Camorra a Mondragone, 21 misure cautelari contro il clan Gagliardi: sventato attacco alla caserma dei carabinieri

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Carabinieri impegnati nel blitz contro il clan Gagliardi a Mondragone, con 21 misure cautelari.
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All’alba, quando la città dorme ancora e il silenzio avvolge le strade del litorale domizio, le sirene hanno rotto la quiete. Mondragone si è svegliata con un’operazione antimafia che segna un passaggio importante nella lotta alla camorra locale. Ventuno persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta che ha messo nel mirino il clan Gagliardi, ritenuto attivo nel territorio casertano e nei comuni limitrofi.

Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri del Reparto territoriale di Mondragone. Tredici indagati sono stati trasferiti in carcere, cinque posti agli arresti domiciliari e tre sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le accuse, a vario titolo, comprendono associazione per delinquere di stampo camorristico, estorsione, traffico di stupefacenti, detenzione e porto di armi, incendio, minacce e lesioni personali.

L’operazione rappresenta uno dei colpi più rilevanti degli ultimi anni contro le dinamiche criminali nell’area nord della provincia di Caserta.

Clan Gagliardi a Mondragone: la riorganizzazione dopo lo scioglimento storico

L’indagine, avviata nel settembre 2023, ha ricostruito l’operatività di un sodalizio ritenuto stabile e strutturato. Secondo quanto emerso, il clan Gagliardi si sarebbe riorganizzato dopo lo scioglimento dello storico clan La Torre, per anni egemone sul territorio e collegato all’area dei casalesi.

Gli investigatori descrivono un’organizzazione capace di mantenere il controllo del territorio attraverso intimidazioni, violenze e una presenza costante nelle dinamiche economiche locali. La leadership sarebbe stata esercitata anche da un esponente di vertice attualmente detenuto, che avrebbe continuato a impartire direttive dal carcere attraverso affiliati rimasti in libertà.

La struttura appariva gerarchica e ben definita, con ruoli assegnati e una ripartizione delle attività criminali che garantiva continuità e stabilità.

Estorsioni e controllo economico: il peso della camorra sulle imprese

Il cuore dell’attività del clan Gagliardi sarebbe stato il controllo delle attività economiche locali. Numerosi episodi estorsivi sarebbero stati documentati ai danni di imprenditori e commercianti di Mondragone e dei comuni vicini.

Le pressioni non si sarebbero limitate a richieste verbali. In alcuni casi si sarebbe fatto ricorso ad aggressioni fisiche e incendi di autovetture per imporre il pagamento del cosiddetto “pizzo”. Il messaggio era chiaro: chi non si allineava rischiava conseguenze immediate.

Una parte dei proventi illeciti, secondo le ricostruzioni, sarebbe stata destinata al sostentamento dei detenuti ritenuti contigui al clan, rafforzando così il vincolo associativo e il senso di appartenenza all’organizzazione.

Il sistema appariva rodato e funzionale, capace di alimentarsi attraverso la paura.

Sventato attacco alla caserma dei carabinieri di Mondragone

Tra gli aspetti più inquietanti emersi nel corso delle indagini figura la pianificazione di un atto intimidatorio contro la caserma del Reparto territoriale dei carabinieri di Mondragone.

Secondo quanto ricostruito, aspiranti affiliati avrebbero dovuto esplodere colpi d’arma da fuoco contro la struttura per dimostrare fedeltà al clan e guadagnare credibilità all’interno del gruppo. L’azione, fortunatamente, non è stata portata a termine grazie alle misure preventive e di difesa predisposte dalle forze dell’ordine.

L’episodio evidenzia un salto di qualità nella strategia intimidatoria, con un attacco simbolico diretto allo Stato. Un segnale che dimostra il livello di pericolosità del sodalizio e la volontà di affermare il proprio potere anche attraverso sfide plateali alle istituzioni.

Traffico di droga a Mondragone: il sistema “delivery” del clan Gagliardi

Un altro filone centrale dell’inchiesta riguarda il traffico di sostanze stupefacenti. Gli investigatori avrebbero accertato una gestione strutturata dello spaccio, ritenuto la principale fonte di guadagno del clan.

Migliaia le cessioni documentate. La vendita di cocaina, crack e hashish sarebbe avvenuta anche attraverso un sistema organizzato di consegne a domicilio con l’utilizzo di scooter, descritto come un vero e proprio servizio “delivery”.

Durante le operazioni di riscontro sono stati sequestrati circa 1,1 chilogrammi di cocaina, 500 grammi di hashish e due pistole Beretta, una calibro 7,65 e una modello 84, complete di caricatori e munizioni.

Il quadro delineato mostra un’organizzazione capace di coniugare intimidazione e imprenditorialità criminale, sfruttando modelli operativi moderni per massimizzare i profitti.

Mondragone tra paura e riscatto

L’operazione contro il clan Gagliardi non è soltanto un fatto giudiziario. È un evento che incide profondamente sul tessuto sociale di Mondragone.

Per anni il territorio ha convissuto con una presenza criminale radicata, capace di condizionare l’economia e la vita quotidiana. Ogni arresto rappresenta un segnale di presenza dello Stato, ma anche un momento di riflessione per una comunità che chiede normalità e sviluppo.

Le immagini delle pattuglie all’alba, delle perquisizioni e dei sequestri sono il simbolo di una battaglia ancora aperta.

Presunzione di innocenza e prossime fasi

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Nei prossimi mesi si aprirà la fase processuale che dovrà accertare responsabilità e ruoli. L’attenzione resta alta, mentre la Direzione distrettuale antimafia prosegue il lavoro di consolidamento del quadro probatorio.

L’operazione segna un punto importante nella strategia di contrasto alla camorra nel Casertano. La sfida ora è trasformare questo risultato in un’occasione di rilancio per un territorio che merita di liberarsi definitivamente dal peso della criminalità organizzata.

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