Firenzuola, camion cisterna si ribalta: 7mila litri finiscono nel torrente Santerno

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E’ di circa 7.000 litri il quantitativo che si è riversato nel torrente Santerno a causa dell’incidente che ieri ha coinvolto un camion cisterna lungo la statale 65 della Futa, a Firenzuola (Firenze), nel tratto tra il passo della Futa e l’abitato della Traversa.

Nel ribaltamento del rimorchio il carico di gasolio è fuoriuscito defluendo in un fosso facente parte della rete da cui si origina il torrente Santerno. E’ quanto si apprende da Arpat i cui tecnici, allertati dai Vigili del fuoco, sono intervenuti sul posto, nel tratto tra il passo della Futa e l’abitato della Traversa.
Il personale dell’Agenzia per la protezione ambientale della Toscana, ha appunto constatato, si spiega, “che il danneggiamento della cisterna aveva prodotto una fuoriuscita consistente di gasolio stimata in circa 7000 litri. Il gasolio è defluito nel fiume Santerno, che dal passo della Futa scende a Firenzuola e poi in Emilia-Romagna. Il gasolio residuo, invece, è stato travasato, nel corso della stessa giornata, in un’altra autocisterna. Il fronte di acqua inquinata, caratterizzata da iridescenza superficiale ed odore caratteristico, era visibile in località Ponte dell’Alberaccio sulla ss 116 dalle 18:00. Il flusso di idrocarburi è probabilmente continuato anche durante le ore notturne”. Arpat, si spiega ancora, ha avvisato il Comune e la sezione di Imola di Arpa Emilia-Romagna “per il necessario coordinamento nella gestione dell’emergenza e ha richiesto di installare materiale assorbente per gli idrocarburi nel tratto del fiume in località Ponte dell’Alberaccio – Ss 116, subito a valle di Cornacchiaia ed a monte dell’abitato di Firenzuola.
Sul luogo, i Vigili del Fuoco del comando di Firenze, distaccamento di Barberino del Mugello, hanno provveduto a mantenere le condizioni di sicurezza. L’intervento di ARPAT prosegue” anche oggi.

occhio.com

Sulcis, arrestata perchè si fingeva medico per lavorare in una struttura per anziani

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Era in procinto di farsi assumere in una struttura per anziani nel Sulcis (provincia del Sud Sardegna), sostenendo di essere laureata in medicina e consegnando documenti e certificazioni.

In realtà non aveva alcun titolo.
Lo hanno scoperto i carabinieri della stazione di Nuxis e della compagnia di Carbonia che hanno arrestato una 42enne di Cagliari, già nota alle forze dell’ordine, per reati come possesso di documenti falsi, sostituzione di persona e tentato esercizio della professione sanitari.
L’arresto è stato convalidato e alla donna è stato concesso l’obbligo di dimora nel Comune di residenza.

Le indagini dei militari dell’Arma sono partite alcune settimane grazie alla segnalazione fatta dai dirigenti sanitari della struttura che non erano del tutto convinti dell’autenticità della documentazione fornita dalla 42enne per essere assunta.
“Da poco – spiegano i carabinieri – era in affiancamento ad altri medici nella residenza per anziani per essere assunta e, nei panni di medico, presenziava alle visite quotidiane agli anziani pazienti e prendeva visione di tutte le procedure della struttura”.
La 42enne sosteneva di essere laureata in medicina e aveva presentato anche i documenti, dalla carta di identità ai titoli di studio, che dalle verifiche effettuate dall’Arma sono risultati fasulli.

occhio.com

Mozambico, violente tempeste tropicali e forti raffiche di vento fino a 120Km all’ora

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I servizi meteorologici del Mozambico hanno allertato sull’arrivo di violente tempeste tropicali nel centro e nel sud del Paese con raffiche di vento fino a 120 chilometri all’ora e piogge molto abbondanti.

Lo riporta l’agenzia portoghese Lusa.

L’allarme rosso, decretato ieri, si applica alle province di Inhambane (sud) e Sofala e Zambézia (centro).
Il Mozambico è uno dei Paesi più colpiti al mondo dai cambiamenti climatici, dovendo affrontare inondazioni cicliche e cicloni tropicali durante la stagione delle piogge, che va da ottobre ad aprile. La stagione delle piogge 2018/2019 è stata una delle più violente mai registrate nel Paese africano con 714 morti, di cui 648 vittime a causa dei cicloni Idai e Kenneth, due dei più grandi che abbiano mai colpito il Mozambico. Nel primo trimestre dello scorso anno, le forti piogge e il passaggio del ciclone Freddy hanno causato 306 morti, investendo più di 1,3 milioni di persone e distrutto 236.000 case e 3.200 scuole, secondo i dati ufficiali del governo. Alla fine di settembre, il presidente del Mozambico, Filipe Nyusi, ha invitato la popolazione e le organizzazioni a prepararsi agli effetti prevedibili del fenomeno “El Niño” nei prossimi mesi, con previsioni di precipitazioni superiori alla norma, ma anche focolai di siccità.

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Houthi: “L’Italia si è schierata con i nostri nemici”

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“L’abbattimento di nostri droni da parte della marina militare italiana costituisce una nuova conferma che l’Italia si è voluta schierare a fianco dei nostri nemici e a difesa di Israele”.

Lo ha detto stamani all’ANSA Abdennaser Mahamed, funzionario del dipartimento dei media della presidenza della Repubblica (Houthi) di Sanaa, precisando tuttavia che “l’Italia per il momento non è un nostro obiettivo diretto”.

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Pakistan, due vittime in un attentato suicida a Peshawar

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Due persone sono morte e un’altra è rimasta ferita in un sospetto attentato suicida avvenuto questa mattina nella città nord-occidentale di Peshawar, in Pakistan. L’esplosione ha avuto luogo nell’area del Board Bazaar di Nasir Bagh, solitamente molto trafficata; tuttavia, a causa dell’ora mattutina, l’area era relativamente vuota.
Secondo l’ufficiale di polizia Kashif Aftab Abbasi, l’esplosione è stata causata da un ordigno collegato a una motocicletta.

“Abbiamo recuperato un corpo mutilato”, ha dichiarato, aggiungendo che sono in corso indagini per determinare se si è trattato di un’esplosione suicida o se l’esplosivo è stato piazzato sulla moto.

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Padre di Ilaria Salis: “Chiederemo i domiciliari in Ungheria”

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I legali di Ilaria Salis chiederanno i domiciliari in Ungheria per la giovane italiana detenuta in Ungheria.

La richiesta sarà inoltrata in occasione dell’udienza del 28 marzo, la seconda sul caso della Salis.

Ad annunciarlo è stato Roberto Salis in una conferenza stampa all’Eurocamera. “In questi giorni Ilaria è agitata, le dichiarazioni del governo ungherese l’hanno demoralizzata, la sua ingerenza sulla giustizia non ci fa pensare al meglio”, ha spiegato.

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Droni sulla Russia, raffineria prende fuoco

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Le forze ucraine hanno attacco il territorio russo con decine di droni nelle ultime ore, colpendo anche una raffineria a Nizhny Novgorod, a centinaia di chilometri dal confine.

Una delle unità della raffineria, nella zona industriale di Kstov, ha preso fuoco, ha detto il governatore della regione, citato da Ria Novosti.

Il ministero della Difesa ha detto che almeno 25 droni ucraini sono stati abbattuti in varie regioni, di cui due in quella di Mosca e uno in quella di San Pietroburgo. Non sono segnalate vittime.

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Caltanissetta, operazione antimafia: 55 misure cautelari

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Operazione antimafia della Polizia di Stato di Caltanissetta che ha eseguito 55 misure cautelari in tutta Italia.

L’ordinanza è stata emessa dal gip di Caltanissetta, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, estorsione e traffico di stupefacenti. Reati aggravati dalla disponibilità di armi, anche da guerra, ed esplosivi.
    All’operazione hanno preso parte 500 agenti di diversi uffici della Polizia di Stato che hanno eseguito anche perquisizioni alla ricerca di armi e droga. 

     Sono questi i nomi dei 54 arrestati nell’operazione antimafia condotta dalla polizia di Caltanissetta: Giuseppe Tasca, 51 anni di Gela, Ignazio Agrò, 64 anni di Agrigento, Massimiliano Astuti, 39 anni di Gela, Gianluca Attardo, 42 anni di Agrigento, Salvatore Azzarelli, 46 anni di Gela, Giuseppe Borgese, 28 anni di Reggio Calabria, Benedetto Giuseppe Curvà, 37 anni di Gela, Alberto Pasquale Di Dio, 30 anni di Gela, Crocifisso di Gennaro, 42 anni di Gela, Giacomo Di Noto, 42 anni, di Gela, Giuseppe Domicoli, 42 anni, di Gela, Maurizio Domicoli, 58 anni, di Gela, Vincenzo Donzella, 37 anni di Gela, Gioacchino Giorgio, 37 anni di Agrigento, Rosario Greco, 57 anni di Gela, Rocco Grillo, 31 anni di Gela, Manuel Ieva, 43 anni di Gela, Giuseppa Lauretta, 52 anni di Gela. Loredana Marsala, 42 anni di Agrigento, Marius Vasile Martin, romeno di 32 anni, Vincenzo Mazzola, 23 anni di Palermo, Salvatore Mezzasalma, 57 anni di Gela, Diego Milazzo, 29 anni di Agrigento, Morena Milazzo, 37 anni, di Gela, Orazio Monserrato, 32 anni di Gela, Salvatore Nocera, 35 ani di Gela, Mohamed Matar Hassan Omar, egiziano di 37 anni, Nicola Palena, 42 anni di Gela, Fabio Palumbo, 45 anni di Gela, Emanuele Pantano, 40 anni, di Gela, Andrei Pascal, romeno di 38 anni, Giuseppe Pasqualino, 32 anni, di Gela, Alessandro Emanuele Pellegrino, 33 anni di Gela, Raffaele Pepè, 27 anni di Reggio Calabria, Alessandro Peritore, 32 anni di Gela, Calogero Orazio Peritore, 40 anni di Gela, Raffaele Antonio Rapicavoli, 46 anni, Mirko Salvatore Rapisarda, 41 anni di Gela, Giovanni Rinzivillo, 35 anni di Gela, Rocco Rinzivillo, 34 anni di Gela, Samuele Rinzivillo, 40 anni di Gela, Vincenzo Romano, 36 anni di Gela, Francesco Davide Scicolone, 34 anni di Gela, Carmelo Scilio, 49 anni, Giuliano Giovanni Scordino, 27 anni, di Catania, Luigi Scuderi, 35 anni di Catania, Giuseppe Sicurella, 24 anni di Catania, Giuseppe Sinatra, 28 anni, di Gela, Antonio Solazzo, 35 anni, Salvatore Taormina 50 anni di Palermo, Giuseppe Terrasi, 45 anni, di Agrigento, Mario Tomaselli, 67 anni di Catania, Giacomo Tumminelli, 40 anni di Gela. Un altro indagato è attualmente ricercato. 

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Frosinone, sparatoria tra bande, il Procuratore: “L’assassino è stato preso”

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“Tranquillizzo la città di Frosinone: l’assassino è stato preso. Le indagini non sono affatto concluse ma sono soltanto all’inizio per ricostruire cosa ci sia dietro a questo gravissimo fatto di sangue che ha coinvolto due gruppi criminali”: lo ha detto il procuratore della Repubblica di Frosinone Antonio Guerriero, uscendo dalla prefettura di Frosinone dove questa mattina si è riunito il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

Ha esaminato i fatti legati alla sparatoria avvenuta ieri sera all’interno dello Shake Bar nella centralissima via Aldo Moro dove si sono affrontati due gruppi di albanesi ed uno di loro ha esploso sei colpi uccidendo uno degli avversari ferendo gli altri tre.
Il magistrato ha lasciato intendere di non credere più di tanto al movente sentimentale ma alla pista legata alla droga ed alla prostituzione imboccata subito dalla polizia. Nel corso del Comitato è emerso che le indagini sono state complesse al punto che solo poco prima della riunione si è avuta la certezza sul nome della vittima: Caseni Kasmi e non Ervin Kasmi come si era ritenuto fino a quel momento e che invece è rimasto ferito.
“Non siamo di fronte ad un’emergenza criminale ma attueremo una energia azione di contrasto” ha assicurato il prefetto Ernesto Liguori. Il sindaco Riccardo Mastrangeli ha evidenziato “la tempestività delle forze dell’ordine e l’efficacia della rete di videosorveglianza attiva sul territorio comunale”.

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Alessandria, operazione Game Over: confiscati beni per un valore di 3 milioni di euro

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È stato effettuato il sequestro anticipato di beni mobili e immobili, ai fini della successiva confisca, per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro, nell’operazione Game Over della polizia di Alessandria.

Si tratta di dodici immobili, oltre a un garage, e tredici società con relativi compendi aziendali: tra queste, una società gestiva una piscina, due gestivano ristoranti, tre avevano in gestione altrettanti locali notturni.

Sequestrati anche ventotto rapporti bancari, due cassette di sicurezza, contanti, sette auto Bmw di grossa cilindrata. Sono tutti beni riconducibili a tre soggetti, residenti in città, già noti alle forze dell’ordine, riferiti come “dalla marcata pericolosità sociale”.
Risultati legati alla gestione di tre night club in provincia, in un arco temprale di tra venti e trent’anni anni sono stati colpiti più volte da arresti, denunce, custodie cautelari per fatti che vanno dallo sfruttamento della prostituzione al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Oltre a spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione di arma clandestina e lesioni aggravate dall’uso di un’arma da fuoco.
Reati che hanno permesso anche di accumulare ingenti patrimoni.
Così come emerso nella ricostruzione della divisione anticrimine, portata dal questore di Alessandria, Sergio Molino, davanti al Tribunale di Torino, sezione misure di prevenzione, con la proposta di misura personale – con l’applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza – e patrimoniale – con il sequestro anticipato – colpendo i beni riconducibili a queste persone.
L’importanza dell’operazione, come sottolineato da Riccardo Calcagno, dirigente Squadra Mobile, è che si va a colpire la stessa ragion d’essere dei reati, sempre riconducibili alla gestione di locali notturni: “Una volta colpito il lucro e il reinvestimento di questo lucro, siamo convinti si porti a un abbassamento delle motivazioni che portano a compiere questi reati”.

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