Si apre a Davos l’edizione 2026 del World Economic Forum, in un clima segnato da forti tensioni internazionali.
Il tema ufficiale del Forum è “Uno spirito di dialogo”, ma il confronto tra i leader mondiali appare tutt’altro che disteso.
Fin dalle prime ore, l’attenzione si concentra sulle posizioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, pronto a riportare al centro del dibattito internazionale la questione Groenlandia e a rilanciare lo scontro commerciale con l’Europa.
Trump a Davos: “Parleremo di Groenlandia”
Trump sarà presente a Davos nelle giornate del 21 e 22 gennaio. Il suo arrivo è atteso come uno dei momenti politicamente più delicati del Forum.
Il presidente americano ha annunciato uno “special address” e una riunione dedicata alla sicurezza globale.
Nel suo intervento, Trump intende affrontare apertamente il dossier Groenlandia. Una questione che considera strategica per la sicurezza nazionale e mondiale degli Stati Uniti.
Il messaggio è chiaro: su questo punto, Washington non intende arretrare.
La Groenlandia come nodo strategico globale
Secondo Trump, la Groenlandia rappresenta un asset fondamentale sul piano militare, energetico e geopolitico.
La presenza di contingenti europei sull’isola artica viene vista come un fattore di tensione.
Il presidente americano insiste sulla necessità di ridefinire gli equilibri nell’Artico, in un’area sempre più centrale per le rotte commerciali e per la competizione tra grandi potenze.
A Davos, la Groenlandia diventa così uno dei dossier più sensibili del confronto internazionale.
La minaccia dei dazi al 200% contro la Francia
Accanto alla questione Groenlandia, Trump rilancia la pressione economica sull’Europa.
Il presidente Usa minaccia dazi fino al 200% contro alcuni prodotti europei, in particolare quelli francesi.
Parigi considera queste dichiarazioni “inaccettabili”.
La mossa viene letta come un tentativo di influenzare le scelte politiche europee sul piano militare e diplomatico.
Il rischio di una nuova escalation commerciale pesa sull’intero Forum di Davos.
L’Europa prova a fare fronte comune
A Davos sono presenti i principali leader europei. Tra questi la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron.
L’obiettivo europeo è duplice.
Da un lato mantenere aperto il dialogo con Washington. Dall’altro fissare limiti chiari sulle questioni di sovranità e sulle politiche commerciali.

Il messaggio privato di Macron e la pubblicazione di Trump
Trump ha pubblicato sui social uno screenshot di un messaggio privato attribuito a Emmanuel Macron.
Nel testo, il presidente francese si dice allineato su Siria e Iran, ma esprime perplessità sulle mosse americane in Groenlandia.
Il messaggio include anche una proposta di incontro del G7 a Parigi e una cena bilaterale.
L’Eliseo ha confermato l’autenticità del messaggio, alimentando ulteriori tensioni diplomatiche.

Il ruolo della Nato e il messaggio di Mark Rutte
Trump ha diffuso anche uno screenshot di un messaggio attribuito al segretario generale della Nato Mark Rutte.
Nel testo, Rutte si dice impegnato a trovare una soluzione sulla Groenlandia.
La pubblicazione del messaggio rafforza l’impressione di una pressione politica esercitata pubblicamente, attraverso canali non istituzionali.
Un metodo che sta creando frizioni tra alleati storici.
Ucraina al centro del dibattito di Davos
Accanto alla Groenlandia, un altro tema domina l’agenda del Forum: l’Ucraina.
Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha definito i nuovi attacchi russi alle infrastrutture energetiche come un “campanello d’allarme” per i leader mondiali.
Secondo Kiev, non può esserci pace in Europa senza una pace duratura per l’Ucraina.
Il messaggio risuona forte nei corridoi di Davos.
Gli incontri bilaterali e il ruolo dell’Egitto
A margine del Forum, sono previsti numerosi incontri bilaterali.
Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi incontrerà Trump per discutere di stabilità regionale e cooperazione internazionale.
Il confronto riguarderà in particolare Gaza e il Medio Oriente, temi che Trump intende affidare anche al nuovo Board of Peace annunciato per Davos.
La presenza russa e i segnali di dialogo
A Davos è arrivato anche l’inviato speciale russo Kirill Dmitriev.
La sua presenza alimenta le aspettative su possibili contatti informali tra Mosca e Washington.
Il Forum si conferma così una piattaforma dove, oltre ai discorsi ufficiali, si giocano partite diplomatiche decisive.
Le Borse reagiscono alle parole di Trump
Le tensioni politiche hanno avuto un impatto immediato sui mercati.
Le Borse europee hanno chiuso in forte calo, appesantite dalle minacce di nuovi dazi.
Milano registra una flessione significativa, così come Parigi, Francoforte e Londra.
Il clima di incertezza pesa su industria, tecnologia e lusso.
Davos come banco di prova per il nuovo ordine globale
Il World Economic Forum 2026 si conferma un crocevia fondamentale per il futuro degli equilibri internazionali.
Le posizioni di Trump sulla Groenlandia e sui dazi segnano una linea di rottura netta.

L’Europa tenta di rispondere con il dialogo, ma senza rinunciare ai propri interessi strategici.
Davos diventa così il banco di prova di un confronto destinato a segnare i prossimi mesi della politica globale.















