Lido degli Estensi, anche se in un tratto più distante, sabato pomeriggio è morto Aymane, 16enne che si era tuffato al largo del canale di Logonovo per aiutare due turisti in difficoltà. Ieri nel Ferrarese, a Lido delle Nazioni, è morto anche un bambino di 6 anni, dopo un tuffo in piscina. Tre minori morti in 48 ore.

Per gli accertamenti procede la Capitaneria di porto di Porto Garibaldi

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Sant’Angelo in Formis, c’è un sospettato per l’omicidio del 17enne di ieri pomeriggio

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Ci sarebbe un sospettato per l’omicidio del 17enne gambiano, avvenuto ieri pomeriggio nel ristorante della Masseria Adinolfi di Sant’Angelo in Formis, frazione di Capua: è un altro straniero, un bengalese, che pare lavorasse già da tempo nella struttura, e che avrebbe litigato con la vittima, colpendolo poi più volte al corpo.
I sostituti della Procura di Santa Maria Capua Vetere Mariangela Condello e Gionata Fiore, coordinati dal procuratore Pierpaolo Bruni, hanno aperto un fascicolo per omicidio volontario, ma mantengono, con i carabinieri della Compagnia di Capua delegati alle indagini, il riserbo sugli accertamenti in corso, anche perché il quadro non è stato ancora ricostruito con chiarezza.

Di certo c’è che il lavoratore bengalese e la vittima hanno litigato; la stessa proprietaria della struttura, sentita dagli inquirenti, avrebbe infatti confermato di aver visto il primo brandire un’arma, probabilmente delle forbici, senza però vederlo colpire il gambiano. Anche il presunto aggressore avrebbe reso delle dichiarazioni, dicendo di aver litigato con il 17enne ma di essere poi svenuto, e di non ricordare dunque nulla.
Sembra inoltre che subito dopo il fatto sia stato chiamato il 118, mentre i carabinieri sono arrivati in un secondo momento, trovando una scena del delitto in cui gli elementi di prova non emergevano con nitidezza; la forbice, che potrebbe essere l’arma del delitto, è stata rinvenuta ma sembra senza impronte. Si tratta di particolari che si apprendono da fonti investigative, che non cristallizzano dunque un quadro chiaro, e che potrebbero anche essere confutati nel prosieguo degli accertamenti.
Importanti saranno anche i riscontri sulla condizione lavorativa della vittima e del presunto aggressore. In particolare la vittima pare lavorasse a giornata e comunque da pochi giorni; sono in corso accertamenti anche sulla presenza di eventuali contratti part-time fatti al 17enne. La famiglia Adinolfi ha dato incarico all’avvocato Mauro Iodice di rappresentarla.

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Rutte: “La priorità è ridurre l’escalation in Iran”

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“E’ovvio che la situazione è in rapida evoluzione. Questa è un’azione unilaterale da parte di Israele. Quindi penso sia fondamentale che molti alleati, compresi gli Stati Uniti, si impegnino in questo momento per ridurre l’escalation. So che lo stanno facendo. E credo che questa sia la priorità assoluta”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte in un punto stampa a Stoccolma con il primo ministro svedese Ulf Kristersson.
Il segretario generale della Nato Mark Rutte non crede che l’attacco di Israele all’Iran avvicini una guerra nucleare o una guerra mondiale: “No, non ci siamo vicini”, ha detto rispondendo a una domanda al riguardo in un punto stampa a Stoccolma.
“Tutti sono concentrati sulla de-escalation. Ovviamente, ci stanno lavorando tutti gli alleati. La Nato non è coinvolta come alleanza perché si concentra sulla regione euro-atlantica, ma ovviamente gli alleati della Nato sono molto coinvolti per garantire che nel conflitto ci sia una de-escalation il prima possibile”.

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Duplice omicidio a Villa Pamphili, inquirenti vicini all’identità del killer

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Accelera l’indagine della Procura di Roma sul ritrovamento del corpo di donna e di una bambina, madre e figlia, avvenuto sabato a Villa Pamphili a Roma.
L’identificazione della donna sembra più vicina, grazie anche ad alcuni elementi che però devono avere altri riscontri, ma gli inquirenti puntualizzano che ci vorranno ancora “uno o due giorni”.

Alla luce di questa novità potrebbe stringersi il cerchio anche nelle ricerche di chi ha ucciso la bimba di appena sei mesi che presentava segni di strangolamento.

Dall’esame autoptico è emerso, invece, che la donna non è deceduta per una azione violenta né per overdose, gli esami tossicologici hanno infatti dato esito negativo.

Fabiana Pugliese

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Israele attacca l’Iran, Meloni convoca una riunione di governo

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Alla Farnesina la riunione del ministro degli Esteri Antonio Tajani con i dirigenti del ministero e gli ambasciatori in Iran, Israele e di altri Paesi della regione. 

In un messaggio su X, il ministro ha riferito di trovarsi “all’Unità di crisi della Farnesina per seguire la situazione in Iran e Israele e di aver telefonato all’ambasciatrice a Teheran Paola Amadei”. La Farnesina sconsiglia i viaggi non necessari nella regione e ha inviato avvertimenti ai cittadini italiani registrati in Iran. “Non ci sono stati problemi per i nostri concittadini, né in Iran né in Israele. Ci sono state esplosioni anche vicino alla residenza della nostra ambasciatrice (in Iran, ndr). La situazione è di grande tensione”, ha detto Tajani in collegamento con il TG5 dall’Unità di crisi della Farnesina.

“La nostra posizione è quella del dialogo. Ci auguriamo che possa riprendere quanto prima il confronto tra Israele e Iran. Sappiamo bene che la situazione è molto complicata ma non esiste altra soluzione che quella diplomatica. Ci auguriamo che possano cessare i combattimenti il prima possibile, azioni  e reazioni sono pericolose, la situazione nell’area rischia di esplodere”, ha aggiunto.

“Non credo che gli attacchi israeliani siano conclusi”, ha sottolineato poi il ministro degli Esteri a Mattino 5, spiegando di aver parlato con il ministro degli Esteri Israel Gideon Sa’ar. “Ho chiesto di evitare una escalation” con l’Iran e “ribadito l’amicizia con il popolo israeliano, ma ho ribadito la necessità del cessate il fuoco a Gaza. Chiediamo a Israele, avendo vinto di fatto la guerra con Hamas, di risparmiare la popolazione civile”, ha detto Tajani, che parlerà anche con il suo omologo iraniano e con il ministro degli Esteri dell’Oman, Paese mediatore sul dossier nucleare. 

Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sta seguendo con la massima attenzione l’evolversi della crisi in Iran, ed ha convocato per il pomeriggio di oggi una riunione in videoconferenza con i ministri maggiormente coinvolti e con i vertici dell’intelligence nazionale. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi.

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Un aereo in volo per Londra precipita sulle case: c’è un superstite

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L’orrore, la strage e almeno un miracolo.

Sono gli elementi attorno a cui ruota la spaventosa sciagura aerea consumatasi in India, dove un Boeing 787-8 Dreamliner diretto a Londra Gtawick con 242 persone a bordo si è schiantato in una zona residenziale poco dopo il decollo dallo scalo internazionale di Ahmedabad: uccidendo tutti gli occupanti tranne uno e facendo decine di vittime anche a terra, fino a 310 morti totali secondo Sky New Uk.

L’incidente – l’ultimo di una catena maledetta per il colosso americano dell’aeronautica, ma il primo mortale di un Dreamliner, orgoglio della flotta dei moderni velivoli a lunga percorrenza che dal 2011 in poi hanno sostituito i gloriosi Jumbo 747 – è avvenuto a metà giornata. Il gigante dei cieli dell’Air India, contrassegnato dal codice AI171, è decollato in condizioni meteo apparentemente buone da Ahmedabad, la città più popolosa – con i suoi 3 milioni e mezzo di abitanti – dello Stato federato del Gujarat, affacciato sul Mar Arabico, sulla costa centro-occidentale del Subcontinente.

Al suo interno c’erano 230 passeggeri (169 cittadini indiani, 53 britannici, 7 portoghesi e un canadese, secondo la lista degli imbarchi), nonché 10 assistenti di cabina e a 2 piloti esperti, entrambi con oltre 9.000 ore di volo. Ha tuttavia interrotto le comunicazioni con la torre di controllo quasi subito, dopo il mayday, mentre i radar lo indicavano a soli 623 piedi di altitudine, meno di 200 metri.

Un video amatoriale ha documentato i secondi di terrore che hanno preceduto la fine: il 787 non è riuscito a prendere quota, come se non avesse sufficiente velocità, e neppure a ritrarre il carrello; ha quindi puntato il muso verso l’alto, ma continuando a volare basso fra gli edifici, prima di finire in stallo e precipitare al suolo scomparendo in una palla di fuoco e fumo.

L’impatto ha coinvolto il dormitorio di un college medico di giovani specializzandi, fra i cui residenti si contano diverse decine di feriti e 5 dispersi. La polizia locale ha inizialmente escluso sopravvissuti a bordo del Boeing, oltre ad accreditare un numero imprecisato di vittime fra le persone che si trovavano a terra. Ma in seguito ha confermato il ritrovamento da parte dei soccorritori – prodigatisi in uno scenario infernale di fiamme e detriti, assieme a volontari e gente comune – di almeno un passeggero superstite fra i resti della carlinga (la cui coda non si è disintegrata). Si tratta del 40enne Vishwash Kumar Ramesh, cittadino britannico d’origini indiane, che era in viaggio con suo fratello e occupava il posto 11A, vicino a una provvidenziale uscita d’emergenza.

L’uomo, ferito ma in grado di camminare, è stato portato in condizioni accettabili in ospedale, dove è riuscito a raccontare lo shock d’essersi ritrovato circondato di cadaveri e ha potuto persino telefonare ai familiari a Londra.

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Sparatoria nel Brindisino, è morto uno dei due rapinatori catturati

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E’ morto uno dei due rapinatori catturati dalla polizia a Grottaglie (Taranto) dopo un conflitto a fuoco.

Si tratta dei due uomini che ieri mattina hanno sparato contro il brigadiere capo Carlo Legrottaglie, uccidendolo. L’altro malvivente arrestato è stato portato nella caserma dei carabinieri a Martina Franca. Non è chiaro se il rapinatore deceduto sia stato ferito gravemente nel corso della sparatoria con la polizia nei momenti della cattura, o fosse già stato ferito nel conflitto a fuoco avuto con Legrottaglie.

Legrottaglie è stato ucciso all’alba a colpi di arma da fuoco durante un’attività di controllo nella zona industriale di Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi, in contrada Rosea. La vittima sarebbe andata in pensione a luglio. L’uomo viveva a Ostuni e aveva due figlie. A sparare contro di lui, al termine di un inseguimento finito nelle campagne tra Francavilla Fontana e Grottaglie, sono stati alcuni uomini che hanno aperto il fuoco scendendo dalla loro auto, una Lancia Y di colore scuro, e poi sono fuggiti a piedi. Sul posto c’è il pm di turno, Raffaele Casto. 

Il carabiniere ucciso, a luglio sarebbe andato in pensione.

La pattuglia dei carabinieri di cui faceva parte Carlo Legrottaglie era intervenuta dopo la segnalazione di una rapina a un distributore di carburanti alla periferia di Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi. I due carabinieri a bordo della ‘gazzella’ hanno intercettato l’auto dei rapinatori, una Lancia Y di colore scuro.
Alla vista dei militari i malviventi sono fuggiti e i carabinieri li hanno inseguiti. Le due auto si sono speronate fino a quando si sono dovute fermare, dopo essersi toccate più volte, nella campagna circostante. I rapinatori – a quanto si apprende sarebbero due – sono scesi dall’auto dividendosi. Legrottaglie ne ha inseguito uno che ha sparato contro il brigadiere alcuni colpi di pistola, uccidendolo. Legrottaglie sarebbe riuscito a rispondere al fuoco e anche uno dei rapinatori sarebbe rimasto ferito. Il suo collega è sotto choc.

Un altro rapinatore catturato dalla polizia a Grottaglie (Taranto) è morto poco dopo.  

I rapinatori sono entrambi di Carosino, in provincia di Taranto. Uno dei due è Michele Mastropietro, 59 anni, con numerosi precedenti tra cui l’assalto a un furgone portavalori dell’istituto salentino Sveviapol Sud, avvenuto il 2 maggio 2013 nei pressi di Monteiasi. La vittima avrebbe la sua stessa età.

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Monviso, dispersi due alpinisti

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Il Soccorso alpino è impegnato dalle prime ore di questa mattina nelle ricerche di due alpinisti, di cui è stato segnalato il mancato rientro dopo una scalata al Monviso. Sono partiti lunedì mattina da Pian del Re, sopra Crissolo, in valle Po, dove la loro auto è ancora posteggiata.

Dalle informazioni raccolte dal Soccorso alpino, la loro intenzione era quella di salire la parete Nord del Monviso (3.841 metri), trascorrendo la notte al bivacco Villata (2.650 metri), tra le pareti Est e Nord. Le ricerche sono affidate a squadre a terra del Soccorso alpino con il supporto di un elicottero della maxiemergenza regionale.

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