Crans Montana, atterrate in Italia le salme delle vittime: Giovanni, Achille, Emanuele, Riccardo e Chiara. Come stanno i feriti

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Le salme delle giovani vittime italiane rientrano in Italia dopo la strage di Crans-Montana
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È il giorno del dolore e del raccoglimento. L’Italia accoglie le salme delle giovanissime vittime della strage di Capodanno a Crans-Montana, riportate in patria con un volo di Stato partito dalla Svizzera. Un momento carico di significato umano e istituzionale, che segna il passaggio dalla fase dell’emergenza a quella del lutto.

Il volo dell’Aeronautica militare è decollato dall’aeroporto militare di Sion con circa un’ora di ritardo. L’aereo è atterrato a Milano Linate pochi minuti prima delle 13, dando avvio alle operazioni di rientro delle salme verso le città italiane di origine.

Crans-Montana, il rientro delle salme in Italia

Da Milano, i feretri hanno iniziato il loro ultimo viaggio via terra.
Le salme dei sedicenni Achille Barosi e Chiara Costanzo sono state dirette nel capoluogo lombardo.
Quella del coetaneo Giovanni Tamburi ha proseguito verso Bologna.
Il feretro del quasi diciassettenne Emanuele Galeppini è stato invece destinato a Genova.

Il volo di Stato ha poi proseguito verso Roma Ciampino, dove è arrivata la salma del sedicenne Riccardo Minghetti. Un percorso scandito dal silenzio, dalla presenza delle istituzioni e dal dolore composto delle famiglie.

La giovane vittima rimasta in Svizzera

Non tutte le vittime italiane rientreranno in patria.
Il feretro di Sofia Prosperi, italo-svizzera residente a Lugano, resta infatti in Svizzera. Le esequie si svolgeranno nella città elvetica, secondo la volontà della famiglia.

Una scelta che sottolinea ancora una volta il carattere internazionale della tragedia, ma anche il legame profondo tra le comunità coinvolte.

Sul volo anche familiari e supporto psicologico

Sul velivolo militare hanno viaggiato anche i familiari di tre delle vittime. Due sono scesi a Milano, uno a Roma. Con loro erano presenti operatori della Protezione civile, funzionari del ministero degli Esteri e un team di psicologi, impegnato nel supporto umano e psicologico alle famiglie.

A esprimere vicinanza ai parenti anche l’ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, presente nelle fasi del rimpatrio.

L’omaggio delle autorità svizzere

I feretri sono stati imbarcati sul velivolo dall’autorità cantonale del Vallese. Alla cerimonia erano presenti rappresentanti della polizia cantonale, dei vigili del fuoco e autorità elvetiche, che hanno reso un ultimo omaggio alle vittime prima della partenza.

Un gesto di rispetto che ha accompagnato il rientro delle bare bianche verso l’Italia.

Crans-Montana, come stanno i feriti italiani

Accanto al dolore per le vittime, resta alta l’attenzione sulle condizioni dei feriti.
Tre dei quattordici italiani rimasti feriti sono ancora ricoverati a Zurigo. I team sanitari e della Protezione civile stanno valutando la loro trasportabilità e le eventuali possibilità di rientro in Italia.

Gli altri undici feriti si trovano già all’Ospedale Niguarda di Milano, centro di riferimento per i grandi ustionati.

Il bollettino medico dal Niguarda

Secondo quanto comunicato dall’ospedale, quasi tutti i pazienti hanno tra i 15 e i 16 anni. Fanno eccezione una donna di 29 anni e una donna di 55 anni.

Sei pazienti sono ricoverati in terapia intensiva e vengono considerati in condizioni particolarmente serie. Necessitano di cure complesse per il controllo delle infezioni, il sostegno delle funzioni vitali e l’equilibrio metabolico.
Tra questi, tre pazienti risultano in condizioni critiche.

Ustioni gravi e danni polmonari

L’estensione delle ustioni varia dal 10% a oltre il 50% del corpo. Le lesioni, di secondo e terzo grado, interessano arti, dorso e volto. In diversi casi si registrano anche danni polmonari importanti, causati dall’inalazione dei fumi.

Per alcuni pazienti è necessaria un’assistenza meccanica alla respirazione. Tutti risultano sedati e in prognosi riservata. Al momento è prematuro considerarli fuori pericolo.

Percorsi di cura lunghi e complessi

I percorsi clinici e di terapia intensiva saranno lunghi e complessi. Secondo i medici del Niguarda, serviranno diverse settimane, se non mesi, di cure e interventi chirurgici.

Le sale operatorie restano costantemente attive. Anestesisti e rianimatori garantiscono un supporto continuo. L’ospedale ha confermato la disponibilità ad accogliere eventuali altri pazienti, qualora le condizioni lo permettano.

Un Paese che accompagna il dolore

Il rientro delle salme da Crans-Montana segna un momento di profonda commozione nazionale. Le città coinvolte si preparano al lutto e al raccoglimento, mentre l’Italia segue con apprensione le condizioni dei giovani feriti.

Tra silenzio, rispetto e speranza, il Paese accompagna le famiglie in uno dei momenti più difficili, mentre continua la battaglia per la vita di chi è sopravvissuto alla tragedia.

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