Wafa: “un morto e tre feriti in un bombardamento israeliano a Rafah”

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L’agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che una persona è morta e altre tre sono rimaste ferite in un bombardamento israeliano che ha colpito ieri sera la parte meridionale della città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.

Feriti a causa dei raid delle ultime ore vengono segnalati dalla Wafa anche nel campo profughi di Bureij, nel centro dell’enclave palestinese.
Media arabi affermano che un esponente del gruppo paramilitare Fronte democratico per la liberazione della Palestina (Fdlp) è rimasto ucciso in un bombardamento aereo israeliano sulla città di Gaza. La vittima sarebbe Talal Abu Zarifa, membro dell’ufficio politico dell’organizzazione di ispirazione marxista-leninista.
Il bilancio delle vittime nella Striscia dal 7 ottobre scorso è di almeno 35.034 morti e 78.755 feriti, secondo i dati del Ministero della Sanità locale gestito dal movimento islamista Hamas.

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Kharkiv, sostituito il comandante del fronte

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Il comandante ucraino responsabile della linea del fronte nordorientale di Kharkiv è stato sostituito durante l’offensiva russa.

Lo riporta il Guardian citando le autorità militari ucraine, secondo cui il generale di brigata Mykhailo Drapaty ha preso il posto di Yuriy Galushkin. Il portavoce militare Nazar Voloshyn ha dichiarato a Rbc-Ucraina che la decisione di nominare Drapaty è stata presa l’11 maggio, ma non ha riferito le motivazioni di questa scelta.
Il giorno prima, la Russia ha lanciato la nuova offensiva al confine nord-orientale dell’Ucraina nella regione di Kharkiv.

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Palermo, disabile muore in un incendio nella sua abitazione

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Nell’incendio in via Michele Cipolla a Palermo i vigili del fuoco hanno salvato la madre di 87 anni dell’uomo di 57 anni morto nel rogo.

L’uomo era disabile e tetraplegico. La donna si trovava nella stanza vicino alla porta di ingresso che è stata aperta dai pompieri. Per il figlio non c’è stato nulla fare. Non è escluso che il rogo sia stato provocato dalla vittima che ha cercato così la morte. Oltre ai vigili del fuoco sono intervenuti anche i sanitari del 118, i carabinieri che indagano e il magistrato di turno. 

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Lasciò morire di stenti la figlia, condannata all’ergastolo

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Alessia Pifferi è stata condannata all’ergastolo per aver lasciato morire di stenti la figlia Diana di 18 mesi, abbandonata a casa da sola per 6 giorni nel luglio del 2022.

Lo ha deciso oggi la Corte di Assise di Milano.  Nel condannare Alessia Pifferi per l’omicidio della figlia Diana, i giudici hanno escluso l’aggravante della premeditazione che le veniva contestata insieme a quelle dei futili motivi e dell’aver commesso il fatto nei confronti della figlia minorenne. Dopo l’arringa del difensore Alessia Pontenani, il pm Francesco De Tommasi aveva replicato. “C’è una sola vittima e si chiama Diana. E c’è una bugiarda che è Alessia Pifferi, una attrice che è Alessia Pifferi. Chiedo di non riconoscere alcun beneficio”.

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Chioggia, picchia la ex e poi si suicida

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La donna, una 45enne originaria di Chioggia, è stata dimessa dall’ospedale dell’Angelo di Mestre con una prognosi di 25 giorni.

Lei e l’uomo, del quale sono state rese note le iniziali D.V., erano colleghi: si erano conosciuti durante i turni da operatori ecologici presso il gruppo Veritas di Mestre.

La coppia aveva convissuto a Mestre in via Calucci. Dopo la separazione lei era rimasta a vivere in casa e lui era tornato a Noale. L’aggressione, il primo episodio di violenza dall’incontro fra i due, è avvenuta fra sabato 4 e domenica 5 maggio proprio nell’abitazione di Mestre: il fatto è emerso quando la donna ha raggiunto il pronto soccorso con evidenti segni di percosse in volto. Secondo la ricostruzione, l’uomo avrebbe prima tentato di strangolare la 45enne e poi avrebbe infierito su di lei con diversi colpi. La donna è stata medicata e trattenuta in osservazione, prima di essere dimessa con procedura protetta. La donna si è poi rivolta al commissariato di Marghera. Nella serata di domenica 5 maggio, i carabinieri hanno cercato di rintracciare il 57enne. Raggiunta la sua casa di Noale, hanno trovato il suo corpo senza vita.

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Casteldaccia, si indaga sulle falle nella sicurezza

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Verranno effettuate nelle prossime ore al Policlinico di Palermo le autopsie dei 5 operai morti lunedì mentre lavoravano alla rete fognaria di Casteldaccia.

Sul drammatico incidente sul lavoro ha aperto una indagine per omicidio colposo plurimo la Procura di Termini Imerese. La fissazione degli esami medico-legali, accertamenti irripetibili, potrebbe portare ai primi avvisi di garanzia: un atto necessario per dare la possibilità alle persone a vario titolo coinvolte nella vicenda di nominare propri consulenti in modo che possano partecipare alle autopsie.
Secondo le prime ricostruzioni, le vittime lavoravano per la Quadrifoglio Group che si era aggiudicata in subappalto dalla Tek i lavori di manutenzione della rete fognaria di Casteldaccia e di altri comuni, lavori esternalizzati da Amap, la municipalizzata del capoluogo, e non sarebbero dovute scendere nell’impianto ma avrebbero dovuto procedere allo spurgo dei tombini dalla strada. La sonda dell’autospurgo, che avrebbero dovuto calare dall’esterno – il tombino era stato ricoperto di asfalto in precedenti lavori stradali – si sarebbe bloccata e gli operai avrebbero chiesto il permesso al direttore dei lavori di Amap di scendere sotto terra. Il “tappo” che impediva alla sonda di spurgare sarebbe saltato e i primi 3 operai, tra cui il capo squadra e contitolare della Quadrifoglio, Epifanio Alsazia, sarebbero stati investiti da liquami e gas letale, avrebbero perso i sensi e sarebbero precipitati nella vasca sottostante.
Per soccorrerli altri tre lavoratori, tra cui l’interinale Giuseppe La Barbera, che era addetto al controllo della segnaletica stradale, sarebbero scesi. Due sono morti, uno, Domenico Viola, è in fin di vita in Rianimazione al Policlinico.
I medici, che parlano di “insufficienza multiorgano”, stanno cercando di capire quali delle funzioni vitali siano state compromesse. 

 Le indagini puntano a chiarire eventuali falle nella sicurezza – nessuno degli operai indossava mascherine -, con quali criteri fosse stato selezionato il personale che non sarebbe stato specializzato e non avrebbe seguito corsi di sicurezza e perché il tecnico Amap ha autorizzato le vittime a scendere nella stanza dell’impianto. C’è da chiarire anche la catena di responsabilità nella vigilanza sui lavori subappaltati alla ditta.
“Chiediamo risposte immediate all’Ispettorato nazionale del lavoro, al ministro del Lavoro e alla Regione Siciliana”, dice Fp Cgil Sicilia. “Ricordiamo che ad oggi, in Sicilia – si legge nella nota – sono stati inviati dall’Inl solo 30 ispettori del lavoro, nessuno con le professionalità tecniche necessarie per fare verifiche in ambienti confinati come quello di Casteldaccia. Per di più gli ispettori inviati resteranno solo sino a fine anno, mentre la sicurezza e la tutela del lavoro non hanno scadenze temporali. È fondamentale avere un presidio stabile anche in Sicilia: occorre provvedere al più presto all’invio di altri ispettori del lavoro e di ispettori tecnici, garantendo la loro piena operatività e superando inesistenti ostacoli burocratici”. 

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Superbonus, scoppia la polemica tra Giorgetti e Tajani

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“Io ho una responsabilità e difendo gli interessi dell’Italia come ministro delle finanze. Chiaro?”. E’ lapidario il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, a margine dell’evento Investopia, rispondendo ad una domanda sulle perplessità di Antonio Tajani sulla vicenda Superbonus.
Il vicepremier leader di Forza Italia aveva espresso dubbi sulla norma che spalma su 10 anni i crediti del Superbonus e di cui banche e imprese temono una possibile retroattività. “Come Forza Italia vogliamo ascoltare le imprese e le banche per capire se ci sono dei danni o se bisogna intervenire in Parlamento per fare delle proposte, fermo restando l’intervento indispensabile per fermare i danni del superbonus”, ha detto Tajani, secondo cui 10 anni “forse sono troppi”.

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Venezia, scontri tra manifestanti e forze dell’ordine

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Bandiere della Palestina e scontri con la polizia a un paio di calli dal G7 della Giustizia a Venezia, ribattezzato “dell’ingiustizia” dai manifestanti dei centri sociali del Nord est.

I disordini si sono verificati negli stessi minuti in cui il gruppo di guardasigilli dei sette Paesi ha suggellato un’alleanza contro trafficanti di essere umani, le mafie, la diffusione delle nuove droghe e i rischi derivati dagli utilizzi criminali dell’intelligenza artificiale. Le tensioni sono cominciate quando nel pomeriggio i manifestanti, circa 250, avevano cercato di avvicinarsi alla sede dell’incontro: qui ci sono state alcune cariche di alleggerimento delle forze dell’ordine, per impedire lo sfondamento del cordone degli agenti in assetto antisommossa. Gli esponenti dei centri sociali, che hanno intonato slogan pro Gaza, è stata una protesta contro l’attuale situazione in Palestina: “Quei ministri blindati in un palazzo non sanno leggere la realtà del mondo, il primo atto di giustizia dovrebbe essere schierarsi contro questa guerra – hanno urlato ai megafoni i manifestanti – . La nostra è una giustizia dal basso, che difende le realtà territoriali”. 

Al summit nella città lagunare sotto la presidenza italiana i titolari della Giustizia di Giappone, Usa, Germania, Canada, Regno Unito e Francia, con il ministro ucraino come ospite, hanno messo insieme una serie di dossier annunciando un lavoro costante che non si fermerà al G7, ma ha già nuovi appuntamenti in vista. Durante il vertice, che si è svolto nella Scuola Grande San Giovanni Evangelista, è nata la ‘Venice Justice Group’, un organismo permanente che punta a rafforzare e coordinare le iniziative su temi urgenti, a partire dalle problematiche connesse alla guerra in Ucraina, compresa quella ibrida, combattuta con l’intelligenza artificiale che tenta di manipolare e veicolare le scelte elettorali. 

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Messico, dichiarata l’emergenza ambientale

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La Commissione Ambientale della Megalopoli (CAMe) ha dichiarato attiva la Fase I di contingenza ambientale atmosferica nella Zona Metropolitana della Valle del Messico dopo aver registrato concentrazioni di ozono pari o superiori a 160 ppb in alcune stazioni di monitoraggio della capitale ed aver confermato che persistono condizioni avverse per la dispersione dei contaminanti.

Sono state stabilite limitazioni alla circolazione dei veicoli in base alla compilazione numerica delle targhe e alla categoria di verifica ricevuta nell’ultima ispezione.

Il provvedimento riduce il parco veicoli circolante di circa 1,7 milioni di unità.

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Ecuador, omicidi di minori in notevole aumento

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Gli omicidi di bambini e adolescenti sono aumentati del 700%, in Ecuador, dal 2019 al 2023, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Unicef.

Solo lo scorso anno sono stati registrati 770 assassinii di minorenni: 248 avevano tra zero e 4 anni, 468 erano adolescenti tra i 15 ed i 19 anni, 54 avevano tra i 5 ed i 14 anni. Nel settembre 2023, l’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Ecuador ha messo in guardia sull’aumento dei casi osservando che i crimini sono legati al reclutamento di minori nelle bande armate. Durante la prima metà del 2023, 9 omicidi su 10 di adolescenti tra15 e 19 anni sono stati commessi con armi da fuoco. 

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