Omicidio di Cernusco sul Naviglio, coinvolti due ultras interisti

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Un omicidio a Cernusco sul Naviglio, nel Milanese, è avvenuto tra due ultrà interisti al termine di una lite.

La vittima è Antonio Bellocco, di 39 anni, mentre il ferito è Andrea Beretta, 49 anni, attuale capo degli ultras nerazzurri. Non ci sono altre persone coinvolte.Secondo le prime informazioni, la lite tra i due ultrà sarebbe scoppiata all’uscita della palestra, una scuola di pugilato in via Besozzi 2, dove si erano andati ad allenare. Al culmine dell’alterco, dentro una vettura Smart parcheggiata a ridosso del cortile, Bellocco avrebbe sparato con una pistola a Beretta, colpito a una gamba che a sua volta ha accoltellato Bellocco alla gola, uccidendolo. Soccorso dal 118, Beretta è stato portato in codice giallo all’ospedale San Raffaele di Milano.
La vittima, Antonio Bellocco, è considerato l’erede dell’omonima famiglia ‘ndranghetista, basata a Rosarno (Reggio Calabria). È il nipote del boss storico, e il figlio di Giulio Bellocco, deceduto nel carcere di Opera (Milano) dove si trovava detenuto in regime di 41 bis. Lui stesso aveva precedenti per reato di crimine organizzato. Il suo arrivo, da circa un anno, nel direttivo ultras, avrebbe creato malumori nella gestione della curva, per via del suo peso, e dell’amicizia con Marco Ferdico, l’indiscusso capo degli ultras nerazzurri su cui però al momento pesa un Daspo decennale e che quindi ha formalmente lasciato il comando proprio a Beretta.

occhio.com

Bologna, 16enne muore durante una rissa

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Un ragazzo di 16 anni è morto per le ferite riportate in una aggressione a coltellate, avvenuta ieri sera in via Piave, zona Saffi a Bologna.

Un altro giovane, di 17 anni, è rimasto ferito in quella che da una prima ricostruzione sarebbe stata una rissa fra minorenni.

Ad avere la peggio è stato il 16enne che è deceduto già durante il trasporto al vicino ospedale Maggiore. A dare l’allarme, verso le 22.30, sarebbero stati alcuni residenti che hanno sentito gridare ‘aiuto’ dalla strada. Sul posto, oltre al 118, è intervenuta la polizia che ha avviato indagini per ricostruire i retroscena dell’omicidio e identificare il responsabile.
   

occhio.com

Roma, sette pesrone arrestate per droga

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Sono 7 le persone arrestate dalla Polizia di Stato nelle ultime ore in quanto gravemente indiziate del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nell’ambito dei servizi dedicati alla prevenzione e repressione dei reati in materia di stupefacenti, i poliziotti del Commissariato Porta Pia, a seguito di attività info investigativa, hanno arrestato un 23enne tunisino e un 19enne italiano poiché sorpresi durante la cessione di sostanza stupefacente. I due sono stati immediatamente bloccati e a seguito di un controllo effettuato all’autovettura noleggiata, utilizzata dal 23enne per le consegne, sono stati rinvenuti 34 involucri in cellophane, contenenti cocaina per un peso di 21 grammi. La perquisizione estesa poi al domicilio del 21enne ha permesso, inoltre, di rinvenire circa 290 grammi di sostanza stupefacente tra hashish e cocaina.

Gli agenti del Commissariato Esquilino, dopo essere venuti a conoscenza dell’attività di spaccio posta in essere da un 48enne italiano in località Marco Simone, lo hanno intercettato a bordo della sua autovettura, fermato e sorpreso mentre prelevava un voluminoso involucro ceduto da una donna, identificata per una 41enne italiana. I due sono stati trovati in possesso di 30 involucri in cellophane contenenti cocaina per un peso di circa 10 grammi. A seguito di perquisizione estesa all’abitazione della donna, sono stati rinvenuti ulteriori 562 involucri di cocaina per un peso complessivo di 200 grammi, occultati in un mobile della cucina e in parte all’interno di una camicia riposta nell’armadio della camera da letto. Per i due è scattato immediatamente l’arresto.

I poliziotti del X Distretto Lido di Roma hanno arrestato in due distinte occasioni 3 persone. Nel primo caso gli agenti a seguito di un’attività investigativa sono riusciti ad individuare all’interno di un terreno abbandonato un’area recintata, dove vi erano 10 piante di marijuana coltivate da un 25enne italiano che è stato tratto in arresto. Nel secondo caso, invece, i poliziotti venuti a conoscenza di un’attività di spaccio posta in essere all’interno di un appartamento, hanno effettuato un servizio di osservazione assistendo ad uno scambio di sostanza stupefacente. Prontamente intervenuti, i poliziotti hanno arrestato 2 italiani di 43 e 45 anni e sequestrato circa 28 grammi di sostanza stupefacente e oltre 500 euro in contanti.

occhio.com

Latte adulterato, gip interdice cinque dipendenti dello stabilimento “Fattorie Marchigiane” di Colli al Metauro

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I carabinieri del Nas di Ancona hanno eseguito cinque misure cautelari personali interdittive, emesse dal Gip del Tribunale di Pesaro, per altrettanti dipendenti dello stabilimento ‘Fattorie Marchigiane’ di Colli al Metauro (Pesaro Urbino) che non potranno esercitare attività professionale in attività del settore lattiero-caseario.

L’accusa è di aver adulterato latte e prodotti caseari dello stabilimento nel quale avevano un ruolo di responsabilità.

Le indagini sono iniziate dopo un’ispezione igienico-sanitaria nell’ottobre 2023, dalla quale emersero elementi a carico dei cinque dipendenti, ritenuti responsabili di numerose condotte di adulterazione di sostanze alimentari, frode nell’esercizio del commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine.
Ispezioni e controlli allo stabilimento hanno consentito infatti di rinvenire e sequestrare rilevanti quantitativi di sostanze chimiche utilizzate per l’adulterazione del latte crudo, notevoli partite di latte e cagliata in cattivo stato di conservazione, oltre che latte e prodotti scaduti.
Numerosi i campionamenti, effettuati nel corso delle indagini, di latte e altri prodotti sui quali sono state condotte analisi microbiologiche. Perquisizioni sono state eseguite a carico degli indagati ai quali sono stati sequestrati telefonini e dispositivi informatici poi sottoposti ad analisi forensi da parte di consulenti. In stretta collaborazione con l’Unità investigativa centrale dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari di Roma (Icqr) è in corso l’analisi delle memorie dei supporti informatici.
   

occhio.com

Roma, 60enne prestava soldi con un tasso usurario del 900%

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Prestava soldi a colleghi e conoscenti in difficoltà applicando tassi usurari fino al 900%.

Per questo i carabinieri della stazione di Porta Portese hanno arrestato un romano di 60 anni.

L’uomo si trova ora ai domiciliari. Le indagini sono state avviate nel 2022 dopo la denuncia di una delle vittime, un 58 enne romano, collega di lavoro dell’uomo.

Ha raccontato che nel mese di giugno del 2018, trovatosi in un particolare momento di difficoltà anche per lo stato di salute della compagna e della madre anziana, aveva richiesto e ottenuto un prestito di 500 euro. Trascorso circa un mese, a fronte dell’apparente disinteressata disponibilità iniziale, l’indagato aveva iniziato a pretendere la restituzione non solo della somma elargita ma anche degli interessi maturati.

In quattro anni la vittima gli ha versato “mensilità” per un ammontare totale di circa ventimila euro, a fronte del prestito iniziale di soli 500 euro, con un tasso di interesse calcolato del 917,64%. Accertati almeno altri quattro episodi di usura, tra il 2019 e il 2023, con lo stesso modus operandi.

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Massafra, violenza sessuale di gruppo nei confronti di una 23enne

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Le hanno offerto un passaggio in auto, poi si sono fermati in una zona di campagna e hanno abusato di lei.

E’ quanto raccontato a carabinieri da una ragazza di 23 anni di Massafra, in provincia di Taranto), che si è prima recata in ospedale, accompagnata dal fratello, e poi ha denunciato l’accaduto.

Tre uomini di 23, 27 e 34 anni, originari di Palagiano (Taranto), sono stati rintracciati e sottoposti a fermo con l’accusa di violenza sessuale di gruppo: domani saranno interrogati dal gip Francesco Maccagnano nell’ambito dell’udienza di convalida.

I fatti risalgono alla notte tra il 30 e il 31 agosto scorsi. Secondo la versione fornita agli inquirenti, la ragazza stava tornando a casa in compagnia di due amici, un uomo e una donna, con i quali aveva trascorso la serata. Durante il tragitto sono stati avvicinati da un’auto con a bordo i tre sospettati che hanno offerto loro un passaggio.

L’invito è stato accettato perché il gruppetto conosceva uno dei ragazzi nell’auto. Gli amici della 23enne sono stati accompagnati a casa per primi mentre la giovane, rimasta sola in auto, è stata portata in campagna dove sarebbe stata violentata. Dopo avere abusato di lei, i tre l’avrebbero riportata a casa, facendola scendere dall’auto poco prima di arrivare, minacciandola e intimandole di non raccontare nulla. La ragazza, però, ha chiamato suo fratello e con lui ha raggiunto l’ospedale dove i medici hanno accertato la violenza sessuale e hanno attivato il protocollo previsto in questi casi contattando le forze dell’ordine. I sanitari avrebbero riscontrato lesioni riconducibili al presunto stupro di gruppo. I carabinieri hanno raccolto la testimonianza della presunta vittima e sono riusciti a individuare l’auto dei tre mentre erano ancora in giro. E’ stato così notificato il fermo disposto dal pm di turno Antonio Natale.

La ragazza avrebbe spiegato di aver implorato più volte gli aggressori di fermarsi e di non farle del male, ma la violenza sarebbe tuttavia proseguita. I giovani fermati, secondo alcune indiscrezioni, avrebbero cercato di difendersi sostenendo che non ci sarebbe stata alcuna costrizione e che dunque il rapporto era consenziente. Ora potranno fornire la loro versione dei fatti rispondendo alle domande del gip, limitarsi a dichiarazioni spontanee o avvalersi della facoltà di non rispondere. Per la federazione Sicurezza & Difesa (Fsd), “sembra oramai un bollettino di guerra, non passa giorno che non si registrino episodi di violenza sessuale, quasi sempre commessa da gruppi violenti. Riteniamo sia altresì indispensabile una modifica del nostro ordinamento penale soprattutto per quanto concerne l’imputabilità. Non deve essere consentito alcun beneficio o sconto di pena”.

La notizia si è subito diffusa nelle comunità di Massafra e Palagiano, che distano tra di loro una decina di chilometri. Tantissimi i commenti sui social nework. “L’unica cosa che devono fare – scrive una donna – è ammettere le proprie responsabilità perché questa povera figlia ha già vissuto un incubo”. Ma “bisogna inasprire le pene” chiosa un altro utente. “Ragazze – osserva una cittadina – ma perché accettate passaggi da chi non conoscete? Chiamate a casa e fatevi venire a prendere da un parente”. Ed ancora: “la violenza è violenza sempre. Non può e non deve essere giustificata mai. Le donne non sono un oggetto e hanno il diritto di essere rispettate”. C’è chi rilevare, infine, che ci troviamo al cospetto di “una società malata con giovani allo sbando e senza valori, lontani da quella umanità che dovrebbe contraddistinguerci”.

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Il Papa è Indonesia per contrastare estremismo e intolleranza

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“Per favorire una pacifica e costruttiva armonia, che assicuri la pace e unisca le forze per sconfiggere gli squilibri e le sacche di miseria, che ancora persistono in alcune zone del Paese, la Chiesa Cattolica desidera incrementare il dialogo interreligioso”.

Così il Papa nel discorso alle autorità e alla società civile dell’Indonesia. “Si potranno eliminare in questo modo i pregiudizi e far crescere un clima di rispetto e fiducia reciproca, indispensabile per affrontare le sfide comuni, tra le quali quella di contrastare l’estremismo e l’intolleranza, i quali – distorcendo la religione – tentano di imporsi servendosi dell’inganno e della violenza”, ha aggiunto.
Nel mondo “vi sono casi in cui la fede in Dio – ha poi denunciato Papa Francesco – viene continuamente posta in primo piano, ma spesso per essere purtroppo manipolata e per servire non a costruire pace, comunione, dialogo, rispetto, collaborazione, fraternità, ma per fomentare divisioni e accrescere l’odio”.

“In altri contesti, invece – ha aggiunto -, si ritiene di poter o dover prescindere dal ricercare la benedizione di Dio, giudicandola superflua per l’essere umano e per la società civile, che si dovrebbero promuovere con le loro proprie forze, ma che, così facendo, incontrano spesso la frustrazione e il fallimento”.

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Marmolada, sono in corso le operazioni di recupero delle salme di due alpinisti

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Due alpinisti italiani sono deceduti lungo la via che porta alla cima della Marmolada.

Sono in corso le operazioni per il recupero delle salme, che sarebbero state individuate dai soccorritori.
L’allarme sarebbe stato dato dalla moglie di uno di loro, che non lo aveva visto rientrare. Le perlustrazioni sono in corso nell’area da parte del Soccorso Alpino con l’elicottero “Falco 2”, gestito dal Suem dell’Azienda Ulss e di Dolomiti Emergency.

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Disordini nel carcere di Frosinone dopo la morte di un detenuto

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Un detenuto italiano di 62 anni è morto nel carcere di Frosinone dove stava scontando la sua pena e subito dopo sono scoppiati disordini nella prima e nella seconda sezione con vetri rotti ed ambienti allagati.

La situazione si è fatta critica al punto che è stato necessario mobilitare il Gruppo di intervento che ha ripristinato l’ordine.
A darne notizia è il sindacato Fns Cisl del Lazio evidenziando che nel penitenziario di Frosinone c’è solo il comandante ma non i caporeparto ispettori – vice comandanti, mancano gli ispettori e ci sono reparti senza comandi e per questo non si riescono a coprire i turni. Dei 38 agenti di Polizia Penitenziaria assegnati attraverso un interpello ne sono arrivati solo 20.
In base ai numeri forniti da Fns Cisl Lazio in ambito regionale mancano 652 operatori di Polizia Penitenziaria; alla casa circondariale di Frosinone secondo il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria mancherebbero solo 27 tra agenti e sottufficiali ma per il sindacato la carenza è di almeno 200 unità. Il tutto in una struttura nella quale il tasso di sovraffollamento è al 127% Per il segretario generale Fns Cisl Lazio Massimo Costantino c’è “forte preoccupazione per quanto si sta verificando nelle carceri della regione dove il personale di polizia penitenziaria è fortemente depauperato, e la carenza di personale è cronica” Proprio ieri il segretario generale Cisl del Lazio Enrico Coppotelli ed il segretario Fns Costantino avevano ribadito “la necessità di intervenire sulla gestione dei detenuti con problemi psichiatrici e quelli legati alla mancanza di posti nelle Rems e della gestione degli stessi da parte da della polizia penitenziaria”.

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Montaguto, bimba ricoverata al “Santobono” di Napoli per intossicazioni da monossido di carbonio

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Una bambina di sei mesi di Montaguto, in provincia di Avellino, è stata ricoverata all’ospedale “Santobono” di Napoli per intossicazione da monossido di carbonio.

La bimba, figlia di una coppia di nazionalità marocchina inserita nel progetto di accoglienza del ministero dell’Interno, sarebbe rimasta vittima delle esalazioni provocate da un barbecue utilizzato per una grigliata.

Nella notte è stata ricoverata in ospedale ad Ariano Irpino dove i sanitari del reparto di pediatria, in via precauzionale, hanno disposto il suo trasferimento in eliambulanza al nosocomio pediatrico napoletano dove è attualmente tenuta sotto osservazione. Le sue condizioni sono considerate buone. I sanitari dell’ospedale pediatrico, dopo averla tenuta in osservazione tutta la notte hanno sciolto la prognosi positivamente: la bimba si sta gradualmente riprendendo e non corre pericolo di vita. 
   

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