Attacco dell’Isis a Damasco, almeno 15 vittime

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Sono almeno 15 i morti nell’attacco alla chiesa di Mar Elias a Damasco, in Siria, secondo un primo bilancio dei soccorritori.

Il ministero degli Interni siriano afferma che l’attentatore della chiesa di Damasco apparteneva al “gruppo terroristico Daesh”, ossia all’Isis. Ha poi aggiunto che il “terrorista suicida” avrebbe sparato all’interno della chiesa prima di farsi esplodere

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San Ferdinando di Puglia, 13enne muore non riuscendo a riemergere dalle onde

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Un ragazzino di 13 anni, Manuel Sandu, di origine rumena e residente a San Ferdinando di Puglia è morto nel reparto di rianimazione dell’ospedale di San Giovanni Rotondo dove era stato ricoverato in gravi condizioni dopo essere stato soccorso nelle acque antistanti un lido di Margherita di Savoia.

L’adolescente era in acqua con alcuni amici quando, a causa del mare agitato, si è trovato in difficoltà non riuscendo a riemergere dalle onde e a tornare a riva.

E’ stato soccorso da personale del 118 che quando è arrivato ha trovato i bagnini che già stavano eseguendo le manovre salvavita con defibrillatore. E’ stato rianimato sul posto per un’oretta e poi portato in elisoccorso nell’ospedale Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo dove è morto. Sulla dinamica dell’accaduto sono in corso accertamenti.

Pasquale D’Ascoli

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E’ morto lo scultore Arnaldo Pomodoro

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naldo Pomodoro si è spento ieri sera, domenica 22 giugno, a Milano alla vigilia del compimento dei suoi 99 anni, nella sua casa.

Lo comunica la Fondazione che porta il suo nome, diretta da Carlotta Montebello.

Lo scultore, noto tra l’altro per le sue iconiche sfere di bronzo, era infatti nato il 23 giugno del 1926 a Montebello di Romagna.
”Con la scomparsa di Arnaldo Pomodoro il mondo dell’arte perde una delle sue voci più autorevoli, lucide e visionarie. Il Maestro lascia un’eredità immensa”, lo ricorda la direttrice generale della Fondazione.

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Pontedera, 17enne muore investito da uno scooter

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Un diciassettenne è morto dopo essere stato investito da uno intorno alle tre scooter condotto da un coetaneo a Pontedera (Pisa), dove si è svolta la manifestazione notte bianca che ha richiamato migliaia di visitatori da tutta la provincia di Pisa e non solo.

Sulla dinamica in corso accertamenti dei carabinieri. “Una tragedia che investe di sgomento e tristezza la nostra comunità e per cui abbiamo deciso di rimandare ogni evento o iniziativa patrocinata e programmata per oggi”.

Così in un post sulle sue pagine social il sindaco di Pontedera (Pisa), Matteo Franconi, dopo avere appreso della morte di un diciassettenne la notte scorsa nella città della Vespa. Il ragazzo è stato investito da un coetaneo che guidava uno scooter.
“Stanotte – ha aggiunto -, in un incidente le cui dinamiche sono ancora da accertare ha perso la vita un ragazzo di 17 anni. Con profondo cordoglio ci stringiamo intorno al dolore della famiglia e dei suoi affetti”. 

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Meloni: “La de-escalation è ancora possibile”

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Era partita per il Canada confidando negli sforzi per tenere aperta la via del dialogo, torna in Italia con la guerra tra Iran e Israele che rischia di fare un salto di livello.

Prima di lasciare Kananaskis dopo la due giorni di G7 Giorgia Meloni ha analizzato con evidente preoccupazione l’escalation, convinta però che sia “possibile uno scenario diverso in cui si arriva a negoziazioni”. E sottolineando che è “il momento giusto, spingendo adeguatamente, per arrivare a un cessate il fuoco a Gaza”, un riferimento entrato nella dichiarazione finale come ha rivendicato con soddisfazione.

Il bilancio è stato concentrato in un punto stampa di un quarto d’ora, con un po’ di pioggia e sorrisi in fondo, quando ha giurato di “non ricordare” quali affermazioni di Emmanuel Macron hanno suscitato le sue smorfie al tavolo dei leader, immortalate in foto che hanno fatto il giro del mondo. L’obiettivo “condiviso” al G7 è “evitare” che Teheran “diventi una potenza nucleare”, ha chiarito, altrimenti rappresenterebbe “una minaccia non solo per Israele ma per tutti noi”: lo scenario ideale sarebbe un rovesciamento del regime da parte del “popolo oppresso”, ma “si deve fare il pane con la farina che si ha”, il commento al monito del presidente francese contro un cambio con la forza. L’intervento americano è uno scenario che ora dopo ora è diventato meno remoto. L’Italia metterebbe a disposizione le sue basi? “Non posso rispondere adesso – ha detto Meloni -. Quando accadrà convocheremo le persone che dobbiamo convocare e prenderemo le nostre decisioni”.

Si attendono le mosse di Donald Trump, la premier lo sa. Ne ha parlato con il presidente degli Usa anche nel colloquio su una panchina di legno a Kananaskis. Cosa pensa dell’idea del tycoon di un Putin mediatore, lo ha chiarito davanti alle telecamere: “Affidare a una nazione in guerra la mediazione su un’altra guerra, non mi sembra l’opzione migliore. Ma non è un’opzione sul campo, anche dalle parole che ho ascoltato personalmente in questi giorni”. Per Roma, Mosca rimane il principale ostacolo alla pace per l’Ucraina. “Ogni volta che si cerca di fare qualche passo in avanti la Russia provoca con attacchi sulla popolazione civile”, la constatazione di Meloni, che incontrando Volodimir Zelensky in Canada gli ha espresso solidarietà per le vittime dell’ultima pioggia di missili a Kiev. Al G7 “non era prevista una dichiarazione sull’Ucraina”, ha assicurato, smentendo le ricostruzioni sullo stop di Trump al documento proposto dai partner, su cui invece ha glissato il padrone di casa, il primo ministro Mark Carney. Tra i sei leader rimasti al tavolo nella giornata finale, c’è stato “accordo sui punti principali” della crisi ucraina. C’è il “sostegno agli sforzi del presidente degli Stati Uniti per una pace giusta e duratura”, ha spiegato Meloni, secondo cui il sostegno a Kiev va accompagnato con la pressione su Mosca, “particolarmente con le sanzioni”.

Tra una settimana tutti questi temi saranno in cima all’agenda del vertice Nato. Il 9 luglio è invece il termine entro cui si lavora per un accordo Usa-Ue sui dazi. La premier pensa che “alla fine una soluzione si troverà” e rivendica la mediazione italiana per la costruzione di un dialogo “costante, franco ma sicuramente sereno e aperto”. Tra gli aspetti positivi del summit la presidente del Consiglio annovera anche la dichiarazione sul contrasto all’immigrazione irregolare: “L’Italia è stata la prima a porre il tema al G7, e tutti riconoscono la nostra leadership, data anche dai risultati”. Inoltre, ha raccontato, “sono contenta dell’interesse che gli altri, quando si parlava di economia, hanno manifestato sulle performance che l’Italia sta registrando”.

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Milano, ventenne muore in uno scontro tra un monopattino e un’auto

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 ragazzo di 20 anni è morto la notte scorsa a Milano, a bordo del suo monopattino elettrico, scontrandosi con una vettura condotta da un uomo di 51 anni in via Melzi d’Eril, all’angolo con Corso Sempione.

E’ stata un’ambulanza impegnata in un altro servizio, poco dopo le 3, a vedere il giovane a terra e a portarlo all’ospedale Niguarda dove, pero, i medici non sono riusciti a salvargli la vita.

Le indagini sull’accaduto sono affidate agli agenti della Polizia locale.

Secondo una prima ricostruzione degli agenti della Polizia locale, il ragazzo con il monopattino proveniva dalla periferia e percorreva corso Sempione in direzione dell’Arco della Pace. A un semaforo lampeggiante è stato urtato da una vettura che procedeva a velocità sostenuta. Per via dell’impatto il ragazzo è stato sbalzato per diversi metri finendo contro il cordolo dello spartitraffico. Sul posto è stato trovato un casco. Il giovane viveva a Cinisello.

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Messico, paura per l’uragano Erick

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People assess damage on the beach after hurricane Erick made landfall on the Pacific coast, in Puerto Escondido, Mexico June 19, 2025. REUTERS/Jorge Luis Plata

Allarme in Messico dove ci si prepara ad arginare la furia dell’uragano Erick, che dovrebbe toccare terra tra poche ore sulla costa pacifica meridionale del paese.

Le previsioni delle prossime ore

L’uragano Erick sta guadagnando forza in modo eccezionalmente rapido mentre si avvicina alla costa meridionale del Messico, nei pressi di Acapulco. In meno di 24 ore ha raddoppiato la sua intensità, rafforzandosi di 80 km/h in sole 18 ore, un fenomeno noto come “rapida intensificazione”, sempre più comune con il riscaldamento globale.  L’uragano potrebbe diventare uno dei più forti ad aver colpito quella zona del Messico così presto nella stagione.

Erick è la quinta tempesta formatasi nel Pacifico orientale in un solo mese.

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Attacco a Odessa, un morto e 14 feriti

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E’ salito a un morto e 14 feriti il bilancio dell’attacco lanciato dalle forze russe la notte scorsa sulla città di Odessa, nell’Ucraina meridionale: lo ha reso noto su Telegram l’Ufficio del Procuratore regionale, come riporta Ukrainska Pravda.
“A seguito dell’attacco, una persona è morta e altre 14 sono rimaste ferite in vario grado.

Tra i feriti ci sono tre soccorritori”, si legge in un comunicato stampa.

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Palermo, operaio 65enne muore in una cava

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Un ooperaio di 65 anni, Elio Reina, 65 anni di Cammarata (Agrigento), è morto a Castronovo di Sicilia (Palermo), schiacciato da un mezzo meccanico in una cava di proprietà di un piccolo imprenditore di San Giovanni Gemini.
Sono intervenute le pattuglie dei carabinieri per effettuare i rilievi.

La salma è stata restituita ai familiari. Reina lascia la moglie e due figli. I funerali si svolgeranno domani alle 15,30 nella chiesa madre di Cammarata

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Kiev, dieci vittime per una pioggia di bombe russe

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Gli Stati Uniti condannano i raid russi di ieri sera contro Kiev che hanno causato la morte di diverse persone, tra cui un cittadino americano. Lo ha detto la portavoce del dipartimento di Stato Usa, Tammy Bruce, sottolineando che la “forte condanna” di Washington nei confronti dei “raid sui civili”.

“La nostra priorità è proteggere gli americani nel mondo 24 ore su 24”, ha aggiunto.

Una raffica di 440 droni e 32 missili per una nuova notte di sangue in Ucraina, dove la capitale Kiev ha vissuto “uno dei peggiori” attacchi dall’inizio dell’invasione, secondo Volodymyr Zelensky. Il raid ha colpito condomini, un dormitorio, una stazione di servizio ed edifici non residenziali nella città, provocando uno shock e danni tali da creare confusione sul bilancio dei bombardamenti: se inizialmente le autorità avevano parlato di almeno 14 morti, col passare delle ore e il recupero e identificazione dei corpi il numero è stato rivisto al ribasso, con 10 uccisi confermati – compreso un cittadino Usa – e 138 feriti nella capitale. Due morti per i raid che hanno colpito anche la città meridionale di Odessa. L’ennesima conta delle vittime, mentre i colloqui per una pace da settimane sono a un punto morto e le cancellerie globali si concentrano sulla nuova guerra tra Iran e Israele.
Come ormai è consuetudine, Mosca ha dichiarato che gli obiettivi raggiunto dal suo attacco sono “strutture del complesso militare-industriale nelle regioni di Kiev e a Zaporizhzhia”, colpite con droni e missili “ad alta precisione”.
Ben diversa la lettura ucraina, con le immagini provenienti dalla capitale che mostravano condomini distrutti, soccorritori alla ricerca di vittime tra le macerie e vigili del fuoco impegnati a combattere gli incendi. “Attacchi del genere sono puro terrorismo. E il mondo intero, gli Stati Uniti e l’Europa, devono finalmente reagire come una società civile reagisce ai terroristi”, ha accusato il presidente ucraino. “E’ un male quando i potenti di questo mondo chiudono un occhio. Stiamo contattando tutti i partner a tutti i livelli possibili affinché ci sia una risposta adeguata”, ha riferito il leader prima di raggiungere il G7 in Canada, dove ha ribadito la disponibilità a negoziati e la necessità di “fare pressione” sulla Russia.
A rispondere all’appello ci hanno pensato Ottawa e Londra, che a margine del summit canadese hanno annunciato nuovi pacchetti di sanzioni contro Mosca. Le misure britanniche prendono di mira 4 individui, sei entità e una ventina di navi impegnate nelle attività della cosiddetta ‘flotta fantasma’ che aiuta la Russia a ricevere forniture in settori come l’elettronica: “Dobbiamo incrementare la pressione economica su Vladimir Putin” per spingerlo a “essere serio sulla pace”, le parole di Starmer. Di tenore simile le sanzioni annunciate dal premier canadese Carney contro “vari individui e oltre 40 entità” russe e di altri Paesi che evadono le misure.
Anche Berlino ha promesso di “aumentare la pressione” su Mosca dopo l’ennesima notte di sangue a Kiev. Ma il dossier ucraino è inevitabilmente sceso nell’agenda dei Grandi riuniti tra le montagne di Kananaskis. E Kiev attende ancora una reazione americana al rifiuto russo di accettare una tregua in Ucraina. Donald Trump però era già lontano, rientrato in anticipo a Washington facendo saltare il bilaterale con Zelensky. E anche prima di ripartire dal Canada i segnali per Kiev non erano stati incoraggianti: “L’Europa parla ma ancora non ha imposto le sanzioni, vediamo se lo fanno loro per primi”, ha detto il tycoon, mostrando ancora una volta incertezza sulla volontà di varare misure che possano colpire Vladimir Putin, mentre fanno discutere in Occidente le sue dichiarazioni per le quali è stato un “grosso errore” escludere Mosca dal G8 dopo l’occupazione della Crimea. “Siamo d’accordo con il presidente Trump: è stato un grande errore escluderci dal formato”, il prevedibile commento del portavoce di Putin, Dmitri Peskov.
Diametralmente opposto il pensiero del cancelliere tedesco Friedrich Merz: “Consideriamo giusta la decisione di escludere Putin e la Russia. E la confermiamo”, ha sottolineato.

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