Francia, ritrovato un corpo eviscerato: un 27enne confessa

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Una scena raccapricciante è stata scoperta nel nord della Francia, dove un escursionista ha trovato il corpo di un uomo brutalmente ucciso e lasciato in un parco di Pont-de-Metz, nei pressi di Amiens.

Secondo quanto riportato da Le Parisien, la vittima presentava profonde ferite da taglio all’addome, al collo e alla schiena, ed era stata disposta a terra con le braccia aperte, a formare una sorta di croce. Il cadavere, eviscerato e sgozzato, ha profondamente scosso anche gli agenti intervenuti, colpiti dalla violenza estrema della scena. Poco dopo il ritrovamento, la polizia ha arrestato un 27enne che ha confessato il delitto, dichiarando tuttavia di non conoscere la vittima.

Gli inquirenti sono risaliti a lui grazie a un telefono cellulare rinvenuto vicino al corpo. Sebbene entrambi vivessero nello stesso quartiere, al momento non vi sono prove di un legame tra i due. La Procura di Amiens ha aperto un’inchiesta per omicidio volontario.

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Catania, due giovani accusati di aggressione omofoba

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La polizia ha eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di due giovani, di 19 e 21 anni, accusati di violenza privata e lesioni personali, aggravate dalla matrice omofoba.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Catania, ruota attorno a un episodio di brutale violenza avvenuto all’interno di un fast food, dove tre ragazzi omosessuali sono stati aggrediti con calci, pugni, schiaffi e persino sgabelli lanciati contro di loro.

L’aggressione è stata interrotta grazie al coraggioso intervento di una ragazza presente nel locale, che ha spruzzato spray al peperoncino rendendo l’aria irrespirabile, e di un operatore ecologico che è riuscito a fermare uno degli aggressori mentre colpiva un giovane con un casco.

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Occupazione Striscia di Gaza, tensioni interne al governo israeliano

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Il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, intende sottoporre nei prossimi giorni la proposta di occupazione totale della Striscia di Gaza all’approvazione del governo. La mossa, però, alimenta tensioni interne, con il capo di stato maggiore Eyal Zamir che esprime forti riserve.

“È necessario completare la sconfitta del nemico a Gaza e garantire che la Striscia non rappresenti più una minaccia”, ha ribadito Netanyahu. L’operazione ha ottenuto il sostegno del presidente Donald Trump, ma è stata duramente criticata dalla comunità internazionale, che accusa Israele di crimini contro il popolo palestinese.

Attualmente, Israele controlla circa il 75% del territorio di Gaza. Tuttavia, l’ipotesi di una conquista totale non gode dell’appoggio unanime neppure all’interno del governo.

Critiche crescenti sono arrivate anche dall’interno dell’esercito, dove si segnalano casi di stress acuto e suicidi tra militari e riservisti, a causa dell’intenso impegno prolungato sul campo di battaglia.

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Bagheria, l’amica della 20enne morta: “Simona non può essere annegata”

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Continuano le indagini sulla morte di Simona Cinà, la 20enne pallavolista deceduta il 2 agosto, durante una festa di laurea a Bagheria, in una villa privata. La Procura di Termini Imerese ha sequestrato diverse bottiglie di alcolici presenti sul luogo, smentendo così la versione della famiglia, secondo cui si sarebbe trattato di una serata sobria.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, almeno due ragazzi si sarebbero tuffati nella piscina nel tentativo di soccorrerla, una volta notato il suo corpo privo di sensi in un angolo poco illuminato. Tutti i testimoni ascoltati finora si sarebbero mostrati collaborativi: per gli investigatori, l’ipotesi prevalente rimane quella di un malore o incidente, escludendo al momento la presenza di responsabilità dirette da parte di terzi.

“La famiglia ha piena fiducia nell’operato della Procura di Termini Imerese e dei carabinieri. La loro posizione resta una e una soltanto: desiderano sapere la verità su come è morta Simona”, dichiarano gli avvocati Gabriele Giambrone e Davide Carnese.

L’autopsia, prevista per giovedì, potrebbe fornire risposte decisive. Intanto, la Procura ha nominato quattro specialisti dell’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Palermo per i primi accertamenti, tra cui tac e test tossicologici.

In un’intervista a Repubblica, Francesca, amica della vittima, racconta: “Nessuno ha ecceduto con l’alcol. Ci siamo divertite, come sempre. Lei stava benissimo. Poi le ho detto che volevo andare via, lei è rimasta. Alle 3:20 ci siamo salutate e lei mi ha risposto: va bene, tranquilla, domani scendiamo a giocare al campo. Simona non può essere annegata, la piscina era bassa ed era bravissima a nuotare”.

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Pescara, tassista rifiuta donna cieca col cane guida

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Episodio surreale alla stazione di Pescara: un’autista di taxi si è rifiutato di far salire a bordo una donna cieca perché accompagnata dal suo cane guida. La protagonista della vicenda, di origine portoghese e residente in Emilia-Romagna, avrebbe dovuto raggiungere Montesilvano.

Nonostante la legge preveda esplicitamente il diritto delle persone non vedenti a viaggiare con il proprio cane su tutti i mezzi pubblici, taxi inclusi, il conducente ha opposto un netto rifiuto: “Niente cani sulla mia macchina”. Nemmeno l’intervento della Polfer è riuscito a farlo desistere: l’uomo è stato denunciato alla polizia locale e rischia una sanzione amministrativa.

Claudio Ferrante, presidente dell’associazione “Carrozzine Determinate”, ha definito l’accaduto “Una vera e propria discriminazione. Questo episodio è sconcertante, perché ci fa capire come l’inclusione sia ancora davvero molto lontana dalla realtà”.

La donna, affiancata dalla sua Hovawart di cinque anni e mezzo, Dinka – addestrata personalmente durante il lockdown – ha raccontato all’Ansa: “Da un bel po’ di tempo che non mi succedeva un rifiuto così, mi sono sentita spiazzata”.

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Ancona, uomo trafitto da una freccia nel cranio si salva

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Un 65enne è stato trovato in condizioni drammatiche nella sua abitazione di Collemarino, ad Ancona, con una freccia di balestra conficcata nel cranio. A lanciare l’allarme sono stati alcuni familiari, preoccupati per l’assenza di notizie da giorni. All’arrivo dei Carabinieri, l’uomo era ancora cosciente.

Trasportato d’urgenza all’ospedale di Torrette, i sanitari hanno escluso sin da subito l’ipotesi di un’aggressione: non c’erano segni di effrazione in casa. Le indagini si concentrano su un possibile incidente domestico o un gesto autolesionistico, sebbene l’uomo non fosse né in cura né affetto da disturbi mentali. Appassionato di armi storiche, potrebbe essersi ferito accidentalmente con la balestra: gli investigatori stanno verificando se l’arma fosse detenuta legalmente.

Il racconto del medico che lo ha soccorso è impressionante: “E io vedo questa freccia. Una linea scura, dritta, che attraversa il cranio dalla fronte alla nuca. Eppure, il paziente era arrivato cosciente, con gli occhi aperti. Blaterava parole sconnesse, ma parlava”.

Il chirurgo ha poi aggiunto: “Incredibile ma vero. La freccia ha seguito un percorso che noi, in sala operatoria, talvolta scegliamo di proposito: più lungo ma più sicuro. Come se avesse evitato apposta i punti vitali”.

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Ischia, truffa del “finto maresciallo”: arrestato 23enne plurirecidivo

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Nonostante la giovane età, ha collezionato undici arresti sempre per lo stesso reato. Un 23enne è finito nuovamente in manette a Forio d’Ischia, in provincia di Napoli, dopo aver tentato una truffa ai danni di una donna di 67 anni, con la nota tecnica del “finto maresciallo”.

A evitare il peggio è stata la prontezza della vittima, informata grazie alla campagna di sensibilizzazione promossa dai carabinieri. La donna, pur avendo già predisposto contanti e gioielli, ha riconosciuto l’inganno e ha avvertito le forze dell’ordine. Il giovane truffatore ha provato a darsi alla fuga, ma è stato intercettato poco dopo mentre tentava di imbarcarsi su un aliscafo.

Durante la perquisizione, gli inquirenti hanno trovato nel suo telefono due immagini sospette: una mappa di Google Maps del centro di Forio e uno screenshot di un articolo su una truffa simile avvenuta giorni prima a Ischia, in cui era stato arrestato un 16enne di Melito.

La donna lo ha poi riconosciuto formalmente, permettendo l’arresto. Per lei si è reso necessario un controllo medico all’ospedale, dove è stata riscontrata una prognosi di otto giorni per uno stato ansioso non specificato e ipertensione essenziale benigna, oltre a contusioni al ginocchio e al braccio, riportate cadendo contro la porta di casa durante l’episodio.

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Tajani: «Sì allo Stato di Palestina, anche militarmente con Onu e Arabi»

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Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, è tornato sulla questione palestinese e sulle aggressioni dei coloni israeliani contro i cristiani in Palestina. Dopo le dichiarazioni di ieri, in cui aveva affermato che in questo momento non ci sarebbero le condizioni per riconoscere lo Stato della Palestina, il ministro ha detto: «Noi siamo assolutamente favorevoli al riconoscimento dello Stato palestinese. Il percorso, per quanto ci riguarda, è già avviato da tempo: in tutte le riunioni che abbiamo fatto con i Paesi del Golfo, tutti i Paesi arabi, compreso l’Egitto, abbiamo sempre detto che va ricostruita la Palestina, oggi divisa in due parti, Cisgiordania e Gaza. Siamo pronti a inviare anche i nostri militari per un’eventuale missione delle Nazioni Unite a guida araba per ricostruire lo Stato palestinese».

«Crediamo anche in maniera convinta nelle proposte egiziane, fatte proprie da tutto il mondo arabo, per il futuro di Gaza dopo il cessate il fuoco – continua il ministro Tajani – Nessuna fuoriuscita di palestinesi da Gaza: devono vivere a casa loro, in un nuovo Stato. Da mesi stiamo collaborando con i Paesi del Golfo e con l’Egitto a questo obiettivo. Parteciperemo alla futura conferenza che si farà in Egitto, come abbiamo partecipato all’ultima organizzata per il futuro di Gaza e la sua ricostruzione».

«Ora bisogna fare pressione affinché si concludano i bombardamenti – ribadisce Tajani – Abbiamo detto al governo israeliano basta bombardamenti, diciamo ad Hamas basta usare il popolo palestinese come scudo umano. Devono essere liberati tutti gli ostaggi, abbiamo visto immagini scioccanti da Gaza».

«Basta morti, basta vittime innocenti, basta sparare contro i cristiani, basta aggredire i villaggi cristiani in Cisgiordania. I cristiani presenti in Medio Oriente sono elemento di stabilità, di pace. Cercare di eliminare la presenza cristiana a Gaza o in Cisgiordania è un gravissimo errore».

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Tragedia sull’A1, camion rompe guardrail e uccide 3 persone su ambulanza

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Un grave incidente si è verificato questa mattina sull’autostrada A1, nei pressi di Arezzo, dove un camion ha invaso la carreggiata opposta e ha travolto e ucciso tre persone su un’ambulanza, l’autista, un soccorritore e il paziente.

Nell’incidente, avvenuto intorno alle 11:30, sono rimaste coinvolte anche una roulotte, un altro mezzo pesante e un pullman turistico, quest’ultimo con danni lievi, causando quindici feriti in totale (1 codice rosso, 4 codici gialli e 10 codici verdi).

L’ambulanza coinvolta nell’incidente è rimasta incastrata tra il camion e il guardrail centrale, venendo completamente distrutta. Numerosi automobilisti hanno assistito alla scena e hanno immediatamente chiamato i soccorsi.

Sul luogo della tragedia, sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco, di Montevarchi e Arezzo, supportate anche da un’autogru. Per quanto riguarda i soccorsi sanitari, sono stati impiegati due elicotteri, diverse ambulanze e mezzi di supporto.

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Veternigo, morti sul lavoro due operai caduti in una cisterna chimica

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Ennesima tragedia sul lavoro, questa volta a Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia, dove due operai di 30 e 20 anni sono morti dopo essere precipitati all’interno di una cisterna, destinata alla raccolta di residui biologici, durante un intervento di pulizia. I vigili del fuoco sono intervenuti per il recupero dei corpi, ma i soccorsi non hanno potuto far nulla per salvare i due giovani.

Secondo le prime informazioni, l’incidente è avvenuto in una proprietà privata, nella frazione di Veternigo: una prima ipotesi è che i due siano stati sopraffatti da esalazioni tossiche, sprigionatesi all’interno della fossa settica.

Sul posto si trovano i carabinieri e i tecnici del Servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro (Spisal), mentre una squadra di vigili del fuoco, specializzata in nucleare, biologico, chimico e radiologico (nucleo NBCR), sta mettendo in sicurezza l’area.

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