Il presidente arriva in Federazione e convoca la riunione straordinaria: possibile addio dopo la terza mancata qualificazione ai Mondiali
Il futuro del calcio italiano passa dalle prossime ore. Gabriele Gravina è arrivato nella sede della Figc a Roma intorno alle 11:30, in una giornata che potrebbe segnare una svolta storica. Dopo la sconfitta dell’Italia contro la Bosnia e la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali, il presidente federale è sempre più vicino alle dimissioni. Alle 14:30 è in programma una riunione straordinaria con tutte le componenti del calcio italiano, un appuntamento che potrebbe portare a decisioni decisive. Il clima è di forte tensione, con il sistema calcistico italiano chiamato a una riflessione profonda.
L’arrivo di Gravina nella sede federale è avvenuto senza dichiarazioni ufficiali. All’esterno erano presenti giornalisti e operatori dell’informazione, ma il presidente ha scelto il silenzio. Questo atteggiamento conferma la delicatezza del momento. Le prossime ore saranno cruciali per capire se si andrà verso una rottura definitiva o se verrà trovata una soluzione diversa.
La riunione della Figc e il momento decisivo
Alle 14:30 si terrà l’incontro tra tutte le componenti federali: Serie A, Serie B, Serie C, Dilettanti, Associazione allenatori e Associazione calciatori. Si tratta di un vertice straordinario richiesto dallo stesso Gravina, segno evidente della gravità della situazione. Il confronto servirà a valutare il futuro del calcio italiano e a capire quale direzione intraprendere.

La riunione arriva in un momento particolarmente delicato. La mancata qualificazione ai Mondiali rappresenta un evento senza precedenti nella storia recente della nazionale. Questo elemento ha messo in discussione l’intero sistema, spingendo le istituzioni a interrogarsi sulle responsabilità e sulle possibili soluzioni.
L’ipotesi più concreta è quella delle dimissioni del presidente. Tuttavia, non si escludono scenari alternativi, che potrebbero emergere proprio durante il confronto tra le varie componenti.
La pressione dopo il flop Mondiali
La sconfitta contro la Bosnia ha avuto un impatto immediato. Non si tratta solo di una eliminazione sportiva, ma di un evento che ha conseguenze profonde. La terza esclusione consecutiva dai Mondiali rappresenta un dato storico negativo, che ha generato una forte pressione su tutti i livelli del calcio italiano.
In questo contesto, la posizione di Gravina è diventata sempre più fragile. Nonostante il sostegno ricevuto in passato, la fiducia sembra essersi incrinata. Il consenso che lo aveva portato alla rielezione con il 98% dei voti appare oggi meno solido.
La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che la crisi non riguarda solo la nazionale, ma l’intero sistema calcistico. Le difficoltà strutturali, organizzative e tecniche sono al centro del dibattito.
Il possibile commissariamento della Figc
Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche quella del commissariamento della Figc. Si tratta di una soluzione prevista dal regolamento del Coni, che può intervenire in caso di gravi irregolarità o difficoltà di funzionamento degli organi direttivi.
Questa opzione è stata rilanciata anche dal Ministro dello sport Andrea Abodi, che ha espresso una posizione chiara. Secondo il ministro, nuove elezioni non sarebbero sufficienti a risolvere i problemi. La priorità sarebbe quella di avviare un percorso di riforma attraverso una gestione commissariale.
Il commissariamento rappresenterebbe una scelta forte, che segnerebbe una discontinuità rispetto al passato. Tuttavia, al momento si tratta solo di una delle ipotesi in campo.
L’ipotesi Maldini come figura di transizione
In caso di commissariamento, uno dei nomi che circolano è quello di Paolo Maldini. L’ex dirigente rappresenterebbe una figura con un forte legame con il calcio e una credibilità riconosciuta. L’idea sarebbe quella di affidare la gestione a una personalità proveniente dal campo, in grado di guidare una fase di transizione.
Al momento si tratta di un’indiscrezione, ma il suo nome risponde al profilo indicato da Abodi. La scelta di una figura con esperienza diretta potrebbe essere considerata utile per affrontare una fase complessa.
I possibili successori di Gravina
Nel caso di dimissioni, si aprirebbe immediatamente il tema della successione. Tra i nomi più accreditati ci sono Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. Si tratta di due figure con esperienza e conoscenza del sistema sportivo.
Malagò, attuale presidente del Coni, è sostenuto da diverse componenti. Abete, invece, ha già ricoperto il ruolo di presidente della Figc in passato. Entrambi rappresentano opzioni credibili per guidare una fase di rilancio.
La scelta del nuovo presidente sarà determinante per definire la strategia futura. Il ruolo della governance è centrale in un momento di crisi come quello attuale.
Le critiche e il dibattito politico
Il tema della responsabilità è al centro del dibattito. Le parole del ministro Abodi sono state particolarmente dure. Secondo il ministro, è necessario un rinnovamento dei vertici per avviare una vera rifondazione del calcio italiano.
Dall’altra parte, Aleksander Ceferin ha difeso Gravina, sottolineando come le responsabilità non possano essere attribuite esclusivamente al presidente. Secondo il numero uno della Uefa, il problema riguarda anche le infrastrutture e il sistema complessivo.
Questo confronto evidenzia la complessità della situazione. Le responsabilità sono distribuite su più livelli, e la soluzione richiede un approccio articolato.
Il futuro della nazionale tra addii e cambiamenti
La crisi della Figc si intreccia con quella della nazionale. Gennaro Gattuso è vicino all’addio, così come Gigi Buffon nel ruolo di capo delegazione. Si tratta di cambiamenti che segnano la fine di un ciclo.
La scelta del nuovo commissario tecnico sarà uno dei passaggi chiave. I nomi più citati restano quelli di Antonio Conte e Massimiliano Allegri. Tuttavia, la decisione dipenderà anche dall’evoluzione della situazione federale.
Una giornata che può cambiare tutto
La giornata di oggi rappresenta un punto di svolta. La riunione delle 14:30 potrebbe portare a decisioni immediate o aprire una fase di transizione. In ogni caso, il calcio italiano si trova davanti a una scelta cruciale.
Le prossime ore saranno decisive per capire se si andrà verso le dimissioni di Gravina, un commissariamento o una soluzione diversa. Il sistema è chiamato a reagire dopo una delle fasi più difficili della sua storia recente.















