Guerra Ucraina Russia, ondata di droni su Kiev e Odessa. Zelensky invoca l’intervento congiunto di Europa e Stati Uniti

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Kiev e Odessa colpite da una nuova ondata di droni russi nella notte.
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La guerra tra Russia e Ucraina entra in una nuova fase di intensificazione, segnata da una massiccia offensiva notturna condotta con droni contro le principali città ucraine. Kiev, Odessa e diverse aree del nord e dell’est del Paese sono finite ancora una volta sotto attacco, con conseguenze gravi sulle infrastrutture civili ed energetiche e un bilancio umano che continua a crescere. Mentre migliaia di famiglie restano senza elettricità e riscaldamento nel cuore dell’inverno, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lancia un appello drammatico agli alleati occidentali, parlando di perdite russe che superano il migliaio di soldati al giorno e definendo la prosecuzione del conflitto “una follia che può essere fermata solo dalle forze combinate di Europa e Stati Uniti”.

Kiev sotto attacco: droni, blackout e emergenza umanitaria

Nelle prime ore della notte, un’ondata di droni russi ha colpito diversi edifici residenziali e infrastrutture critiche della capitale ucraina Kiev. Le difese aeree hanno intercettato parte degli ordigni, ma diversi impatti hanno provocato blackout estesi. Almeno un migliaio di condomini sono rimasti senza elettricità e riscaldamento, costringendo migliaia di persone a trascorrere ore al freddo in condizioni di estrema difficoltà. Le autorità cittadine hanno avviato interventi di emergenza per ripristinare i servizi, ma la situazione resta critica.

L’attacco a Kiev non è un episodio isolato. Da settimane la capitale subisce bombardamenti ripetuti, con una strategia che punta a logorare la popolazione civile e a colpire il sistema energetico nazionale. Il freddo invernale amplifica l’impatto di questi raid, trasformando ogni interruzione di corrente in una minaccia diretta alla sopravvivenza quotidiana.

Odessa e Semenivka: colpiti civili e soccorritori

Nel sud del Paese, la città portuale di Odessa ha vissuto un’altra notte di paura. Droni russi hanno colpito infrastrutture residenziali ed energetiche, ferendo due civili e lasciando decine di migliaia di famiglie senza elettricità. Le autorità regionali hanno confermato danni ingenti a edifici amministrativi e abitazioni private, mentre le squadre di emergenza lavorano senza sosta per contenere le conseguenze dell’attacco.

Ancora più grave l’episodio avvenuto a Semenivka, dove un bombardamento ha colpito un’ambulanza impegnata in operazioni di soccorso. Due operatori sanitari sono rimasti feriti mentre svolgevano il loro lavoro, in un contesto che evidenzia come il conflitto stia colpendo sempre più spesso anche chi presta assistenza umanitaria. L’attacco ai soccorritori rappresenta un ulteriore segnale della brutalità di una guerra che non risparmia più nessuno.

Infrastrutture energetiche nel mirino

Gli attacchi russi hanno causato danni significativi anche alle infrastrutture energetiche nel nord dell’Ucraina. Nella regione di Chernihiv, una centrale elettrica di primaria importanza è stata colpita, provocando interruzioni di corrente in diversi insediamenti. Le autorità locali hanno annunciato lavori di riparazione di emergenza, ma le operazioni dipendono dalle condizioni di sicurezza, spesso compromesse da nuovi raid.

Nella regione di Sumy, le forze russe hanno condotto quasi sessanta attacchi in ventiquattro ore, colpendo oltre trenta insediamenti. Artiglieria, droni e bombe aeree guidate hanno danneggiato case, veicoli e infrastrutture civili, aggravando una situazione già segnata da mesi di bombardamenti continui.

Le parole di Zelensky: “Questa guerra è follia”

Di fronte a questo scenario, Zelensky ha diffuso un messaggio video dal tono durissimo. Il presidente ha parlato di perdite russe che superano i mille morti al giorno da dicembre, definendo questa strategia un sacrificio umano insensato. Secondo Zelensky, la Russia continua a pagare un prezzo altissimo pur di impedire la fine del conflitto, trascinando con sé l’intera regione in una spirale di violenza senza precedenti.

Il leader ucraino ha ribadito che solo un’azione congiunta di Europa, Stati Uniti e partner internazionali può fermare questa escalation. L’appello non è solo militare, ma anche politico e morale. Zelensky chiede unità, rapidità e determinazione, sottolineando che ogni ritardo costa vite umane.

L’estensione della legge marziale in Ucraina

In parallelo all’intensificarsi degli attacchi, Zelensky ha presentato al parlamento ucraino la richiesta di prorogare la legge marziale e la mobilitazione generale. Una decisione che riflette la consapevolezza di un conflitto destinato a protrarsi ancora a lungo. La misura consente al governo di mantenere strumenti straordinari per la difesa del Paese, ma comporta anche sacrifici significativi per la popolazione civile, già provata da anni di guerra.

La risposta occidentale e il ruolo della Nato

Sul piano internazionale, la risposta degli alleati occidentali si articola su più livelli. La Nato ha annunciato un rafforzamento delle attività nell’Artico, sottolineando come la minaccia russa si estenda ben oltre i confini ucraini. Il segretario generale Mark Rutte ha ribadito la necessità di aumentare la cooperazione militare e industriale tra i Paesi membri.

La visita di Rutte in Croazia, con incontri ai massimi livelli istituzionali e con le aziende della difesa, conferma l’intenzione dell’Alleanza di potenziare la capacità produttiva europea. L’industria militare diventa così un pilastro centrale della strategia di sostegno a Kiev, con investimenti mirati e nuove tecnologie destinate al campo di battaglia.

L’Unione Europea accelera sul piano di pace

Anche l’Unione Europea intensifica i propri sforzi. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha ribadito l’urgenza di accelerare sul piano di pace in venti punti, che prevede garanzie di sicurezza solide e un ruolo centrale delle forze armate ucraine come prima linea di difesa. L’Ue punta a rafforzare l’equipaggiamento militare di Kiev e a consolidare la Coalizione dei Volenterosi, composta da decine di Paesi pronti a sostenere l’Ucraina nel lungo periodo.

La dimensione globale del conflitto

La guerra in Ucraina si inserisce ormai in un quadro geopolitico globale. Le discussioni sulla sicurezza dell’Artico e sulla Groenlandia, le tensioni tra Stati Uniti e Russia e il coinvolgimento di potenze come la Cina dimostrano che il conflitto ha superato i confini regionali. La stabilità europea, la sicurezza energetica e gli equilibri internazionali risultano sempre più interconnessi.

Il Vaticano e l’appello alla pace

Anche il Vaticano segue con attenzione l’evolversi della situazione. Durante un’udienza ufficiale, il Papa ha richiamato l’importanza del dialogo e della diplomazia come strumenti indispensabili per la pace. Il conflitto ucraino resta una delle principali crisi internazionali, con ripercussioni che vanno ben oltre il campo di battaglia.

Un inverno di guerra e incertezza

Con l’arrivo dell’inverno, la guerra assume contorni ancora più drammatici. Il freddo, la mancanza di elettricità e i continui attacchi mettono a dura prova la resilienza della popolazione ucraina. Le immagini di città al buio e di famiglie costrette a riscaldarsi con mezzi di fortuna raccontano una tragedia quotidiana che rischia di normalizzarsi.

Prospettive future del conflitto

Il futuro della guerra tra Ucraina e Russia resta incerto. Da un lato, l’intensificazione degli attacchi suggerisce la volontà di Mosca di mantenere alta la pressione militare. Dall’altro, l’unità occidentale e il rafforzamento del sostegno a Kiev indicano che l’Ucraina non è sola. La possibilità di un cessate il fuoco dipenderà dalla capacità delle parti di trovare un equilibrio tra forza militare e volontà politica.

Una guerra che riguarda l’Europa

La guerra in Ucraina non è solo un conflitto regionale. Riguarda direttamente l’Europa, la sua sicurezza e il suo futuro. Ogni drone che colpisce Kiev, ogni blackout a Odessa, ogni appello di Zelensky richiama l’attenzione su una realtà che non può essere ignorata. L’esito di questa guerra definirà gli equilibri del continente per gli anni a venire.

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