Venezuela, Maduro in tribunale: Rodríguez a Trump “Lavoriamo insieme”

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Maduro tribunale Venezuela
Nicolás Maduro trasferito in tribunale per la prima udienza
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Il Venezuela entra in una giornata decisiva sul piano giudiziario e politico. Nicolás Maduro è stato trasferito dal carcere di Brooklyn al tribunale federale ed è atteso oggi in aula per la prima udienza fissata alle 18 ora italiana. L’ex presidente, deposto dopo l’intervento statunitense, è accusato insieme alla moglie di narcotraffico e terrorismo.

Mentre la giustizia americana avvia il procedimento, a Caracas si apre una fase politica del tutto nuova, segnata da tensioni internazionali e tentativi di dialogo.

Venezuela, l’appello di Rodríguez agli Stati Uniti

A poche ore dall’udienza, Delcy Rodríguez, pronta a giurare come presidente ad interim, ha rivolto un messaggio diretto a Donald Trump.
L’invito è chiaro: “lavoriamo insieme”.

Rodríguez ha parlato di un rapporto rispettoso tra i due Paesi, fondato su pace e dialogo, sottolineando la necessità di evitare nuove escalation. A sorpresa, la sua linea ha incassato anche il sostegno dell’esercito venezuelano, un passaggio decisivo per la tenuta interna del nuovo corso.

Trump: “Abbiamo il controllo del Venezuela”

Da Washington, però, il tono resta duro.
Trump ha rivendicato apertamente che “sono gli Stati Uniti ad avere il controllo del Venezuela”, ribadendo la centralità americana nel futuro del Paese sudamericano.

Nel suo intervento, il presidente Usa ha allargato il fronte delle tensioni, minacciando anche Colombia, Cuba, Messico e Iran. Non è mancato un riferimento che ha suscitato forti reazioni internazionali: “La Groenlandia ci serve per la nostra sicurezza”.

Dal dialogo all’azione militare: il cambio di linea Usa

Solo sei mesi fa, la strategia americana era diversa.
Trump aveva valutato un accordo con Maduro, che avrebbe consentito alle aziende statunitensi di tornare a pompare petrolio venezuelano. Una scelta coerente con la linea “America First”, più orientata a interessi energetici e migratori che a una transizione democratica.

All’interno della Casa Bianca, però, la linea diplomatica è stata progressivamente accantonata. Il segretario di Stato Marco Rubio ha spinto per una svolta, definendo Maduro un narcotrafficante e un terrorista incapace di lasciare il potere volontariamente. A fine dicembre, Trump ha optato per l’intervento.

Maduro in aula: la prima udienza

Maduro è arrivato al tribunale scortato dagli agenti della Dea, l’agenzia federale antidroga.
Secondo quanto ricostruito, avrebbe avuto difficoltà a salire sul veicolo blindato e avrebbe chiesto assistenza agli agenti.

La prima udienza è prevista per le 12 ora locale, le 18 in Italia, e segna l’inizio di un processo destinato ad avere forti ripercussioni politiche e diplomatiche.

Italia e opposizioni: tensione politica

La crisi venezuelana entra anche nel dibattito italiano.
È stata confermata una telefonata tra la premier Giorgia Meloni e la leader dell’opposizione venezuelana Machado.

Dal centrodestra emergono però posizioni diverse. Matteo Salvini ha espresso perplessità sulla mossa della Casa Bianca, mentre le opposizioni chiedono alla presidente del Consiglio una informativa urgente in Parlamento.

Unione Europea e ONU osservano con attenzione

Sul piano internazionale, l’Unione Europea ha richiamato al rispetto dell’integrità territoriale, in particolare in relazione alle dichiarazioni sulla Groenlandia. Bruxelles ha ribadito che ogni modifica di status deve avvenire nel rispetto del diritto internazionale.

Intanto, oggi è prevista anche una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, chiamato a discutere le conseguenze dell’intervento americano e l’evoluzione della crisi venezuelana.

Un equilibrio ancora instabile

Il Venezuela si trova ora in una fase estremamente delicata.
La giustizia americana processa l’ex presidente, mentre a Caracas prende forma un nuovo assetto politico sostenuto dalle forze armate. Sullo sfondo, restano le tensioni geopolitiche e il ruolo dominante degli Stati Uniti.

Le prossime ore, tra tribunale e diplomazia, saranno decisive per capire se il Paese potrà imboccare una strada di stabilizzazione o se il confronto internazionale è destinato ad aggravarsi.

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