Incendio a Crans-Montana, le indagini: per Jessica Maric obbligo di firma, Moretti resta in carcere

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Incendio Crans-Montana, indagini sul locale Le Constellation
Le indagini sull’incendio di Capodanno a Crans-Montana
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Proseguono le indagini sulla strage di Capodanno avvenuta a Crans-Montana, dove un incendio scoppiato nel locale notturno Le Constellation ha provocato la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116. Tra le vittime ci sono anche sei giovani italiani, mentre quattordici connazionali sono rimasti feriti, alcuni in condizioni gravissime.

Nelle ultime ore il tribunale di garanzia di Sion ha definito le prime misure cautelari nei confronti dei proprietari del locale, segnando una svolta importante nell’inchiesta giudiziaria.

Jessica Maric non va ai domiciliari: decise misure restrittive

Il tribunale ha stabilito che Jessica Maric, comproprietaria del locale insieme al marito, non sarà sottoposta agli arresti domiciliari. Tuttavia, i giudici hanno disposto nei suoi confronti una serie di misure restrittive.

In particolare, Maric dovrà presentarsi regolarmente per l’obbligo di firma. Inoltre, non potrà lasciare la Svizzera: le autorità hanno ritirato il suo passaporto e imposto il versamento di una cauzione, il cui importo verrà definito nei prossimi giorni. Secondo il tribunale, queste misure risultano sufficienti a garantire la sua disponibilità durante le indagini.

Jacques Moretti resta in carcere per rischio di fuga

Diversa, invece, la posizione del marito Jacques Moretti. I giudici hanno confermato la custodia cautelare in carcere, motivandola con il concreto pericolo di fuga.

Secondo gli inquirenti, Moretti avrebbe un profilo tale da rendere necessaria la detenzione preventiva. La decisione si inserisce in un quadro investigativo che punta a chiarire le responsabilità nella gestione del locale e nel rispetto delle norme di sicurezza.

Indagini sulla strage di Crans-Montana
Le indagini sul rogo del locale di Crans-Montana

L’Italia pronta a costituirsi parte civile

Nel frattempo, anche l’Italia ha deciso di intervenire formalmente nel procedimento. Il governo italiano ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nel processo che si svolgerà in Svizzera.

A confermarlo è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha definito la scelta “giusta e doverosa”. Secondo il ministro, la presenza dello Stato italiano servirà a tutelare la memoria delle vittime e a garantire piena attenzione ai diritti dei feriti e delle loro famiglie durante tutto l’iter giudiziario.

Le condizioni dei feriti italiani restano critiche

Sul fronte sanitario, la situazione rimane estremamente delicata. Sette feriti italiani sono ancora ricoverati in terapia intensiva all’ospedale Niguarda di Milano. Le loro condizioni, secondo le autorità sanitarie, restano critiche.

Due pazienti, in particolare, vengono considerati in condizioni molto gravi. Le prossime 48 ore risultano decisive. Il governo ha assicurato che a tutti i feriti verranno garantite le migliori cure disponibili e un supporto costante anche alle famiglie.

rimpatrio vittime incendio Crans Montana
Le bare delle giovani vittime italiane in arrivo in Italia dopo la strage di Crans Montana

Nuovi dettagli sulla sicurezza del locale

Intanto emergono nuovi elementi sulla storia e sulla struttura del locale distrutto dall’incendio. Secondo quanto ricostruito, prima del 2015 Le Constellation non era una discoteca, ma una semplice sala giochi.

Sarebbe stato Jacques Moretti a trasformare il seminterrato in un locale notturno, avviando interventi edilizi rilevanti. Tali lavori, secondo le prime verifiche, non sarebbero stati preceduti da una regolare richiesta di concessione edilizia, ma solo da una comunicazione inviata al Comune.

L’uscita di sicurezza e i dubbi degli inquirenti

Uno dei punti centrali dell’inchiesta riguarda le vie di fuga. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, analizzate dagli investigatori, mostrerebbero che l’uscita di sicurezza risultava ostruita.

Un mobile, forse un tavolino, avrebbe impedito il passaggio durante i momenti più drammatici dell’incendio. Questo dettaglio rafforza l’ipotesi che la mancanza di vie di fuga adeguate abbia aggravato le conseguenze del rogo.

Un’indagine destinata ad allargarsi

Alla luce di questi elementi, l’inchiesta appare destinata ad ampliarsi. Le autorità svizzere stanno approfondendo sia le responsabilità dirette dei gestori, sia eventuali omissioni nei controlli precedenti.

Nel frattempo, la comunità internazionale e le famiglie delle vittime attendono risposte chiare. La strage di Crans-Montana resta una ferita aperta, mentre la giustizia prova a ricostruire, passo dopo passo, cosa sia realmente accaduto nella notte di Capodanno.

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