
Nuova vicenda giudiziaria per la ministra del Turismo Daniela Santanchè. La senatrice risulta indagata a Milano per un’ulteriore ipotesi di bancarotta legata al fallimento di Bioera spa, società del gruppo biofood di cui è stata presidente fino al 2021.
L’iscrizione nel registro degli indagati si inserisce in un filone che si affianca a quello già noto relativo al crack di Ki Group srl. Per Santanchè si apre così un nuovo capitolo giudiziario, distinto ma connesso al sistema societario che ruotava intorno al gruppo.
I legali della ministra precisano che la loro assistita “non ha ricevuto alcuna notifica” e sottolineano che non è mai stata azionista della società. “Potrebbe al più trattarsi di un atto dovuto a fini di garanzia”, affermano, evidenziando inoltre che Santanchè aveva lasciato la carica senza deleghe “già da anni”.
Il fallimento Bioera e l’ipotesi di bancarotta
Il nuovo fascicolo riguarda il fallimento di Bioera spa, società attiva nel settore del biofood. Nella sentenza di liquidazione giudiziale si parlava di un patrimonio netto negativo, con un disavanzo di circa 8 milioni di euro.
L’indagine ipotizza reati di bancarotta connessi a possibili violazioni in ambito societario, tra cui ipotesi di falso in bilancio e bancarotta fraudolenta per operazioni dolose. Si tratta, allo stato, di contestazioni preliminari che saranno oggetto di approfondimento investigativo.
L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto che consente alla persona coinvolta di esercitare pienamente i propri diritti di difesa.
Il precedente Ki Group e l’intreccio delle società
Il nome di Daniela Santanchè era già emerso nell’inchiesta sul fallimento di Ki Group srl, altra società del gruppo. In quel caso la parlamentare era stata presidente e legale rappresentante tra il 2019 e il 2021.
Oltre a lei risultano coinvolti, in procedimenti distinti ma collegati, l’ex compagno Canio Mazzaro, il fratello Michele e altri ex amministratori. La relazione del liquidatore su Ki Group avrebbe avuto un ruolo anche nell’apertura del nuovo fascicolo su Bioera.
A giugno 2025 è poi fallita Ki Group Holding spa, ulteriore società riconducibile al medesimo perimetro imprenditoriale. È atteso il deposito della relazione del liquidatore; successivamente i tre casi potrebbero confluire in un unico procedimento, con un quadro più ampio di imputazioni.
Le altre inchieste: Visibilia e il caso Inps
Le indagini su Bioera e Ki Group sono separate dai procedimenti che riguardano Visibilia, la società editoriale fondata da Santanchè.
In quel contesto la ministra è già a processo per falso in bilancio, mentre un altro filone riguarda l’ipotesi di truffa ai danni dell’Inps per la gestione della cassa integrazione nel periodo Covid. Quest’ultimo procedimento è attualmente in fase preliminare.
La pluralità di vicende giudiziarie alimenta il dibattito politico, ma dal punto di vista processuale si tratta di fascicoli distinti, con contestazioni differenti.
La linea difensiva
Gli avvocati Nicolò Pelanda e Salvatore Pino ribadiscono che la ministra non ha ricevuto notifiche formali e che non sarebbe mai stata azionista di Bioera. Evidenziano inoltre come l’abbandono della carica sia avvenuto anni prima del fallimento.
Secondo la difesa, un eventuale coinvolgimento risulterebbe “quanto meno singolare”. La posizione sarà chiarita nelle prossime fasi dell’indagine, quando verranno analizzati i documenti societari e le responsabilità gestionali.

Le reazioni politiche
Le opposizioni chiedono le dimissioni della ministra. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, parla di permanenza “insostenibile” al ministero del Turismo e chiede alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di scegliere tra “difesa degli amici” e credibilità delle istituzioni.
Duro anche il Movimento 5 Stelle, che accusa il governo di silenzio sistematico sulle inchieste.
Da Palazzo Chigi, al momento, nessun commento ufficiale. Ambienti della maggioranza fanno sapere che si attende l’esito delle indagini.
Implicazioni istituzionali
La questione non è solo giudiziaria ma anche politica. La permanenza di un ministro sotto indagine solleva interrogativi sull’opportunità istituzionale, pur nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
In passato l’esecutivo ha difeso la linea della distinzione tra responsabilità penale e funzione politica, rimandando eventuali decisioni a sviluppi concreti delle indagini.
Il nodo della bancarotta: cosa significa
La bancarotta è un reato che si configura in caso di fallimento societario quando emergono condotte che avrebbero aggravato o causato il dissesto. Può assumere forme diverse: semplice, fraudolenta, documentale.
Le ipotesi contestate, allo stato preliminare, riguardano possibili reati societari e operazioni ritenute dolose. Sarà compito della magistratura verificare l’eventuale sussistenza di responsabilità personali.
Un dossier destinato a pesare
Il caso Bioera si aggiunge a un quadro già complesso. Se i fascicoli dovessero essere riuniti, il procedimento assumerebbe una dimensione più ampia, coinvolgendo più società e amministratori.
Per Daniela Santanchè si tratta di un momento delicato, in cui la dimensione giudiziaria si intreccia con quella politica.
Le prossime settimane saranno decisive per comprendere l’evoluzione dell’inchiesta e le eventuali scelte dell’esecutivo.














