Dopo tre serate, Sanremo 2026 non è più soltanto spettacolo. È equilibrio tra giurie, percezione pubblica e strategia. Le emozioni accendono il palco, ma sono i numeri a delineare il quadro. E oggi le tendenze sono già leggibili.
Il sistema misto – televoto, radio e sala stampa – impone una regola chiara: non basta vincere una sera, serve restare costanti. E alcuni nomi stanno dimostrando di avere proprio questa qualità.
La gara è apertissima, ma i favoriti iniziano a emergere con chiarezza.
La costanza premia: Arisa e Serena Brancale
Il dato più significativo è la continuità.
Arisa compare tra i più votati in più serate. Questo significa consenso trasversale. Magica favola funziona sia con la critica sia con il pubblico generalista. In un Festival che si decide sugli equilibri, la sua posizione è strategica.
Anche Serena Brancale sta costruendo una traiettoria solida. La sua Qui con me non divide, emoziona. E quando un brano non spacca il pubblico ma unisce, diventa competitivo nella fase finale.
Se la superfinale dovesse trasformarsi in una sfida di equilibrio, questi due nomi sono tra i più attrezzati.

L’effetto popolare: Sal Da Vinci
Poi c’è la variabile emotiva.
Sal Da Vinci ha trasformato l’Ariston in una festa collettiva. La standing ovation per Per sempre sì non è un episodio marginale: è un segnale forte.
Il televoto pesa il 34% sia nella classifica generale sia nella superfinale. Se l’onda emotiva resta alta fino a sabato, Sal può diventare il candidato del pubblico.
A Sanremo, quando l’applauso si trasforma in racconto condiviso, tutto può cambiare.

Il fattore trasversale: Fedez e Masini
Fedez e Masini rappresentano la candidatura più trasversale. Sono comparsi tra i più votati in più serate, segno che il loro brano intercetta pubblici diversi.
La loro forza è la visibilità. Fanno discutere, restano centrali, generano dibattito. In una finale ristretta a cinque nomi, possono raccogliere voti di convergenza.
Non sono i più emotivi, non sono i più tradizionali. Ma sono competitivi.

Gli outsider con margine
Tra le possibili sorprese c’è Sayf, che potrebbe beneficiare di una spinta generazionale nel televoto.
Luchè ha una fanbase organizzata, elemento determinante nelle votazioni rapide.
La serata cover potrebbe spostare ulteriormente gli equilibri. Anche se non incide sulla classifica finale, influisce sulla narrazione mediatica. E la narrazione, in un Festival così esposto, pesa.
Il clima generale del Festival
La vittoria di Nicolò Filippucci tra le Nuove Proposte racconta qualcosa di più ampio: il pubblico premia autenticità e rivincita.
Questo clima emotivo potrebbe favorire chi viene percepito come sincero, coerente, non costruito.
Lo scenario della finale
Sabato torneranno sul palco tutti e trenta i Big. I primi cinque accederanno alla superfinale con le stesse percentuali di voto: 34% televoto, 33% sala stampa, 33% radio.
Per vincere serviranno tre elementi:
Tenuta vocale
Mobilitazione della fanbase
Coerenza narrativa costruita durante la settimana
Dopo tre serate, Sanremo 2026 ha già delineato il suo campo largo.
Arisa è l’equilibrio.
Serena Brancale è la sorpresa solida.
Sal Da Vinci è l’onda emotiva.
Fedez e Masini sono la variabile trasversale.
La matematica conta. Ma l’ultimo applauso può ribaltare tutto.















