Le trattative inizieranno a Islamabad venerdì prossimo e la Casa Bianca si prepara a inviare il vicepresidente JD Vance e gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner
La guerra Iran Usa registra una prima svolta dopo settimane di tensioni e attacchi. A meno di due ore dalla scadenza dell’ultimatum fissato da Donald Trump, Washington e Teheran hanno raggiunto un accordo preliminare per un cessate il fuoco di due settimane, legato alla riapertura dello Stretto di Hormuz.
La tregua ha effetto immediato e coinvolge anche Israele e il Libano. Si tratta di una pausa nelle operazioni militari che dovrebbe consentire l’avvio di un negoziato più ampio per una possibile intesa di lungo periodo.
La tregua di due settimane e le condizioni sullo Stretto di Hormuz
Lo stop ai bombardamenti annunciato da Donald Trump non è incondizionato. Gli Stati Uniti hanno chiarito che la sospensione delle operazioni militari sarà legata alla riapertura completa e sicura dello Stretto di Hormuz, passaggio fondamentale per il traffico energetico globale.
Il presidente americano ha parlato di un momento avanzato nelle trattative, sottolineando come l’intesa rappresenti un primo passo verso un accordo più ampio. Tuttavia, la tenuta della tregua dipenderà dal rispetto delle condizioni stabilite.
I colloqui a Islamabad e il ruolo del Pakistan
Il primo round di negoziati è stato fissato per venerdì a Islamabad. Il Pakistan ha svolto un ruolo decisivo come mediatore, facilitando i contatti tra le parti nelle ore più delicate.
La Casa Bianca invierà una delegazione di alto livello composta dal vicepresidente JD Vance e dagli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner. L’obiettivo è trasformare la tregua temporanea in un accordo strutturato.
Il piano in 10 punti dell’Iran al centro del negoziato
Sul tavolo delle trattative c’è il piano in 10 punti proposto dall’Iran, che Trump ha definito una base concreta per avviare il dialogo.
Tra i punti principali figurano:
- la rimozione delle sanzioni
- il controllo dello Stretto di Hormuz
- il riconoscimento del programma nucleare iraniano
- un percorso verso una pace a lungo termine
Richieste che rendono il negoziato complesso e che potrebbero rallentare il raggiungimento di un accordo definitivo.
Il nodo dello Stretto di Hormuz e i possibili pedaggi
Lo Stretto di Hormuz resta il punto più delicato dell’intesa. Il passaggio delle navi sarà consentito per due settimane, ma sotto il coordinamento delle forze iraniane e con specifiche limitazioni tecniche.
Secondo alcune fonti, Iran e Oman potrebbero introdurre un sistema di pedaggi per le navi in transito. Le risorse raccolte sarebbero destinate alla ricostruzione interna.
Le reazioni negli Stati Uniti tra sostegno e critiche
Negli Stati Uniti l’accordo ha già aperto un dibattito. Alcuni analisti parlano di una possibile concessione alle richieste iraniane, mentre altri vedono nella tregua un passaggio necessario per evitare un’escalation più ampia.
In particolare, restano dubbi su due aspetti:
- la gestione dell’uranio arricchito
- il controllo effettivo dello Stretto di Hormuz
Elementi che saranno centrali nei prossimi incontri diplomatici.
L’effetto immediato sui mercati e sul prezzo del petrolio
L’annuncio della tregua ha avuto un impatto immediato sui mercati. Le borse asiatiche hanno registrato rialzi significativi, mentre i future americani hanno mostrato segnali positivi.
Il prezzo del petrolio ha subito una forte correzione. Il Wti è sceso sotto la soglia dei 100 dollari al barile, segno della riduzione della tensione sul fronte energetico.
Una trattativa complessa ancora tutta da costruire
Nonostante l’intesa iniziale, il percorso verso un accordo definitivo resta complesso. Le posizioni di Stati Uniti e Iran restano distanti su diversi punti strategici.
Le prossime ore e l’esito dei colloqui a Islamabad saranno decisivi per capire se la tregua potrà trasformarsi in qualcosa di più concreto.















