Strappo politico nella Lega. Roberto Vannacci ha ufficialmente lasciato il Carroccio annunciando la nascita di un nuovo partito, Futuro Nazionale, aprendo una frattura che provoca reazioni durissime ai vertici del movimento guidato da Matteo Salvini.
“Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci”, ha dichiarato Vannacci spiegando la sua scelta. Parole che segnano un addio definitivo e che hanno immediatamente acceso il confronto politico.
La reazione di Salvini: “Deluso e amareggiato”
La risposta del leader leghista non si è fatta attendere. Salvini ha espresso pubblicamente la propria delusione, ricordando il sostegno offerto a Vannacci nei momenti più difficili.
“Lo avevamo accolto quando aveva tutti contro ed era rimasto solo”, ha scritto il segretario del Carroccio, sottolineando come la Lega gli avesse aperto le porte delle proprie sedi, offrendogli candidature, visibilità politica e incarichi di rilievo. Salvini ha ribadito che far parte di un partito non significa solo ottenere ruoli e riconoscimenti, ma condividere un percorso fatto di lavoro, sacrificio e lealtà.
Nel suo intervento, il leader leghista ha insistito su concetti come “onore, disciplina e lealtà”, parole che – ha rimarcato – dovrebbero avere un significato ancora più forte per chi ha indossato una divisa.

Il paragone con Fini: “La storia si ripete”
Lo strappo ha assunto anche un forte valore simbolico. Sui social ufficiali, la Lega ha pubblicato una foto di Gianfranco Fini al momento della fondazione di Futuro e Libertà, commentando con una frase destinata a far discutere: “La storia si ripete”.
Un paragone pesante, che richiama una delle fratture più traumatiche della destra italiana e che segnala come il Carroccio interpreti la scelta di Vannacci non come una semplice uscita individuale, ma come un atto politico di rottura.

Zaia: “Era un corpo estraneo”
Tra le voci più nette c’è quella di Luca Zaia, che non ha mai nascosto il proprio scetticismo sull’ingresso di Vannacci nella Lega. “Non sono sorpreso”, ha dichiarato, sostenendo che l’ex europarlamentare abbia semplicemente preso atto di essere un corpo estraneo.
Zaia ha escluso che l’uscita rappresenti un terremoto per il partito, anzi ha parlato di una compattezza ritrovata. Secondo l’ex governatore, Vannacci non avrebbe mai sviluppato uno spirito di squadra, mostrando piuttosto un atteggiamento da “caposquadra”, incompatibile con la struttura e la storia del Carroccio.
Una frattura che pesa sugli equilibri politici
L’addio di Vannacci arriva in una fase delicata per la Lega, impegnata a rafforzare la propria identità e a gestire gli equilibri interni. La nascita di Futuro Nazionale apre ora nuovi scenari, sia sul piano elettorale sia su quello dei rapporti all’interno dell’area sovranista.
Se da un lato Salvini rivendica la solidità di un partito con oltre trent’anni di storia, dall’altro la scelta di Vannacci conferma le difficoltà di integrazione di figure esterne catapultate ai vertici senza un percorso di militanza.
Un addio che segna una linea
La separazione tra Vannacci e la Lega segna una linea di confine netta. Da una parte un partito che rivendica disciplina e appartenenza, dall’altra un leader che sceglie una strada autonoma per portare avanti la propria visione politica.
Il Carroccio prova ora a voltare pagina, mentre il nuovo soggetto politico di Vannacci si affaccia sulla scena nazionale. Resta da capire se si tratterà di un episodio isolato o dell’inizio di una nuova frammentazione nel campo della destra italiana.















