Wafa: “Quattro palestinesi uccisi in Cisgiordania”

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“Quattro palestinesi sono stati uccisi in scontri a fuoco durante un’operazione dell’esercito israeliano a Jenin in Cisgiordania”.

Lo ha riferito l’agenzia Wafa secondo cui i quattro sono stati uccisi, e altri feriti, durante l’assalto della città da parte delle forze di occupazione israeliane”. L’Idf ha spiegato che nel corso dell’operazione antiterrorismo è stata circondato un edificio nella città nel quale “i terroristi si erano barricati” e che un drone “ha colpito numerosi uomini armati nell’area”.

L’aviazione israeliana ha colpito la notte scorsa “obiettivi terroristici degli Hezbollah nel sud del Libano, inclusi quelli nelle aree di Jibbain e Kfarhamam”. Lo ha detto il portavoce militare aggiungendo inoltre che “l’artiglieria israeliana ha colpito per rimuovere una minaccia nella zona di Naqoura”. Ieri gli Hezbollah hanno lanciato sul nord di Israele 200 razzi e 20 droni esplosivi

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Volla, operaio investito da un pallet di materiali: è in fin di vita

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Un operaio di 57 anni, regolarmente assunto, secondo la ricostruzione fornita dai Carabinieri, è stato accidentalmente investito da un pallet di materiale all’interno dei locali di un’azienda di smaltimento e recupero di materiale elettrico in via Palazziello a Volla ed ha poi battuto la testa.

Sul posto sono intervenuti i militari della locale stazione. L’incidente durante alcune operazioni di scarico.

L’uomo è stato portato al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare ed è tuttora ricoverato in prognosi riservata, in pericolo di vita. Indagini in corso per chiarire dinamica dell’incidente.

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Emergenza cinghiali in Molise, la Coldiretti scende in piazza

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Coldiretti Molise si mobilita e scende in piazza per manifestare contro l’aumento incontrollato dei cinghiali sul territorio regionale.

Dalle ore 10 di martedì 9 luglio l’organizzazione, insieme ad agricoltori, allevatori, imprenditori agricoli e zootecnici, oltre a privati cittadini, “circa un migliaio” – si legge in una nota – effettuerà un sit-in a Campobasso davanti alla sede del Consiglio regionale.
La gravissima emergenza creata dall’aumento incontrollato dei cinghiali “sta infatti provocando danni ingentissimi al settore primario”, considerato che “distruggono i raccolti costringendo centinaia di aziende a chiudere e mettono a rischio la sicurezza dei cittadini spingendosi anche all’interno dei centri abitati, provocando sempre più spesso incidenti stradali anche mortali”.
Per questo Coldiretti chiede subito il Piano regionale straordinario di contenimento della specie, previsto da una specifica norma, “che può salvaguardare le imprese agricole e i cittadini con strumenti più efficaci contro l’invasione dei cinghiali e della fauna selvatica incontrollata”.

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Guerra, Putin respinge le proposte di Orban

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Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha chiesto al presidente russo Vladimir Putin un cessate il fuoco in Ucraina per facilitare l’apertura di negoziati, ma Putin ha risposto di essere contrario perché la Russia vuole “una piena e definitiva conclusione del conflitto”.

Lo ha detto lo stesso Putin in una conferenza stampa congiunta, citato da Ria Novosti.

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Stupri Caivano, richieste pene tra i 9 e 10 anni e 8 mesi di reclusione

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Pene tra 9 e 10 anni e otto mesi di reclusione (pene ridotte di un terzo in considerazione del rito) sono stati chieste poco fa dal pm Claudia De Luca nel corso del processo con il rito abbreviato che si sta celebrando a Napoli davanti al giudice del tribunale per i minorenni di Napoli Anita Polito.

L’udienza di oggi riguarda tre dei sette minorenni ritenuti coinvolti negli abusi sessuali perpetrati la scorsa estate a Caivano, in provincia di Napoli, ai danni di due cuginette di 12 e 10 anni.  Le richieste riguardano, in particolare due ragazzi 16enni e un 18enne, tutti minorenni all’epoca dei fatti. Il sostituto procuratore ha anche chiesto che non vengano concesse le attenuanti generiche ai tre giovanissimi imputati.

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Reggino, 11 arresti per la realizzazione di piantagioni di cannabis

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Un’associazione a delinquere finalizzata alla realizzazione di vaste piantagioni di cannabis in provincia di Reggio Calabria.

Stupefacente che poi veniva venduto sul mercato illegale da un’organizzazione costituita da soggetti operanti nei Comuni di Taurianova, San Procopio e Sant’Eufemia D’Aspromonte.

È scattata stamattina all’alba l’operazione “Fata verde”, il bltiz dei carabinieri del Nipaaf del Gruppo carabinieri Forestale di Reggio Calabria, che hanno eseguito un’ordinanza emessa dal gip su richiesta della Dda di Reggio Calabria guidata dal procuratore Giovanni Bombardieri. Sono 13, in tutto, le misure cautelari: 8 persone sono finite in carcere, 3 ai domiciliari e per 2 indagati è stato disposto divieto di dimora in Calabria.
Le indagini avrebbero consentito di individuare i soggetti che finanziavano e sovraintendevano i lavori di piantagione, riconducibili alle cosche di ‘ndrangheta del reggino e del catanzarese, nonché gli altri componenti dell’organizzazione. Si tratta di quei soggetti definiti “quote parte” perché a ciascuno di essi spettava una parte dei proventi derivanti dalla vendita della cannabis. Stando all’impianto accusatorio, l’organizzazione si serviva anche di figure assoldate di volta in volta, che venivano individuate per svolgere compiti di vigilanza e manovalanza, “soggetti sacrificabili”, spesso incensurati, disposti ad assumersi ogni responsabilità nell’ipotesi di un intervento delle forze di polizia.
    Dalle intercettazioni è emerso che i capi promotori dell’associazione a delinquere erano inseriti in un sistema strutturato e consolidato di commercio nel mercato illegale e questo consentiva loro di utilizzare canali “sicuri” ai quali destinare la sostanza stupefacente. Gli indagati, inoltre, simulavano la legale sussistenza delle coltivazioni di canapa, con raggiri e stratagemmi finalizzati ad eludere i controlli operati dai carabinieri forestali.
Nel corso di uno di questi, infatti, uno dei titolari dell’attività esibiva ai carabinieri la documentazione comprovante la sussistenza di un’azienda agricola a suo nome, un regolare contratto di affitto del terreno e fatture di acquisto di semi certificati di canapa nei limiti previsti dall’attuale normativa. Le analisi eseguite dal reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri, però, confermavano la sussistenza di un principio attivo Thc nettamente superiore al quantitativo soglia consentito dalla legge, il che certificava la natura di stupefacente delle piante campionate.
Durante le indagini, uno degli indagati è stato arrestato in flagranza di reato mentre trasportava piante di canapa mentre altri quattro soggetti sono stati sorpresi nella lavorazione dello stupefacente – circa 70 chili di marijuana sequestrata – che era già in stato di essiccazione e pronto per la vendita.
   
   

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Taiwan, individuati 26 aerei cinesi intorno all’isola

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l ministero della Difesa di Taiwan ha rilevato un’improvvisa impennata di attività militari cinesi intorno all’isola, con 26 aerei da guerra contati in poco più di tre ore a partire dalle 6.55 locali (0.55 in Italia): erano di vario tipo (inclusi J-16, Y-8 e UAV) e 20 hanno attraversato la linea mediana dello Stretto di Taiwan e sono entrati nelle parti nord, centro e sud dell’area di identificazione di difesa aerea (Adiz) di Taipei “conducendo un pattugliamento di combattimento congiunto insieme alle navi militari”.

La mossa segue i 36 aerei e le 8 navi da guerra cinesi segnalati nell’arco delle 24 ore fino alle 6 locali.

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Auto nel fiume Po, si ipotizza l’ennesimo femminicidio

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Si allunga l’ombra dell’ennesimo femminicidio su quello che sembrava un incidente che ha visto vittima una coppia annegata nell’auto finita nel Po a Casalmaggiore.

Gli inquirenti indagano per omicidio-suicidio.
Le immagini delle telecamere mostrano la donna inerme nell’abitacolo prima che la vettura finisca in acqua e l’uomo che poi cerca di salvarsi aggrappandosi a una barca con la mano fuori dal finestrino.

A far sospettare gli inquirenti il fatto che il rapporto si fosse incrinato negli ultimi mesi. Le vittime sono Stefano Del Re e Lorena Vezzosi, di 53 e 51 anni, originari del Casalasco e residenti a Sant’Arcangelo di Romagna.
I filmati acquisiti dai carabinieri del circuito di video sorveglianza della società canottieri che guarda al fiume, proprio nel punto in cui la vettura si è inabissata, mostrano l’uomo ancora vivo che tenta di aggrapparsi a una barca dalla vettura trascinata dalla corrente e la donna già immobile sul sedile passeggeri.
Non solo: un altro frame dello stesso filmato mostrerebbe la vittima già esanime anche nel passaggio della macchina lungo il rettilineo che porta al fiume. Dettagli che lasciano supporre che Lorena Vezzosi fosse già morta, o comunque in condizioni di semi incoscienza, e in ogni caso non in grado di reagire, quando è arrivata sul lungo Po. E per questo l’ipotesi investigativa non esclude che la donna possa essere stata uccisa prima e che Del Re abbia poi deciso di farla finita. Dalla prima Ispezione cadaverica, eseguita dal medico legale, non risultano ferite evidenti sul corpo della donna. Solo una lesione alla gamba destra compatibile con lo schianto.
Decisiva per chiarire quanto accaduto sarà l’autopsia, che dovrebbe essere effettuata lunedì. E determinanti potrebbero essere gli accertamenti in corso da parte dei militari dell’arma nell’abitazione di due in Romagna: se li fossero trovate tracce di violenza, lo scenario diventerebbe più chiaro di quanto non lo sia al momento.

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Siracusa, due giovani accusati di violenza sessuale

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Un 18enne e 19enne, entrambi siracusani, sono stati arrestati dalla polizia con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di due studentesse americane.

Gli agenti della squadra mobile hanno eseguito il provvedimento di fermo emesso dalla Procura di Siracusa.

Secondo quanto riferito dalla polizia la violenza sarebbe avvenuta mercoledì notte.
   
Le due giovani, studentesse statunitensi in vacanza studio a Siracusa, dopo aver trascorso una serata in allegria ad Ortigia, mentre stavano facendo rientro a casa, sarebbero state avvicinate da due ragazzi a bordo di uno scooter nei pressi foro Italico, nel centro storico. Secondo quanto riferito dagli inquirenti i due giovani, con la scusa di chiedere in prestito i documenti necessari per recarsi al distributore automatico di sigarette, avrebbero approfittato della ingenuità delle vittime, dell’ora notturna e della difficoltà nella comprensione della lingua italiana. Prima le avrebbero separate e poi le avrebbero violentate in luoghi diversi: una nei pressi del lungomare di Ortigia, l’altra all’interno di un’abitazione nelle vicinanze.

La mattina successiva le due studentesse hanno denunciato tutto alla polizia che ha avviato le indagini identificando i due giovani e acquisito “numerosi elementi a riscontro delle dichiarazioni delle vittime, ascoltando diversi soggetti informati sui fatti, effettuando sopralluoghi per la ricostruzione delle scene del crimine”.

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Rimini, donna si getta dal balcone insieme al figlio

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Aveva addosso biglietti di addio la donna di 40 anni che si è buttata dal tetto di un condominio in via della Piante, zona Celle, a Rimini, portando con sé il figlio di sei anni, uccidendosi e uccidendo il bambino.

Dalle informazioni soffriva di depressione.

E’ intervenuto il 118, ma per i due non c’era nulla da fare. La squadra mobile sta svolgendo accertamenti sulla tragedia. La donna, come le altre mattine, era andata ad accompagnare il figlio dai suoi genitori, che vivono nel palazzo, per poi andare al lavoro, come commessa, mentre il bambino doveva andare ad un centro estivo, accompagnato dai nonni. La quarantenne ha invece raggiunto il tetto della palazzina di cinque piani, da cui si accede da una scala, e si è gettata nel vuoto. Lascia un compagno, a quanto si apprende padre del bambino.

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