È morta all’età di 76 anni Valeria Fedeli, ex ministra dell’Istruzione, sindacalista storica e protagonista della vita politica italiana. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio nel mondo delle istituzioni, della scuola e del lavoro.
Nel corso della sua lunga carriera pubblica, Fedeli ha rappresentato una figura di riferimento per il centrosinistra italiano. In particolare, ha legato il suo nome alle battaglie per l’uguaglianza, i diritti delle donne e la centralità dell’istruzione pubblica. La sua morte segna la perdita di una voce autorevole e riconosciuta anche oltre gli schieramenti politici.
Dalle battaglie sindacali all’impegno politico
All’inizio del suo percorso, Valeria Fedeli ha maturato una solida esperienza nel sindacato. Per anni è stata dirigente della Cgil, occupandosi di lavoro, politiche industriali e pari opportunità. In quel contesto ha costruito un metodo basato sull’ascolto e sul confronto, che avrebbe poi portato anche nelle istituzioni.
Successivamente, il suo impegno si è spostato in politica. Eletta in Parlamento, ha portato con sé una visione concreta dell’azione pubblica, sempre orientata alla tutela dei diritti e alla riduzione delle disuguaglianze. Proprio per questo, la sua figura è rimasta fortemente legata al mondo del lavoro e della scuola.
Vicepresidente del Senato e ruolo istituzionale
Nel 2013 Valeria Fedeli è stata eletta vicepresidente del Senato. In quella funzione ha svolto un ruolo di garanzia, interpretando l’incarico con equilibrio e senso delle istituzioni. Allo stesso tempo, ha continuato a seguire da vicino i temi sociali e formativi, considerandoli centrali per la crescita del Paese.
Durante quegli anni, Fedeli ha consolidato un profilo istituzionale apprezzato anche dagli avversari politici. Infatti, il suo stile diretto ma rispettoso le ha consentito di mantenere un dialogo costante all’interno dell’Aula parlamentare.
Ministra dell’Istruzione nel governo Gentiloni
Nel 2016 è arrivata la nomina a ministra dell’Istruzione nel governo guidato da Paolo Gentiloni. Si è trattato di un passaggio decisivo della sua carriera, affrontato in una fase complessa per il sistema scolastico italiano.
Da ministra, Fedeli ha ribadito con forza il ruolo della scuola pubblica come pilastro della democrazia. Inoltre, ha difeso il lavoro degli insegnanti e promosso il dialogo con studenti e famiglie. In questo contesto, ha sostenuto una visione inclusiva dell’istruzione, capace di offrire pari opportunità su tutto il territorio nazionale.
Impegno per l’uguaglianza e la parità di genere
Accanto al ruolo istituzionale, Valeria Fedeli non ha mai abbandonato il suo impegno femminista. Nel corso degli anni, infatti, ha combattuto le discriminazioni di genere e promosso politiche per la piena parità tra uomini e donne.
In particolare, ha sostenuto il valore dell’istruzione come strumento di emancipazione. Per Fedeli, la scuola rappresentava il luogo in cui si costruisce una società più giusta. Di conseguenza, ogni riforma doveva partire dal rispetto delle persone e delle competenze.
Il cordoglio delle istituzioni
Dopo l’annuncio della sua morte, sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato Fedeli come una donna che ha vissuto con convinzione e passione il proprio impegno politico, nel sindacato e nel mondo dell’istruzione.
Anche la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha parlato di una perdita enorme per la comunità democratica. Secondo Schlein, Fedeli ha lasciato un contributo di grande profondità e intelligenza, destinato a durare nel tempo.
Un’eredità che resta nel tempo
Oggi, a distanza di anni dalle sue principali battaglie politiche, l’eredità di Valeria Fedeli resta viva. Il suo insegnamento continua a ispirare chi crede in una politica fondata sulla competenza, sul rispetto e sul servizio pubblico.
In definitiva, la sua figura rimane un punto di riferimento per il mondo della scuola, del lavoro e delle istituzioni. Valeria Fedeli ha dimostrato che la politica può essere esercitata con rigore, umanità e visione. Un patrimonio che il Paese è chiamato a custodire.















