Caso trapianto Monaldi, cuore “bruciato” per un bimbo: la Regione Campania avvia l’ispezione

30
0
La Regione Campania avvia un’ispezione sul trapianto al Monaldi
.occhio.com

Un cuore destinato a salvare una vita che diventa invece il centro di una vicenda drammatica. Il caso trapianto Monaldi irrompe nel dibattito sanitario e politico della Campania dopo la notizia del cuore destinato a un bambino cardiopatico che sarebbe stato compromesso durante il trasporto, perché refrigerato con ghiaccio secco anziché con ghiaccio naturale.

Una circostanza che ha sollevato interrogativi gravissimi e che ha spinto la Regione Campania ad attivare formalmente i poteri ispettivi e conoscitivi previsti in capo alla Direzione generale per la tutela della Salute.

Fico: “Vicenda gravissima, piena luce su ogni responsabilità”

Il governatore della Campania Roberto Fico ha preso posizione in modo netto. “Voglio esprimere la più profonda vicinanza alla famiglia del bambino ricoverato al Monaldi”, ha dichiarato, parlando di ore di grande apprensione e sofferenza.

Il presidente ha sottolineato la necessità di fare “totale e assoluta chiarezza su ciò che è successo e accertare ogni responsabilità, con massima trasparenza e determinazione”. Parole che segnano l’impegno diretto della Regione su una vicenda che rischia di minare la fiducia nella sanità pubblica.

Il caso trapianto Monaldi, infatti, non riguarda soltanto un errore tecnico, ma investe il sistema dei controlli e la gestione di procedure delicate come il trasporto di organi destinati a trapianto.

Cosa significa attivare i poteri ispettivi

Quando Fico parla di attivazione dei poteri ispettivi e conoscitivi, fa riferimento a uno strumento disciplinato dalla legge regionale 20 del 23 dicembre 2015. In base a quella normativa, la Giunta regionale può avvalersi dell’Ufficio speciale Servizio Ispettivo sanitario e socio-sanitario per vigilare sulle aziende sanitarie.

Questo ufficio ha il compito di verificare il corretto funzionamento delle strutture, accertare eventuali responsabilità amministrative e proporre interventi correttivi. Nel corso degli anni sono stati attivati protocolli anche con la Guardia di Finanza per rafforzare le attività di controllo.

Nel caso trapianto Monaldi, l’ispezione servirà a ricostruire in modo puntuale ogni fase della catena operativa: dal prelievo dell’organo al trasporto, fino alla gestione in sala operatoria.

Tre inchieste aperte

La vicenda ha già assunto una dimensione giudiziaria complessa. Sono tre le inchieste in corso. Una è stata avviata dalla Procura di Bolzano, città da cui sarebbe partito il cuore. Una seconda indagine è in capo alla Procura di Napoli, competente per territorio dove si è svolto il tentativo di trapianto. La terza è un’indagine interna avviata dall’ospedale Monaldi.

In via cautelativa, due medici dell’unità di Trapiantologia sono stati sospesi dall’attività. La famiglia del bambino ha presentato querela l’11 gennaio, mentre il fatto risale al 23 dicembre 2025. La cartella clinica è stata sequestrata per consentire tutti gli accertamenti tecnici necessari.

Il caso trapianto Monaldi si muove quindi su un doppio binario: quello amministrativo e quello penale.

Il Monaldi tra eccellenza e crisi

L’ospedale Ospedale Monaldi è storicamente considerato un centro di eccellenza nella cardiochirurgia italiana. In passato ha rappresentato un punto di riferimento nazionale grazie al lavoro di luminari della disciplina.

Oggi, però, la struttura si trova al centro di una bufera che rischia di incrinare una reputazione costruita in decenni di attività. La nuova direzione generale della Tutela Salute, guidata da Ugo Trama dopo l’uscita di Antonio Postiglione, si trova ora ad affrontare uno dei casi più delicati degli ultimi anni.

Il caso trapianto Monaldi impone una riflessione sulla gestione delle unità ad alta specializzazione e sull’importanza di protocolli rigorosi in ogni fase operativa.

Il nodo del trasporto dell’organo

La refrigerazione degli organi destinati a trapianto è una fase cruciale. Il rispetto delle temperature corrette e delle modalità di conservazione incide direttamente sulla vitalità del tessuto e sulle possibilità di successo dell’intervento.

L’ipotesi che il cuore sia stato refrigerato con ghiaccio secco anziché con ghiaccio naturale rappresenta un elemento tecnico che dovrà essere verificato con precisione. Le differenze tra le due modalità di conservazione possono determinare effetti irreversibili sull’organo.

Il caso trapianto Monaldi ruota attorno a questa circostanza, che sarà oggetto di perizie e approfondimenti specialistici.

Il peso umano della vicenda

Oltre agli aspetti tecnici e giudiziari, resta il dramma umano. Un bambino cardiopatico in attesa di un trapianto rappresenta una situazione di estrema fragilità. Le famiglie che vivono queste esperienze affidano alla sanità pubblica la speranza più grande.

Le parole di vicinanza espresse dal governatore Fico testimoniano la consapevolezza della gravità dell’accaduto. Tuttavia, la fiducia si ricostruisce solo attraverso chiarezza e responsabilità accertate.

Sanità e trasparenza

Il caso trapianto Monaldi mette alla prova il sistema sanitario regionale. L’attivazione immediata dei poteri ispettivi indica la volontà politica di intervenire con strumenti formali e strutturati.

Nei prossimi giorni si comprenderà meglio la sequenza degli eventi e si delineeranno eventuali responsabilità. L’obiettivo dichiarato resta quello di garantire trasparenza e tutelare la qualità delle cure.

Una vicenda che va oltre il singolo episodio e che interroga l’intero sistema sanitario campano, chiamato ora a dimostrare rigore, competenza e capacità di autocorrezione.

agos_.it
iseofinestre.com
medi-market.it
Previous articleEsondazione fiumi nel Cosentino: famiglie isolate e strade allagate dopo 260 mm di pioggia
Next articleMerz e Macron: “L’Europa è tornata nella storia”. Difesa, Ucraina e divario con gli Usa al centro del vertice

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here