Due giovani hanno perso la vita nell’incendio scoppiato in un magazzino abbandonato del Porto Vecchio di Trieste. Le vittime sarebbero un cittadino marocchino e una donna italiana, entrambi di età compresa tra i 20 e i 30 anni. I loro corpi carbonizzati sono stati rinvenuti dai vigili del fuoco durante le operazioni di spegnimento.
Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme potrebbero essere state provocate da un fuoco acceso per preparare la cena. Il rogo avrebbe intrappolato le due persone in una stanza dell’edificio, senza lasciare loro possibilità di fuga. Durante l’incendio è crollato anche un solaio.
Incendio al Porto Vecchio di Trieste: i soccorsi sul posto
Sul luogo della tragedia sono intervenuti diversi mezzi dei vigili del fuoco, le forze di polizia e il personale sanitario. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza del fabbricato hanno permesso di individuare i corpi delle due vittime.
L’edificio coinvolto è uno dei vecchi magazzini portuali dismessi, una struttura abbandonata nella quale da tempo trovano riparo persone senza fissa dimora, tra cui migranti arrivati a Trieste attraverso la rotta balcanica.
Le cause dell’incendio sono ancora oggetto di accertamento. L’ipotesi di una fiamma utilizzata per cucinare resta, al momento, una prima ricostruzione.
Migranti e persone senza dimora nei magazzini abbandonati
La tragedia riporta l’attenzione sulle condizioni di vita di chi, non avendo trovato una sistemazione nel sistema di accoglienza, è costretto a cercare un riparo negli edifici dismessi della città.
Nei magazzini del Porto Vecchio, tra materiali abbandonati, rifiuti e strutture in stato di degrado, diverse persone trascorrono la notte in condizioni di forte precarietà, senza servizi igienici e senza accesso regolare all’acqua.
Alcuni migranti raccontano di essere in attesa da mesi di un appuntamento in Questura per formalizzare la richiesta di protezione internazionale. In diversi casi, riferiscono di aver ricevuto ripetuti rinvii, rimanendo così senza una concreta possibilità di accedere ai percorsi di accoglienza.
Per molte di queste persone, gli edifici abbandonati rappresentano una delle poche alternative disponibili per trovare un posto dove dormire.
A Trieste resta aperto il confronto sull’assistenza ai migranti
L’incendio arriva in un momento delicato per la città, dove continua il confronto sulle restrizioni alle attività delle associazioni che offrono assistenza ai migranti in piazza Libertà, nei pressi della stazione ferroviaria.
La morte dei due giovani riporta al centro dell’attenzione il tema dell’emergenza abitativa, delle condizioni di accoglienza e della situazione delle persone che vivono ai margini, in particolare di chi attende di poter regolarizzare la propria posizione e accedere ai servizi previsti.
Una tragedia che lascia due vittime e riaccende l’attenzione sulle condizioni di sicurezza e di vita all’interno degli edifici abbandonati del Porto Vecchio di Trieste.









