In arrivo un nuovo Decreto Sicurezza: cosa prevede il pacchetto del governo

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Governo al lavoro sul Decreto Sicurezza
Il governo prepara nuove misure per l’ordine pubblico
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Un nuovo Decreto Sicurezza è pronto a entrare nell’agenda del governo. L’annuncio è arrivato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, all’indomani degli scontri avvenuti a Torino durante una manifestazione legata al centro sociale Askatasuna. Una giornata di tensione culminata con il ferimento di alcuni agenti, visitati dalla premier in ospedale, e che ha riacceso il dibattito sull’ordine pubblico.

“Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa Nazione”, ha dichiarato Meloni, confermando di aver convocato una riunione per valutare le nuove norme in materia di sicurezza. Parole che aprono la strada a un intervento normativo articolato e destinato a incidere su diversi ambiti sensibili.

Un decreto legge e un disegno di legge

Il pacchetto sicurezza su cui lavora l’esecutivo dovrebbe articolarsi in due strumenti: un decreto legge di immediata applicazione e un disegno di legge per interventi strutturali. L’obiettivo dichiarato è rafforzare gli strumenti a disposizione dello Stato per la tutela dell’ordine pubblico, intervenendo in particolare su manifestazioni violente, criminalità giovanile e immigrazione.

Al centro del provvedimento ci sarebbe anche una maggiore tutela per le forze dell’ordine e per i cittadini che si trovano a reagire in situazioni di pericolo.

Lo “scudo” per agenti e cittadini

Tra le misure più discusse figura il cosiddetto “scudo” processuale. Si tratterebbe di una tutela rafforzata che eviterebbe l’automatica iscrizione nel registro degli indagati per agenti o cittadini che utilizzano armi o forza in situazioni di legittima difesa o stato di necessità.

Una norma pensata per garantire serenità operativa alle forze dell’ordine, soprattutto in contesti di forte tensione, e per evitare procedimenti giudiziari automatici in casi ritenuti giustificati.

Manifestazioni e fermo preventivo

Uno dei punti più delicati riguarda la gestione delle manifestazioni. Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha chiesto una linea di “tolleranza zero” contro i violenti, distinguendo nettamente il diritto di manifestare da atti di devastazione e aggressione.

Nel decreto potrebbe entrare anche la norma sul fermo preventivo prima dei cortei. L’ipotesi iniziale prevede una durata di 12 ore, ma Salvini spinge per un’estensione fino a 48 ore in presenza di fondati sospetti di violenze. Una misura motivata, secondo il vicepremier, anche dalla necessità di garantire sicurezza in vista dei grandi eventi internazionali, a partire dalle Olimpiadi.

Criminalità giovanile e baby gang

Un altro capitolo centrale riguarda la criminalità giovanile. Nel dibattito politico si parla esplicitamente di baby gang, porto di coltelli e violenze urbane. L’orientamento della maggioranza è quello di introdurre divieti più stringenti e sanzioni più severe, intervenendo anche sul sistema di accoglienza per i minori stranieri che commettono reati.

La linea della Lega è chiara: stop all’accoglienza per chi delinque e revisione delle regole considerate troppo permissive.

Immigrazione e ricongiungimenti familiari

Nel nuovo Decreto Sicurezza potrebbero trovare spazio anche norme sull’immigrazione. Tra le ipotesi allo studio figurano lo stop ai ricongiungimenti familiari ritenuti “facili” e il taglio dei benefici per chi è a carico dello Stato e si rende responsabile di reati.

L’obiettivo dichiarato è rafforzare il principio di legalità e condizionare l’accesso ai benefici al rispetto delle regole.

Sgombero delle occupazioni abusive

Altro tema centrale è quello delle occupazioni abusive. Il pacchetto sicurezza potrebbe estendere a tutti gli immobili, non solo alla prima casa, la procedura accelerata di sgombero già introdotta in precedenti provvedimenti.

Per il governo e per parte della maggioranza, le occupazioni rappresentano non solo una violazione del diritto di proprietà, ma anche contesti in cui proliferano illegalità e tensioni sociali.

Le reazioni sociali e sindacali

Accanto al fronte politico, si registra anche la reazione del mondo sindacale. La segretaria della Cisl ha ribadito che ogni forma di violenza va condannata senza ambiguità, ma ha anche sottolineato che il diritto di manifestare è garantito dalla Costituzione e non può essere oggetto di intimidazioni o restrizioni generalizzate.

Un richiamo che evidenzia il delicato equilibrio tra sicurezza e libertà fondamentali, destinato a diventare uno dei punti centrali del confronto parlamentare.

Un decreto che apre il confronto politico

Il nuovo Decreto Sicurezza si preannuncia come uno dei provvedimenti più discussi dei prossimi mesi. Da un lato, la richiesta di maggiore fermezza contro violenze e illegalità; dall’altro, la necessità di tutelare diritti costituzionali e libertà democratiche.

Il testo definitivo chiarirà fin dove il governo intende spingersi. Quel che è certo è che il tema sicurezza torna al centro del dibattito politico nazionale, con un decreto destinato a segnare una nuova fase nel rapporto tra Stato, cittadini e ordine pubblico.

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