Brasile, Pirelli investe 37 milioni di euro nel suo polo industirale di Campinas

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Pirelli ha annunciato un investimento di circa 37 milioni di euro (200 milioni di real) nel suo polo industriale di Campinas, nell’interno dello stato di San Paolo, in Brasile.
Nell’occasione, è stata posata la prima pietra di un nuovo magazzino da oltre 56.000 metri quadrati, in grado di stoccare fino a 800mila pneumatici, la cui apertura è prevista per il 2025, oltre all’inaugurazione di un laboratorio per i test indoor delle materie prime che, secondo il Ceo di Pirelli per l’America Latina, Cesar Alarcon, è di “una qualità da Formula 1”.
Il Ceo ha inoltre confermato che il polo industriale di Campinas è “il centro nevralgico delle attività in America Latina, non solo dal punto di vista della capacità produttiva, ma anche come hub per la tecnologia, l’innovazione e la generazione di valore”.
Lo stabilimento di Campinas, che di recente ha festeggiato il suo 54mo anniversario, genera 2.500 posti di lavoro diretti e 1.200 indiretti, con un terzo della produzione destinato al mercato estero, soprattutto agli Stati Uniti..
“Negli ultimi sei anni, Pirelli ha investito 367 milioni di euro (2 miliardi di real) in Brasile”, ha dichiarato Alarcon, aggiungendo che la crescita della produzione di veicoli e la domanda di nuove tecnologie nel Paese sudamericano potrebbero favorire uno sviluppo futuro.

“Abbiamo l’opportunità di crescere ancora”, ha affermato.
 Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Campinas, Dario Saadi, e il console generale italiano a San Paolo, Domenico Fornara.

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Firenze, 19enne ucciso a due passi dalla stazione

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Omicidio la notte scorsa a Firenze: la vittima è un 19enne di origine moldava, soccorso in strada a due passi dalla stazione e poi deceduto all’ospedale di Santa Maria Nuova.

Il giovane da quanto appreso sarebbe stato accoltellato. Indaga la squadra mobile e accertamenti sono in corso da parte della scientifica. Tra le ipotesi non esclusa anche quella che potrebbe ricondurre l’aggressione mortale a questioni di droga. La polizia è intervenuta poco prima delle una in largo Alinari dove i sanitari avevano soccorso il ragazzo. Da chiarire se l’aggressione sia avvenuta dove il 19enne è stato trovato o altrove.

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Foggia, eseguite venti misure cautelari per l’assunzione di falsi braccianti

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Venti misure cautelari vengono eseguite da militari della Guardia di Finanza di Cerignola e del Nucleo di Polizia economico finanziaria di Foggia per una presunta truffa da cinque milioni di euro legata alla fittizia assunzione di centinaia di falsi braccianti agricoli e al loro ingresso in Italia per motivi lavorativi.

Undici indagati sono finiti in carcere, quattro ai domiciliari, uno è stato sottoposto al divieto di dimora nella provincia di Foggia e quattro a misure interdittive dell’esercizio delle attività imprenditoriali.

Gli indagati raggiunti da provvedimenti cautelari sono imprenditori, professionisti e funzionari pubblici (uno in servizio all’Inps, e un altro ex funzionario prefettizio), accusati a vario titolo di associazione per delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, favoreggiamento all’immigrazione clandestina, peculato, riciclaggio, falso in atto pubblico, contraffazione di sigilli e traffico di influenze illecite. Sono stati eseguiti sequestri per cinque milioni.
Due i filoni dell’indagine coordinata dalla Procura di Foggia: il primo riguarda una presunta truffa previdenziale ed assistenziale compiuta da quattro società ‘fantasma’ e relativa all’assunzione di 647 falsi braccianti agricoli e sussidi (disoccupazione agricola, assegni familiari, malattia e maternità) indebitamente percepiti per due milioni di euro; il secondo riguarda l’aver favorito, dietro pagamento di somme di denaro, l’ingresso nel territorio nazionale di extracomunitari mediante false assunzioni.

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Roghudi, giovane escursionista muore scivolando in un dirupo impervio

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Un giovane escursionista è morto a Roghudi, nel reggino.

Giorgi Tzanelitze, di 23 anni, georgiano, durante una escursione in compagnia di altri tre coetanei è scivolato in un dirupo impervio. La tragedia si è consumata in località Ghorio dove sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco.

Questi ultimi, giunti sul posto, solo stamani hanno potuto recuperare il corpo del ragazzo lungo la scarpata. Per il giovane non c’è stato nulla da fare. I vigili del fuoco, vista la difficoltà a risalire la scarpata, hanno fatto intervenire un elicottero del Reparto volo di Lamezia Terme del Corpo con una barella vericellata per il recupero della salma.
   

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Bari, sequestro da 12 milioni di euro nei confronti di 13 persone legate al clan Parisi-Palermiti

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Tre anni atti persecutori e minacce a ex moglie, ammonito. Polizia auto generica

La polizia sta eseguendo un decreto di sequestro preventivo di beni da 12 milioni di euro nei confronti di 13 persone legate al clan Parisi-Palermiti di Bari. L’attività rappresenta la prosecuzione dell’operazione ‘Codice interno’ che ha disvelato legami tra mafia e politica e con la quale lo scorso 26 febbraio sono state arrestate 130 persone.
In totale le misure eseguite oggi sono 34.

I sequestri riguardano beni immobili (terreni e case), quote di società commerciali e di servizio, beni aziendali e strumentali, conti correnti bancari e postali.
Questi beni, sottolineano gli inquirenti in un comunicato, sono “riconducibili alle attività delittuose del clan o comunque costituenti patrimoni di ingiustificata provenienza in sproporzione alle reali capacità reddituali” da parte dei 13 indagati.
Già nell’esecuzione delle prime misure, agli indagati erano stati sequestrati 20 milioni di euro. I provvedimenti di oggi, richiesti dalla Dda di Bari, sono stati emessi dal gip.
   

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Condannato a 9 anni l’autista di Messina Denaro

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Il gup di Palermo ha condannato per favoreggiamento e procurata inosservanza di pena aggravati, a 9 anni, Giovanni Luppino, l’imprenditore di Campobello di Mazara (Trapani) che ha fatto da autista al boss mafioso Matteo Messina Denaro negli ultimi tempi della sua vita da ricercato. Luppino, secondo l’accusa, rappresentata in aula dai pm della Dda Piero Padova e Gianluca De Leo, ha inoltre chiesto soldi per conto del capomafia e, insieme ai suoi figli, arrestati a febbraio scorso, ha curato spostamenti, traslochi e diversi aspetti organizzativi della latitanza del padrino di Castelvetrano.

A Luppino la Procura aveva inizialmente contestato il reato di favoreggiamento, ma nel corso delle indagini l’accusa era stata modificata in associazione mafiosa. L’imputato venne arrestato insieme a Matteo Messina Denaro il 16 gennaio 2023 fuori dalla clinica La Maddalena, il centro sanitario in cui il boss da mesi si sottoponeva alla chemioterapia e dove era stato operato. 
   

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Montenegro, scossa di terremoto di magnitudo 5.5

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Una scossa di terremoto di magnitudo 5.5 è stata registrata alle 3:06 ora locale (le 4:06 in Italia) nel nordovest del Montenegro, non lontano dal confine con la Bosnia ed Erzegovina. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) italiano e del servizio di monitoraggio geologico statunitense Usgs, il sisma ha avuto ipocentro a circa 10 chilometri di profondità ed epicentro 21 km dalla città di Plužine.

L’emittente pubblica montenegrina Rtcg afferma che il sisma è stato avvertito in tutto il Paese della penisola balcanica ma che al momento non ci sono notizie di particolari danni a persone o cose.

L’Istituto idrometeorologico e sismologico (Zhms) del Montenegro precisa però che la scossa potrebbe aver causato qualche danno materiale nella zona dell’epicentro, individuato più precisamente a cinque chilometri a sudovest di Carodje.

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Ritirata la patente ad un sacerdote perchè trovato positivo alla cocaina dopo incidente stradale

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Al volante sotto effetto della cocaina.

Con questa accusa un sacerdote colombiano, don Daniel Arturo Cardenas, parroco a Rivisondoli (L’Aquila), è stato denunciato dalla polizia stradale alla procura di Sulmona dopo un incidente stradale. All’uomo, già indagato per un altro incidente, è stata ritirata la patente di guida.

Il parroco stava rientrando in Alto Sangro dopo una cena cui aveva preso parte a Pratola Peligna quando, all’altezza della località Santa Brigida, è uscito fuori strada con l’auto, una Toyota, finendo contro il guardrail. Immediatamente soccorso dai passanti e dagli altri automobilisti, è stato trasportato in ambulanza all’ospedale di Sulmona dove i medici gli hanno applicato tre punti di sutura sulla testa. Qui, all’esito degli esami svolti per prassi, si è scoperta la positività alla cocaina. Un valore alto, pari a mille, che ha spinto gli agenti della polizia stradale a denunciare il sacerdote e ritirargli la patente.

La notifica dell’atto è stata affidata ai carabinieri della compagnia di Castel di Sangro che non sono riusciti a rintracciare il prelato. Il prete si è infatti recato in ospedale, a Chieti, per sottoporsi ad alcuni accertamenti di routine, come conferma il diretto interessato. “Spesso mi sono sentito solo e poco compreso. La mia immagine non può essere infangata per un semplice incidente. Sulla vicenda scenda il silenzio”, ha detto don Daniel che nei prossimi giorni sarà convocato dal vescovo diocesano, monsignor Michele Fusco, che nel frattempo ha riunito il collegio dei consultori per decidere l’adozione di eventuali provvedimenti.

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Blitz antidroga nel carcere di Oristano: trovate 70 dosi tra marijuana e hashish

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Nuovo blitz della polizia penitenziaria con i cani antidroga all’interno del carcere oristanese di Massama, dopo la busta piena di marjiuana indirizzata a un detenuto e scoperta lo scorso weekend.

Nella mattinata di ieri, come fa sapere la Fns Cisl, anche grazie al fiuto del pitbull Krisnha, dell’unità cinofila di stanza a Badu ‘e Carros a Nuoro e adottato dal canile municipale di Sassari, sono state rinvenute 70 dosi tra marijuana e hashish.
Lo stupefacente è stato segnalato su un detenuto che rientrava da un permesso: è stato sottoposto ad un’attenta perquisizione ed è stato lo stesso uomo a estrarre la droga, contenuta in due involucri, che aveva inserito nella parte finale dell’intestino.

La sostanza stupefacente è stata sequestrata e il detenuto segnalato all’autorità giudiziaria.
“Continua inesorabilmente l’attività di polizia indirizzata al contrasto nell’introduzione, possesso, spaccio e consumo di sostanze stupefacenti all’interno dei penitenziari sardi – dice il segretario generale regionale della Fns Cisl Giovanni Villa – Il lodevole lavoro dei comandanti con le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria a disposizione, con la collaborazione del reparto cinofili del corpo gestito dal provveditorato regionale, sta continuando a macinare risultati positivi e per questo ci complimentiamo ancora. Dopo anni di insistenti richieste da parte della Fns Cisl finalmente avremo l’incremento dei conduttori cinofili così come annunciato dal capo dipartimento in occasione della festa del corpo tenutasi ieri a Roma. L’intenzione di decuplicare le unità esistenti così da avere una maggior copertura e un miglior servizio a garanzia del contrasto al fenomeno droga ci vede concordi e auspichiamo che ciò avvenga in tempi brevi”.

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Padova, sequestrata carne con il virus della “peste suina”

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I carabinieri del Nas di Padova hanno denunciato un cinese, gestore di un esercizio commerciale di alimenti etnici della zona Camin di Padova, per aver messo in vendita carne contaminata dal ‘virus della peste suina’.
All’uomo è stato anche contestato un illecito amministrativi per 6.500,00 per omessa rintracciabilità, condizioni igienico sanitarie carenti e etichettatura non conforme, disponendo il blocco ufficiale di due celle frigorifere “abusive” e il contestuale sequestro di kg 2490 di alimenti di origine animale per rischio sanitario.
Il provvedimento è stato preso dopo un accertamento, fatto dall’Arma con l’Aulss 6, lo scorso febbraio, nel negozio dove sono stati presi, a campione, delle derrate alimentari che sono state poi sottoposte ad analisi di laboratorio che hanno fatto emergere la presenza nella carne del virus peste suina”, comunque non trasmissibile all’uomo.

La carne suina, di provenienza cinese, era sprovvista di rintracciabilità/etichettatura in lingua italiana e dichiarata pericolosa per la salute poiché è vietata l’importazione e vendita nella comunità europea.

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