Guerra Ucraina Russia, droni su Zaporizhzhia: tre morti mentre si parla di negoziati

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Attacchi con droni russi nel sud dell’Ucraina mentre proseguono i contatti diplomatici
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La guerra in Ucraina continua a colpire i civili mentre, sul piano diplomatico, si moltiplicano annunci e contatti che lasciano però irrisolti i nodi fondamentali del conflitto. Nella notte, un nuovo attacco con droni russi ha provocato tre morti nella regione di Zaporizhzhia, nel sud-est del Paese, riportando l’attenzione internazionale sulla brutalità del conflitto in corso.

Secondo quanto riferito dalle autorità locali, i raid hanno colpito aree residenziali, causando la morte di due donne e di un uomo, oltre al ferimento di un’altra persona. Un episodio che si inserisce in una lunga serie di attacchi contro obiettivi civili, denunciati con forza da Kiev e dai suoi alleati occidentali.

Zaporizhzhia sotto attacco, colpiti quartieri residenziali

Il governatore regionale ha parlato di una notte drammatica per la popolazione locale. I droni russi hanno sorvolato la zona colpendo edifici civili e infrastrutture, in un’area già segnata da mesi di bombardamenti e tensioni costanti.

Zaporizhzhia rappresenta uno dei punti più delicati del fronte ucraino, non solo per la sua posizione strategica, ma anche per la presenza della più grande centrale nucleare d’Europa, al centro di continue preoccupazioni internazionali per la sicurezza.

Zelensky pronto a incontrare Putin

Mentre sul terreno continuano gli attacchi, sul piano politico arriva un segnale che potrebbe segnare una svolta, almeno nelle intenzioni. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è detto pronto a incontrare personalmente il leader del Cremlino Vladimir Putin.

Al centro dell’eventuale faccia a faccia ci sarebbero due questioni cruciali: il destino dei territori occupati e la gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Temi che rappresentano linee rosse per entrambe le parti e che rendono l’ipotesi di un accordo estremamente complessa.

La risposta del Cremlino: “Garantiremo la sua sicurezza”

Da Mosca è arrivata una risposta che, almeno formalmente, apre alla possibilità dell’incontro. Il Cremlino ha assicurato che, in caso di visita, verrebbero garantite al presidente ucraino tutte le condizioni di sicurezza e di lavoro necessarie.

Una dichiarazione che però non scioglie i dubbi sulla reale disponibilità russa a un compromesso politico, soprattutto alla luce dell’intensificarsi degli attacchi militari nelle ultime settimane.

I colloqui di Abu Dhabi e il ruolo degli Stati Uniti

Dopo il primo round dello scorso fine settimana, Ucraina e Russia hanno confermato che un nuovo incontro trilaterale con gli Stati Uniti si terrà ad Abu Dhabi nei prossimi giorni. Un tavolo che dovrebbe riunire rappresentanti di Kiev, Mosca e Washington, ma che viene guardato con crescente scetticismo dall’Unione Europea.

Il presidente americano Donald Trump ha parlato di sviluppi “molto positivi”, alimentando aspettative su un possibile avanzamento verso una soluzione diplomatica. Tuttavia, sul campo, la guerra continua senza segnali concreti di de-escalation.

L’Ue accusa Mosca: “Negoziati non seri”

A Bruxelles il clima è decisamente più prudente. L’Alta rappresentante per la politica estera Kaja Kallas ha espresso forti dubbi sulla reale volontà russa di arrivare alla pace.

Secondo l’Ue, ai colloqui partecipano rappresentanti militari privi del mandato necessario per negoziare un accordo politico, mentre sul terreno continuano bombardamenti che colpiscono infrastrutture civili, scuole, ospedali e abitazioni.

Russia verso la lista nera per il riciclaggio

Nel frattempo, l’Unione Europea prepara nuove misure di pressione contro Mosca. Tra queste, l’inserimento della Russia nella lista nera dei Paesi a rischio di riciclaggio di denaro, accusata di utilizzare questi canali per finanziare lo sforzo bellico.

Una mossa che si aggiunge al pacchetto di sanzioni già in vigore e che punta a colpire la capacità finanziaria del Cremlino, riducendo le risorse disponibili per la prosecuzione del conflitto.

La guerra e il fronte della sicurezza europea

Il conflitto in Ucraina continua inoltre a ridefinire le strategie di difesa del continente. Il dibattito sull’autonomia militare europea, il ruolo della Nato e il rapporto con gli Stati Uniti resta aperto, mentre cresce la percezione della Russia come principale minaccia alla sicurezza collettiva.

Le capitali europee osservano con attenzione l’evolversi della situazione, consapevoli che qualsiasi accordo di pace dovrà necessariamente coinvolgere l’Europa per essere credibile e duraturo.

Tra bombe e diplomazia, una pace ancora lontana

Gli attacchi con droni a Zaporizhzhia e le vittime civili ricordano quanto il conflitto resti feroce, nonostante le aperture diplomatiche annunciate. Da un lato, la disponibilità di Zelensky a incontrare Putin; dall’altro, la prosecuzione dei raid russi e lo scetticismo europeo sui negoziati.

La guerra in Ucraina si muove così su un fragile equilibrio tra diplomazia e violenza, con la popolazione civile che continua a pagare il prezzo più alto mentre la pace resta, ancora una volta, una promessa lontana.

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