Hamas, ministero sanità: “109 morti da fine tregua”

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Almeno 109 palestinesi sono stati uccisi nei bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza dalla fine della tregua tra Israele e Hamas, ha dichiarato Ashraf al-Qidreh, portavoce del ministero della Sanità di Hamas.

Il dottor Qidreh ha anche contato “centinaia di feriti”.

Secondo i giornalisti dell’AFP, i feriti si stanno riversando negli ospedali già sovraffollati della Striscia di Gaza, dove i residenti stanno anche correndo a donare il sangue.

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Modena, ospedali sotto attacco hacker

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A quarantotto ore dall’accaduto non risultano ancora risolti a Modena i problemi al sistema informatico delle strutture Ausl, Azienda ospedaliero universitaria e ospedale di Sassuolo provocati dall’attacco hacker avvenuto la notte tra martedì e mercoledì scorsi con inevitabili disagi per i cittadini.

Come già specificato subito dopo l’accaduto, restano garantiti i servizi di emergenza che sono tornati all’utilizzo del “vecchio” sistema cartaceo.

Resta attivo il servizio 118. È ancora sospesa l’attività dei punti prelievi salvo le urgenze per i pazienti ricoverati. Ferme anche altre prestazioni come ad esempio lo screening mammografico.
Nella notte di ieri i servizi di emergenza (Pronto soccorso e 118) hanno funzionato regolarmente, pur con inevitabili disagi, informa la Ausl. Nella giornata di ieri e per quella odierna non sono rilevate criticità sulle attività dell’area materno infantile e chirurgica.

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Napoli, in 30mila contro la manovra del governo

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In trentamila, secondo gli organizzatori, hanno sfilato in corteo oggi a Napoli per la manifestazione promossa daCgil e Uil per lo sciopero generale di 8 ore.

In piazza Matteotti gli interventi del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, del segretario generale della Uil Campania e Napoli, Giovanni Sgambati, preceduti da alcuni delegati dai luoghi di lavoro dei settori del commercio, dell’edilizia, dell’industria e dei pensionati.

“La manovra del governo – ha detto Landini – non ha il consenso della maggioranza del Paese perché non affronta i problemi che le persone stanno vivendo, dall’aumento delle bollette ai salari che non ti permettono di arrivare alla fine del mese, dalla sanità che non funziona, alla precarietà che è troppo alta, dagli investimenti che non vengono realizzati a una lotta all’evasione fiscale vera da cui dobbiamo andare a prendere le risorse”. I lavoratori, provenienti da tutta la regione, hanno raggiunto il capoluogo fin dalle prime ore del mattino con i bus organizzati dal sindacato, con treni e mezzi privati. Molto elevate le percentuali di adesione: 100 per cento al primo turno della Stellantis di Pomigliano, 90 per cento nel settore dell’agroindustria alla Idav, alla Doria e alla Rummo.

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G20, il Brasile assume la presidenza del gruppo

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Il Brasile ha assunto questo oggi la presidenza annuale pro tempore del G20, gruppo che riunisce i 19 Paesi più industrializzati del mondo, l’Unione Europea e, da quest’anno, l’Unione africana.
 Questa è la prima volta che il paese occupa questa posizione nella storia del gruppo nel formato attuale, e Brasilia ha già reso noto che i suoi obiettivi principali sono la lotta alla fame, alla povertà e alle disuguaglianze, oltre allo sviluppo sostenibile e alla riforma della governance globale, principalmente di organizzazioni come l’Onu e il Fondo monetario internazionale (Fmi).
Inoltre il governo brasiliano ritiene che la presidenza del gruppo sia un’opportunità per la proiezione internazionale dell’amministrazione del presidente Luiz Inacio Lula da Silva.
 Inaugurando i lavori della Commissione nazionale del G20, il ministro degli Esteri brasiliano, Mauro Vieira, ha affermato che, “se l’anno 2023 ha segnato il ritorno del Brasile al mondo, il 2024 sarà l’anno in cui il mondo tornerà in Brasile”.
 Il G20 rappresenta circa l’85% del Pil mondiale, il 75% del commercio internazionale e 2/3 della popolazione mondiale.

Oltre al vertice dei leader del gruppo, previsto per novembre del prossimo anno a Rio de Janeiro, l’organismo terrà più di 100 incontri in diverse città del Brasile nel 2024.

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Catania, operazione antimafia contro il clan Pillera-Puntina

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 Operazione antimafia della Polizia di Catania contro il clan Pillera-Puntina.

Decine di agenti stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito di un’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, sugli “interessi criminali di soggetti legati, anche da vincoli di sangue a Giacomo Maurizio Ieni”.

I reati ipotizzati dal gip, a vario titolo, sono detenzione e porto di armi comuni da sparo, estorsione aggravata dal metodo mafioso, usura, trasferimento fraudolento di valori, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante dell’essere l’associazione armata, nonché di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Durante le indagini della Squadra mobile, tra il 2021 e il 2022, a riscontro delle risultanze investigative sono stati eseguiti diversi arresti in flagranza di reato per estorsione e spaccio di stupefacenti. Destinatari della misura cautelare sono anche appartenenti ad altri gruppi mafiosi catanesi. Dettagli sull’operazione, denominata ‘Doppio petto’, saranno resi noti durante una conferenza stampa che si terrà alle 10.30 negli uffici della Questura. 
   

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“Ciak si gira!”: il grande schermo incontra le meraviglie del Cilento e degli Alburni

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Il prossimo 5 dicembre alle 14.30, la Sala Spadolini del Ministero dei Beni Culturali a Roma (via del Collegio Romano, 27) sarà il palcoscenico di “Ciak si gira!”, un evento che si pone l’obiettivo di trasformare la zona delCilento e degli Alburni in una perla cinematografica non più nascosta. Il progetto, la cui idea è nata già qualche anno fa, anche attraverso una serie d’incontri Istituzionali realizzati in Italia e all’estero, è più di un semplice evento: è un inno alla scoperta delle potenzialità del cineturismo, mettendo in risalto un angolo affascinante e poco esplorato dal punto di vista cinematografico, ma ricco di tesori inesplorati ai più.

Nonostante l’immensa bellezza naturale e architettonica che caratterizza la zona, il Cilento e gli Alburnihanno ricevuto scarsa attenzione da parte dell’industria cinematografica. In Italia un turista su quattro finisce su un set cinematografico per visitarlo, ma il potenziale del Cilento e degli Alburni in tal senso sembra ancora in gran parte inesplorato. Questo progetto, concepito da dLive Media e Fondazione Monte Pruno, è una vera e propria dichiarazione d’amore a una zona che merita di brillare sul grande schermo. I protagonisti del docufilm, saranno due volti noti del cinema e della tv: gli attori Simone Montedoro e Bianca Nappi. Alla regia e alla fotografia, due maestri del loro mestiere, Elio di Pace e Guglielmo Lipari, daranno vita a un’opera destinata a catturare l’essenza unica di queste terre. Le musiche saranno firmate dalla giovane artista salernitana Valentina Iannone.

Il Docufilm, previsto per essere girato tra marzo e aprile del 2024, promette di essere un viaggio cinematografico attraverso paesaggi mozzafiato e architetture suggestive, un viaggio che trasporterà lo spettatore in un mondo di emozioni autentiche. L’evento di presentazione a Roma si preannuncia come un pomeriggio interessante e denso di significato. Ad aprire la presentazione del progetto nella Capitale saranno il direttore di dLive Media, Roberto Vargiu, affiancato dal Presidente della Fondazione Monte Pruno Michele Albanese e dal Direttore della Fondazione Monte Pruno, Antonio Mastrandrea. Saranno presenti anche rappresentanti istituzionali e personalità del mondo cinematografico e accademico, contribuendo così a creare un dialogo costruttivo e stimolante che metta in luce il potenziale inespresso di queste zone.

Questo Docufilm non è solo un progetto cinematografico, ma un viaggio di scoperta attraverso un territorio ricco di storia, cultura e bellezza paesaggistica. In un’epoca in cui il turismo e il cinema possono convergere in un connubio vincente, questo progetto si erge come ambasciatore di un territorio straordinario, pronto a svelare al mondo le sue meraviglie nascoste.

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Teatro La Scala, si parte il 7 dicembre con “Don Carlo”

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La stagione lirica della Scala si aprirà il 7 dicembre con il Don Carlo, che è “una delle grandi opere del repertorio mondiale”, come ha sottolineato il sovrintendente Dominique Meyer, una sorta di “Bibbia verdiana” per usare le parole del direttore d’orchestra Riccardo Chailly.

Non a caso finora quest’opera ha inaugurato la Scala otto volte. E la versione scelta (Verdi ne ha realizzate almeno cinque) è quella scritta appositamente per il teatro milanese nel 1884.

Insomma, sarà una inaugurazione che più scaligera non potrebbe essere, anche se quest’anno nel palco centrale non siederà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, applauditissimo dal pubblico negli ultimi anni, con tanto di standing ovation e richiesta di ‘bis’ quando era alla fine del suo primo mandato. “Problemi di agenda – ha spiegato Meyer – ma il presidente ci ha assicurato che tornerà l’anno prossimo”.

Ci sarà la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Ignazio La Russa, e anche il vicepremier Matteo Salvini oltre al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, che ha chiesto tempo fin dopo il 7 dicembre per dare le indicazioni del ministero sulla nuova guida della Scala, quando nel 2025 scadrà il contratto del sovrintendente.

“Ho fatto un buon lavoro, speriamo bene” si è limitato a dire Meyer che ha incassato l’appoggio di Giacomo Campora, ad e direttore generale di Allianz, ma soprattutto membro del consiglio di amministrazione del teatro che considera “fondamentale che questo sovrintendente venga sostenuto” ora e per il futuro.

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Pubblica amministrazione, arriva la direttiva di valutazione dei dipendenti

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Arriva la direttiva in materia di misurazione e valutazione della performance dei dipendenti pubblici, firmata dal ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo.

L’obiettivo, nel solco delle esperienze dei modelli adottati nello scenario europeo e Ocse – sottolinea -, è attuare una strategia di piena valorizzazione del merito nel contesto organizzativo.

La direttiva stabilisce che ogni amministrazione preveda, nell’ambito dei rispettivi sistemi, che tutto il personale, a partire dal livello dirigenziale, venga necessariamente valutato anche con riferimento alla capacità di esercitare adeguatamente la propria leadership. 

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Calabria, sequestrati beni per 40 milioni di euro a due imprenditori

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Beni per 40 milioni di euro sono stati sequestrati dalla guardia di finanza e dallo Scico a due imprenditori, padre e figlio, indiziati di essere collusi con la cosca Piromalli-Molé di Gioia Tauro.

Il provvedimento, che oltre alla Calabria ha riguardato anche la Campania e il Lazio, è stato disposto dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Dda guidata dal procuratore Giovanni Bombardieri.
Destinatari del provvedimento, eseguito dai militari del Gico e del Nucleo di polizia economico-finanziaria, sono Gianfranco e Vincenzo Ruggiero, rispettivamente di 62 e 88 anni.
Rinviati a giudizio per associazione mafiosa, entrambi gli imprenditori secondo gli inquirenti avrebbero instaurato una cointeressenza con il clan Piromalli-Mole di assoluto spessore, duratura nel tempo e ben radicata.

La figura criminale dei due era emersa nell’ambito dell’operazione “Andrea Doria” che ha svelato un articolato sistema di frode fiscale realizzata nel settore del commercio di prodotti petroliferi. Stando alle indagini, la frode era imperniata su fittizie triangolazioni societarie, finalizzate ad evadere l’iva e le accise, nonché sull’impiego di false dichiarazioni di intento, istituto che ordinariamente consente di acquistare in regime di non imponibilità.
Secondo la Dda, l’associazione avrebbe gestito l’intera filiera della distribuzione del prodotto petrolifero, dal deposito fiscale fino ai distributori stradali finali, interponendo tra queste due estremità della catena una serie di operatori economici, imprese “cartiera” di commercio di carburante, depositi commerciali e brokers locali, con lo scopo di evadere le imposte in modo fraudolento e sistematico, attraverso l’emissione e l’utilizzo appunto delle dichiarazioni di intento. Le società “cartiere” avrebbero dichiarato, fraudolentemente, di possedere tutti i requisiti richiesti al fine di poter beneficiare delle agevolazioni previste dalla normativa di settore, acquistando il prodotto petrolifero senza l’applicazione dell’Iva.

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Paraguay, tre agenti dell’Interpol arrestati per il caso Marset

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Tre agenti dell’Interpol del Paraguay sono stati arrestati nella notte tra mercoledì e giovedì ad Asuncion con l’accusa di favoreggiamento della latitanza del boss uruguaiano della droga, Sebastian Marset e di sua moglie.
La magistratura li accusa di aver cancellato il codice rosso alle frontiere per permettere la fuga del narco accusato di gestire il traffico di cocaina tra Bolivia, Paraguay, Uruguay, Argentina ed Europa.
 Forti sospetti ricadono anche sul capo di gabinetto dell’Interpol Paraguay, il commissario Victor Flores, che avrebbe rivelato ai suoi subalterni la password per cancellare il codice rosso dal sistema di controllo alle frontiere.
 Con i suoi video pubblicati sui social dalla latitanza, il boss uruguaiano continua a mettere in imbarazzo le forze dell’ordine e i governi di vari Paesi della regione.

A luglio era sfuggito di poco alla cattura in Bolivia grazie a una soffiata della stessa polizia.
E il mese scorso i ministri degli Interni e degli Esteri dell’Uruguay hanno dovuto rassegnare le dimissioni per aver rilasciato a Marset un passaporto legale.
In un’intervista concessa dalla latitanza a un canale tv uruguaiano ha affermato che “per farla finita con il traffico di droga bisognerebbe prima farla finita con la polizia e i politici corrotti, e ce ne sono molti”.
A soli 32 anni Marset è considerato il “re dell’idrovia”, il canale navigabile che attraversa Paraguay, Uruguay e Argentina lungo il quale viaggiano tonnellate di cocaina nascoste nei container di grani e soia destinati all’Europa.

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