Nuovo interrogatorio per Jacques Moretti, proprietario del locale Constellation di Crans-Montana teatro della strage di Capodanno. L’uomo, indagato per omicidio, lesioni e incendio colposi, sarà ascoltato ancora dagli inquirenti alla luce dei nuovi elementi emersi nelle ultime settimane.
Domani toccherà alla moglie, Jessica Maric, anche lei iscritta nel registro degli indagati. L’inchiesta prosegue su più fronti mentre la comunità svizzera e quella italiana cercano ancora di fare i conti con una tragedia che ha causato 41 vittime.
Intanto arrivano segnali incoraggianti dal fronte sanitario: i feriti italiani ricoverati a Milano sono tutti fuori pericolo imminente di vita.
Le nuove audizioni a Sion
Il nuovo interrogatorio di Moretti si inserisce nel filone investigativo coordinato dalla Procura di Sion. Gli inquirenti stanno ricostruendo nel dettaglio le responsabilità legate alla sicurezza del locale e alla gestione dell’emergenza.
Lunedì è stato ascoltato Ken Jacquemoud, ex responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana dal 2017 al 2024. Davanti ai magistrati ha spiegato che i mancati controlli antincendio sarebbero stati dovuti a problemi di organico e alla carenza di risorse.
Jacquemoud ha inoltre parlato di difficoltà legate al software utilizzato per i controlli, che avrebbe rallentato le verifiche. Una spiegazione che ora sarà valutata alla luce delle responsabilità amministrative.
I controlli antincendio sotto la lente
Uno dei nodi centrali dell’indagine riguarda proprio i controlli di sicurezza nel locale. Nel rogo di Capodanno hanno perso la vita 41 persone, molte delle quali intrappolate dalle fiamme e dal fumo.
Gli investigatori vogliono accertare:
- se le norme antincendio fossero rispettate
- se i sistemi di sicurezza fossero funzionanti
- se vi fossero precedenti segnalazioni ignorate
Secondo quanto emerso, nel 2018 sarebbe stata effettuata un’ispezione nel locale. Jacques Moretti sostiene che in quell’occasione gli sarebbe stato detto che fosse “tutto a posto”.

Il filone sui soccorsi
Parallelamente si indaga anche sulla macchina dei soccorsi. L’obiettivo è verificare se l’intervento sia stato tempestivo e adeguato.
Il 16 febbraio sarà ascoltato anche David Vocat, capo dei pompieri inizialmente considerato un eroe nelle ore successive all’incendio. Alcuni legali delle parti offese hanno chiesto di approfondire eventuali criticità operative.
Il punto è delicato: accertare se ogni azione possibile sia stata messa in campo per salvare vite.
Feriti italiani fuori pericolo
Mentre le indagini proseguono, arrivano notizie rassicuranti dall’Italia. I giovani ricoverati all’Ospedale Niguarda hanno lasciato la terapia intensiva e sono stati trasferiti nel reparto grandi ustioni.
Anche il ragazzo ricoverato al Policlinico di Milano sta migliorando sensibilmente e si prepara a essere trasferito in un reparto specializzato.
L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha confermato che tutti i feriti sono fuori pericolo imminente di vita. Un segnale di speranza in una vicenda segnata da lutto e dolore.

Le responsabilità penali ipotizzate
Le ipotesi di reato contestate a Moretti e alla moglie sono gravi: omicidio colposo plurimo, lesioni e incendio colposo. Si tratta di fattispecie che richiedono l’accertamento di negligenze, omissioni o violazioni di norme di sicurezza.
L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto per consentire agli interessati di esercitare pienamente il diritto di difesa. Saranno gli accertamenti tecnici e le perizie a chiarire l’eventuale catena di responsabilità.
Una tragedia che interroga la Svizzera
Crans-Montana è una rinomata località turistica del Canton Vallese. La tragedia ha scosso l’intero Paese, riaprendo il dibattito sulla sicurezza nei locali pubblici e sui controlli amministrativi.
Le famiglie delle vittime chiedono verità e giustizia. La comunità italiana, colpita direttamente dalla presenza di numerosi connazionali tra le vittime e i feriti, segue con attenzione l’evolversi dell’inchiesta.

Il prossimo passaggio
Il nuovo interrogatorio di Jacques Moretti rappresenta un passaggio chiave. Gli inquirenti vogliono chiarire eventuali contraddizioni emerse e verificare la coerenza delle versioni fornite.
L’inchiesta si muove su più livelli: sicurezza del locale, controlli comunali, gestione dell’emergenza e catena di responsabilità.
Nel frattempo, mentre la giustizia fa il suo corso, la priorità resta la ripresa dei giovani sopravvissuti. Per loro, almeno, le notizie che arrivano dagli ospedali milanesi parlano finalmente di miglioramenti concreti.















