Attacchi incrociati tra Russia e Ucraina, cresce la tensione anche sul piano diplomatico. Mosca espelle un diplomatico britannico
La guerra in Ucraina torna a colpire su entrambi i fronti, con nuovi attacchi che segnano un’escalation nelle ultime ore. Nella regione russa di Rostov un raid con droni ha provocato almeno una vittima e diversi feriti, mentre in Ucraina le forze di Mosca hanno colpito Kramatorsk con una bomba aerea, causando la morte di tre civili.
Secondo le autorità russe, l’attacco nella città di Taganrog è stato tra i più intensi dall’inizio del conflitto. Le esplosioni, durate oltre due ore, hanno provocato incendi e danni agli edifici, costringendo all’evacuazione parte della popolazione. Il bilancio parla di un morto e di una dozzina di feriti, mentre le difese aeree sono rimaste impegnate a lungo nel tentativo di respingere i droni.
Kramatorsk sotto le bombe
Sul fronte ucraino, la situazione resta altrettanto critica. Le forze russe hanno sganciato una bomba aerea su Kramatorsk, nel Donbass, colpendo aree residenziali e infrastrutture civili. Il bilancio provvisorio è di tre morti, tra cui un ragazzo di 13 anni, e almeno sette feriti.
I soccorritori sono intervenuti immediatamente tra le macerie degli edifici danneggiati, mentre le autorità locali stanno ancora valutando l’entità complessiva dei danni. L’attacco si inserisce in una fase di pressione costante sulla regione di Donetsk, dove i combattimenti proseguono senza tregua.

Difese aeree e guerra dei droni
Nelle stesse ore, Kiev ha riferito di aver respinto una nuova ondata di attacchi russi. Secondo i dati diffusi dall’aeronautica ucraina, 150 droni su 164 sono stati neutralizzati durante la notte, anche se alcuni sono riusciti a colpire obiettivi sensibili in diverse aree del Paese.
Il ricorso sempre più massiccio ai droni conferma come il conflitto stia evolvendo verso una guerra tecnologica, in cui attacchi a distanza e difese elettroniche giocano un ruolo centrale.
Tensione diplomatica tra Mosca e Occidente
Parallelamente agli scontri sul campo, si acuisce anche lo scontro diplomatico. La Russia ha annunciato l’espulsione di un diplomatico britannico accusato di attività di intelligence, ordinandogli di lasciare il Paese entro due settimane.
La decisione rappresenta un ulteriore segnale del deterioramento dei rapporti tra Mosca e i Paesi occidentali, già ai minimi da anni a causa del conflitto.
Negoziati ancora lontani
Sul piano politico, restano deboli gli spiragli per una possibile soluzione diplomatica. Le proposte avanzate dagli Stati Uniti vengono considerate “interessanti” dal Cremlino, ma non si sono ancora tradotte in passi concreti.
Il conflitto, quindi, continua senza segnali immediati di de-escalation, mentre sul terreno si moltiplicano attacchi e vittime.















