L’Europa invita alla cautela ma ridimensiona l’allarme: nessuna mutazione del virus e nessuna positività tra i casi sospetti monitorati nel nostro Paese
Prosegue il monitoraggio internazionale sul focolaio di Hantavirus scoppiato a bordo della nave Mv Hondius, mentre emergono nuovi dati sulla diffusione del virus. Secondo gli ultimi aggiornamenti, i casi segnalati sono 11, di cui otto confermati, mentre il bilancio dei decessi resta fermo a tre vittime.
Nel frattempo arrivano segnali rassicuranti dall’Italia. I primi test eseguiti sui casi sospetti hanno dato esito negativo e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie continua a escludere mutazioni del ceppo virale osservato finora.
Tutti negativi i primi casi sospetti monitorati in Italia
Le autorità sanitarie italiane hanno comunicato l’esito dei primi accertamenti effettuati sui soggetti posti in osservazione dopo possibili contatti con persone coinvolte nel focolaio.
Il Ministero della Salute ha confermato che risultano negativi i test effettuati sul cittadino britannico rintracciato a Milano, sul suo accompagnatore, sul giovane marittimo calabrese e su una turista ricoverata a Messina per una polmonite dopo un viaggio in una zona considerata endemica.
I campioni biologici sono stati analizzati presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani e, al momento, non è emersa alcuna positività.
Anche le quattro persone monitorate in Italia restano asintomatiche e continuano a essere seguite attraverso la sorveglianza sanitaria.
L’Ecdc rassicura: «Nessuna mutazione del virus»
Uno dei temi che nelle ultime ore ha generato maggiore attenzione riguarda la possibilità di una mutazione del virus Andes, il ceppo coinvolto nel focolaio della Hondius.
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha però escluso elementi preoccupanti. Durante un briefing dedicato all’emergenza, l’esperto Andreas Hoefer ha spiegato che i dati raccolti non mostrano variazioni nel comportamento del virus.
«Non ci sono motivi per pensare che sia diventato più trasmissibile».
Secondo gli esperti europei, il virus starebbe mostrando caratteristiche già note e compatibili con quanto osservato negli anni precedenti.
Schillaci: «Non è il Covid, i cittadini devono stare tranquilli»
A intervenire sul tema è stato anche Orazio Schillaci durante il question time alla Camera.
Il ministro ha invitato a evitare allarmismi e ha sottolineato che la situazione attuale è molto diversa da quella vissuta durante la pandemia.
«I cittadini devono stare tranquilli. Non è il Covid, è qualcosa che conosciamo».
Schillaci ha ricordato che tutte le persone monitorate in Italia risultano senza sintomi e che i test eseguiti finora hanno avuto esito negativo.
L’allarme dei medici: «Il sistema sanitario non reggerebbe una nuova pandemia»
Mentre le autorità sanitarie cercano di rassicurare la popolazione, dal mondo ospedaliero emergono riflessioni sulle capacità di risposta del sistema sanitario.
Pierino Di Silverio, segretario del principale sindacato dei medici ospedalieri, ha spiegato che oggi il sistema potrebbe trovarsi in difficoltà davanti a una nuova emergenza su larga scala.
Secondo il rappresentante dei medici, restano criticità legate alla carenza di personale e al mancato potenziamento della medicina territoriale dopo gli anni del Covid.
Le sue dichiarazioni, però, fanno riferimento a una valutazione generale sul sistema sanitario e non a un rischio imminente collegato all’attuale situazione dell’Hantavirus.















