Chico Forti ottiene la semilibertà: più tempo fuori dal carcere, ora si apre la strada alla libertà condizionale

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Chico Forti incontra l'anziana madre dopo il ritorno in Italia
Chico Forti durante una visita alla madre a Trento. Con la semilibertà potrà trascorrere più tempo fuori dal carcere di Montorio.
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Il Tribunale di Sorveglianza ha accolto la richiesta della difesa. Continuerà l’attività nell’azienda agricola e potrà trascorrere le giornate all’esterno, rientrando la sera a Montorio. Il prossimo passaggio giudiziario è fissato per febbraio 2027

Un altro passo verso una vita sempre più lontana dalle mura del carcere. Chico Forti ha ottenuto la semilibertà e potrà trascorrere le ore diurne fuori dal penitenziario di Montorio, a Verona, dove è detenuto dal suo rientro in Italia.

La decisione è arrivata dopo l’udienza celebrata il 16 settembre davanti al Tribunale di Sorveglianza. Forti, tornato in Italia nel maggio 2024 dopo circa 25 anni trascorsi nelle carceri della Florida, continuerà a rientrare nell’istituto penitenziario durante la sera.

Il nuovo regime rappresenta però un passaggio significativo nel suo percorso. E all’orizzonte c’è già un’altra data: il 24 febbraio 2027, quando è prevista l’udienza sulla libertà condizionale.

Cosa cambia adesso per Chico Forti

La semilibertà non stravolgerà completamente la quotidianità di Forti.

Da dicembre 2025, infatti, svolge già 40 ore settimanali di volontariato presso un’azienda agricola veronese. Ogni mattina lascia il carcere di Montorio e vi fa ritorno la sera.

Con la nuova misura potrà trascorrere le giornate all’esterno, secondo il programma che verrà definito nell’ambito del regime di semilibertà.

Uno dei suoi desideri è quello di poter raggiungere più frequentemente la madre, che vive a Trento ed è ultranovantenne.

Proprio l’incontro con lei aveva rappresentato uno dei momenti più intensi dopo il ritorno in Italia. Dal febbraio scorso Forti aveva già ottenuto permessi per andare a trovarla.

Il prossimo passaggio: la libertà condizionale

La semilibertà non equivale alla libertà definitiva. Forti resta infatti sottoposto all’esecuzione della condanna e deve rispettare le condizioni stabilite per la misura concessa.

Adesso l’attenzione si sposta sulla libertà condizionale.

La difesa, affidata agli avvocati Alessandro Favazza e Carlo Dalla Vedova, punta al successivo passaggio del percorso giudiziario. L’udienza risulta fissata per 24 febbraio 2027.

Una precedente richiesta era stata respinta. La concessione della semilibertà introduce ora un nuovo elemento nel percorso di esecuzione della pena, ma sarà il Tribunale a valutare autonomamente la sussistenza dei requisiti previsti per l’eventuale libertà condizionale.

Chi è Chico Forti: dal successo nello sport alla vicenda giudiziaria negli Usa

Enrico “Chico” Forti, nato a Trento nel 1959, è stato velista, sportivo, produttore televisivo e imprenditore.

Prima che il suo nome diventasse legato a uno dei casi giudiziari italiani più discussi degli ultimi decenni, Forti aveva costruito parte della propria vita intorno allo sport e al mare.

Trasferitosi negli Stati Uniti, viveva in Florida quando venne coinvolto nelle indagini sull’omicidio di Anthony Dale Pike, trovato morto sulla spiaggia di Sewer Beach, a Miami, nel febbraio del 1998.

Pike era arrivato negli Stati Uniti nell’ambito di una vicenda legata alla possibile acquisizione da parte di Forti del Pikes Hotel di Ibiza, struttura appartenente alla famiglia della vittima.

Forti venne processato negli Stati Uniti e nel 2000 fu condannato all’ergastolo per l’omicidio.

La condanna all’ergastolo e la battaglia sull’innocenza

Chico Forti si è sempre dichiarato innocente, contestando la ricostruzione che ha portato alla sua condanna.

Il caso ha generato negli anni una vasta mobilitazione in Italia. Familiari, amici, associazioni e sostenitori hanno chiesto a lungo che la sua vicenda venisse riesaminata e che potesse almeno scontare la pena nel suo Paese.

Sul piano giudiziario, tuttavia, la condanna statunitense è rimasta valida.

Forti ha trascorso circa 25 anni detenuto in Florida prima che si concretizzasse la possibilità del trasferimento in Italia.

Il ritorno in Italia nel maggio 2024

La svolta è arrivata nel maggio del 2024, al termine di un lungo percorso diplomatico tra Italia e Stati Uniti.

Forti è rientrato nel nostro Paese il 18 maggio. All’aeroporto militare di Pratica di Mare ad attenderlo c’era anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Dopo il rientro è stato trasferito nel carcere di Montorio, a Verona, per continuare l’esecuzione della pena in Italia.

Da quel momento il suo percorso penitenziario è progressivamente cambiato.

Prima i permessi, poi la possibilità di svolgere attività all’esterno e il volontariato nell’azienda agricola. Ora arriva la semilibertà.

Dalla Florida alla semilibertà dopo oltre 25 anni

La decisione segna quindi una nuova tappa in una storia iniziata giudiziariamente alla fine degli anni Novanta e proseguita per oltre un quarto di secolo.

Forti potrà continuare a lavorare e trascorrere una parte più ampia della propria giornata fuori dal carcere, pur con l’obbligo di rientrare secondo il programma stabilito.

Per lui significa anche poter recuperare spazi di vita familiare, a cominciare dal rapporto con l’anziana madre.

Il prossimo passaggio è già segnato sul calendario: 24 febbraio 2027.

Sarà allora che si discuterà della libertà condizionale. Un eventuale accoglimento rappresenterebbe un ulteriore e ben più rilevante cambiamento nell’esecuzione della pena di Chico Forti.

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