Bufera di vento in arrivo sull’Italia: le zone più colpite

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L’arretramento parziale dell’anticiclone verso ovest è all’origine di qualche novità meteo, con l’approssimarsi di una tempesta d’aria fredda polare ad impattare sulle Alpi, prima di scivolare sui Balcani. Il fronte lambirà appena l’Italia, con poche conseguenze dal punto di vista delle precipitazioni.

Il Continente Europeo sarà conteso fra l’anticiclone centrato sul Vicino Atlantico e la profonda circolazione ciclonica a carattere freddo sulle nazioni nord-orientale del Continente. L’Italia si troverà in qualche modo nel mezzo di questa disputa, con i due contendenti che rimarranno sulle stesse posizioni per più giorni.

Il gradiente di pressione fra l’anticiclone ad ovest dell’Italia, con massimi sulla Spagna, e la profonda depressione sul comparto baltico-scandinavo contribuiranno ad innescare venti molto sostenuti. A spirare sarà perlopiù il Maestrale con raffiche notevolissime sino a tempesta e mareggiate sulle coste esposte.

Il vento sarà molto intenso soprattutto attorno alla Sardegna e sul Tirreno con aria che si arricchirà di umidità sul mare favorendo la formazione di nuvolosità e qualche debole fenomeno sulle zone esposte, specie sul Basso Tirreno. Solo sulle Alpi di confine il flusso nord-occidentale favorirà abbondanti nevicate.

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Commercio, turismo e ristorazione: si fermano i lavoratori

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Alla vigilia delle festività natalizie, il rischio di trovare ristoranti o negozi con la serranda abbassata si fa sempre più concreto. I sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti hanno proclamato uno sciopero per venerdì 22 dicembre, che potrebbe coinvolgere fino a 5 milioni di lavoratori dei settori del commercio, del turismo e della ristorazione. Alla base della protesta c’è la richiesta di rinnovo del contratto collettivo, scaduto dal 2019. Considerando tutti i settori coinvolti nello sciopero, sono dodici i contratti siglati con le associazioni datoriali: quattro del terziario e gli altri riconducibili a ristorazione e turismo. I sindacati chiedono che nella trattativa per gli aumenti salariali si tenga conto dell’Ipca (Indice dei prezzi al consumo armonizzato), che – se applicato – porterebbe a 300 euro mensili di aumento nelle buste paga dei lavoratori. Le controparti, però, sono disposte a offrirne solo la metà.

Lo sciopero indetto dalle sigle sindacali serve proprio a questo: «sollecitare un avanzamento del confronto e denunciare lo stallo delle trattative», si legge sul sito della Uil. Ad accompagnare la mobilitazione dei lavoratori saranno tre cortei interregionali (a Roma, Napoli e Milano) e due manifestazioni regionali (a Cagliari e Palermo). Nel capoluogo lombardo, dove l’appuntamento è previsto per le 9:30 in Piazza Castello, sarà presente anche il segretario della Cgil Maurizio Landini.

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Arruolato nell’Arma “Saetta”, primo carabiniere robot

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Sarà assegnato inizialmente al nucleo artificieri di Roma. L’Arma dei carabinieri da oggi si è dotata del suo primo cane robot, novità assoluta per l’Italia e per le sue forze di polizia, con l’obiettivo di garantire gli standard di sicurezza del personale operante migliorandone l’efficacia operativa. È stato chiamato “Saetta”, rievocando il simbolo presente sulle fiancate delle autovetture di pronto intervento, con la tradizionale livrea blu e rossa dell’Arma dei carabinieri.

Controllato da un tablet a distanza (fino a 150 metri), potrà muoversi anche su terreni impervi e non percorribili dai normali veicoli ruotati o cingolati. Con l’ausilio del cane robot sarà possibile effettuare rischiose attività di ricognizione espletando così compiti anti sabotaggio in luogo dei militari specializzati, sfruttando le sue spiccate capacità di mobilità come quelle di salire e scendere da rampe di scale ed aprire autonomamente porte e rimuovere ostacoli.

Saetta potrà mappare luoghi attraverso avanzatissimi sistemi di rilevazione laser e termici, evidenziando la presenza di minacce e individuando, con l’ausilio di strumentazione dedicata, le più fievoli tracce di esplosivo e di agenti chimici e radiologici. Il cane robot opererà con il proprio braccio robotico per asportare ordigni, compresi i grossi petardi inesplosi che, specialmente a Capodanno, minacciano l’incolumità dei cittadini nelle aree urbane. Infine, sarà in grado di rifornire equipaggiamenti i militari impossibilitati a muoversi.

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Pirateria tv, 21 indagati e segnale bloccato

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In manette, per la terza volta, è finita Natalia Miniailova, hacker russa di 42 anni specializzata in frodi informatiche usando anche le carte di credito di noti personaggi, Genova, 30 Novembre 2023. ANSA/US POLIZIA POSTALE LIGURIA

Ventuno persone indagate e blocco immediato del flusso illegale delle Iptv e dei siti di live streaming delle più note piattaforme televisive.

E’ il bilancio di un’operazione contro la pirateria televisiva contro i cosiddetti ‘pezzotti’, condotta dalla polizia e coordinata dalla Dda della Procura di Catania. Diversi i Centri operativi per la sicurezza cibernetica della Polizia Postale che sono stati impegnati in numerose perquisizioni e sequestri sull’intero territorio nazionale nei confronti dei presunti appartenenti a una associazione a delinquere transnazionale che avrebbe avuto profitti mensili per svariati milioni di euro. 

 Le indagini, dirette dalla Procura distrettuale del capoluogo etneo, avviate dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Catania con il diretto coordinamento del Servizio polizia postale di Roma hanno permesso di delineare “l’esistenza di una associazione criminale organizzata in modo gerarchico secondo ruoli distinti e ben precisi e con promotori distribuiti sul territorio nazionale e all’estero, avente come finalità la costante distribuzione, a un elevatissimo numero di utenti, in ambito nazionale e internazionale, di palinsesti live e contenuti on demand protetti da diritti televisivi, di proprietà delle più note piattaforme televisive quali ad esempio Sky, Dazn, Mediaset, Amazon prime, Netflix, attraverso il sistema delle IPTV illegali, con profitti mensili per svariati milioni di euro”. Le presunte condotte illecite, sottolinea la Dda di Catania, sono state “consumate in un lungo arco temporale e sono state interrotte grazie all’operazione in corso”.

Per eludere le indagini, gli indagati, contesta la Procura, avrebbero “fatto uso di applicazioni di messaggistica crittografata, identità fittizie e documenti falsi” che sono stati “utilizzati anche per l’intestazione di utenze telefoniche, di carte di credito, di abbonamenti televisivi e noleggio di server”. Scoperta la presenza su varie piattaforme social di canali, gruppi, account, forum, blog e profili che pubblicizzavano la vendita, sul territorio nazionale, di flussi, pannelli e abbonamenti mensili per la visione illegale dei contenuti audiovisivi fruibili anche attraverso numerosi siti illegali di “live streaming”.

Sono 21 le persone al momento indagate, tra Catania, Messina, Siracusa, Cosenza, Alessandria, Napoli, Salerno, Reggio Emilia, Pisa, Lucca, Livorno e Bari, a cui la Procura etnea contesta, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere a carattere transnazionale finalizzata alla diffusione di palinsesti televisivi ad accesso condizionato, danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici, accesso abusivo a un sistema informatico, frode informatica. L’operazione, che si è avvalsa dell’ausilio del personale dei Centri operativi sicurezza cibernetica di Reggio Calabria, Torino, Napoli, Bologna, Firenze, Roma e Bari, ha consentito di inibire il flusso illegale delle Iptv e dei siti di live streaming. 

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Novarese, uomo uccide 80 tra cervi e daini senza avere la licenza di caccia

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In totale di ottanta grandi ungulati, tra cervi e daini, sono stati trovati uccisi in un’area agricola di Agrate Contubria (Novara) dai carabinieri forestali di Lesa con il supporto dei nuclei forestali di Novara e di Oleggio.

Hanno dato esecuzione a decreti di perquisizione e di ispezione emessi dalla Procura di Novara per reati di uccisione di animali per crudeltà e senza necessità, porto abusivo di armi e furto venatorio a carico di un agricoltore della zona.
Le indagini erano nate a seguito di una segnalazione giunta ai militari relativa alla presenza di numerose carcasse nella zona.

Le carcasse trovate erano soprattutto di ungulati maschi, con evidenti segni che riconducevano l’abbattimento a colpi di arma da fuoco e avvenuto per tutti i capi in breve tempo, senza prelevare parti per procurarsi carne o trofei. Gli accertamenti hanno condotto a indagare un agricoltore privo di licenza di caccia e, ispezionati gli animali, sono state estratte le munizioni per confrontarle poi con eventuali armi in possesso dell’uomo. Dall’agricoltore i carabinieri hanno trovato dodici armi a canna lunga detenute per uso sportivo, una pistola, coltelli da caccia, numerose munizioni, un trofeo di cervo, puntatori e ottiche di precisione e un laccio metallico. Sono stati sequestrati anche i dispositivi informatici per le successive analisi forensi.

Pasquale D’Ascoli
   

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Niscemi, sequestrata una piantagione di Marijuana

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Una piantagione indoor con oltre 1.100 piante di marijuana è stata sequestrata dalla polizia a Niscemi, in provincia di Caltanissetta.

Era stata realizzata in un piano interrato, a cui si accedeva con un ascensore rudimentale, di un edificio nel centro del paese il cui proprietario, un 76enne, è stato arrestato e posto ai domiciliari da personale della squadra mobile della Questura di Caltanissetta e del commissariato di Niscemi.

Il gip di Gela ha successivamente convalidato il provvedimento restrittivo e disposto per l’uomo l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Il sistema di coltivazione era dotato di un impianto di irrigazione, illuminazione, areazione e ventilazione altamente professionale. L’illuminazione artificiale, fondamentale per la crescita delle piante, era assicurata da fari molto potenti con elevato assorbimento di energia elettrica. I tecnici dell’Enel, intervenuti presso l’immobile, hanno accertato la manomissione dell’impianto di distribuzione, stimando un prelevamento furtivo dalla rete di circa 10.000 euro mensili. Per questi motivi all’indagato sarà contestato anche il furto di energia elettrica.
Il 76enne aveva costruito un impianto per la coltivazione indoor altamente specializzato: oltre a sistemi di coltivazione automatizzati altamente sofisticati erano presenti fertilizzanti specifici e una particolare tecnica di coltura, cosiddetta fuori terra, utilizzata oggi per gli ortaggi. Sul posto è intervenuta la Polizia scientifica per documentare le operazioni di perquisizione e sequestro.
La droga è stata trasportata al commissariato di Niscemi dove verrà custodita in attesa che l’Autorità Giudiziaria disponga la distruzione. Secondo stime degli investigatori una volta immessa sul mercato avrebbe potuto fruttare centinaia di migliaia di euro.
   

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Gaza, slitta il voto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu

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Il voto del Consiglio di Sicurezza Onu sulla bozza di risoluzione degli Emirati Arabi Uniti su Gaza slitta a non prima di domani.

Lo riferiscono fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro, secondo cui sono necessarie ulteriori consultazioni per tentare di trovare un compromesso.
In particolare si discute sui paragrafi operativi dove si “riaffermano gli obblighi delle parti in conflitto ai sensi del diritto internazionale umanitario per la fornitura di assistenza umanitaria, si chiede che consentano e facilitino la consegna immediata, sicura e senza ostacoli di aiuti su larga scala alla popolazione civile palestinese in tutta Gaza, e a questo proposito si domanda una cessazione urgente delle ostilità per consentire un accesso umanitario sicuro e senza ostacoli”.
Un altro dei passaggi oggetto di discussione è quello in cui si chiede al segretario generale, “con l’obiettivo di accelerare la consegna di assistenza umanitaria a Gaza, di istituire un meccanismo di monitoraggio nella Striscia Gaza”.

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Ministro inglese Cameron: “Chiediamo ad Israele attacchi chirurgici contro Hamas”

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Ad Israele chiediamo di riconoscere e capire che deve ridurre al minimo le vittime civili e rispettare le leggi umanitarie sempre, andando avanti nella campagna contro Hamas” con “attacchi mirati e chirurgici”.

Lo ha detto il ministro degli Esteri britannico David Cameron in conferenza stampa con Antonio Tajani a margine della Conferenza degli Ambasciatori alla Farnesina.

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Bari, fisioterapista ucciso sotto casa

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E’ al momento ignoto agli inquirenti il movente dell’omicidio di Mauro Di Giacomo, il 63enne fisioterapista ucciso ieri sera a Bari, intorno alle 20.30, a pochi metri dalla sua casa in via Tauro, nel quartiere Poggiofranco.

L’uomo, secondo quanto accertato dai poliziotti della squadra mobile, aveva appena parcheggiato la sua auto davanti al condominio in cui viveva, nel piazzale antistante la scuola elementare Tauro, ed era sceso portando con sé alcune buste della spesa. Qui avrebbe avuto una breve lite con il suo assassino che lo avrebbe ucciso con almeno sei colpi di pistola prima di allontanarsi, forse a bordo di un’auto.

Nella zona non ci sono telecamere né sembra ci siano stati testimoni oculari del delitto, ma i residenti del quartiere, considerato tra i più tranquilli di Bari, hanno sentito le urla e gli spari.  Uno dei residenti, allarmato dal rumore dei colpi e dalle grida di aiuto della vittima, ha chiamato i soccorsi, ma per Di Giacomo non c’è stato nulla da fare. Sul posto, oltre un’ambulanza del 118 e gli agenti della mobile, anche i colleghi della scientifica e il pm di turno Matteo Soave.

 L’unica pista esclusa dagli inquirenti è quella della criminalità organizzata. Di Giacomo era un professionista conosciuto che lavorava al Policlinico di Bari e in uno studio privato nel quartiere San Pasquale. “Era una persona serena, allegra e spensierata, che amava viaggiare e per cui lavoro e famiglia erano tutto”, racconta un amico di famiglia rimasto sul luogo dell’omicidio fino a tarda notte. “Lo conosco da anni e non l’ho mai visto incupito, né preoccupato per qualcosa. Sono sotto shock”, ha aggiunto. Di Giacomo lascia la moglie e due figli.

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Kiev, respinti attacchi russi nell’area di Avdiivka

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Le forze armate ucraine hanno reso noto stamani di aver respinto nove attacchi dell’esercito russo nell’area di Avdiivka e altri 13 vicino a Severny, a sud di Tonenko, Pervomaisky e Nevelsky, nella regione di Donetsk.
Secondo lo Stato maggiore “la situazione operativa nell’Ucraina orientale e meridionale resta difficile”.

“Nell’area di Kupyansk, di Sinkivka e Petropavlivka nella regione di Kharkiv e nel Lugansk sono state respinte decine di attacchi”. Nelle ultime 24 ore, le truppe russe hanno sparato 495 proiettili in 79 bombardamenti anche su zone residenziali della regione meridionale di Kherson, dove un civile è rimasto ucciso.
   

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