Ultime ore di campagna tra “Sì” e “No”, ma la vicenda politica che coinvolge il sottosegretario accende lo scontro: Meloni lo difende, opposizioni all’attacco
Ultimo giorno di campagna per il referendum sulla giustizia, con i fronti del “Sì” e del “No” impegnati negli ultimi comizi per convincere gli indecisi. Ma sul rush finale pesa un nuovo caso politico che rischia di influenzare il clima del voto.
Al centro della polemica c’è il sottosegretario Andrea Delmastro, finito al centro di accuse che agitano la maggioranza.
Il caso Delmastro irrompe nella fase decisiva della campagna referendaria, aumentando tensione e scontro politico.
Ricostruzione dei fatti
Il referendum arriva alle battute finali con un elettorato ancora in parte indeciso.
Le forze politiche stanno intensificando gli interventi pubblici per orientare il voto, consapevoli che le ultime ore possono risultare decisive.
Nel frattempo esplode il caso Delmastro: il sottosegretario è accusato di essere stato socio in affari della figlia di una persona condannata per camorra.
Una vicenda che potrebbe finire all’attenzione della Commissione Antimafia e che ha immediatamente acceso il confronto politico.

Il contesto della notizia
La campagna referendaria si è svolta in un clima già teso, tra visioni opposte sulla riforma della giustizia.
Da un lato il fronte del “Sì”, che sostiene la necessità di modificare l’assetto attuale.
Dall’altro il fronte del “No”, che vede nella riforma un rischio per l’equilibrio tra politica e magistratura.
Il caso Delmastro si inserisce in questo contesto delicato, proprio nel momento più sensibile della campagna.
Le reazioni
Le opposizioni hanno chiesto le dimissioni del sottosegretario, puntando il dito sulla vicenda.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha però preso posizione in modo netto, difendendo Delmastro.
“Forse avrebbe dovuto essere più accorto, ma da qui a parlare di contiguità con la mafia ce ne passa”, ha dichiarato.
Meloni ha inoltre sottolineato che il sottosegretario vive sotto scorta per il suo impegno contro la criminalità organizzata.
Nel dibattito politico è intervenuto anche Giuseppe Conte, che ha criticato duramente la riforma:
“L’obiettivo è indebolire la magistratura e proteggere chi governa”.
Di segno opposto la posizione del ministro Guido Crosetto, che ha difeso il percorso riformatore e attaccato le opposizioni.
Il peso politico del caso
Il tempismo della vicenda rappresenta uno degli elementi più delicati.
Il caso Delmastro è esploso proprio alla vigilia del voto, influenzando il clima della campagna.
Secondo Meloni, le accuse si basano su informazioni non corrette:
“Scopro la vicenda dalla stampa, parlare di conoscenze precedenti è una fake news”.
Una linea difensiva che mira a contenere l’impatto politico della vicenda.
Cosa può succedere ora
Le prossime ore saranno decisive per l’esito del referendum.
Il voto potrebbe essere influenzato da diversi fattori:
- la mobilitazione degli elettori indecisi
- il clima politico generato dal caso Delmastro
- la percezione della riforma della giustizia
Sul piano politico, la vicenda potrebbe avere sviluppi anche dopo il referendum.
Possibili scenari:
- approfondimenti in sede parlamentare
- valutazioni da parte dell’Antimafia
- nuove tensioni tra maggioranza e opposizione
Il caso Delmastro rischia di lasciare strascichi anche oltre il voto, incidendo sugli equilibri politici.
Il referendum si chiude quindi in un clima ad alta tensione, dove politica e giustizia tornano a incrociarsi in modo diretto.















