Garlasco, Andrea Sempio e l’intercettazione sul Dna: “Temevo tracce sul corrimano e sulla maniglia”

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Andrea Sempio durante uno degli sviluppi dell’inchiesta sul delitto di Garlasco
L’indagato torna al centro delle indagini sul delitto di Chiara Poggi
.occhio.com

Nelle nuove intercettazioni l’indagato parla degli oggetti della colazione di Chiara Poggi e delle possibili analisi genetiche. La difesa intanto contesta il valore scientifico del Dna trovato sotto le unghie della vittima

Nuovo capitolo nell’inchiesta sul delitto di Garlasco. Al centro delle indagini torna Andrea Sempio, dopo la diffusione di alcune intercettazioni nelle quali il 38enne parla delle possibili analisi genetiche sugli oggetti presenti nella colazione di Chiara Poggi la mattina dell’omicidio.

Tra yogurt, tazzina ed Estathè, la conversazione riportata dagli atti investigativi si concentra soprattutto sul Fruttolo mangiato dalla giovane poco prima di essere uccisa nella villetta di via Pascoli il 13 agosto 2007.

“Il Fruttolo non l’ho toccato”

Nell’intercettazione del 21 marzo 2025, riportata da Il Giornale, Sempio parla con un’amica delle nuove verifiche genetiche che potrebbero essere effettuate sugli oggetti sequestrati nella casa dei Poggi.

“Se vogliono analizzare il Fruttolo, l’Estathè o la tazzina, su quelli sono tranquillo perché non li ho toccati”, afferma l’indagato.

Le parole hanno attirato l’attenzione degli investigatori perché Sempio farebbe riferimento a dettagli che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero emersi pubblicamente soltanto diversi mesi dopo.

Nel dialogo il 38enne cita infatti:

  • le confezioni del Fruttolo;
  • i cereali presenti nella cucina;
  • la tazzina usata da Chiara Poggi;
  • altri oggetti recuperati nella villetta.

“Temevo trovassero qualcosa sul corrimano”

Nella stessa conversazione emerge anche il timore di Sempio per eventuali tracce genetiche lasciate su altri elementi presenti nell’abitazione.

“La mia paura era che trovassero qualcosa sul corrimano, sulla maniglia o sulla sedia”, dice l’indagato.

Sempio spiega di avere frequentato abitualmente la casa della famiglia Poggi e di avere utilizzato più volte alcuni spazi e oggetti della villetta.

Secondo gli investigatori, quelle dichiarazioni potrebbero assumere rilievo nel contesto delle nuove analisi genetiche disposte nell’ambito dell’incidente probatorio.

I vasetti di Fruttolo conservati per 18 anni

Uno degli aspetti più discussi riguarda proprio i due vasetti di Fruttolo alla fragola trovati nella spazzatura della casa di Chiara Poggi.

Quei reperti sarebbero rimasti per mesi all’interno del sacchetto dell’immondizia prima di essere conservati per quasi diciotto anni senza mai essere sottoposti ad accertamenti genetici approfonditi.

Le recenti analisi avrebbero evidenziato una compatibilità con il Dna della vittima sulle linguette dei vasetti.

Gli esami fanno parte del materiale acquisito nell’attuale incidente probatorio disposto dalla Procura.

Il nodo del Dna sotto le unghie di Chiara Poggi

Al centro dell’inchiesta resta soprattutto il Dna maschile trovato sotto le unghie della vittima e ritenuto compatibile con la linea genetica maschile della famiglia Sempio.

Tuttavia la difesa dell’indagato contesta la solidità scientifica di quel risultato attraverso una nuova consulenza tecnica firmata dalla genetista Marina Baldi.

Secondo la relazione, riportata dal Fatto Quotidiano, il profilo genetico sarebbe:

  • “fragile”;
  • “parziale”;
  • “non individualizzante”.

La consulente sostiene che il profilo Y-STR individuato non abbia lo stesso valore identificativo di un Dna completo e debba quindi essere interpretato con estrema cautela.

Chiara Poggi
Chiara Poggi trovata morta nella villetta di Garlasco

La difesa: “Presente anche un secondo profilo maschile”

La perizia evidenzia inoltre la presenza di un secondo profilo genetico maschile sconosciuto sotto le unghie di Chiara Poggi.

Secondo la difesa, questo elemento dimostrerebbe che il materiale biologico non sarebbe attribuibile in maniera certa a una sola persona.

Nelle conclusioni della consulenza, la genetista esclude che l’eventuale compatibilità genetica con Andrea Sempio possa dimostrare automaticamente un contatto violento avvenuto durante l’omicidio.

La relazione apre infatti ad altre possibili spiegazioni:

  • contaminazione;
  • trasferimento indiretto del Dna;
  • presenza occasionale di tracce genetiche.

Le indagini della Procura di Pavia proseguono ora per chiarire il reale valore probatorio dei nuovi accertamenti scientifici.

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