Milano – Oggi la Corte d’Assise d’appello di Milano ha aperto il processo a carico di Daniele Rezza.
Durante l’udienza, Rezza ha tentato di chiedere scusa alla famiglia della vittima, ma la madre di Manuel gli ha immediatamente gridato: “Stai zitto”. Nonostante l’invito al silenzio della presidente della Corte, il giovane ha pronunciato alcune dichiarazioni spontanee, esprimendo “dispiacere per la famiglia” e riconoscendo di non poter restituire la vita tolta.
Contesto del delitto
La sera dell’omicidio, Manuel Mastrapasqua stava tornando a casa dopo un turno di lavoro in un supermercato di via Farini a Milano. Scendendo dal tram a Rozzano, è stato aggredito da Rezza, che lo ha accoltellato vicino al cuore. Dopo il delitto, Rezza ha cercato di fuggire verso Alessandria, ma è stato arrestato il 13 ottobre 2024.
Il giovane, a verbale, aveva dichiarato: “Quando l’ho visto volevo prendergli tutto: soldi, cellulare, qualsiasi cosa potessi rivendere”.
L’appello e la richiesta di perizia psichiatrica
Condannato a 27 anni di reclusione in primo grado, Rezza è ora sottoposto al processo d’appello, dove la difesa ha richiesto una perizia psichiatrica. Secondo i legali, il giovane soffrirebbe di una “disregolazione delle funzioni emotive”, con difficoltà a controllare impulsi e rabbia, e assume farmaci per la schizofrenia in carcere.
La sostituta procuratrice generale, Olimpia Bossi, ha respinto l’istanza, sostenendo che la presunta incapacità di gestire la rabbia sia legata a un carattere immaturo e aggressivo, e non a una patologia conclamata. Anche la legale di parte civile, Roberta Minotti, ha sottolineato che Rezza ha un funzionamento cognitivo nella norma.
I giudici della Corte d’appello hanno deciso comunque di far effettuare la perizia















