Giacomo Bongiorni, il 17enne fermato è un campione di boxe: «Lui mi aveva colpito»

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Giacomo Bongiorni vittima omicidio Massa
Giacomo Bongiorni, ucciso durante una lite a Massa
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Il giovane indagato per l’omicidio a Massa parla agli inquirenti: ipotesi difesa dopo una lite, cinque coinvolti e attesa per l’autopsia

Emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Giacomo Bongiorni, il 37enne ucciso a Massa nella serata dell’11 aprile. Tra i fermati c’è anche un 17enne, promessa della boxe toscana, che durante gli interrogatori avrebbe sostenuto di aver reagito dopo essere stato colpito. «Lui mi aveva colpito», avrebbe dichiarato agli inquirenti, riferendosi alla vittima. La vicenda coinvolge in totale cinque giovani, tra cui due maggiorenni già in carcere. Gli investigatori stanno cercando di chiarire le responsabilità in un episodio che ha sconvolto la città.

La versione del 17enne: “Mi ha colpito e ho reagito”

Durante l’interrogatorio, il minorenne avrebbe fornito una versione difensiva dei fatti. Secondo quanto emerso, Bongiorni lo avrebbe colpito al setto nasale, provocando la sua reazione. Il racconto sarebbe stato confermato anche da Alexandru Miron, 23 anni, uno dei maggiorenni fermati. Entrambi sostengono di aver agito per difendersi da un’aggressione. Gli inquirenti stanno verificando la credibilità di queste dichiarazioni.

La lite davanti al kebab e l’inizio della violenza

Secondo le ricostruzioni, tutto sarebbe iniziato davanti a un kebab in piazza Palma. Bongiorni e il fratello della fidanzata, Gabriele Tognocchi, avrebbero richiamato il gruppo di giovani che stava lanciando bottiglie. Da qui sarebbe nata una lite degenerata rapidamente in aggressione. In pochi istanti la situazione è sfuggita di mano, trasformandosi in un pestaggio. La dinamica resta al centro delle indagini.

Il pestaggio e la morte sotto gli occhi della famiglia

Il 37enne è stato colpito più volte fino a cadere a terra, sotto gli occhi della compagna e del figlio di 12 anni. Secondo gli investigatori, una volta a terra, l’aggressione sarebbe proseguita con violenza. Giacomo Bongiorni è morto poco dopo, a causa dei traumi riportati. La scena, ripresa anche da telecamere di videosorveglianza, è stata descritta come estremamente rapida e brutale. Un episodio che ha scosso profondamente l’opinione pubblica.

Cinque indagati e accuse di concorso in omicidio

La procura ha identificato cinque giovani coinvolti, tra cui due 16enni, il 17enne, un 19enne e un 23enne. Tutti sono indagati per concorso in omicidio aggravato dai futili motivi, oltre che per le percosse a Tognocchi. I procedimenti sono seguiti dalla procura di Massa e dalla Procura per i Minorenni di Genova. Nelle prossime ore sono attese le udienze di convalida dei fermi. Gli interrogatori serviranno a chiarire le singole responsabilità.

Le parole dei familiari degli indagati

I familiari dei giovani coinvolti hanno fornito una versione difensiva dei fatti. Il padre del 19enne ha dichiarato che il figlio avrebbe reagito a un’aggressione, negando qualsiasi comportamento violento premeditato. Anche il padre di Miron ha parlato di una perdita di controllo dovuta alla situazione. Alcuni familiari hanno espresso vicinanza alla vittima, sottolineando la gravità di quanto accaduto. Le dichiarazioni evidenziano un clima complesso attorno alla vicenda.

Il gesto del padre: “Pagherò gli studi al figlio della vittima”

Tra gli elementi più toccanti emerge il gesto del padre di uno degli indagati, che si è detto disposto a pagare gli studi al figlio di Bongiorni. Un tentativo di mostrare vicinanza alla famiglia della vittima, pur nella drammaticità della situazione. Il bambino, di 11 anni, ha assistito all’omicidio del padre. Il gesto ha suscitato reazioni contrastanti. Resta il dolore per una tragedia che ha coinvolto più famiglie.

L’autopsia e le ipotesi della procura

Nella giornata odierna verrà conferito l’incarico per l’autopsia, passaggio fondamentale per chiarire le cause della morte. Secondo il procuratore Pietro Capizzoto, si tratterebbe di un caso di “dolo d’impeto”, ovvero non premeditato. Gli indagati e la vittima non si conoscevano prima dell’episodio. Sarà l’esame autoptico a stabilire quale colpo abbia provocato il decesso. Gli investigatori sottolineano che non si sarebbe trattato di un solo colpo.

La fiaccolata per ricordare Giacomo Bongiorni

Nel frattempo, la città si prepara a ricordare la vittima. È stata organizzata una fiaccolata nel centro storico di Massa, promossa dal Comune e dalla Diocesi. L’iniziativa vuole essere un momento di raccoglimento e riflessione. La comunità si stringe attorno alla famiglia di Giacomo Bongiorni. Il caso continua a scuotere profondamente il territorio.

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