Montebello della Battaglia, neo-sposo muore di infarto in agriturismo

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Non sono bastati i tentativi disperati dei soccorritori per salvare Antimo Squillace, 49 anni, operaio originario di Bornasco. L’uomo è morto poche ore dopo aver sposato la compagna, Federica Vespo, in una cerimonia celebrata nel municipio del paese.

Dopo l’uscita dal palazzo comunale, intorno alle 11, i neo-sposi si erano diretti all’agriturismo La Roveda, a Montebello della Battaglia, dove li attendeva il pranzo con amici e parenti. Squillace si trovava in una stanza per il tradizionale cambio d’abito quando si è sentito male. La moglie non era con lui, come da usanza.

Nonostante il trasporto d’urgenza al San Matteo di Pavia e i lunghi tentativi di rianimazione, il cuore del 49enne ha smesso di battere in ospedale. Secondo quanto emerso, non soffriva di particolari patologie.

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Meta di Sorrento, due anziani muoiono per una forte esplosione in una casa

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Due persone, un uomo e una donna, di 92 e 81 anni, sono morte in una esplosione che si è verificata oggi in un’abitazione di Meta di Sorrento, in provincia di Napoli. Secondo quanto si è appreso l’esplosione si è verificata poco prima delle 8 a causa di una fuga di gas che ha causato anche un incendio propagatosi a due abitazioni vicine ma senza ingenti danni.

Le vittime sono una coppia convivente, Raffaele Cretella e Rosa Formato. Sul luogo della tragedia, in via Cristoforo Colombo, sono giunti vigili del fuoco, i sanitari e ora in corso indagini da parte dei carabinieri coordinate dalla Procura di Torre Annunziata.

Fabiana Pugliese

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Palermo, due vittime per uno schianto in moto nella carreggiata in direzione Catania

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Antonio Mazzola di 27 anni e Domenico Schiavo di 22 anni sono morti a Palermo la scorsa notte in un incidente intorno alle 3, nel sottopassaggio di via Belgio, nella carreggiata in direzione di Catania.

Viaggiavano a bordo di una Kawasaki bianca che è finita contro il guard-rail.
Sono giunte tre ambulanze e diverse auto della polizia che hanno chiuso per alcune ore anche strada.

La moto su cui viaggiavano i due giovani è stata trovata distante dai corpi. L’impatto è stato violentissimo. Una delle vittime, Antonio Mazzola, aveva appena festeggiato il suo 27esimo compleanno. Lavorava come sommelier professionista in un noto ristorante del centro storico di Palermo e collaborava anche con una struttura di San Nicola l’Arena. Con lui c’era Domenico Schiavo, 24 anni.
Lavorava in un’agenzia di scommesse nei pressi dello Sperone.

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Sudan, oltre mille morti per una frana nella regione del Darfur

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Un’enorme frana nella regione occidentale sudanese del Darfur ha ucciso più di 1.000 persone, ha dichiarato ieri sera un gruppo ribelle che controlla la zona aggiungendo che c’è un solo sopravvissuto.

Una “frana di proporzioni enormi e devastanti” ha colpito domenica il villaggio di Tarasin sui monti Marra, ha detto l’Esercito-movimento di liberazione del Sudan in un comunicato specificando che “le prime informazioni indicano la morte di tutti i residenti, stimati in oltre mille individui, con un solo sopravvissuto”. 

Il Sudan è coinvolto in una sanguinosa guerra civile tra l’esercito e i paramilitari delle Forze di supporto rapido che ha gettato il Paese africano in una delle peggiori crisi umanitarie al mondo. l’Emlps è rimasto per lo più fuori dai combattimenti, ma controlla parti della catena montuosa più alta del Sudan. Il governatore del Darfur, Minni Minnawi, allineato all’esercito, ha definito la frana una “tragedia umanitaria che va oltre i confini della regione. Facciamo appello alle organizzazioni umanitarie internazionali affinché intervengano con urgenza e forniscano supporto e assistenza in questo momento critico, perché la tragedia è più grande di ciò che il nostro popolo può sopportare da solo”, ha affermato in una dichiarazione.

Gran parte del Darfur, compresa l’area in cui si è verificata la frana, resta praticamente inaccessibile alle organizzazioni umanitarie internazionali a causa dei continui combattimenti, il che limita gravemente la fornitura di assistenza umanitaria urgente.

La frana ha “completamente distrutto” parte di una regione nota per la produzione di agrumi, ha aggiunto l’Emlps. Il gruppo ha quindi fatto appello alle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni umanitarie affinché aiutino a recuperare i morti ancora sepolti sotto terra e detriti.

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Masiera, due donno muoiono in un incendio nella loro abitazione

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Intorno alle 23 di questa notte una donna di 95 anni e la figlia di 69 anni sono morte in un incendio verificatosi nella loro abitazione di Masiera tra Fusignano e Bagnacavallo, nel Ravennate. I vicini sono stati i primi a intervenire cercando di spegnere le fiamme. Poco dopo sono giunti i vigili del Fuoco. La 95enne era allettata e la figlia avrebbe tentato invano di salvarla. 

Le due donne decedute sono la 95enne Giuseppina Fiumi e la figlia 69enne Maria Teresa Santoni. Sul posto, oltre ai carabinieri, anche la Pm di turno Lucrezia Ciriello. L’ipotesi principale al vaglio degli inquirenti è quella di un incidente domestico.

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Cagliari, undici persone intossicate dopo aver consumato tonno servito crudo

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Un pranzo in un locale del centro di Cagliari si è trasformato in un’emergenza sanitaria: undici persone sono state ricoverate dopo aver accusato malesseri improvvisi. Secondo le prime ricostruzioni, i sintomi sarebbero collegati al consumo di tonno servito crudo o poco cotto, ma solo gli accertamenti ufficiali potranno stabilire l’origine dell’episodio.Dolori addominali, nausea e reazioni cutanee hanno colpito i commensali nel giro di poco tempo. Dieci di loro sono stati raggiunti dalle ambulanze del 118 e trasferiti nei pronto soccorso cittadini, mentre un’altra persona ha fatto ingresso in ospedale autonomamente. Nessuno dei pazienti versa in condizioni gravi.

Sul caso indagano i carabinieri insieme ai Nas, che hanno avviato controlli nel locale per individuare le cause e verificare il rispetto delle norme igienico-sanitarie. L’attività non è stata al momento chiusa, ma l’esito degli accertamenti determinerà eventuali misure.

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Firenze, colpo da 200mila euro in un negozio Dior

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Colpo da circa 200mila euro al negozio Dior la notte scorsa di via Strozzi a Firenze, in pieno centro storico.

Sono state rubate borse e capi d’abbigliamento. Del furto, avvenuto verso le 3, si è accorta la vigilanza privata dopo aver temuto per un incendio a causa del fumo che si era diffuso nel grande negozio. In realtà, come hanno appurato i vigili del fuoco, erano i nebbiogeni diffusi dall’allarme antirapina che è entrato in funzione. Si occupa delle indagini la polizia. I ladri, da quanto ricostruito finora, sono passati dall’adiacente via Sassetti, accedendo dal portone di un palazzo che non è stato scassinato. Invece, sono state forzate sia la porta che dall’atrio dà sulle cantine sia, poi, a seguire, una porticina che collega al negozio di Dior. I ladri – è stato fatto notare – hanno dimostrato una buona conoscenza del palazzo confinante, anche riguardo alla possibilità di accedervi da via Sassetti senza fare danni apparenti al portone. Verosimilmente hanno agito più persone, compresi i ‘pali’ agli angoli delle strade vicino a piazza della Repubblica per avvisare dell’eventuale arrivo di vigilantes, forze dell’ordine, o di passanti. All’esame le immagini delle numerose telecamere pubbliche disposte in città, operazione utile anche per ricostruire i tragitti di fuga.

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Autostrada A1, violenti scontri tra tifosi del Como e dell’Atalanta

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Iniziano a emergere nuovi dettagli sulla maxi rissa avvenuta nella notte tra il 30 e il 31 agosto lungo l’autostrada A1, all’altezza dell’autogrill di Somaglia, nel Lodigiano. Protagonisti dello scontro i tifosi di Como e Atalanta, che si sono affrontati con calci, pugni e fumogeni. Le due tifoserie stavano rientrando dalle rispettive trasferte di Parma e Bologna.

Le indagini sono in corso per individuare i responsabili e chiarire la dinamica di quanto accaduto.

Le ipotesi principali sarebbero due: Secondo quanto riportato da Ansa, sono due le ipotesi principali. La prima ricostruzione racconta di alcuni pullman di supporter lariani fermi nell’area di servizio al momento dell’arrivo di un bus di tifosi bergamaschi. La seconda, invece, parla di un vero e proprio agguato organizzato dagli atalantini.

I pullman dei bergamaschi sarebbero rimasti nell’area per circa un’ora. Proprio per questo motivo la Polstrada avrebbe deciso di chiudere l’accesso all’autogrill, evitando l’ingresso dei comaschi, che erano in numero nettamente inferiore. Tuttavia, al passaggio dei tifosi del Como, sarebbero comunque partiti lanci di sassi e fumogeni verso l’autostrada, cosa che avrebbe fatto scattare la “reazione”. 

La pista più accreditata resta quella dell’agguato degli atlantini: i tifosi lariani si sarebbero fermati poco fuori dall’area di servizio e circa un centinaio di loro si sarebbero poi spinti fino all’autogrill, dove è scoppiata la violentissima rissa.

Alla scena hanno assistito, impauriti, anche molti viaggiatori che si trovavano nell’area di sosta. Le questure di Bergamo, Como e Lodi stanno ora analizzando video e testimonianze per attribuire con precisione le responsabilità e ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Si attende il termine delle indagini per la ricostruzione ufficiale dei fatti.

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Giovedì incontro tra Zelensky e i leader europei

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 Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky incontrerà i leader europei giovedì a Parigi: lo ha riferito una fonte all’Afp, nel contesto degli sforzi internazionali per mediare la fine dell’invasione russa, durata tre anni e mezzo.

“Stiamo pianificando un incontro del genere” tra Zelensky e i “leader europei”, ha detto la fonte, aggiungendo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump “non è previsto per ora”.
Un incontro del genere è previsto “per discutere delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina e per far progredire la diplomazia, perché i russi stanno di nuovo tirando le cose per le lunghe”, ha detto la fonte all’Afp.

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Bari, chiesto il processo per 69 indagati per mafia

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La Dda di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per 69 indagati coinvolti in un’inchiesta sul clan Misceo, attivo principalmente nel comune barese di Noicattaro e il cui capo, Giuseppe Misceo, avrebbe continuato a controllare impartendo ordini dal carcere con il cellulare.
L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 20 ottobre davanti alla gip Ilaria Casu.

L’inchiesta, coordinata dai pm Fabio Buquicchio e Daniela Chimienti, portò lo scorso aprile all’arresto di 22 persone.

Il clan, come emerso, avrebbe operato anche nei vicini comuni di Triggiano, Gioia del Colle e anche Bari.
Le indagini – l’operazione fu denominata ‘Noja’ – sono state condotte dal nucleo Gico della guardia di finanza e dai carabinieri, che eseguirono quattro arresti per un duplice tentato omicidio commesso a Noicattaro nel 2021. Un agguato, come è stato ricostruito dalle indagini, che si inserisce nelle frizioni tra il clan Misceo e il clan rivale Annoscia per il controllo dello spaccio sul comune di Noicattaro.
Nell’inchiesta è contestato anche un altro tentato omicidio nei confronti di un esponente del clan Di Cosola. Ai 69 indagati sono contestati a vario titolo i reati di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, tentato omicidio, porto e detenzione di armi, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale, trasferimento fraudolento di beni e utilizzo di cellulari da parte di detenuti.
Come persone offese ci sono i ministeri dell’Interno e della Giustizia, il Comune di Noicattaro e le tre vittime dei due tentati omicidi: due di loro sono anche imputati.

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