Groenlandia, Rubio al Congresso: “Trump vuole comprarla, non invaderla”

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Trump vuole Groenlandia acquisto
Il presidente Usa Donald Trump e il dossier sulla Groenlandia.
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Gli Stati Uniti puntano alla Groenlandia, ma senza un intervento militare. Durante un briefing riservato al Congresso, il segretario di Stato Marco Rubio ha chiarito che l’obiettivo dell’amministrazione americana è l’acquisto dell’isola dalla Danimarca, non un’invasione armata.

Le recenti dichiarazioni del presidente Donald Trump, giudicate aggressive da più parti, non indicherebbero quindi un’azione militare imminente, ma una strategia politica e negoziale.

Groenlandia, escluso l’uso della forza militare

Il tema è emerso durante un confronto con i vertici del Congresso. Nel corso della riunione, è stato chiesto esplicitamente se l’amministrazione stesse valutando l’uso della forza anche in altri contesti internazionali, inclusa la Groenlandia.

Rubio ha ridimensionato questa ipotesi. Secondo quanto spiegato ai legislatori, non esiste un piano di invasione militare dell’isola e l’attenzione resta concentrata su strumenti diplomatici e giuridici.

Trump e l’interesse strategico per la Groenlandia

La Groenlandia è considerata da Washington un territorio di grande valore strategico, sia per la posizione nell’Artico sia per le risorse naturali presenti. Trump ha più volte ribadito che il controllo dell’area è rilevante per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

L’orientamento della Casa Bianca sarebbe quello di convincere la Danimarca a cedere il controllo attraverso un accordo formale, evitando qualunque scenario di confronto armato.

Un negoziato complesso con la Danimarca

La Groenlandia è un territorio autonomo sotto sovranità danese. Qualsiasi ipotesi di trasferimento di controllo richiederebbe un percorso negoziale lungo e complesso, basato su garanzie legali e accordi internazionali.

All’interno del Congresso americano, diversi esponenti sottolineano la necessità di ottenere tutele giuridiche chiareprima di qualunque sviluppo economico o presenza stabile di personale statunitense sull’isola.

L’opposizione dei groenlandesi

Un elemento centrale resta la posizione della popolazione locale. I sondaggi indicano che la maggioranza dei groenlandesi è contraria a diventare parte degli Stati Uniti, un fattore che rende il dossier politicamente delicato anche sul piano interno.

La questione non riguarda solo i rapporti tra Washington e Copenaghen, ma coinvolge direttamente il futuro istituzionale e identitario dell’isola.

Un dossier aperto nel quadro geopolitico globale

Il tema della Groenlandia si inserisce in un contesto internazionale segnato da forti tensioni geopolitiche.
L’Artico è sempre più al centro delle strategie di sicurezza globale, e le mosse degli Stati Uniti vengono osservate con attenzione sia dagli alleati europei sia dagli altri attori internazionali.

Al momento, la linea ufficiale americana resta quella del negoziato, mentre l’ipotesi militare viene esclusa.

Un equilibrio ancora fragile

Le parole di Rubio mirano a rassicurare il Congresso e gli alleati. Tuttavia, le dichiarazioni di Trump continuano a suscitare interrogativi e reazioni diplomatiche.

Il futuro della Groenlandia resta un dossier aperto, destinato a influenzare gli equilibri tra Stati Uniti ed Europa nei prossimi mesi.

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